Dettagli Recensione

 
Ospedali e case di cura a Torino
Voto medio 
 
1.8
Competenza 
 
2.0
Assistenza 
 
2.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
1.0

La crisi che colpisce

Mio padre è ricoverato per aneurisma al pancreas al 4° piano, chirurgia d'urgenza Dott. Leli.
Non so davvero da dove iniziare. Forse complici i tanti tagli alla sanità degli ultimi tempi, in quel piano vige un clima tutt'altro che rilassato. Dall'infermiera che, lamentandosi con una collega del fatto che mio padre non avesse tenuto premuto abbastanza il tampone sul braccio dopo un prelievo e stesse sporcando il pavimento di sangue, diceva "Questo sanguina come un porco", alla mancanza d'acqua per i pazienti in corsia, o alla mancanza di garze o di farmaci. Mio padre ha le braccia completamente ricoperte di ematomi a causa dei molti e probabilmente inesperti tentativi di trovare la vena (molti sono studenti)... La crema per aiutarne il riassorbimento l'abbiamo comprata noi. Ma questo potrebbe essere ancora il meno. Purtroppo la diagnosi per mio padre è davvero molto nefasta. Pochi mesi di vita dicono. I medici di turno te lo comunicano con estrema freddezza. Quasi nessuna notizia su come affrontare questa catastrofe. Nei momenti di colloquio i medici erano sempre frettolosi e superficiali. Non hanno proposto un accompagnamento con uno psicologo, niente, nessun supporto. Avevano preventivato un intervento forti del fatto che sia dalla tac che dall'ecografia non fossero presenti metastasi. Invece c'erano, e molte. Hanno aperto e richiuso. Molto strano che da 2 esami approfonditi così non risultasse nulla, neanche un sospetto di metastasi. Stiamo approfondendo il discorso con un altra struttura... Comunque per farla breve, se dovete fare un intervento importante, vi sconsiglio questo ospedale! Noi volevamo farlo spostare alle Molinette, ma ci han detto che era impossibile, anche per un eventuale cura chemioterapica (informazione scorretta, visto che è sufficiente una impegnativa del medico di base per visita oncologica, prenotabile ovunque).

Patologia trattata
Cancro al pancreas.

Commenti

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Inviato da Cristina
15 Febbraio, 2014
Esame istologico:
Questo importantissimo referto ci tiene ancora legati a questa struttura. Mi sembra assolutamente assurdo che dopo 12 giorni dalle dimissioni non ci sia ancora stato consegnato. Sui fogli dell'ospedale c'è scritto che deve essere rilasciato dai 6 agli 8 giorni ma non è così. Se chiedi spiegazioni alla segreteria del 4° piano, ti rispondono in maniera scocciata che non dipende da loro, che non è più così causa "tagli alla sanità" testuali parole dell'infermiera di turno. Ora dico io... senza questo referto noi non possiamo fare nulla. Non iniziare una cura chemioterapica, non una visita con un altro oncologo, nulla. E' veramente vergognoso. Non c'è nessuna tutela. Siamo abbandonati a casa con un uomo che sta morendo giorno dopo giorno senza nessun supporto medico. Anche attivare l'Adi sembra difficilissimo. Dal giovanni Bosco hanno chiesto degli esami del sangue, da fare alle Molinette (perchè noi abitiamo difronte) con impegnativa del medico curante. Ma non credo sia possibile che un malato terminale, che non si sposta dal letto, debba fare una fila di ore per fare un prelievo. Lungi pero' dall'oncologo suggerire una diversa prassi. Se non sei informato sei solo. E lungi dal medico suggerire di fare l'eventuale chemioterapia alle Molinette, visto che è la struttura più vicina. Loro, il Giovanni Bosco, sicuramente avranno dei vantaggi economici a tenere li un paziente, non vedo altra spiegazione. Comunque senza questo maledetto esame istologico non si puo' far nulla... e non sanno neanche dire approssimativamente quanto tempo ci vorrà perchè ci venga consegnato.
In risposta ad un earlier comment

Inviato da Daniela
13 Aprile, 2014
Tutta la mia solidarietà umana e fraterna per un caso che temo non sia affatto isolato. Conosco l'ansia e il dolore impotente che accompagnano situazioni del genere.
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