Ematologia Ospedale Padova

 
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Reparto
Il reparto di Ematologia ed immunologia clinica dell'Ospedale di Padova, Azienda Ospedaliera convenzionata con l'Università della città e situata in via Giustiniani 2, ha come Direttore responsabile il Prof. Gianpietro Semenzato. Il reparto, ubicato al secondo piano del presidio, si occupa delle patologie in ambito ematologico ed immunologico, distinguendosi per la diagnosi e la cura delle neoplasie del sistema immunitario (malattie linfoproliferative quali linfomi e mielomi), leucemie acute e croniche, trapianti di midollo, interstiziopatie polmonari immunomediate (sarcoidosi e fibrosi polmonari), immunodeficienze acquisite e congenite, malattie autoimmuni. Il centro di Ematologia è all’avanguardia sia per l’aspetto diagnostico che per quello terapeutico: vengono infatti condotti progetti di ricerca su nuovi farmaci e metodi di cura innovativi quali immunochemioterapia con anticorpi monoclonali. Fanno parte dell'equipe dell'unità operativa i dirigenti medici Dott.ssa Tamara Berno, Dott. Gianni Binotto, Dott. Antonio Branca, Dott.ssa Ilaria Gianesello, Dott.ssa Carmela Gurrieri, Dott.ssa Silvia Imbergamo, Dott.ssa Federica Lessi, Dott. Renzo Marcolongo, Dott.ssa Laura Pavan, Dott. Francesco Piazza, Dott. Livio Trentin, Dott. Fabrizio Vianello, Dott. Renato Zambello; Dott.ssa Elisa Pagnin (chimica), Dott.ssa Monica Facco (biologa).

Recensioni dei pazienti

17 recensioni

 
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Filtra per malattia, intervento, sintomo

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Assistenza 
 
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Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Ottimo

Equipe di medici e infermieri eccezionale. Bravissimi tutti, grazie di cuore.

Patologia trattata
Linfoma.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Il reparto é il numero uno, medici ottimi

Grazie di tutto ciò che state facendo per mio marito. Grazie Dott. Trentin.

Patologia trattata
Linfoma non Hodgkin.
Voto medio 
 
3.3
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
2.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
4.0

Esperienza vissuta reparto ematologia

Circa otto anni fa scopriamo che la mamma è affetta da mielofibrosi idiopatica. Viene seguita egregiamente dal dott. Amadori, che ritiene opportuno sottoporla a terapia oncologica. Dopo qualche anno però il dott. Amadori va in pensione e subentra il dott. Zambello, che a giugno del 2013 propone di tentare una cura sperimentale, che inizialmente sembra avere successo, ma che il 28 luglio viene interrotta. A questo punto la mamma rimane scoperta sia della cura oncologica precedente, sia della cura sperimentale. Viste le condizioni sempre più critiche e dopo vari consulti telefonici intercorsi con il dott. Zambello, chiediamo un ricovero che si protrae dall’11 al 22 di Ottobre nel reparto di ematologia dell’Ospedale Civile di Padova. Dimessa dall’ospedale, a causa di una caduta in piena notte, si rende necessario un nuovo ricovero all’ospedale di Cittadella. Il 15 Novembre viene dimessa. Da questo momento fino al 5 Febbraio 2014 la mamma, a causa dell’allettamento dovuto allo schiacciamento di una vertebra, non viene più visitata né dal dott. Zambello né dalla dott.ssa Cravraro, che lo affiancava durante le varie visite. Il 5 Febbraio, visto che le condizioni fisiche andavano peggiorando, anche a causa di un visibile deperimento, accompagnato da svariate problematiche, chiediamo, impotenti davanti alla situazione, che la mamma dopo 4 mesi venga visitata dallo specialista che l’aveva in cura. Durante la visita del 5 Febbraio, nonostante la grave situazione, non viene ritenuto opportuno né un ricovero né ulteriori accertamenti, ci viene comunicato che le dimensioni della milza sono invariate rispetto a quelle dell’ecografia precedente e che l’addome è palpabile. Viene consigliata un'ecografia per il 13 Febbraio. In quella data, dietro richiesta della famiglia e con un forte senso di abbandono e di impotenza, chiediamo nuovamente aiuto, tramite un ricovero che speravamo avvenisse all’Ospedale Civile di Padova, dove era stata seguita per tanti anni. Così non accade e ci troviamo costretti ad accompagnarla all’ospedale di Camposampiero, dove ha dovuto rispettare i tempi di attesa del pronto soccorso nonostante le gravi condizioni. Casualmente veniamo a conoscenza del fatto che il Dott. Zambello si trova in ospedale per altri pazienti e ci meravigliamo che non abbia sentito la necessità di andare a trovare la sua paziente. Da questo momento le condizioni di nostra mamma peggiorano di giorno in giorno. La Dott.ssa Trivelli ci comunica che è necessaria una dimissione dal reparto, Ci troviamo davanti ad un bivio: il ricovero in Hospice per le cure palliative oppure l’assistenza a domicilio con tutte le sue problematiche, considerato che la mamma era supportata da un monitoraggio 24 ore su 24. Dopo quattro giorni la mamma viene a mancare. Mai ci saremmo aspettati, proprio nei momenti di maggiore necessità antecedenti l'ultimo ricovero in Hospice, che sia la paziente che noi familiari venissimo abbandonati a noi stessi.

I quattro figli e marito.

Patologia trattata
Mielofibrosi Idiopatica.

Voto medio 
 
2.5
Competenza 
 
2.0
Assistenza 
 
2.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
2.0

Pessima esperienza

Oltre 1 anno di visite continue (ogni 20 giorni circa) e inutili ago aspirati (una quindicina) prima di diagnosticare la malattia solo per non aver avuto il coraggio di asportare un linfonodo e fare una biopsia. Una volta arrivata la diagnosi ed essendo nel frattempo progredita la malattia, il dott. Zambello propone un protocollo chemioterapico alternativo. Più aggressivo. Purtroppo, dal momento della diagnosi (arrivata per posta senza una telefonata accompagnatoria) e dalla pianificazione della terapia, è sparito. Mai più una visita, un consulto, un incontro... Ogni settimana vedevamo un medico diverso che difficilmente poteva avere chiaro il quadro clinico. Facevano domande di routine che sembravano più di tipo statistico che per appurare il reale stato di salute psico fisico della paziente. Morale: mia madre dopo 4 mesi viene ricoverata di urgenza all'ospedale di Treviso, dove le riscontrano una polmonite "sfuggita" agli ematologi di Padova, nonostante lamentassimo da oltre 2 settimane dolori, difficoltá respiratorie e tosse, una forma di diabete causato dai farmaci - e quindi la necessità di adottare una dieta particolare - un fungo trascurato alla bocca che era arrivato ad aggredire lo stomaco, "sfuggito" agli ematologi di Padova nonostante mia madre lamentasse delle vescicole in bocca e la difficoltá a mangiare, la comparsa del citomegalovirus "sfuggito" agli ematologi di Padova e MAI controllato, quando è una delle prime cose da fare su un paziente che è sottoposto a pesanti cure che gli abbattono le difese immunitarie. Non è possibile non seguire passo passo un paziente che stai curando con una terapia NON TRADIZIONALE. Tant'è che sia a Bologna che ad Aviano che a Treviso la cura sarebbe stata diversa. Ci siamo fidate di Zambello e mai tanta fiducia è stata riposta peggio. E non scrivo questo perchè mia madre è morta in appena 8 mesi, di cui 4 seguita da medici dell'ospedale di Treviso, dimostratisi attenti e scrupolosi, ma perchè nei 4 mesi a Padova la paziente è stata abbandonata e non assistita. Forse la cura era troppo aggressiva. Forse andava rimodulata strada facendo, ma se il medico che ti dice "mi assumo la responsabilità di questa terapia" poi non ti guarda più, è ovvio che le complicazioni possono sfuggire di mano... Gran delusione. Suggerisco l'ospedale di Treviso dove ho verificato uno scrupolo quasi eccessivo, un'attenzione ai massimi livelli, insperata. Medici che chiamavano a casa, che si rapportavano col medico di base, che non trascuravano nessun dettaglio. Purtroppo mia madre è arrivata lì in condizioni pessime e hanno fatto ciò che hanno potuto.

Patologia trattata
Linfoma non hodgkin t periferico.
Voto medio 
 
2.8
Competenza 
 
4.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
3.0

Una delusione

Sono stata visitata dal Dr. Marcolongo per un supporto terapeutico con diagnosi di malattia di Behçet.
Non ho trovato alcuna cordialità o gentilezza da parte del Dott. Renzo Marcolongo, anzi, ha criticato molto i suoi colleghi e l'operato. Molto sgarbato e presuntuoso. Sono andata con molte aspettative positive ma, come sospettavo, sono stata molto, ma molto delusa. Penso di non farmi seguire dal Dr. Marcolongo perchè, anche se professionalmente preparato, è privo di umanità e cortesia, nonchè privo di ascolto verso il malato. Consiglio di rivolgersi ad altre strutture per questo tipo di malattia di cui sono affetta.

Patologia trattata
Malattia di Behçet.
Voto medio 
 
4.5
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
4.0

Ematologia

E' una struttura ottima, tutte le persone che ci seguono sono gentilissime ed i dottori sono giovani e molto preparati.
Un grazie in particolare al dott. Gazzola ed al dott. Binotto.

Patologia trattata
Linfoma non Hodgkin.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Prof. Agostini: preparazione e professionalità

Il Prof. Agostini ha in cura mia madre da circa dieci anni. L'ha curata con il Plaquenil ed altri farmaci per i singoli disturbi. Si è accorto, solo auscultando il polmone destro, di un tumore che ora sta curando e dal quale probabilmente guarirà. Un grazie infinito a questo grande medico, di una professionalità e scrupolosità senza eguali.

Patologia trattata
Sclerodermia progressiva.
Voto medio 
 
4.5
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
4.0

Una fortuna il Dott. R. Marcolongo!

Sono seguito dal Dott. Renzo MARCOLONGO (immunologo), da circa tre anni. Sono portatore di una malattia rara. Non ho molto da dire sulle qualità del Dott. Marcolongo, che ringrazierò sempre non perchè mi cura, ma per COME mi cura (ivi compreso il mio carattere che con l'avvento di tale patologia è cambiato.. in peggio!). I miei giudizi espressi in stelline dicono tutto; per la competenza e l'assistenza avrei voluto avere a disposizione più stelline per votare.... Se avete bisogno di un immunologo, a occhi chiusi dal Dott. Marcolongo ULSS-16 di Padova.

Patologia trattata
Fibrosi retroperitoneale.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

ringraziamenti dottor Marcolongo

Dopo tante esperienze più o meno belle e brutte con i medici, ho trovato finalmente un grande medico, IL Dott. Renzo Marcolongo, che mi segue con tanta umanità, professionalità e che, soprattutto, svolge il suo lavoro con tanto amore.
Grazie.

Patologia trattata
Sindrome da iper-IgE.
Voto medio 
 
4.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
4.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
3.0

tumori & fortuna- dr. Trentin e dr. Zambello

Ho avuto la fortuna di sopravvivere a questi linfomi essendo stato curato qui a Padova, dalla sanità pubblica. Giovannino Agnelli e Tiziano Terzani ("un altro giro di giostra") per malattie simili, curati nella migliore clinica privata "del mondo" (vedi libro di Terzani, negli USA) non ce l'hanno fatta. Non mi piace il termine "combattere" o "vincere" un tumore, preferisco parlare di fortuna. Soprattutto fortuna d'incontrare, nella bolgia, nelle attese, nell'affollamento, nel distillato di sofferenza che traspare nell'umanità che s'incontra a Ematologia, delle perle di competenza, delle personalità professionali talmente elevate che, spero, siano almeno un po' stronze nel privato: altrimenti sarebbero persone troppo perfette. Debbo loro la vita. Io ho avuto la fortuna d'incontrarle. Sto parlando di Livio Trentin e Renato Zambello.
La parola "grazie", in questo contesto, appare banale: ma sintetizza ciò che provo. Dovessi campare ancora pochi mesi, pochi (o tanti) anni, debbo a loro un prolungamento della mia vita. E entrambi si beccheranno le maledizioni delle persone che sono costrette a sopportare ancora, dopo tanti anni, il mio brutto carattere.

Patologia trattata
recidiva linfoma HODGKIN (1996) + linfoma non Hodgkin (2003).
Voto medio 
 
4.8
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
4.0

Elogio Dott. Zambello e Dott. Trentin

Non mi stancherò mai di ringraziare il Dott. Renato Zambello ed il dott. Livio Trentin perchè hanno fatto sì che io guarisca. Oltre ad essere dei preparatissimi dottori, sono anche dei grandi UOMINI. Oltre alle capacità, un dottore deve saper parlare ai sui pazienti, deve riuscire a tranquillizzarli, l'aspetto psicologico di un paziente, che soffre di una malattia molto importante, è fondamentale saperlo trattare per un dottore, e loro lo sanno fare.
La sanità italiana deve mettere a disposizione di questi dottori tutto il necessario per far si che lavorino, per far si che diano il meglio di loro per curare noi pazienti.

Patologia trattata
Linfoma di hodgkin.
Voto medio 
 
4.8
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
4.0

SUPER dott. ZAMBELLO

Punto critico di questo reparto è la gestione del day-hospital e delle visite di controllo, le attese sono lunghe, ma la professionalità e la disponibilità del personale è ineguagliabile!
Devo ringraziare il Super Dottor Zambello per la sua professionalità, disponibilità, umanità e pazienza. Oramai se ne trovano ben pochi come lui!

Patologia trattata
Linfoma di Hodgkin (L.H.)
Voto medio 
 
4.8
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
4.0

Una bella fortuna, Dott. Zambello

Dissento da qualcuno dei commenti letti in questa pagina...
E' vero che il grande neo di questo reparto è la gestione del day-hospital e delle visite di controllo... le attese sono abbastanza lunghe e purtroppo non si riesce a fare il controllo sempre con lo stesso medico, ma la professionalità e la disponibilità del personale è senza pari!
Devo ringraziare il Dottor Zambello se oggi è tutto finito e sto bene... e posso scrivere queste righe!!
Ritengo irrilevante, infine, che l'ingresso all'ematologia sia comune a quello delle malattie infettive, reparto in cui gli "infetti" sono isolati!

Patologia trattata
Linfoma di Hodgkin.
Voto medio 
 
3.5
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0

Linfoma N.H.

I medici sono molto competenti. Purtroppo ogni volta che vai alla visita vedi un medico diverso e non riesci ad instaurare mai un rapporto medico-paziente. Le e gli infermieri sono molto gentili ad eccezione della matr. 62512 che è arrogante, impaziente e con i suoi atteggiamenti e il suo modo di interagire indispone pazienti già afflitti dalle loro patologie.

Patologia trattata
Linfoma N.H. (patologia di un parente che accompagno regolarmente).
Voto medio 
 
4.5
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
4.0

ottimo

Ematologia Padova?
Se non avessi trovato il dott. Zambello io ora non ci sarei più. Ricoverata d'urgenza ho trovato tutto il personale disponibile e comprensivo nonchè ovviamente professionale. In Day-hospital ugualmente!!! Sono anche andata a Bologna per avere un secondo parere dopo il primo ciclo di chemio e mi ha stato detto che ero in ottime mani. Ora ho finito la cura, il consolidamento e inizio il mantenimento.
Se ho problemi al telefono risponde sempre un medico. E' vero che per salire al secondo piano si entra nell'atrio delle malattie infettive ma i malati sono in isolamento; sicuramente il rischio di contrarre una malattia è maggiore camminando per strada. Unico neo: la coda inutile al day-hospital per comunicare che si è arrivati ma dopotutto ora so aspettare e non mi arrabbio più!!

Patologia trattata
leucemia promielocitica acuta (LAP).
Voto medio 
 
2.5
Competenza 
 
2.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
4.0

Non so..

Dopo un anno di continui esami del sangue con controlli, prelievi e milza gonfia da circa tre anni, solo un mese fa mi riscontravano la Mielofibrosi idiopatica. Non è stata data nessuna importanza alla milza, piu volte mi è stato detto di non preoccuparmi della milza quando in realtà è un sintomo fondamentale. Dopo un mese non sono riuscito ancora a parlare con l'ematologo che mi ha riscontrato la malattia...torna lunedì, anzi martedì, forse giovedì...

Patologia trattata
Mielofibrosi idiopatica.
Voto medio 
 
2.5
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
4.0

La mia esperienza

Nel day hospital il continuo cambio di assistenti e specializzandi fa sì che si debba ripetere i propri dati tutte le volte. Gli operatori sono distratti, non ascoltano quel che dice il paziente, scrivono metà dei dati forniti. Nella Tac mi è stato detto solo dopo l'iniezione che cosa mi stavano iniettando in vena. Erano seccati perché soffro di claustrofobia, mi hanno dato un sedativo dicendomi dopo che erano venti gocce di Minas. Roba da stendere un cavallo! Poiché erano dispiaciuti di non essere riusciti a trovarmi i linfonodi che volevano trovarmi per forza sono scappata a gambe levate e da un anno e mezzo non mi faccio più controllare. Far passare dei pazienti immunodepressi per il reparto di Malattie infettive (unico ingresso!) è addirittura grottesco. Si spera forse nella selezione naturale? Cordiali saluti. Se rivedrò qualcuno sarà solo in visita privata.
Michela Torcellan

Patologia trattata
Leucemia acuta linfoide B.


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