Ostetricia e Ginecologia San Camillo

 
3.6 (58)

Recensioni dei pazienti

15 recensioni con 2 stelle

58 recensioni

 
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Voto medio 
 
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2.0
Competenza 
 
2.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
2.0

Parto

Ho partorito in questo Ospedale circa 3 anni fa e dovrò rifarlo SOLO per questioni logistiche (ma stavolta saprò come far valere i miei diritti). Mi sono recata in PS per via della perdita di liquido che l'ostetrica sosteneva potessero essere semplici perdite vaginali... se non fosse che il tampone che mi fece indicò la presenza di liquido amniotico per probabile piccola rottura superiore del sacco. Assistenza in sala parto praticamente nulla. Sono stata inserita subito in sala parto, forse per mancanza di posti letto in reparto, ove sentivo la sofferenza delle altre mamme(ma questa è stata la cosa meno problematica).Travaglio iniziato alle 16.00 (ho partorito alle 8.00 del giorno dopo) ma hanno fatto entrare mio marito soloalle 21.00 senza alcun motivo specifico.
Forse per non avere una persona in più tra i piedi, ma che sarebbe stata di supporto alla sottoscritta (primipara!!). L'anestesista, alle mie domande su come avveniva l'epidurale, domandeposte solo per tranquilizzarmi mentre procedeva, ha espresso la solita sciocca frase "signora non è la prima che la fa'" (e vi assicuro che sono tutt'altro una persona dedita alle lamentele). Unica umanità l'ho ricevuta da due studentesse ostetriche ed un'ostetrica che mi ha proposto di far una doccia... Doccia in un bagno,con un telo posto per terra per non scivolare da cui sono dovuta uscire, nonostante il sollievo, dopo 10 minuti perchè mancava l'aria... Sarò stata visitata tra specializzande,ginecologi ed ostetriche almeno 30 voltecon una delicatezza, di alcuni, inesistente.Il mio solo ringraziamento va all'ostetrica La Porta che mi ha spronata nel momento del parto. Ricucita da una specializzanda medico, alla quale il supervisore diceva mentre procedeva " ma no, prendi più lembo.. oh ma allora insisti" (questo più volte). Il tutto penso sarebbe stato diverso se avessi assoldato un'ostetrica a pagamento, come fanno molte donne. Assistenza in reparto appena sufficiente, solo un ostetrico rispondeva alle mie richieste di sostegno relative all'allattamento. Sui ginecologi posso dire poco (il mio era in ferie). Sui pediatri dico solo che mi hanno fatta uscire dopo 3 giorni dandomi motivazioni diverse (bambino col raffreddore, bambino che aveva perso peso, bambino con probabile soffio al cuore...) la prima ed ultima rivelatesi po' sbagliate!!! Insomma, se volete un reparto attento e premuroso in questo delicato ed importante momento vostro e del vostro bimbo (mio figlio dalle 10.00 della mattina l'ho poi rivisto alle 15.00... e questo è ledere un DIRITTO come ben spiegato al corso Preparto, realizzato proprio da una ex ostetrica del San Camillo Forlanini) questo ospedale potrebbe non fare per voi.

Patologia trattata
Parto naturale.
Voto medio 
 
2.3
Competenza 
 
2.0
Assistenza 
 
2.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
2.0

Gravidanza a rischio

Mi sono rivolta al San Camillo su consiglio di conoscenti. Avendo fatto l'inseminazione artificiale con aborto pregresso a 21 settimane, sono stata inserita nella lista delle pazienti per gravidanza a rischio seguita dalla Dott.ssa Flavia Pierucci.
Le visite avvenivano una volta al mese, nessuna eco di controllo, solo analisi e tamponi all'occorrenza, controllo battito fetale + terapia con Cardioaspirina. La dottoressa comunica solo via email. Per urgenze rivolgersi al PS.
Alla 19° settimana vado al PS per un forte mal di schiena e dolori addominali e mi diagnosticano un accorciamento del collo dell'utero a 30 mm. + probabile candidosi. Prognosi: una settimana di riposo e difesa con raccomandazione di farmi vedere quanto prima dalla mia ginecologa. La contatto via email e lei si rifiuta di anticipare la visita che avevo a distanza di 20 giorni. La supplico, le ricordo che alle spalle avevo già avuto un aborto nello stesso periodo, lei non risponde! Chiedo se è il caso di essere ricoverata e lei risponde testualmente "le pare che la ricoveriamo per una vaginale?". Sollecito altre due volte, specifico che la mia paura riguarda l'accorciamento del collo dell'utero, mi offro di essere visitata privatamente, la supplico, niente!
A questo punto mi sento costretta a cambiare ginecologo con tutta la difficoltà di trovarne uno disponibile a seguirmi a gravidanza inoltrata. Trovo un ginecologo dello stesso reparto che mi riconcilia con il mondo e mi evita una crisi isterica, il bravissimo Dott. Marcello Mastrone, che prende in mano la situazione, accetta di visitarmi nel giro di 3 giorni e riscontra una grave incompetenza cervicale, ovvero accorciamento del collo a 17 mm. e funneling. Sceglie il ricovero poi inserimento del pessario (grazie alla Pierucci che mi ha fatto perdere ben 10 giorni, il cerchiaggio d'urgenza non si poteva più fare) progesterone, magnesio e riposo assoluto a casa. Sto lottando con tutte le mie forze coadiuvata dalla professionalità e rara umanità di Mastrone nel portare la gravidanza "in zona sicura" a 29-30 settimane.
Mi chiedo: perché mettere qualcuno a seguire la gravidanze a rischio se poi, quando il rischio si presenta, non viene data assistenza?

Patologia trattata
Gravidanza a rischio e incompetenza cervicale (ovvero accorciamento del collo dell'utero).
Voto medio 
 
2.0
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
3.0

Pessima esperienza al Pronto Soccorso

Ho scelto di partorire il mio terzo bambino al San Camillo, dopo l'esperienza positiva vissuta con i primi due negli ultimi sei anni. E se non fosse per quanto accaduto al pronto soccorso ostetrico, direi ancora che è uno dei migliori ospedali a Roma in cui partorire. Ho avuto un travaglio velocissimo iniziato di notte a casa con contrazioni ogni due minuti. Dopo una corsa folle in auto, sono arrivata al PS del reparto maternità in condizioni critiche, non riuscivo a stare in posizione eretta a causa delle contrazioni così ravvicinate da togliermi il fiato, tant'è che sono entrata stando a carponi su una sedia a rotelle. In più, la paura di non arrivare in tempo in ospedale mi aveva gettato in uno stato di panico e ansia. Al mio arrivo vengo 'accolta' da due ostetriche che alla mia disperata richiesta di aiuto, rispondono con totale e aberrante noncuranza, dando per scontato che stessi inscenando un dramma spropositato rispetto alla mia reale condizione, nonostante avessi detto che si trattava del terzo figlio. Non solo mi esortano ripetutamente ad alzarmi da terra senza neppure tendermi una mano, ma mi incalzano con un protocollo di domande (quanti figli avessi già, quando erano nati, ecc..) a cui faccio fatica a rispondere. È l'una e mezza di notte. Al termine dell'interrogatorio mi dicono che devono visitarmi per sentire se c'è battito (?) e pretendono che io mi alzi e mi sdrai sul lettino. Non riesco a sollevarmi da terra, imploro ancora aiuto e loro mi rispondono che io non collaboro: per questo sono stata lasciata sul pavimento. Attendono ancora qualche minuto, in piedi davanti a me, per vedere se i miei sforzi mi avrebbero fatta alzare; poi una di loro, spazientita e infastidita dai miei lamenti, chiama il blocco parto segnalando la situazione e la loro impossibilità (nonostante l'impegno profuso?) ad accertare il mio stato.
Solo all'arrivo dell'ostetrica della sala parto, che mi aiuta finalmente ad alzarmi e a sdraiarmi sul lettino, una delle due si accorge che la testa del bimbo è quasi fuori. Con l'aiuto di mio marito mi portano di corsa in sala parto, non faccio neppure in tempo a spogliarmi: mio figlio nasce dopo due spinte.
Ringrazio l'ostetrica Martina che ha fatto nascere il mio bambino e quella notte è apparsa come un Angelo al PS, mentre due colleghe troppo saccenti, inadeguate e svogliate mi mostravano di quanta poca umanità erano capaci.
Non conosco i loro nomi, né potrei riconoscere il loro volto, visto che la maggior parte del tempo trascorso insieme io ero con la faccia a terra..
Sconsiglio fortemente a chiunque di passare per questo purgatorio, dove professionalità e comprensione non sono un requisito di chi ci lavora.

Patologia trattata
Parto spontaneo.

Voto medio 
 
1.8
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
3.0

Professionalità zero

Ho partorito al San Camillo a gennaio 2015.
Sono stata seguita dalla Dott.ssa Bartolelli Cinzia e non la consiglio.
Il mio parto è stato un parto indotto a 36+6 settimane.
48 ore in sala parto senza nessuna assistenza e senza che nessuno sapesse dire come avrei partorito. Chiunque entrava, dava direttive diverse alle infermiere.
La mia dottoressa, che avrebbe dovuto farmi l’induzione al parto, parole dette da lei, neanche si era fatta viva il secondo giorno.
Alle ore 12.00 mi fanno l’induzione al parto senza però darmi da mangiare dalla sera prima perché – non si sa mai - magari serve un cesareo. Io continuo a non avere tanti sintomi di contrazioni. Allora cominciano a darmi di tutto di più, oltre l’antibiotico (che già prendevo dalla sera prima e che, se non lo interrompeva un medico di turno, continuavano così..). E menomale che quando stai in gravidanza continuano a dirti che non puoi prendere nulla.
Non basta, mi portano una palla per fare esercizi, e nel frattempo monitorano il battito del mio cuore invece di monitorare quello del nascituro.
Tra i vari "veleni" che prendevo e tra i dolori e la fatica, io comincio a tremare tutta, quasi svengo, la bambina non riesce ad uscire e la situazione si complica; chiamano urgentemente la Dott.ssa Bartolelli, che era di turno, per farla salire in sala parto, ma la signora era già andata via. Allora vanno in cerca di un dottore in giro per il reparto e trovano uno che stava lasciando il turno con la borsetta in mano. Entra in sala parto urgentemente e gli mettono in mano la ventosa, che nel frattempo una infermiera la fa cadere per terra. Ormai tutto l’ospedale sta dentro la mia sala parto. Non sanno più come fare, mio marito lo buttano fuori. Sono lì in sala parto con tutti in agitazione ed io da sola che continuavo a tremare come una foglia e chiedevo una coperta. Alla fine riescono a tirare fuori la mia bambina, che era entrata in sofferenza respiratoria e cardiaca. Me la portano un attimo per dirmi: almeno dalle un bacio.
Finisco qui perché non ci sono altre parole da spendere.

Solo una cosa, non conosco il nome del medico che ha salvato mia figlia, perché non c’è scritto neanche nella cartella clinica (e questo dice molte cose), ma lo ringrazierò per tutta la vita!

La mia bambina è stata ricoverata subito in terapia intensiva al reparto di neonatologia, che come professionalità e umanità sta anni luce dal reparto di ginecologia e ostetricia. Grazie di cuore per avermi ridato mia figlia!

Patologia trattata
Parto / Epatogestosi.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0

Parto agosto 2012

Ho partorito al San Camillo mia figlia nell'agosto 2012. Ostetriche di pessimo umore, disponibilità zero, ho chiesto l'epidurale e a riguardo non mi metto neanche a scrivere i commenti ricevuti dalle ostetriche... Dopo il parto ho richiesto una tachipirina e la risposta e' stata "no non l'abbiamo". In più appena ho partorito mia figlia non ho potuto tenerla in braccio e l'ho rivista dopo 8 ore - con tutto che e' nata sana! La risposta: "la stanza serve ad un altra ragazza che deve partorire, stiamo ristrutturando la sala parto". Questa e' l'assistenza che riservano al San Camillo se una persona deve partorire? Pessimi l'atteggiamento e l'assistenza che mi sono stati riservati.

Patologia trattata
Parto.
Voto medio 
 
1.8
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
2.0

Pessima gestione del Pronto Soccorso Ginecologico

Care pazienti e non, mi preme segnalarvi quanto mi è successo poche sere fa quando, per un problema di natura cardiaca, sono andata al Pronto Soccorso del Reparto di Ginecologia ed Ostetricia del San Camillo.
Mi trovo al 4° mese di gravidanza ed a seguito di palpitazioni e tachicardia, avevo circa 120 pulsazioni al minuti, ho consultato il mio ginecologo che mi ha suggerito di fare un passaggio ad un pronto soccorso ginecologico con l'obiettivo di fare un'elettrocardiogramma ed una valutazione cardiologica. Sono arrivata al triage del PS Ginecologico alle 21.26, lamentando appunto tachicardia e palpitazioni e dando all'infermiere che mi ha accolto tutte le info necessarie per un quadro clinico completo, ovvero la settimana gestazionale e le terapie domiciliari in corso, in particolare l'ormone tiroideo, per una tiroidectomia parziale eseguita 1 anno e mezzo fa, ed il progesterone, per utero contratto e un distacco amniocoriale.
L'infermiere ha provato a misurare pressione e battiti con un macchinario in dotazione del reparto, di cui non conosceva il corretto funzionamento, così ha chiamato una collega e dopo ripetuti tentativi hanno provato ad interpretare i dati che la macchina forniva, peraltro piuttosto intuitivi, ovvero pressione (minima e massima), pulsazioni ed ossigeno. Continuavano a confondere le pulsazioni con l'ossigeno, sono dovuta intervenire personalmente spiegando che probabilmente la scritta PLS stava per pulsazioni e che quello era il dato significativo, non l'ossigeno. In seguito hanno deciso di procedere con la misurazione manuale, così hanno preso il polso approssimativamente con un orologio ed hanno calcolato circa 112 battiti al minuto.
A questo punto, dopo 10 minuti di tentativi è arrivato il medico, sulla cartella clinica è indicato il nominativo di un medico che non è lo stesso che mi ha visitato, sono abbastanza sicura che si trattasse di uno specializzando. Quest'ultimo non ha fatto alcuna valutazione di natura cardiaca, non ha verificato battiti, presenza di extrasistole o altri parametri possibilmente importanti, ma solo di natura ostetrica, facendomi una visita per valutare il collo dell'utero ed una successiva ecografia. Ho fatto un po' di resistenza perché il mio problema era altrove, mi sembrava fuori luogo perché non accusavo contrazioni, dolori, spasmi né perdite ematiche e speravo di mettere a fuoco le cause dei miei reali sintomi, ma lui mi ha detto che era previsto dal protocollo.
Molto rapidamente ha chiuso la visita dicendo che in tutto il reparto di Ostetricia e Ginecologia non erano dotati di un macchinario per fare un'elettrocardiogramma e che era costretto a chiamare un portantino per mandarmi al Pronto soccorso Generale con un'ambulanza interna per farmi valutare da un Cardiologo; naturalmente mi ha specificato che i tempi sarebbero stati molto lunghi e che sarei stata messa in coda a tutti gli altri pazienti presenti. Ho chiesto se era possibile la consulenza di un cardiologo presso il Reparto di Ginecologia e mi ha risposto di no.
Solo 5 anni fa, nella stessa struttura, ho partorito, con parto cesareo, e per l'occasione ho fatto l'elettrocardiogramma, quindi erano dotati del macchinario necessario; è mai possibile che i tagli delle spese abbiano costretto a rinunciare ad un'apparecchiatura così necessaria in un reparto dove vengono fatti centinaia di parti naturali e non, mensilmente?
Tornando alla narrazione, a questo punto, ho atteso fino alle 22.42 l'ambulanza, quindi più di un'ora rispetto al mio ingresso in PS Ginecologico. Nonostante dimostrassi forte disagio per il sintomo e preoccupazione per me e le mia bimba e che abbia proposto loro più volte di farmi portare direttamente da mio marito, che aveva la macchina parcheggiata a pochi metri e che ci avrebbe messo meno di 1 minuto a raggiungere il PS Generale, mi hanno obbligato ad attendere.
Vi faccio presente anche che il Pronto Soccorso Ginecologico era praticamente vuoto, infatti durante tutta la mia permanenza è arrivata solo una gestante.
Arrivato il portantino, alle 22.42, il medico ha deciso di chiudere la cartella clinica dicendomi che non era più loro competenza, perché l'aspetto ginecologico era stato correttamente indagato.
Quando sono arrivata al triage del Pronto Soccorso Generale, l'infermiere mi ha subito accolto ed ha telefonato al collega del PS Ginecologico lamentando la mancanza di una tracciato e chiedendo il motivo per cui non fosse stata chiesta una consulenza cardiologica in sede, visto che sono una gestante, quindi di competenza loro. Non so quale sia stata la risposta, in ogni modo l'infermiere si è scusato a nome della struttura e mi ha dato la priorità su tutti, nel giro di pochi minuti hanno provveduto a fare visita ed elettrocardiogramma. Non hanno rilevato alcuna anomalia in quel momento, dimettendomi a stretto giro.
Il giorno successivo, il mio ginecologo mi ha consigliato di sospendere il lentogest, perché probabilmente il mio problema è legato ad una intolleranza al progesterone che è molto frequente nelle gestanti. Considerate che ieri sera, con il medico che mi ha visitato al PS Ginecologico, ho provato ad ipotizzare una connessione tra sintomatologia e farmaco, ma lui ha escluso qualsiasi interazione, dicendo che il progesterone solitamente non da alcun effetto collaterale alle pazienti, cosa assolutamente confutabile anche solo dai foglietti illustrativi dei farmaci. Quindi, al momento delle mie dimissioni dal PS Ginecologico, alle 22.42, l'aspetto ginecologico non era del tutto chiuso, il problema era di loro pertinenza, forse avrei dovuto fare un secondo passaggio da loro con le valutazioni del cardiologo e individuare la causa dei miei sintomi avendo escluso patologie cardiache?

Questa vicenda purtroppo è un esempio di pessima sanità, dimostra che la gestione delle donne in gravidanza presso il PS Ginecologico è superficiale ed approssimativa, mettendo a grave rischio la salute delle madri e dei futuri nascituri.
Non è accettabile che un infermiere che presidia l' accettazione non sappia utilizzare i macchinari che sono in dotazione alla struttura, che non riesca a decodificare i dati e che non conosca i farmaci, ho dovuto spiegare cosa sono il tirosint ed il lentogest (farmaci purtroppo ampiamente utilizzati da noi donne, durante la gravidanza), così come non è accettabile che il medico che mi ha visitato sia diverso da quello che risulta responsabile della mia cartella clinica e che faccia una valutazione senza raccogliere in modo puntuale e scientifico tutti i parametri necessari (frequenza cardiaca, extrasistole e quant'altro), lasciandomi per più di un'ora in attesa di trasferimento.
Ho segnalato al Direttore Sanitario questo episodio e spero che venga fatta chiarezza rispetto alla correttezza delle procedure che sono state mese in atto ed alla competenza, professionalità e buonsenso del personale sanitario presente quella sera, spero anche che ci sia maggiore vigilanza e controllo sul lavoro dei dipendenti, in modo che nessun'altra gestante debba subire un trattamento del genere.

Patologia trattata
Palpitazione e tachicardia in gravidanza.
Voto medio 
 
2.0
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0

Pessima esperienza nel 2011

Ho partorito mio figlio presso il San Camillo nell'agosto 2011. Va bene che era un periodo di emergenza a causa della concomitante chiusura dei reparti di maternità di altri ospedali romani, ma ho riportato un'esperienza veramente negativa di disorganizzazione e pessima assistenza, che costituisce tuttora per me un ricordo traumatico. Dall'accettazione, quando non credevano che avessi rotto il sacco, come poi confermato dal tampone, al fatto, mi hanno lasciato con induzione e monitoraggio senza assistenza, tanto che ho dovuto chiamare io l'ostetrica quando ho visto precipitare i battiti fetali... e non era un falso allarme, visto che mi hanno portato in camera operatoria urlandosi reciprocamente "non c'è tempo"; da piccole perle, come i pasti portati in contemporanea al bimbo da allattare (e "se quando torniamo non hai mangiato dobbiamo comunque portar via il pasto"), alle pulizie fatte sempre mentre si allatta spostandoti il letto su cui stai; dall'infermiera che confonde un'ustione con una smagliatura e che non sa distinguere una flebite malgrado io gliela segnali, al fatto che non avevano a disposizione i medicinali necessari (fra cui l'antibiotico per streptococco)... MAI Più!

Patologia trattata
Parto cesareo.
Voto medio 
 
2.3
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
3.0

Vergognosi!

Personale non professionale, maleducati, scortesi, probabilmente durante il corso di studio non è stato loro spiegato che cosa sia la presa in carico del paziente e quanto essa sia importante, sicuramente non hanno mai letto attentamente il codice deontologico, non danno informazioni riguardo ai neonati, non informano o "educano" la mamma.... Vorrei dire solo una cosa a tutto il personale: "Donare un sorriso rende felice il cuore, arricchisce chi lo riceve senza impoverire chi lo dona" (P.Faber).

Patologia trattata
Parto.
Voto medio 
 
2.0
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
3.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0

Infezione peritoneale

Nel 2012 ho partorito con taglio cesareo presso l'Ospedale San Camillo di Roma.
L'intervento non sembrava aver presentato particolari problemi, ma con il passare dei giorni i dolori nella zona addominale non si attenuavano, mi è venuta la febbre a 39 °C, pertanto il dottore di turno ha richiesto un RX ed una TAC addome con contrasto.
La TAC ha evidenziato una raccolta di fluido disomogenea in sede sottocecale, altri nuclei gassosi liberi nell'addome e nell'ambito dei muscoli retti.
Il medico del Reparto ed il chirurgo che ha praticato il cesareo mi hanno spiegato che si trattava di una complicanza legata al versamento di sangue nell'addome avvenuto durante l'intervento, che si era infettato e che aveva causato la paralisi intestinale (ileo dinamico). Hanno quindi detto che avrebbero provato con una terapia antibiotica per circa una settimana e che, se non avesse avuto successo, sarebbe stato necessario intervenire chirurgicamente.
Purtroppo la cura di antibiotici ed antivirali non ha prodotto risultati, tanto che al controllo strumentale successivo l'infezione risultava progredita, e vi era la presenza di ascessi.
Sono stata quindi sottoposta ad un nuovo intervento chirurgico per laparotomia d'ascesso peritoneale, che ha comportato l'inserimento in sede di tre drenaggi.
Dopo alcuni giorni di drenaggio e di ulteriore cura antibiotica, la situazione è andata migliorando, con la scomparsa della febbre, anche se i dolori addominali persistevano pertanto ho effettuato visite specialistiche presso due diversi gastroenterologi privatamente.
Dopo interminabili giorni di terapia, analisi e digiuno, finalmente dopo un mese dal parto sono stata dimessa.
Quale ultimo aspetto, cui non ho accennato precedentemente, voglio sottolineare che il bombardamento di antibiotici cui sono stata sottoposta, unitamente alla necessità di effettuare esami strumentali con liquidi di contrasto radioattivi, al digiuno e alle precarie condizioni di salute, mi hanno costretta mio malgrado ad interrompere l'allattamento al seno per non correre il rischio di pregiudicare la salute del mio bambino.

Patologia trattata
Infezione peritoneale da parto cesareo.
Voto medio 
 
1.8
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
1.0

Parto

Purtroppo la mia esperienza non è stata positiva. Mi avevano consigliato di contattare una delle ostetriche, così quando è il momento le chiami e, ovviamente a pagamento, ti danno più assistenza. Purtroppo nessuna di quelle di cui mi avevano dato il cellulare, mi ha ricontattata. Fatto sta quindi che quando è arrivato il momento di partorire, pur avendo richiesto più volte l'epidurale, non me l'hanno fatta e, dopo 15 ore di dolori, alla fine mi hanno fatto il cesareo. Esperienza negativa in tutto. Non ti considera nessuno e c'e la massima freddezza. Non ci tornerei mai più.

Patologia trattata
Parto cesareo.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0

Pessimi e superficiali

Nel 2009 ero in attesa del mio primo figlio. Sono stata ricoverata a fine novembre per una flussimetria andata male e per la gestosi.
La degenza di per sè in ginecologia è andata bene, infermiere e ostetriche competenti e molto disponibili, ma non mi farei mai più visitare dal dott. D. Dà risposte frettolose e assurde che non stanno nè in cielo nè in terra!
Il 23 dicembre alle 23.30 mi presento in PS per la pressione troppo alta e, dopo monitoraggio, la visita appura che sono dilatata di 3 cm. e perdo sangue.
Mi ricoverano subito e verso le 2.00 di notte inizio a perde sangue e iniziano le contrazioni. Alle 5.00 decidono di farmi il cesareo d'urgenza per il quale aspetto fino alle 8.00 di mattina.
Mi portano in sala operatoria e l'anestesista mi ha fatto 7 buchi per trovare il punto per l'epidurale, senza riuscire a farmela.
Arriva un secondo anestesista e mi fa la spinale finalmente.
Il cesareo è stato fatto dal Dott. STARITA, una persona PREPARATA, UMANA e FANTASTICA.
Purtroppo è stata l'unica luce della mia esperienza, perchè un paio di ore dopo il taglio cesareo è scesa l'ostetrica con le tirocinanti e mi hanno aperto il collo dell'utero a mano con una indelicatezza e una brutalità incredibili.
Le infermiere erano acide e menefreghiste, le chiamavi e, SE venivano, erano pure scocciate; non c'erano antidolorifici perchè era il 24 dicembre e la farmacia era chiusa... ma si può?????? ci dissero di farceli portare da casa...
Quando ci portavano i bimbi, le ostetriche restavano per pochi minuti perchè ovviamente erano poche e piene di lavoro.
Una in particolare ci spremeva come fossimo mucche, tanto da provocarmi un livido enorme sul seno per far attaccare mio figlio, che tra l'altro non si è mai attaccato!
Anche qui mi sento di nominare l'ostetrica GIULIA, perchè è una persona competente e molto umana... lei è stata l'unica ad aver capito cosa passavamo noi neo mamme!
Anche la dottoressa che mi ricoverò e che poi mi ha dimessa è stata molto brava, ma non ricordo il nome.
Ah sì.. tralasciamo il fattore pulizia va!
In questa struttura non partorirei mai più

Patologia trattata
Gestosi e parto cesareo d'urgenza.
Voto medio 
 
1.8
Competenza 
 
4.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0

Non tanto bene

Arrivata all'ospedale, mi hanno diagnosticato una gravidanza extrauterina ma non c'era posto. Ovviamente, se avessi avuto il ginecologo di riferimento, il posto si sarebbe trovato. Quindi dopo 6 ore di attesa mi hanno dirottato sulla Casilina. Io avevo un'emorragia interna causata da rottura della tuba.
Ho deciso di trovare un ginecologo privato del San Camillo per evitare una futura eventuale situazione. Mi hanno segnalato il Dott. Costabile Guida, ma non si è rivelato molto professionale. Devo elogiare invece il Dott. Cucinelli, molto umano e sensibile.
Grazie.

Patologia trattata
Gravidanza.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
2.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
1.0

Affatto soddisfatta

La mia esperienza personale è stata negativa e non mi sono trovata bene col medico che seguiva la mia gravidanza.
E' antipatico, non risponde mai al cellulare e si lamenta sempre.
Visite frettolose e mai puntuali.
Reparto con poca assistenza. Personale acido e scontroso.

Patologia trattata
Gravidanza.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0

superficiali

la mia esperienza in questo reparto è stata negativa al punto che mi sono rivolta al tribunale del malato.... dovrò sicuramente ripetere l'intervento.
la superficialità e la demotivazione alla professione regnano sovrane, inoltre la comunicazione interpersonale è inesistente, presa in carico del paziente e accoglienza "ZERO".
Non ho altro da aggiungere se non raccomandare a chi legge di andare altrove.

Patologia trattata
fibroma ovarico.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0

MAI PIù

Sono arrivata al San Camillo verso le 19.30 del 22 agosto 2010 dopo aver rotto il sacco a 38 settimane... mi visitano al pronto soccorso e il ginecologo, dopo avermi chiesto chi mi aveva seguito durante la gravidanza e dopo avergli detto che il mio gine faceva parte del Sant'eugenio, mi dice " e mo n'do sta er ginegoloco tuo??" gli dico che conosco un ginecologo del San camillo molto bravo a parer mio, e lui mi risponde "ma qua dentro semo in 27 proprio quello sei annata a cercà!!!" io rimango incredula e subito dopo mi dice "dai che stanotte partorisci". salgo su in sala parto un pò felice di poter abbracciare presto la mia piccola e un pò sconcertata per l'accoglienza... appena arrivata mi mettono in sala parto, la n°3, ma poco dopo vengono per dirmi di salutare i parenti, compreso mio marito, perchè tanto non avrei partorito prima di 24/48 ore e quindi scendo al piano terra. risalgo dopo circa 10 minuti e mi mettono in una specie di sala d'attesa a litigare con una barella alta 1 metro e che si muoveva ogni volta che tentavo di sedermi; dopo un pò ascolto il primo parto e immediatamente sento urlare, di nuovo esclamo ad alta voce "ah che bello sono gemelli", subito dopo entra una ostetrica che mi fa "ma quale gemelli, questo è un altro "e aveva le dita sporche di sangue, era raccapricciante.. esce dopo aver preso un lenzuolino... nel frattempo ascolto altri 8 parti e sale l'ansia e iniziano le contrazioni. passano le ore e arriva mezzanotte. mi riportano nella sala parto, dico di aver le contrazioni, mi dicono che sarebbero venuti a breve ad attaccarmi il monitoraggio, passano 2 ore e sento dal corridoio qualcuno che dice "abbiamo un parto aperto di 2 cm. giù al pronto soccorso, spostiamo la 3 che tanto non travaglia, ma che l'avete ricoverata a fa qua potevate lasciarla giù fino a domani o farla trasferì da quarche altra parte, e che se dovemo accollà tutte quelle der Sant'eugenio (che era chiuso per ristrutturazione)?????". A quel punto impreco e strillo: io so due ore che sto in travaglio, se me venite attaccà il monitoraggio magariiiii! vengono dopo 1 ora a montare il monitoraggio e da lì a poco mi inizia un dolore forte al basso ventre, le contrazioni invece di alzarsi si abbassavano 70 max, ma il dolore diventava insopportabile... senza neanche visitarmi mi dicono: vedi da dormì che domani c'hai da fa co le contrazioni vere... Da lì non li ho più visti fino all mattino alle 6, quando ho strillato perchè non c'erano più battiti al monitoraggio... mi rivisitano e mi fanno "sei solo a 3 cm te lamenti??? i dolori aumentavano e io iniziavo a innervosirmi. a un certo punto entra un signore e mi inizia a dire "io nun ve capisco a voi donne, prima volete fa i figli e poi nun volete partorì, se questi so dolori allora co quelli veri che fai muori??? e poi co la ciccia che c'hai non se vede manco er monitoraggio, mettite sdraiata che te devo visita mo te faccio l'epidurale perchè me inizi a stancà (stavo solo piangendo).. tu marito nun lo potemo fa entra perchè se faccio entra tu marito poi devo chiude le porte dell'altre sale parto prima della tua e non c'ho tempo.. quindi rassegnate devi sta da sola". Mi ha visitato con una delicatezza nota a un elefante e il dolore basso che io avevo aumentava e io tendevo a contrarmi; a quel punto mi fa " te nun te voi fa visita" si toglie i guanti e continua " mo te vengono a fa l'epidurale (a cui io mi ero opposta e percio non ho fatto nemmeno la visita dall'anestesista) cosi te la pianti perchè sei esagerata.." mentre esce gli dico fra le lacrime che certi lavori vanno fatti per passione non solo per soldi. lui mi ride in faccia ed esce. poco dopo viene una ostetrica che mi mette sotto la doccia calda. li per li va molto meglio, ma poi il dolore inizia a diventare più forte e frequente a quel punto esco dal bagno mi appoggio con il busto sul letto e sento spingere. assecondo la spinta e sento scendere qualcosa. il dolore diventa più lieve e vedo scendere acqua sporca. a quel punto inizio a urlare AIUTOOOOOOOOOOOOO LA DEVO FA DA SOLA STA BAMBINA????? entra un'ostetrica che mi dice "io capisco tutto, noi ci stiamo mettendo la pazienza con te ma cosi non se po". io spiego cio che è successo e mi fa sdraiare. a quel punto gli escono gli occhi di fuori e mi dice "ma c'hai la testa lì, eccola, questo con due spinte è nato". chiama di corsa l'aiuto ma tempo che montavano l'altro cavalletto lei è nata e mentre nasceva sentivo le ostetriche che dicevano " non si sente il battito non si sente il battito" e mia figlia non piangeva. mi è preso un colpo e con il cuore in gola ho chiesto cosa significasse e perchè mia figlia non piangeva. dopo qualche secondo si è sentito uno strilletto e me l'hanno poggiata sull'addome e mi hanno spiegato che prendevano in giro il medico che alludeva al fatto che non si sentivano i battiti perchè ero troppo cicciona e non perchè non si era accorto che la bimba stava per nascere sola.....e che il mio dolore basso e le contrazioni basse erano dovute al fatto che lei era già incanalata ma il parto non era aperto a sufficienza.. Ringrazierò per sempre l'ostetrica RITA per avermi aiutato a mettere al mondo chiara e perchè è una delle pochissime ostetriche competenti e professionali del San Camillo, ma tutto il resto dell'equipe manca di professionalità e cortesia!

Patologia trattata
PARTO.
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