Dettagli Recensione

 
Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0

Mai più a Siena

Mi sono promessa con il mio ragazzo di non mettere piu' piede a Siena, e cosi' sara'. Parto pre-termine alla 24a settimana. Arrivo al pronto soccorso per dolori lancinanti e mi hanno fatto aspettare e fare l'accettazione senza dirmi di andare subito al reparto; l'infermiere del pronto soccorso "non aveva tempo" di accompagnarci in reparto e sono stata messa su una sedia a rotelle e lasciati in balia dei corridoi per trovare quel maledetto reparto. Nel frattempo facevo eprina da 6 mesi e ho iniziato ad avere ingenti perdite ematiche nell'ascensore. Panico. Si trattava della prima gravidanza e non sapevo cosa mi stesse succedendo. Dopo circa mezz'ora siamo riusciti ad arrivare al reparto.. buio totale... Il mio ragazzo bussa disperatamente a tutte le porte da dove esce una tirocinante. Le contrazioni aumentavano e mi dichiarano che sono in travaglio. Provano a montare il tracciato ma non funzionava. Io continuavo a perdere un'assurda quantita' di sangue. Mi hanno lasciata a letto con la tirocinante (purtroppo giovanissima) quando non ne ho potuto piu' e sentivo spingere mi hanno trasferita in sala parto.. non c'era nessun dottore o primario...e' arrivato dopo due ore e quello che ha saputo fare e' solo infilare tutta la mano dove dio solo sa e dire "anche se nasce sarà un bambino con grossi problemi".. Io ero sconvolta. Iniziai a tremare per la troppa perdita di sangue e mi spostarono in sala operatoria dove mi hanno addormentata. Il battito del bambino c'era fino all'ultimo ed era l'unica mia speranza. Ho un nipote nato a 24 settimane e dopo 5 mesi in ospedale, ad oggi sta benissimo e ha 8 anni. Mi risvegliai nel corridoio e la prima cosa che chiesi e' stata "è vivo?". Ma la faccia del mio ragazzo mi ha fatto capire tutto. Al mio totale risveglio non ho avuto nessun appoggio morale, l'unico e' stato il dott. Vanni, che venne a darmi un bacio e quello basto' piu' di mille parole. Per il resto arrivavano di continuo le infermiere a chiederci cosa volevamo fare del bambino, se volevamo fare il funerale o "smaltirlo" (usarono questa parola) in maniera anonima. Noi eravamo talmente sconvolti che non sapevamo come comportaci. Ma loro entro le 14.00 del pomeriggio volevano sapere cosa fare (io ero sveglia dalle 8.00). Troppo forte da affrontare un funerale, abbiamo deciso di lasciarlo a loro ma io ho chiesto di vederlo. Pensavo mi facessero andare nella stanza dove era lui. Invece me lo portarono in stanza in un lenzuolino bianco. Praticamente e' passato nel corridoio come un pacco. Era così, fermo, cosi' piccolo e indifeso che e' un ricordo cosi' vivo nella mia mente che non riusciro' mai a scordare. Ma io dovevo vederlo. Era mio figlio. Seppur di 500 grammi, era mio figlio. Il giorno dopo sono stata dimessa senza alcuna spiegazione. Non sapevano neanche loro cosa dirmi. Prima mi hanno detto che aveva il cordone intorno al collo. Poi.. non sanno neanche loro. Ora e' passato un anno e l'idea di un 'altra gravidanza mi metterebbe un'angoscia incredibile. So solo una cosa: che con la giusta tempestività forse Samuele sarebbe ancora con noi, magari con qualche problema, l'avrei comunque accettato come figlio. Finche' tutto va bene siamo tutti bravi.. La professionalità si vede solo nei casi piu' problematici come il mio.

Patologia trattata
Parto prematuro.

Commenti

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Per Ordine 
 
Inviato da Lavinia
28 Febbraio, 2020
Ciao Gianna.
Ho letto la tua testimonianza e sono sconvolta. Mi dispiace tantissimo per quello che hai subíto, nessuna mamma dovrebbe mai provare un simile dolore, e per il piccolo Samuele. Spero tu riesca a trovare la forza dentro di te.
Ti abbraccio forte.
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