Dettagli Recensione

 
Ospedale dell'Angelo di Venezia Mestre
Voto medio 
 
2.3
Competenza 
 
4.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0

Parto naturale prima figlia

Ho partorito a marzo del 2020 la mia prima e credo ultima figlia, in pieno lockdown. Reparto ostetricia deserto. Mi trascinavo per il corridoio in preda ai dolori cercando qualcuno per chiedere se fosse normale, non sapendo nulla sulle sensazioni, non mi è stato spiegato niente. Sono arrivata alle 12, fatta entrare da sola ovviamente, visitata da un medico senza empatia. Ha parlato solo ed esclusivamente con l'ostetrica, non mi ha mai rivolto la parola. Dopo la sua visita sanguinavo tantissimo e non avevo nulla, ho dovuto chiedere un assorbente per potermi spostare, tutta nuda e sanguinante con lui seduto davanti al computer che non spiaccicava una parola. Ho chiesto io che cosa stesse succedendo e mi ha detto che non ero ancora pronta a partorire. Punto. L'ostetrica, molto gentile, mi ha spiegato che dovevo aspettare un test per capire se si erano rotte le acque. Secondo lui mi potevano dimettere, secondo lei no. Alla fine ha avuto ragione lei, mi hanno ricoverata ma lui sosteneva che avrei partorito forse il giorno dopo, ho partorito alle 22 della stessa sera.
Le ostetriche che mi hanno seguita bravissime, dolci, gentili. Purtroppo non le ho potute ringraziare abbastanza. Hanno dovuto mettermi i punti, mi hanno fatta stendere, è arrivato un medico, non ha detto nulla, mi ha fatto una puntura di anestesia e un minuto dopo ha iniziato a cucire pretendendo che stessi ferma nonostante il dolore. Tutto durato un'ora. Non avevo il latte ancora e la bambina urlava per la fame, tutta la notte e tutto il giorno dopo, non mi hanno mai dato il latte artificiale finché non abbiamo discusso perché la bambina era in ipoglicemia. Mi dicevano ogni 5 minuti "attaccala al seno mamma" con un tono despotico. Una donna che ha appena partorito il suo primo figlio è stordita, disorientata, spaventata, per non parlare del calo ormonale e della stanchezza. Bisognerebbe avere più attenzione ed empatia, non è solo una "mamma" ma è prima di tutto una persona, una donna che ha bisogno di sostegno. Le puericultrici, non tutte, ma la maggioranza, molto sgarbate. Maneggiavano i bambini come dei bambolotti e le mamme trattate come delle rompiscatole imbranate. Mi sono sentita umiliata, non adeguata, sbagliata. Nessuna donna che ha appena partorito dovrebbe sentirsi così. A causa di questa ipoglicemia siamo dovute rimanere un giorno in più che mi è sembrato un'eternità. La puericultrice della notte, che secondo me dovrebbe cambiare mestiere, è arrivata con furore, puzzava di sigarette e gridava ai neonati dicendo "smettila di piangere, è ora di dormire" e dava loro delle gocce in bocca che non sapevo nemmeno che cosa fossero. C'erano delle donne disperate perché avevano dolore o perché i bambini piangevano tanto e puntualmente venivano sgridate, veniva loro detto di tornare in camera e di attaccare il bambino al seno, di non rompere le scatole. Una mamma ha girato per il corridoio tutta la notte piangendo, non era italiana e non parlava bene l'italiano, non posso descrivere come l'hanno trattata. Sono tornata a casa con dolori forti per i punti, dopo 2 giorni sono dovuta tornare per farmi togliere due punti a vivo perché erano troppo stretti. Dopo questa esperienza non ho mai più pensato di avere figli e ora è tardi. Ho sempre desiderato averne almeno due ma questo vissuto mi ha traumatizzata e solo a distanza di sei anni posso pensarci senza stare male, anche se mi dispiace sia andata così.

Patologia trattata
Parto naturale
Tipo di trattamento chirurgico e/o farmacologico ricevuto
Assistenza al parto
Esito della cura
Guarigione totale

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