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Esperienza traumatica
Scrivo questa recensione ora che mio padre se n’è andato, con la lucidità di chi ha vissuto un incubo che nessuna famiglia dovrebbe mai affrontare. Sebbene la struttura dal punto di vista estetico è eccellente con ambienti puliti, spaziosi e piacevoli, la gestione umana da parte del personale medico e infermieristico è stata agghiacciante e profondamente irrispettosa.
In un hospice, l’empatia dovrebbe essere la prima cura. Invece, ci siamo trovati di fronte a un muro di cinismo, arroganza e totale mancanza di tatto.
I punti neri di una gestione inqualificabile.
Arroganza medica: ad eccezione della prima dottoressa che lo ha accolto, mostrando empatia e una buona dose di simpatia, abbiamo avuto a che fare con un medico "responsabile di reparto" (di cui non voglio nemmeno saperne il nome) di una superbia intollerabile. Si è permesso di schernire mia madre, una donna distrutta dal dolore, con commenti sarcastici ("E brava signora, complimenti, facciamo quello che vogliamo vero?") per aver cercato di dare sollievo a mio padre tramite un calmante per farlo almeno dormire un po' durante una notte di agonia. Un uomo privo di qualunque capacità di accoglienza verso i familiari.
Abbandono totale nel momento critico: mio padre ha passato notti intere tra emorragie inarrestabili causate dal tumore. Io e la mia famiglia siamo stati lasciati completamente soli a estrarre manualmente i coaguli di sangue dalla sua gola per non farlo soffocare. Nonostante la gravità della situazione, nessun medico o infermiere "esperto" si è mai presentato per aiutarci; si sono limitati a fornirci una scatola di cartone e delle salviette. Un abbandono tecnico e umano imperdonabile.
Mancanza di decoro e rispetto: è stato atroce dover sentire infermieri e colleghi fare capannello nei corridoi per ridere e sghignazzare ad alta voce mentre mio padre stava male. In momenti di mia palese disperazione, sono stato persino schernito alle spalle da infermieri che canticchiavano canzoncine ("Passeggiando in bicicletta...") mentre camminavo affranto in corridoio. Un comportamento di un cinismo viscerale.
Comunicazione ostile: ogni nostra domanda, posta con educazione, veniva accolta con fastidio e risposte sgarbate, talvolta in dialetto stretto, quasi fossimo degli intrusi invece che figli devastati dal dolore.
Le uniche note di merito vanno esclusivamente al personale OSS, ai fisioterapisti e al personale delle pulizie: persone umane e rispettose che hanno onorato la loro divisa.
È un peccato che una struttura così bella sia gestita, nei ruoli chiave, da persone così altezzose, presuntuose e prive di cuore. Sconsiglio vivamente questa struttura a chiunque cerchi un accompagnamento dignitoso e umano per i propri cari.
Mio padre meritava di più, e noi come famiglia meritavamo rispetto.
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