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Ostetricia e Ginecologia San Camillo

Ospedali

Reparto Ginecologia e ostetricia
Il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale San Camillo di Roma, situato in piazza Carlo Forlanini 1 e facente parte dell'Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, ha come Direttore responsabile il Dott. Donadio Claudio. Il reparto esegue attività di ostetricia, di assistenza gravidanze a rischio materno-fetale, di prevenzione delle malattie geneticamente trasmesse e cura di neoplasie della sfera genitale femminile, di diagnostica per immagini in ostetricia e ginecologia e di chirurgia disfunzionale. La struttura è articolata in 3 sezioni: Ginecologia; Ostetricia A; Ostetricia B. Fanno parte dell'equipe medica dell'unità operativa i dirigenti medici Dott. Fabri Maurizio (coordinamento sala parto), Dott. Guida Costabile, Dott. Marino Riccardo, Dott. Starita Antonio (diagnosi precoce e follow up ca. mammella), Dott. Saccucci Pietro, Dott. Signore Fabrizio; Dott. Damiani Guido (diagnostica ecografia ed amniocentesi), Dott. Perugini Paolo, Dott. Mastrone Marcello, Dott. Stella Paolo, Dott.ssa Bartolelli Cinzia, Dott.sa Rastelli Daniela, Dott. Cucinelli Francesco (sterilità della coppia); Dott. Amatucci Enaudio, Dott.ssa Falovo Rita, Dott.ssa Lucantoni Valeria, Dott.sa Pierucci Flavia, Dott. Chiaretti Flavio, Dott. Campo Aldo, Dott. Testi Massimo, Dott. Pisani Giuseppe, Dott. Berardi Giovanni (colposcopia), Dott. Moreschi Emilio (gestione D-H ostetricia e ginecologia).



Recensione Utenti

Opinioni inserite: 14

Voto medio: 
 
3.7
Competenza :
 
3.7   (14)
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3.5   (14)
Pulizia :
 
4.0   (14)
Servizi:
 
3.4   (14)
 
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Competenza *
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Pulizia *
Servizi*
Ospedali
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Commenti*
 

Rottura precoce membrane

Voto medio: 
 
2.5
Competenza :
 
1.0
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1.0
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5.0
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3.0
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Opinione inserita da Alberto
17 Mag, 2012
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Ultimo aggiornamento: 17 Mag, 2012
0 persone su 0 hanno trovato questa recensione utile

Buon giorno signore :)
La mia ragazza Natalia è tuttora ricoverata al S.Camillo.
Da domenica Natalia è ricoverata con continue perdite di liquido amniotico, che hanno proseguito fino a ieri, che sono finite perchè è finito anche il liquido...
Lo abbiamo appreso dopo il tentativo (non riuscito) di amnioinfusione.
Mi è stato detto "eeh, non si può fare, non c'è liquido per entrare con l'ago, ci riproviamo lunedì".
Ora, dico io, PUO ESSERE MAI? che in una situazione del genere il medico si prenda 5 giorni per ritentare senza intenzione di monitorare la cosa prima??? Voi mamme lo sapete quant'è fondamentale il liquido e cosa succede se quest'ultimo viene a mancare del tutto... Lo so pure io, grazie alle Vostre testimonianze di sofferenza trovate su molti forum ed anche grazie ai forum medici. So che se si vuole fare tutto il possibile, ci sono molti posti dove il monitoraggio, se serve, si fa 3 volte al giorno. Arrivando al dunque, il dottore in questione è una persona ESTREMAMENTE fredda ed arrogante (a parere mio), ma con me è cascato male, perchè non gli ho permesso di ignorare le mie domande. NON OSO PENSARE COME VI SENTITE VOI DONNE IN DIFFICOLTA', IN UNA SITUAZIONE DI GRAVE DISAGIO, QUANDO CHIEDETE AIUTO PER SALVARE CIO CHE è PIU' IMPORTANTE PER VOI, ANCHE DELLA VOSTRA STESSA VITA... se vi trovaste di fronte a tanta disumanita'...
Alberto.

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Patologia trattata Rottura precoce membrane 25+2 settimane.
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Un po più di umanità non guasterebbe

Voto medio: 
 
3.0
Competenza :
 
4.0
Assistenza :
 
1.0
Pulizia :
 
4.0
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3.0
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Opinione inserita da gigi
21 Febbraio, 2012
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Ultimo aggiornamento: 21 Febbraio, 2012
1 persone su 1 hanno trovato questa recensione utile

A fine anno purtroppo il cuore del mio bimbo ha smesso di battere alla 10° settimana. La mia ginecologa mi dice che dobbiamo fare un raschiamento e decidiamo per tre giorni dopo. La sera stessa, però, iniziano perdite rosso vivo, chiamo la ginecologa e mi dice di andare al pronto soccorso ostetrico e farmi ricoverare.
Arrivo lì alle 10 di sera, non c'era nessuno in fila per fortuna. Entro, tre donne stavano guardando un film, alzano lo sguardo con fare interrogativo e io spiego la situazione. Risposta: "embè?". Spiego di nuovo cosa mi ha detto la ginecologa. Risposta: "Ma 'a dottoressa lo sa benissimo che qui nun c'è posto". Chiedo cosa devo fare allora, visto che ne va della mia salute: "ma quanto sangue c'hai?". Io rispondo ancora pochino. Mi visitano con una non delicatezza terribile, tirano fuori lo speculum imbrattato di sangue e: "vabbè qui nun è un'emorragia in corso, torna domani mattina alle 7 che te ricoveramo...".
Il giorno dopo alle 7 ero lì. Analisi del sangue, ore ed ore ad aspettare senza sapere nulla. Alla fine mi cercano un letto, sto male, dentro e fuori, e continuano ad arrivare persone con problemi e partorienti. Ad un certo punto mi chiamano, e mentre aspetto fuori da una porta socchiusa (c'era dentro una ragazza) sento dire: "'ndo la mettiamo?", risposta "'ndo te pare tanto è n'aborto"...
Alle 4 del pomeriggio mi trovano un letto, ho visto tanto dolore, ho visto trattare la mia compagna di stanza, che stava subendo un aborto terapeutico ed era in preda alle contrazioni, con una sufficienza agghiacciante: "mi sento malissimo", risposta "aho e io che te devo fà?". Esperienza umana da cancellare, ma professionalità e pulizia presenti.
Io non chiedevo una carezza sulla testa oppure un campionario di empatia, ma nemmeno di essere trattata in quel modo.
Per il resto sono stata assistita, ho fatto anche due chiacchiere notturne con un'infermiera. Capisco il loro stress, il sovraccarico e la mancanza di personale, la stanchezza e tutto. Ma insomma.
Nonostante tutto sento di consigliare questo reparto, senza aspettarsi magari un gran trattamento umano, ma su queste cose certamente conta la professionalità.

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Patologia trattata Aborto interno.
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superficiali

Voto medio: 
 
1.5
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1.0
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1.0
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3.0
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Opinione inserita da amalia francesca
03 Gennaio, 2012
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Ultimo aggiornamento: 03 Gennaio, 2012
2 persone su 2 hanno trovato questa recensione utile

la mia esperienza in questo reparto è stata negativa al punto che mi sono rivolta al tribunale del malato.... dovrò sicuramente ripetere l'intervento.
la superficialità e la demotivazione alla professione regnano sovrane, inoltre la comunicazione interpersonale è inesistente, presa in carico del paziente e accoglienza "ZERO".
Non ho altro da aggiungere se non raccomandare a chi legge di andare altrove.

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Patologia trattata fibroma ovarico.
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Parto cesareo

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4.3
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Opinione inserita da Simona
02 Gennaio, 2012
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1 persone su 1 hanno trovato questa recensione utile

Nel marzo 2010 ho partorito al S.Camillo la mia prima bimba. Durante tutta la gravidanza sono stata seguita privatamente dal dott. Starita (che tra l'altro ha lo studio proprio accanto all'ospedale, e a volte questa e' una grande comodità). Sinceramente il suo studio privato era dotato del minimo indispensabile per ecografie etcetera e lui a primo impatto, sia a me sia ad altre future mamme conosciute in reparto, risulta una persona un pò troppo distaccata ma molto preparata.
La disponibilità delle ostetriche del reparto è stata totale.
Grazie a loro ho infatti un ottimo ricordo di quei giorni. Spero non sia tardi per poterle ringraziare tutte.
Simona

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Patologia trattata parto cesareo.
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ringraziamento speciale dott. Starita

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4.3
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4.0
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Opinione inserita da rita
16 Novembre, 2011
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Ultimo aggiornamento: 16 Novembre, 2011
3 persone su 3 hanno trovato questa recensione utile

sono appena stata dimessa dopo un intervento destabilizzante a livello psicologico e devo dire che ho trovato, nel reparto di ginecologia, persone veramente speciali.
primo tra tutti il dottor Starita che, pur non conoscendomi, mi ha messo subito a mio agio spiegandomi con molta calma e dolcezza il tipo di intervento; a seguire tutto il personale, sempre con il sorriso sulle labbra, mettendo dolcezza e passione nel rapporto con le pazienti, anche le più rompiscatole.
un grandissimo grazie!

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Patologia trattata tumore alla mammella.
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IL MIGLIOR REPARTO DI ROMA!!!

Voto medio: 
 
5.0
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5.0
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5.0
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Opinione inserita da federica
19 Settembre, 2011
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Ultimo aggiornamento: 19 Settembre, 2011
3 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile

Ho partorito il mio splendido bambino al S.Camillo dove sono stata trattata davvero bene.
Dopo aver rotto le acque siamo arrivati al pronto soccorso e lì, dopo un'attesa che mi è sembrata durare una vita (ma erano solo pochi minuti), mi hanno trasferita direttamente in sala parto alle ore 20:45.
alle 21:45, dopo avermi fatto l'epidurale, hanno fatto entrare mio marito e alle 00:20 è nato il nostro cucciolo.
Gentilissime le ostetriche e i medici che erano presenti.
Ringrazio tutti e il prossimo parto tornerò sicuramente a farlo al San Camillo.

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Patologia trattata Parto.
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parto eccellente

Voto medio: 
 
4.5
Competenza :
 
5.0
Assistenza :
 
4.0
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5.0
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Opinione inserita da Sara Magister
24 Giugno, 2011
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Ultimo aggiornamento: 24 Giugno, 2011
2 persone su 3 hanno trovato questa recensione utile

dovevo partorire al S. Giovanni ma, essendo tutto pieno, mi sono diretta per mia spontanea volontà al San Camillo, del quale conoscevo la buona fama. posso confermare pienamente quanto si dice di positivo, per quanto l'accoglienza al pronto soccorso non sia stata tra le più professionali.
ho partorito dopo 4 ore di travaglio, affrontate senza epidurale e con tutta la comprensione delle ostetriche, che mi hanno messo il più possibile a mio agio. anche nella fase dell'espulsione, per me la più difficile, l'ostetrica è stata estremamente comprensiva e paziente, pur mantenendo fermamente il polso della situazione.
molta attenzione è data all'aspetto del primo contatto con il bimbo, lasciatomi a lungo sul ventre con ancora ìl cordone ombelicale attaccato e nato tra luci soffuse e ambiente sereno (a parte i miei strilli...)
cosa dire dell'assistenza nelle 48 ore successive: ottima (a parte il cibo che è davvero terrribile, ma è meno importante). consiglierei a tutti di partorire in questo ospedale!!

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Patologia trattata parto
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ottimo reparto

Voto medio: 
 
5.0
Competenza :
 
5.0
Assistenza :
 
5.0
Pulizia :
 
5.0
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Opinione inserita da simonetta gubert
15 Aprile, 2011
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Ultimo aggiornamento: 15 Aprile, 2011
1 persone su 2 hanno trovato questa recensione utile

Un ottimo reparto per competenza, assistenza e professionalità.

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Patologia trattata parto
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MAI PIù

Voto medio: 
 
1.5
Competenza :
 
1.0
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1.0
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3.0
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Opinione inserita da Serena
17 Gennaio, 2011
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Ultimo aggiornamento: 18 Gennaio, 2011
8 persone su 10 hanno trovato questa recensione utile

Sono arrivata al san camillo verso le 19.30 del 22 agosto 2010 dopo aver rotto il sacco a 38 settimane... mi visitano al pronto soccorso e il ginecologo, dopo avermi chiesto chi mi aveva seguito durante la gravidanza e dopo avergli detto che il mio gine faceva parte del sant'eugenio, mi dice " e mo n'do sta er ginegoloco tuo??" gli dico che conosco un ginecologo del San camillo molto bravo a parer mio, e lui mi risponde "ma qua dentro semo in 27 proprio quello sei annata a cercà!!!" io rimango incredula e subito dopo mi dice "dai che stanotte partorisci". salgo su in sala parto un pò felice di poter abbracciare presto la mia piccola e un pò sconcertata per l'accoglienza... appena arrivata mi mettono in sala parto, la n°3, ma poco dopo vengono per dirmi di salutare i parenti, compreso mio marito, perchè tanto non avrei partorito prima di 24/48 ore e quindi scendo al piano terra. risalgo dopo circa 10 minuti e mi mettono in una specie di sala d'attesa a litigare con una barella alta 1 metro e che si muoveva ogni volta che tentavo di sedermi; dopo un pò ascolto il primo parto e immediatamente sento urlare, di nuovo esclamo ad alta voce "ah che bello sono gemelli", subito dopo entra una ostetrica che mi fa "ma quale gemelli, questo è un altro "e aveva le dita sporche di sangue, era raccapricciante.. esce dopo aver preso un lenzuolino... nel frattempo ascolto altri 8 parti e sale l'ansia e iniziano le contrazioni. passano le ore e arriva mezzanotte. mi riportano nella sala parto, dico di aver le contrazioni, mi dicono che sarebbero venuti a breve ad attaccarmi il monitoraggio, passano 2 ore e sento dal corridoio qualcuno che dice "abbiamo un parto aperto di 2 cm. giù al pronto soccorso, spostiamo la 3 che tanto non travaglia, ma che l'avete ricoverata a fa qua potevate lasciarla giù fino a domani o farla trasferi da quarche altra parte, e che se dovemo accollà tutte quelle der sant'eugenio (che era chiuso per risrutturazione)?????". A quel punto impreco e strillo: io so due ore che sto in travaglio, se me venite attaccà il monitoraggio magariiiii! vengono dopo 1 ora a montare il monitoraggio e da lì a poco mi inizia un dolore forte al basso ventre, le contrazioni invece di alzarsi si abbassavano 70 max, ma il dolore diventava insopportabile... senza neanche visitarmi mi dicono: vedi da dormì che domani c'hai da fa co le contrazioni vere... Da lì non li ho più visti fino all mattino alle 6, quando ho strillato perchè non c'erano più battiti al monitoraggio... mi rivisitano e mi fanno "sei solo a 3 cm te lamenti??? i dolori aumentavano e io iniziavo a innervosirmi. a un certo punto entra un signore e mi inizia a dire "io nun ve capisco a voi donne, prima volete fa i figli e poi nun volete partorì, se questi so dolori allora co quelli veri che fai muori??? e poi co la ciccia che c'hai non se vede manco er monitoraggio, mettite sdraiata che te devo visita mo te faccio l'epidurale perchè me inizi a stancà (stavo solo piangendo).. tu marito nun lo potemo fa entra perchè se faccio entra tu marito poi devo chiude le porte dell'altre sale parto prima della tua e non c'ho tempo.. quindi rassegnate devi sta da sola". Mi ha visitato con una delicatezza nota a un elefante e il dolore basso che io avevo aumentava e io tendevo a contrarmi; a quel punto mi fa " te nun te voi fa visita" si toglie i guanti e continua " mo te vengono a fa l'epidurale (a cui io mi ero opposta e percio non ho fatto nemmeno la visita dall'anestesista) cosi te la pianti perchè sei esagerata.." mentre esce gli dico fra le lacrime che certi lavori vanno fatti per passione non solo per soldi. lui mi ride in faccia ed esce. poco dopo viene una ostetrica che mi mette sotto la doccia calda. li per li va molto meglio, ma poi il dolore inizia a diventare più forte e frequente a quel punto esco dal bagno mi appoggio con il busto sul letto e sento spingere. assecondo la spinta e sento scendere qualcosa. il dolore diventa più lieve e vedo scendere acqua sporca. a quel punto inizio a urlare AIUTOOOOOOOOOOOOO LA DEVO FA DA SOLA STA BAMBINA????? entra un'ostetrica che mi dice "io capisco tutto, noi ci stiamo mettendo la pazienza con te ma cosi non se po". io spiego cio che è successo e mi fa sdraiare. a quel punto gli escono gli occhi di fuori e mi dice "ma c'hai la testa lì, eccola, questo con due spinte è nato". chiama di corsa l'aiuto ma tempo che montavano l'altro cavalletto lei è nata e mentre nasceva sentivo le ostretriche che dicevano " non si sente il battito non si sente il battito" e mia figlia non piangeva. mi è preso un colpo e con il cuore in gola ho chiesto cosa significasse e perchè mia figlia non piangeva. dopo qualche secondo si è sentito uno strilletto e me l'hanno poggiata sull'addome e mi hanno spiegato che prendevano in giro il medico che alludeva al fatto che non si sentivano i battiti perchè ero troppo cicciona e non perchè non si era accorto che la bimba stava per nascere sola.....e che il mio dolore basso e le contrazioni basse erano dovute al fatto che lei era già incanalata ma il parto non era aperto a sufficienza.. Ringrazierò per sempre l'ostetrica RITA per avermi aiutato a mettere al mondo chiara e perchè è una delle pochissime ostetriche competenti e professionali del san camillo, ma tutto il resto dell'equipe manca di professionalità e cortesia!

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Patologia trattata PARTO
Consiglieresti questo reparto ad altri pazienti? no
 

tutto è bene quel che finisce bene

Voto medio: 
 
4.3
Competenza :
 
5.0
Assistenza :
 
5.0
Pulizia :
 
3.0
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4.0
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Opinione inserita da monica
18 Ottobre, 2010
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5 persone su 5 hanno trovato questa recensione utile

non conoscendo nessun medico di fiducia ho deciso di farmi seguire per tutta la gravidanza dall'ambulatorio ginecologico dell'ospedale.
ogni volta sembrava un formicaio di persone, i medici distaccati ma per fortuna la gravidanza è stata perfetta.
il 25 dicembre, a 39 settimane, alle 3 del mattino si rompe il sacco.
sarà stata la luna ma eravamo in tante a partorire. mi hanno sistemato direttamente in sala parto. ogni due ore un medico passava a farmi visita, le assistenti ogni mezz'ora.
a parte un'ostetrica scontrosa, che per fortuna finì il suo turno, ho avuto la fortuna di partorire con un ostetrico fantastico: Mauro.
dopo 13 ore di travaglio è nato il mio cucciolo d'uomo e posso dire che farò parte di quelle fortunate che hanno vissuto il parto nel modo più naturale possibile (a parte l'anestesia) grazie ad una equipe qualificata e giovane!!

Ospedali

Patologia trattata assistenza gravidanza in ambulatorio e parto
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Un brutto inizio ma un lieto fine!

Voto medio: 
 
4.3
Competenza :
 
5.0
Assistenza :
 
5.0
Pulizia :
 
4.0
Servizi:
 
3.0
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Opinione inserita da sissy
31 Agosto, 2010
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3 persone su 3 hanno trovato questa recensione utile

Arrivo in ospedale (San Camillo) il giorno 3 dicembre 2009, sono circa le 20:00; ho passato la giornata in casa con contrazioni poco forti che andavano e venivano. Avevo perso il tappo di muco il giorno 30 novembre 2009. Mi visitano; mi fanno il monitoraggio e mi dicono: niente signora, è solo alla 37 settimana, c'è tempo, sono contrazioni preparatorie, lei partorirà fra almeno 3 settimane!!!!
Torno a casa, mio marito mi guarda e mi dice: la solita esagerata visto che non hai niente, che è troppo presto? Mi metto a letto verso le 23:00; ore 3.00 di mattina (siamo al giorno 4 dicembre) mi sveglio con fitte fortissime all'addome e alla schiena; mi alzo, comincio a camminare per cercare di vedere se passano; niente. Sveglio mio marito e gli dico che dobbiamo tornare in ospedale perchè sto male. Arrivo al pronto soccorso e trovo il medesimo ginecologo della sera prima che mi guarda e mi fa: ancora qua? le ho detto che c'è tempo, non ha niente, torni a casa! insisto perchè mi visitino, sto male, ho dolori forti! Visita: signora non è dilata, non ha niente! A quel punto inizio a piangere e a dire che sto male che non è possibile che i dolori che sento non siano contrazioni. L'ostetrica di turno mi invita a tornare a casa e a quel punto, pronuncio la parolina magica: il mio gine è... saltano tutti sugli attenti (il mio gine è un stimatissimo medico del medesimo San Camillo), nel giro di 1/2 ora sono ricoverata!.
Alle 11.30 del mattino, sempre del 4 dicembre, iniziano i dolori veramente forti, sono dilatata due cm. (ma come non c'era tempo?) I dolori diventano sempre più forti e insistenti tant'è che dopo il secondo monitoraggio verso le 13:00 una ostetrica in reparto mi dice che sono entrata in travaglio. Alle 15.00 rottura delle acque. Mi portano in sala parto, dopo un ora sono a 5 cm! mi fanno l'epidurale come da me richiesto.
In sala parto l'atmosfera è completamente diversa rispetto al reparto, sale nuovissime e super attrezzate, ostetriche efficientissime e gentilissime; mi spiegavano tutto passo passo. Arriva mio marito: lo fanno accomodare. passano le ore alle 19:00 sono ancora a 5 cm! Arriva il mio ginecologo che inizia il turno notturno! mi dice di stare tranquilla che manca poco, ma l'epidurale ormai non fa più alcun effetto, rallenta le contrazioni ma non il dolore che ora si concentra sulla schiena. Alle 23:00 ancora niente! le ostetriche si consultano con il mio ginecologo e lui decide di interrompere l'epidurale perchè sta rallentando troppo il parto. le ostetriche mi stanno vicino, mi consolano e mi spiegano quello che devo fare; alle 2.00 di notte (siamo ormai al 5 dicembre ed è dal giorno 3 che ho le contrazioni) sono pronta! inizio a spingere, il mio gine e le ostetriche mi stanno intorno, mi consigliano, mi aiutano. Un dolore indescrivibile ma dopo 12 ore alle 2.57 nasce mio figlio! SE non avessi trovato una equipe come quella presente in sala parto, quella sera avrei sicuramente dovuto fare il cesareo!
E' vero, negli ospedali ci si può trovare bene o male; nel mio caso ha fatto tanto l'essere assistita dal mio ginecologo, ma ho percepito la professionalità in sala parto, di ogni membro dell'equipe. Nonostante i problemi iniziali avuti al pronto soccorso (non vi dico la faccia del gine del pronto soccorso quando alle 3:00 è salito in sala parto e mi ha visto con mio figlio in mano), dovuti forse al troppo affollamento, e al fatto che in quel periodo l'ospedale san Eugenio aveva il reparto della maternità in ristrutturazionee quindi il bacino di utenza di quell'ospedale si riversava sul San Camillo, ho trovato competenza e professionalitò, quando ho chiesto l'epiturale nessuno ha neppure tentato di dissuadermi. Quando mi hanno messo i punti a seguito di episiotomia, mi hanno nuovamente addormentato la parte tant'è che non ho sentito nulla.
L'unica pecca forse un po' il reparto di degenza, che risente degli anni, ma consiglio questo ospedale a chi vuole partorire nella certezza di essere circondata da personale competente.

Ospedali

Patologia trattata Parto naturale
Consiglieresti questo reparto ad altri pazienti?
 

ottima

Voto medio: 
 
5.0
Competenza :
 
5.0
Assistenza :
 
5.0
Pulizia :
 
5.0
Servizi:
 
5.0
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Opinione inserita da iolanda
26 Agosto, 2010
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1 persone su 1 hanno trovato questa recensione utile

è uno dei migliori reparti che abbia visto, sono tutti gentili e cordiali.

Ospedali

Patologia trattata cisti ovarica operata in laparoscopia;
IUI (andata a lieto fine grazie al dott. Cucinelli)
Consiglieresti questo reparto ad altri pazienti?
 

Un ottimo reparto

Voto medio: 
 
5.0
Competenza :
 
5.0
Assistenza :
 
5.0
Pulizia :
 
5.0
Servizi:
 
5.0
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Opinione inserita da Francesca
29 Luglio, 2010
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4 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile

l'11 settembre del 2008 alle 8 di mattina sono andata al pronto Soccorto Maternità del San Camillo dato che dalla sera precedente, circa da mezzanotte, mi erano cominciate le contrazioni, prima ogni venti minuti ma forti, poi quando sono arrivata ad averle ogni 12 minuti sono andata in Ospedale.
Ero alla 40°+1 infatti il mio ginecologo il giorno prima visitandomi mi aveva detto che, qualora non mi fossero cominciate le contrazioni, la mattina dopo sarei comunque dovuta andare in ospedale per l'induzione del parto.
Invece fortunatamente mi sono cominciate in modo naturale.
Ho trovato personale qualificato e disponibile; certo come in ogni posto c'erano anche persone meno gentili e più "schiette" ed altre molto disponibili e gentili.
Ho notato che le ostetriche più "anziane" erano quelle meno gentili, più "crude" e assolutamente contrarie all'epidurale.
Appena sono arrivata al Pronto Soccorso mi hanno visitata e mi hanno fatto i complimenti perchè ero stata brava ad aspettare così tanto a casa. Poi mi hanno portata subito in sala parto ed ero già di 4cm.
Ho chiesto l'epidurale perchè non avevo nessuna intezione di soffrire quello che mi avevano raccontato molto amiche e colleghe già mamme. Ma inizialmente ho trovato una ginecologa che cercava di convincermi a non farla dato che il parto si stava aprendo bene e abbastanza velocemente. Ma io continuavo a ripeterle che anche il mio ginecologo me l'aveva consigliata dato che il peso stimato del mio bambino (maschio) era di 4.600 kg!!! Quindi enorme per me che sono sempre stata magra e stretta di bacino! Ma la dottoressa non voleva saperne, spalleggiata anche dall'ostetrica di turno, che continuava a dirmi che era presto per fare entrare mio marito....
Fortunatamente il turno sia della ginecologa che di questa ostertica finisce presto e con mio immenso stupore vedo entrare nella sala parto il mio ginecologo, anche lui stupito di vedermi lì perchè non l'avevo avvertito che ero andata in ospedale. Lui fa entrare immediatamente mio marito e chiama l'anestesista che, come descritto anche da un'altra partoriente che ha scritto la sua opinione, sembrava più che il Nonno di haidi, Babbo Natale. Fantastico, dolcissimo, con occhi grandi e azzurri e così buono, rassicurante, calmo. Sono stata così felice di conoscerlo, una persona per bene, competente e in più molto dolce e rassicurante. Mi ha fatto l'epidurale e sono rinata anche perchè a 5 cm. i dolori erano fortissimi.
nel frattempo col cambio di turno è arrivata un'ostetrica speciale, che avevo avuto il piacere e l'onore di conoscere durante il corso pre parto.
Mi ha davvero aiutata a mettere al mondo il mio "gigante - Filippo"!!! Insieme a due ragazze tirocinanti in ostetricia, mi ha sorretta, aiutata, sopportata. Ruolo fondamentale l'ha avuto anche mio marito, senza il quale non ce l'avrei mai fatta perchè ho avuto un travaio di 14 ore molto doloroso nonostante l'epidurale. Per fortuna Filippo non ha mai perso il battito e alla fine, esausa, alle 22 è nato! Per fortuna non pesava 4600 kg come stimato dal ginecologo, ma 4100 e comunque è stata una fatica immensa!!!!
La degenza è stata buona, certo le stanze per le degenti non sono il gran Hotel!!!! Le sale parto sono super funzionali, ognuno la sua stanza privata con bagno privato. Pulite nuove funzionali, colori caldi e accoglienti.
Le stanze per la degenza no, un pò vecchiotte, un bagno in 4... ma si sa, ragazze, non siamo mica il clinica? L'importante è la pulizia, che c'è, la competenza dei medici, ostetriche, infermiere e c'è... quindi sono stata bene... soprattutto perchè una volta nato il tuo cucciolo, non ti mollano lì... ma sono molto disponibili per aiutarti ad attaccarlo bene al seno, ti fanno vedere come si disinfetta il cordone ombelicale... come si cambia....
L'unica cosa che non mi è molto piaciuta è stato il fatto che solo quando mi hanno dimessa mi hanno detto che il mio piccolino uscendo si era rotto la spalletta. Allora ho pensato: "Ma come, e me lo dite solo ora? Magari l'avrei dovuto tenere in braccio in un altro modo in questi giorni no?"
Poi ho chiesto anche ad un'amica di famiglia, pediatra, che mi ha detto che spessissimo i neonati si rompono la spalla nascendo, e che spesso non lo dicono neppure alla mamma che ha appena partorito, perchè è una cosa da nulla, si forma il callo cartilagineo in meno di 5 giorni.
Successivamente me l'ha confermato anche il mio pediatra, quindi ho capito che non era nulla di grave.
Ci tengo ad aggiungere che anche la mia migliore amica, Valeria, ha partorito lì, 4 giorni dopo di me, 13 ore di travaglio (parto indotto con ossitocina, niente gel) e poi cesareo perchè le acque erano nere.
Il suo bimbo, il mio adorato nipotino, è nato sanissimo e bellissimo, sono stati molto bravi anche a gestire una situazione di mini emergenza come quella.
E anche lei da un parere molto positivo su questo reparto.
Idem un'altra ragazza che sia io che Valeria abbiamo conosciuto al corso pre parto. Gravidanza perfetta, parto perfetto ma doloroso, poi all'ultimo il suo Flavio si gira e per chi non lo sa è una cosa molto rischiosa perchè una volta che il bimbo è incanalato e si gira, non si può "ritirare su" facendo un cesareo, bisogna cercare di farlo uscire comunque. E al San Camillo sono stati bravissimi, eccezionali e Raffaella è loro molto grata. Purtroppo hanno dovuto tagliarla molto sotto, per tirare fuori il bimbo con le mani, ma il bambino è nato sano, non è andato in apnea e lei dopo due giorni era in piedi nonostante i tanti e dolorosi punti.
Personalmente quindi sia come esperienza personale, sia sentendo i racconti di tante mamme che conosco nel mio quartiere è che hanno partorito lì al S. Camillo, consiglio la struttura e spero di tornarci presto con la mia seconda gravidanza!!!

Ospedali

Patologia trattata Parto
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trattamento vergognoso.

Voto medio: 
 
1.0
Competenza :
 
1.0
Assistenza :
 
1.0
Pulizia :
 
1.0
Servizi:
 
1.0
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Opinione inserita da cristina
22 Agosto, 2009
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31 persone su 35 hanno trovato questa recensione utile

Domenica 26 luglio vengo finalmente ricoverata al San Camillo, ho finito il tempo, sono a 41+1 e non sono tranquilla a stare a casa ad aspettare.
Sono in stanza con due ragazze: Roberta, giovanissima, che è lì dal giovedì precedente ed è al terzo giorno di induzioni che fino a quel momento non hanno dato risultati e Tiziana, ricoverata insieme a me, stessa DPP.
Subito vengo a sapere che l’ospedale ha l’abitudine di provarle tutte prima di intervenire con l’ossitocina, Roberta e il ragazzo sono furiosi, sono giorni che lei sta male, ma niente, sempre a 3cm. Il personale dice che cercano di dare la possibilità alla donna di fare un parto naturale, scoprirò presto che il gel di naturale ha davvero poco.
Il lunedì decidono di indurre me e Tiziana con le fettucce, ma il farmaco manca (!) e si passa direttamente al gel. L’ostetrica mi fa anche un po’ di manovrine dolorose e lì partono le prime contrazioni. Forti ma irregolari, tutto il giorno così.
Siamo monitorate e visitate spesso, nessuna novità per qualche ora.
Nel frattempo Roberta sta male e finalmente la portano su. Non ci rivedremo perché verrà spostata di reparto. Ma so che Flavia, la sua bimba, sta bene.
La notte Tiziana rompe le acque (quasi senza sentire contrazioni) e viene portata in sala parto (piccola nota: si era alzata per avvertire e l’ostetrica di turno prima l’ha quasi spintonata per farla tornare a letto poi, quando lei ha detto che forse si erano rotte le acque, le ha detto “macchè!!!” come se fosse una cosa impossibile e poi le ha chiesto di alzarsi per andare in stanza visite, Tiziana ha avuto una contrazione forte e avrebbe voluto aspettare un secondo, ma quella l’ha praticamente trascinata per un braccio dicendo sgarbatamente”eeeh! Che vuoi che sia una contrazione!!!”. Non le credeva. Fatta la visita ha dovuto darle ragione)
Tiziana è stata fortunata, poche ore di travaglio non troppo doloroso, due spinte e Beatrice è venuta fuori.
Io invece no. Contrazioni per ore ogni sei minuti, poi più distanziate. Non chiudo occhio.
Tiziana ritorna alle 6, fresca come una rosa, chiacchieriamo a lungo del parto.
Il giorno dopo decidono di rifarmi il gel, questa volte due dosi e nella cervice. Un male cane.
Partono subito contrazioni fortissime. Ogni 4-6 minuti contrazioni a 99 (100). Vengo visitata ma niente, tutto chiuso. Passerò la giornata così, dalle 10 di mattina alle 20 di sera a soffrire. Vengono a trovarmi mia mamma, il mio compagno, mia suocera. Cerco di camminare, mi appoggio al muro quando arriva la contrazione. Sono veramente dolorose. La sera non ne posso più . L’ostetrica di turno mi visita, 1cm scarso. Mi dice che devo distrarmi (!!??) e togliermi di dosso quell’atteggiamento di donna che sta per partorire e si appoggia al muro, perché ci vorrà tempo, non è ORA. Per i dolori mi da un buscopan. Esco e mi metto a piangere in corridoio.
Piangerò molto, tutta la notte.
La notte passa con contrazioni ogni 10-15, ma sempre fortissime. Non chiudo occhio. Il giorno dopo il dottore mi visita e mi dice che così non si può andare avanti (ma va??!!) e che mi avrebbe fatto rifare il gel la mattina e ripetuto la sera e, se non succedeva nulla , il giorno dopo cesareo, gli dico che non ce la faccio più, che sono d’accordo.
Avverto tutti, mi sento sollevata. Arriva l’ostetrica (la solita carina ma col french nails che ogni volta che mi visita mi spacca) mi mette il gel vaginale. Passano si e no 5 minuti e arriva una contrazione fortissima. Ma che succede? Non si ferma, sembra aumentare. Resisto si e no un minuto e poi chiamo. Mi mettono il monitoraggio, inizio ad urlare, loro sorprese. L e contrazioni si susseguono una dopo l’altra praticamente senza pausa: inizia a scendere che già riparte la successiva, mi contorco e urlo, improvvisamente sento spingere fortissimo dentro, mi sento spaccare, lo dico e l’ostetrica fa un salto, passa dall’altra parte e mi visita dicendo “ma non è che me la fai qui ora?” e invece sono sempre a 1cm. E qui inizia la paura: sento il cuore di Viola che va sempre più piano, dai suoi soliti 135 BPM arriva a 60, poi 40… Loro chiamano il medico che arriva, guarda il tracciato, mi guarda e…..”eeeeeeeeeeeh! quante storie! Ma se non sono ancora quelle dolorose!” e riesce. L’ostetrica a quel punto dice “lo facciamo partorire al dottore, che dici??!!” Lo richiamano, parlano un po’ e poi mi dicono che mi portano in sala parto. Tutta una corsa, con loro che cercavano i cambi, le analisi, i documenti e io che indicavo urlando.
Mando un sms al mio compagno “cesareo ora corri” non riesco a scrivere di più.
In sala parto mi attaccano di nuovo al monitoraggio. A quel punto non ho più il controllo. Il mio è un urlo unico, solo quando sento il suo cuoricino andare in tilt tento di respirare bene, ma non mi riesce, non ce la faccio perché non ci sono pause per riprendersi, sono stremata!. Finalmente sento una voce che mi dice:”signora, adesso le facciamo il cesareo, va bene?” Mando sms al mio compagno “corri”. Dico che voglio la spinale, non voglio essere addormentata. In sala parto sono “gentili” come in corsia (c’è da aprire un post a parte per il trattamento che ci ha riservato il personale, tutti, dagli infermieri alle ostetriche ai medici) mi sgridano perché peso (“la prossima volta non prendere tutti sti kg!, guarda che gambe! Non riusciamo a spostarti”), perché non mi muovo bene, perché mentre mi mette il catetere sento dolore, perché non collaboro, perché ho il reggiseno e una camicia da notte non adatta-e che ne sapevo io che sarei stata portata d’urgenza in sala operatoria??!!. Commentano con pietà le mie smagliature e si rimettono a parlare del mio peso.
L’unico gentile è l’anestesista, che sembra il nonno di Heidi, con la barba bianca e gli occhi buoni, la voce calme e dolce. Mi coccola proprio e guarda male gli altri. In poco tempo sono sdraiata, con le gambe che non sentono più. Chiedo se il mio compagno può entrare, so che in alcuni ospedali lo fanno, c’è il telo… Mi rispondono sgarbatamente “seeee…tu hai visto troppi film, bella mia! Qui siamo in sala operatoria, mica al cinema” Mi viene da piangere, immagino il dispiacere del mio compagno, ma a quel punto so che doveva andare così. Mentre tirano fuori la mia Viola sento discorsi angoscianti su cesarei andati male, donne riaperte per ematomi o infezioni o altro, non è rassicurante, ma io penso solo a lei e quando sento alla radio Life in Technicolor dei Coldplay, mi metto a canticchiare, per allontanare la paura che lei stia male, per dirle “vieni fuori, amore mio” per trovare la forza. Mia figlia è nata in quel momento, alle 10,55 di mercoledì 29 luglio 2009. La sento. Ma non me la fanno vedere , poi verrò a sapere che di solito la mostrano subito alla mamma. Immagino che sia perché il chirurgo, quando ha aperto ha esclamato “Oddio! E che è qui??!!” Dopo collegherò il tutto alla sua sofferenza fetale… Sento anche qualcuno dire “…5giri di cordone” sul numero non sono sicura, però.
Vengo a sapere che il mio compagno è fuori. Non ho neanche la forza di chiedere se lei sta bene, temo la risposta, mi sento una madre cretina. Sarà l’anestesista a dirmelo, mentre mi accarezza il viso. Poi me la portano, avvolta in un telo, per il primo bacetto. Ha l’odore più bello del mondo. Piango. E sempre l’anestesista, sorridendo, mi asciuga le lacrime.
Quando mi portano fuori, il mio compagno è lì con le lacrime agli occhi, mi chiede come sto, mi dice che è bellissima, sta bene e che io sono stata tanto brava e coraggiosa. Lui era nella stanza accanto. Quando era arrivato gli avevano detto “si, ora le facciamo vedere la bimba e sua moglie” e lui era cascato dalle nuvole, perché non credeva avessi già fatto! Lo hanno lasciato con lei mentre mi ricucivano, a guardarla, ammirarla…
Il momento più bello finalmente arriva. Noi tre in una stanzetta, soli soletti, lei attaccata al seno. Non lo dimenticherò mai. Il momento più felice della mia vita.
Non mi soffermerò qui sul dopo, che è forse peggio del prima. Voglio scrivere ai giornali su questo. Scrivere di come sono stata trattata, da gente che non sa mettere una flebo, che ti lascia sola, che non ti aiuta e, quando chiedi aiuto te, ti urla contro o fa finta di non sentire. Voglio ricordare per far si che altre non vivano la stessa mortificante e dolorosa esperienza.

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