Clinica Medica 5 Ospedale Padova

Clinica Medica 5 Ospedale Padova

 
4.6 (2)
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Il reparto Clinica Medica 5 dell'Ospedale di Padova, Azienda Ospedaliera convenzionata con l'Università della città e situata in via Giustiniani 2, ha come Direttore il Prof. Dott. Paolo Angeli. Il reparto si occupa di tutte le malattie d'interesse internistico, soprattutto delle malattie epatiche croniche, cirrosi ed epatocarcinoma. Inoltre la struttura partecipa direttamente all'attività di trapianto di fegato ed è sede del Coordinamento Medico della stessa. E’ attivo un ambulatorio integrato con possibilità di esecuzione in giornata di esami bioumorali e strumentali riguardanti le malattie del fegato. Fanno parte dell'equipe della U.O. i dirigenti medici Prof.ssa Luisa Benvegnù, Dott.ssa Alessandra Biasiolo (biologa), Dott. Massimo Bolognesi, Dott.ssa Luisa Cavalletto, Dott. Giulio Ceolotto (biologo), Dott.ssa Liliana Chemello, Dott. Marco Di Pascoli, Dott.ssa Sara Montagnese, Dott. Luigi Munari, Prof. Dott. Roberto Padrini, Dott. Salvatore Silvio Piano, Dott.ssa Chiara Piovella, Dott.ssa Patrizia Pontisso, Prof. Dott. David Sacerdoti, Dott.ssa Daniela Tormene.

Recensioni dei pazienti

2 recensioni

Voto medio 
 
4.6
Competenza 
 
5.0  (2)
Assistenza 
 
5.0  (2)
Pulizia 
 
3.5  (2)
Servizi 
 
5.0  (2)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Competenza
Assistenza
Pulizia
Servizi
Commenti
Informazioni
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Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Dottoressa Liliana Chemello - Epatologia

La preparazione, la dedizione, l'empatia, l'umanità, la disponibilità dei medici di questo reparto ci hanno lasciato senza parole: in particolare la dott.ssa Chemello, per la quale non ho parole per descrivere quanto ci abbia aiutato e continui a farlo.

Patologia trattata
Epatocarcinoma.



Voto medio 
 
4.3
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
5.0

Non proprio male!

Sono stato ricoverato due volte, a settembre 2013 e aprile 2014. Per esprimere in sintesi: è un reparto nel quale sono entrato che stavo molto male e ne sono uscito che stavo decisamente meglio. Meriti: in primis la prof.ssa Benvegnù, che ha affrontato con elevata competenza le mie numerose magagne e con molta pazienza il mio non facile carattere. Il fatto che riesca a tener facilmente testa anche al mio greve senso dell'umorismo e che non sia riuscito a trovarle difetti caratteriali in quasi un mese globale di ricoveri, non fa che confermare che, se i suoi pregi e competenze professionali sono elevatissime, anche la sua personalità è da persona brillante e intelligente (cosa tutt'altro che scontata in un medico). Poi ci sono le infermiere e l'altro personale di assistenza: quasi tutti i ricoverati con cui sono venuto a contatto non sono autosufficienti, portano il pannolone. Quasi tutto il personale infermieristico e di assistenza è allegro, competente, gradevolmente pettegolo (ascoltare la mattina le varie signore che pulivano e lavavano i miei compagni di stanza diventava piacevole nell'ascoltare le loro gradevoli piccoli pettegolezzi). Vedere alle 3.30 di notte un'infermiera che, da sola, cambiava, lavava, toglieva la biancheria dal letto da un povero signore incontinente con l'Alzheimer, il tutto senza un lamento, mi ha quasi commosso. Unico neo: la pulizia dei bagni. Ho cronometrato: mattina meno di 5 minuti per pulizia bagno, stanza, svuotare i vari cestini. Pomeriggio: Circa 2 minuti. Ho la sensazione che pulire water e (molto raramente) bidet sia un fatto che richieda quasi un miracolo Essendo io l'unico autosufficiente ad usarlo, ovviamente il bagno appariva pulito: ma so io quanto disinfettante spray ho spruzzato su water e bidet, che apparivano -chiaramente- non passati adeguatamente. Poi l'altra brutta impressione è quella che le signore delle pulizie inizino dal bagno della stanza di fondo e, USANDO GLI STESSI STRACCI, puliscano tutte i sanitari, fino all'altra estremità del corridoio. Occorrerebbe, forse, un controllo, perchè è l'unico neo che ho riscontrato, che potrebbe però portare infezioni e malattie. Per il resto ho avuto la fortuna di avere a che fare solo con la prof.ssa Benvegù (in entrambi i ricoveri ho avuto lo stesso letto), ma anche gli altri medici, specializzandi, erano disponibili, competenti. Mancava totalmente quell'atmosfera stile anni '50 in cui c'è il professore seguito da un codazzo ossequioso di medici giovani: cosa che non ho visto solo nel "medico della mutua", ma anche in qualche altro reparto dell'ospedale, e molto recentemente.

Patologia trattata
Problemi respiratori, di anemia, cardiologici in paziente trattato per linfoma Hodgkin e non hodgkin.


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