Chirurgia dell'uremico e trapianto rene San Camillo
| 5.0 (5) |
Ospedali
| Reparto | Chirurgia dei Trapianti |
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Trapianto rene- elogio al dott. Iappelli
L'8 SETTEMBRE 2010 LA MIA VITA HA RICOMINCIATO A PULSARE DI GIOIA E DI SERENITA', SENSAZIONI CHE AVEVO PERSO DA CIRCA TRE ANNI PER UNA "GLOMERULONEFRITE CRONICA" CHE IN POCO TEMPO MI HA SPEDITO IN "DIALISI", MA LA TELEFONATA DEL 7 SETTEMBRE 2010 ORE 22,30 DEL DOTT. DE PAOLIS, NEFROLOGO DEL S.CAMILLO, HA RIACCESO IN ME LA VOGLIA DI VIVERE E DI POTER VEDERE LA MIA BAMBINA DI 5 ANNI, SIRIA, CRESCERE E GIOCARE CON LEI FELICE; OVVIAMENTE UN RINGRAZIAMENTO SPECIALE VA ALLE 2 PERSONE CHE HANNO RESO POSSIBILE TUTTO QUESTO: AL DONATORE, AL QUALE VANNO SPESSO LE MIE PREGHIERE E SOPRATTUTTO ALL'ARTEFICE
ECCELSO CHE HA MATERIALMENTE EFFETTUATO IL "TRAPIANTO DI RENE", IL DOTT. IAPPELLI MASSIMO, IL QUALE HA MESSO IN ATTO TUTTA LA SUA PROFESSIONALITA' PUR NELLA SUA SEMPLICITA' ED ONESTA' INTELLETTUALE DI UOMO CHE POCHI CHIRURGHI HANNO IN DOTE; UN RINGRAZIAMENTO AGGIUNTIVO VA INOLTRE A TUTTE LE INFERMIERE DEL REPARTO CHE SONO STATE MOLTO PAZIENTI E DISPONIBILI CON ME;
GRAZIE! GRAZIE! GRAZIE!
GRANDE MARIANO - PESCARA, 09/09/2011
Ospedali
| Patologia trattata | TRAPIANTO DI RENE DA DONATORE CADAVERE. |
| Consiglieresti questo reparto ad altri pazienti? | sì |
30 anni, 3 reni, 3 genitori, 2 compleanni
Il 10 luglio 2010 presso il reparto chirurgia trapianti del S.Camillo sono stata sottoposta ad un trapianto di rene: sono la ricevente della signora qui sotto!!
Non so spiegare bene se è stata la voglia di vivere o effettivamente il nuovo rene (Il mio Renè)... ma appena ho aperto gli occhi dopo l'intervento, ho sentito di nuovo la vita scorrere dentro di me!
O meglio: l'ho sentita scorrere per la prima volta, perchè finchè stai bene, non senti nulla e vivi come se nulla fosse!
Io mi ritengo molto fortunata, perchè ho fatto solo 5 mesi di dialisi peritoneale e perchè ho avuto una mamma splendida e sana che ha voluto darmi la vita per la seconda volta. Insieme al mio nuovo papà (come gli ho detto appena sveglia... ancora sotto effetto degli strascichi dell'anestesia) il dott. Massimo Iappelli(e la sua equipe).
Il mio primo angelo custode è stato il dott.Paolo DePaolis con l'equipe del reparto di DH di nefrologia.
Mi hanno accolta e fatta sentire subito a casa.
Oggi ho 30 anni, 3 reni, 3 genitori, 2 compleanni e una nuova vita!
Ho cominciato a lottare quando avevo 21 anni e sono stata in cura presso moltissimi ospedali di Roma, e posso dire con certezza che l'Ospedale S.Camillo-Forlanini di Roma è davvero speciale.
Non solo per la competenza profesionale delle persone che ci lavorano, ma anche e soprattutto per L'UMANITà, L'ASCOLTO, LA PAZIENZA, LA DISPONIBILITà.
Grazie a tutti voi... da me e Renè!
Ospedali
| Patologia trattata | Trapianto di rene da vivente |
| Consiglieresti questo reparto ad altri pazienti? | sì |
"ora sono felice"
Io sono la vivente e quindi la donatrice. Ho donato un rene a mia
figlia il 10 luglio 2010 presso il reparto chirurgia trapianti del
S.Camillo. E'stata una stupefacente passeggiata. L'intervento,
"quasi perfetto", parole del dott. Iappelli ai nostri parenti appena
concluso il tutto. Il rene che mia figlia custodisce gelosamente e che chiama "René", é partito immediatamente, con gioia e soddisfazione da parte dei presenti, peccato che io dormissi ancora. Quel reparto é speciale, lo é chi lo dirige e lo sono tutti
quelli che operano con lui. Ringrazio di cuore il dott. Iappelli
per avermi aiutato a risolvere il problema della mia vita ed ora
"sono felice".
Colgo l'occasione per ringraziare il Dott. De Paolis che ha svolto
la parte burocratica e che, insieme ai suoi collaboratori, segue i
pazienti dopo il trapianto.
Ospedali
| Patologia trattata | trapianto di rene da vivente |
| Consiglieresti questo reparto ad altri pazienti? | sì |
il 'massimo'
Conosco il dott. Massimo Iappelli da 8 anni.da quando la notte tra il 15 e il 16 giugno 2002 fece su di me quello che lui scherzosamente chiama " il mio più bel capolavoro ". Un trapianto combinato rene-pancreas riuscito perfettamente. che mi ha liberato per sempre .dalla schiavitù di iniezioni giornaliere di insulina e sedute di dialisi dopo 25 anni di malattia.
L'ho seguito quando , dal Policlinico Umberto I di Roma , venne all' Ospedale S. Camillo creando ,in soli tre anni, il reparto di chirurgia dell'uremico facente parte del POIT dell' Ospedale S.Camillo-Forlanini di Roma, oggi uno dei centri di trapianto di rene tra i più qualificati in Italia .
Sono anche io un medico e, per la grande stima che ho di lui, lo rifarei ad occhi chiusi. Sò quanto impegno e dedizione ha messo in questo progetto, come chirurgo e come uomo, per fare in modo che oggi tutto possa funzionare egregiamente. Colgo l'occasione, inoltre, per ringraziare personalmente il dott. De Paolis e i suoi collaboratori ,che seguono con scrupolo i pazienti dopo il trapianto.
Un voto per il dott. Iappelli ? Per me il MASSIMO.
con grande affetto Gloria
Ospedali
| Patologia trattata | trapianto rene-pancreas |
| Consiglieresti questo reparto ad altri pazienti? | sì |
L'eccellenza
Non sono un habitué dei ringraziamenti pubblici, né una persona particolarmente portata a raccontare al mondo le proprie storie, ma oggi mi sento in dovere di prendere la penna in mano per ringraziare un medico la cui professionalità supera l’eccellenza: il Dott. Massimo Iappelli.
Sono da poche ore stata dimessa dall’Unità Operativa che dirige, solo dopo dieci giorni, da un intervento che non credo abbia precedenti. La mia storia di malata inizia molti anni fa, nel 1972, per un diabete mellito che, per mia fortuna, mi ha fatto vivere abbastanza serenamente fino ai trentanove anni. Nel 2003 il mio fin lì equilibrato mondo di diabetica ha avuto una orribile trasformazione. Nel giro di qualche mese nessuna terapia riusciva più a produrre l’effetto desiderato tanto che la situazione ha fatto sopraggiungere repentinamente una insufficienza renale terminale.
Dopo numerosi inutili tentativi di incontrare medici disposti ad aiutarmi nello scegliere il percorso che, viste le mie condizioni, era diventato l’unico praticabile per restare ancora un po’ su questa terra, fui presentata al Dott. Iappelli, solo chirurgo in questa città – Roma – in grado di effettuare il trapianto di pancreas. Aggiungo , e credo di non dire una menzogna nell’affermarlo, sia l’unico tutt’ora.
A differenza degli altri medici, in quel primo incontro, non si fermò a parlarmi di numeri, liste, esami, ma - ne sono convinta, anche se non gli ho mai chiesto una conferma - che volesse sapere fino a che punto desiderassi il trapianto e fino a che punto fossi a conoscenza dei pro, ma anche degli eventuali contro, alcuni dei quali, poi, purtroppo, ho avuto il dispiacere di conoscere sulla mia pelle.
Ancora oggi il pancreas trapiantatomi dal Dott. Iappelli nel 2003 lavora infaticabilmente e mi permette una vita di “ex diabetica” veramente invidiabile. Fino a dieci giorni fa avevo – ancora - il rene del primo trapianto che però non funzionava più dal 2006. I farmaci immunosoppressori che inizialmente mi erano stati prescritti, non facevano per me e, tra un’infezione e l’altra, un antibiotico e l’altro per curarle, il rene ha subito un tracollo irrecuperabile. Sono rientrata in dialisi e sono arrivata fin qui molto perché il Dott. Iappelli ha fatto di tutto per trovarmi un terapia idonea a mantenere l’immunosoppressione inevitabile per salvaguardare il pancreas. Non è solo un chirurgo che merita un’altissima considerazione da parte dei suoi pazienti, ma anche, e lo voglio dire poiché ne sono totalmente convinta, dal mondo in cui esercita la sua professione che se non si è ancora accorto di lui, e spero vivamente che non sia così, ha perso del tempo prezioso. Oltre a questo, è un medico che non esita a prendere, se necessario, decisioni fuori dall’usuale pur di aiutare un suo paziente: fatto, ahimè, rarissimo in questi giorni di protocolli a gogò.
Ed è proprio questo che è successo con me. Terapia a parte, ha deciso di mettersi a studiare un modo per non sottopormi ai rischi di ben tre interventi importanti che avrei dovuto sopportare nel corso del periodo più funesto della mia vita: quello della dialisi. La “prassi” suggeriva: spostamento del pancreas sull’intestino – nel trapianto combinato del 2003 il pancreas era stato anastomizzato tramite il duodeno alla vescica –; successivo espianto del rene; nuovo trapianto di rene … se ci fossi arrivata. Quest’ultima frase è una mia, credo motivata, illazione.
Grazie Dott. Massimo Iappelli di avermi sempre dedicato la sua attenzione. Grazie di aver cercato e aver trovato il modo di torturarmi il meno possibile. E soprattutto, grazie per il capolavoro di intervento che è riuscito a mettere in atto, tra l’altro – fatto non da poco - senza far correre rischi al “mio” pancreas. Grazie per l’espianto e il trapianto di rene contemporanei che ha voluto operare su di me. Sono finalmente una persona felice, piena di aspettative per la mia esistenza futura e per il proseguimento dell’esistenza degli organi dei due donatori senza i quali non sarei qui a raccontare. Grazie!
Voglio ringraziare anche tutto il personale medico e paramedico dell’Unità Operativa. Nessuno escluso, hanno un atteggiamento e un modo di stare vicino ai pazienti che nella mia lunga esperienza di malata non ho avuto modo di incontrare altrove se non per qualche eccezione che si distingueva in mezzo a folti mucchi. Stare a contatto con un paziente che affronta un cambiamento totale della sua vita non è facile e può mettere a rischio la sua stabilità psicologica anche solo il non sapergli sorridere. Grazie a tutti della vostra professionalità.
Ospedali
| Patologia trattata | Espianto di rene trapiantato precedentementee non più funzionante e simultaneo nuovo trapianto di rene da donatore cadavere. |
| Consiglieresti questo reparto ad altri pazienti? | sì |
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