Pronto Soccorso Ospedale Viterbo
Recensioni dei pazienti
15 recensioni
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Un girone Dantesco è più vivibile
Dopo un ricovero durato tre settimane per colecistite calcolosa, quando gli esami mostravano miglioramenti mi dimettevano dicendomi che ora che non ero più grave potevano rimandare la rimozione della colecisti, che era piena di calcoli.
Ovviamente dopo qualche giorno mi viene una nuova colica ed ero costretto a tornare a Viterbo, ma dovevo nuovamente passare dal PS. Quindi ieri, il 4 giugno 2026 torno con una colica in corso, quindi forti dolori addominali, febbre e vertigini. Mi visitano ed il chirurgo vorrebbe subito ricoverarmi ma non c'è posto ed avrei dovuto aspettare almeno fino alla mattina successiva. Bene, era circa mezzogiorno e mi mettono su una sedia in sala di attesa dicendomi che non c'era nemmeno una barella libera e che dovevo aspettare. Le barelle andavano e venivano ma nessuno veniva a portarmene una. Restavo sulla sedia fino alle 18,30, ripeto con una colica in corso e la febbre con vertigini, avevo bisogno di sdraiarmi, ho cercato molte volte di chiedere a qualcuno ma i dipendenti facevano finta di non sentire. Alle 18,40, sfinito, decido di andare a casa e chiedo all' omone infermiere al triage informazioni su come firmare per poter andare. Lui mi dice di andare dal medico. Io chiedo dove e lui si agita, inizia a bofonchiare infastidito che avrei dovuto sapere dove andare da solo, poi infastidito si alza e con fare minaccioso mi accompagna ma mi prende in giro e mi rinfaccia che ha dovuto lasciare la sua postazione per la fatica di accompagnarmi, e si trattava della porta quasi accanto alla sua, 5/10 metri di distanza... Qualcuno dovrebbe spiegargli che si tratta del suo lavoro e non di favori personali.
Veramente un esperienza da dimenticare, umiliante davvero per il trattamento ricevuto.
Tempo di attesa pronto soccorso allucinante 12 ore
Sono disgustato, una cosa vergognosa, disservizio, maleducazione mancanza di personale medico, barelle nei corridoi e decine e decine di persone.
Notte da incubo
Mi dispiace perchè mio padre era in fin di vita ed è stato salvato. Ma quando è toccato a me mi hanno messo in uno stanzone pieno di gente dicendo che mi avrebbero tenuto in osservazione una notte ma mi hanno lasciato su una barella sporca (ho dato di stomaco e perso sangue e nessuno mi ha cambiato il lenzuolo) con un camice trasparente e senza nessun campanello per poter chiamare gli infermieri in caso di necessità. Ho passato lì la notte, non potevo alzarmi e dovevo fare i bisogni ma nessuno passava e ho dovuto aspettare ore. Inoltre c'erano gli operai a lavorare lì in piena notte che urlavano e martellavano. È disumano lasciare 15 persone tutte in uno stanzone come fossimo animali senza possibilità di chiamare il personale in caso di necessità e loro non passavano mai e se lo facevano correvano per il corridoio senza neanche guardarci. Loro capisco abbiano tanto da fare ma non si abbandonano le persone così senza la minima assistenza. Se mi fosse venuta un'altra crisi in quella stanza? Chi mi avrebbe assistito? Per il resto senz'altro sono stata curata e aiutata per il mio problema ma quella notte è stata un incubo.
Vergognosi
Mio suocero, prima di morire, ha conosciuto la loro indifferenza, la noncuranza, la solitudine, la paura.
La cifra umana e morale di alcuni che qui "lavorano" è imbarazzante.
Pronto soccorso - medicina d'urgenza
Sono stato ricoverato nel 2021 con un quadro complicato per disfunzione tiroidea. Avevo perso i sensi, il reparto ha provveduto a mettermi in terapia intensiva e con grande professionalità in pochi giorni ero già in condizione di miglioramento.
Eterna gratitudine.
Accoglienza Pronto soccorso
Giovedì 5 ottobre sono arrivata al Pronto soccorso in seguito ad una caduta, con un taglio in fronte.
Sono una camminatrice sulla Francigena e devo dire che ho trovato un servizio veloce, professionale e molto umano.
Dopo sole 4 ore ero fuori con punti fatti e Tac refertata... bravissimi!
Si parla sempre di malasanità italiana, ma in questo caso sono stati tutti disponibili e molto professionali.
Comunicazione e servizio medico inesistenti
E' la quarta volta che porto mio padre al pronto soccorso si Viterbo per vari problemi. Indecente tenere una persona malata di cuore e allettata per 3 giorni senza avere modo di vederla e parlarci. Personale medico scortese, attese lunghissime, titubanze sul da farsi.
Invece di mettere cartelli fuori dove si invitano i pazienti a "non aggredire gli operatori sanitari", pensate a risolvere i problemi all'interno del pronto soccorso.
Esperienza pessima
Mi trovo realmente in difficoltà a dare una recensione al Pronto Soccorso dell'Ospedale Belcolle di Viterbo. Provo una certa sofferenza a dovere esprimere un giudizio negativo. Tuttavia sotto molti aspetti è il reparto che fa da biglietto da visita dell'ospedale, ma è presidiato da un numero medici troppo esiguo. Ciò crea delle attese spaventose ed inammissibili. Se una persona non rischia la vita non ha possibilità di essere assistito in tempi e in condizioni perlomeno decenti. Chi ha avuto la sfortuna di averne bisogno, capirà cosa intendo. Le persone dopo il triage entrano in una stanza dove si attende la visita e lì, soprattutto in caso di codice bianco, si perde la cognizione del tempo assistendo ad ogni tipo di sofferenza. Non mi dilungo, il problema è il numero enormemente insufficiente di medici operativi punto.
Figlia di ex paziente
Mio padre anziano, ricoverato più volte, è stato dimesso con sedazione talmente forte da dormire per due giorni. Impossibile avere comunicazioni trasparenti e regolari sullo stato di salute e dimissioni in condizioni sempre peggiori rispetto al momento del ricovero. informazioni vaghe e sommarie da persone che sembravano agire senza collegamenti fra loro, in continuo scaricabarile.
Mio padre, trasferito a Civita Castellana senza alcuna chiarezza sulle sue reali condizioni, è deceduto poco dopo in ospedale. Difficoltà sempre crescenti ad avere contatti persino telefonici e atteggiamento arrogante e privo di umanità e sensibilità.
Cordialità e organizzazione pari a zero
Affetta da grave forma di virus, sono entrata per ricevere aiuto e la scortesia è la prima cosa percepita a naso, quasi scocciate della presenza di noi pazienti, ad ogni domanda o lamentela rispondevano con voce alterata. Sono rimasta scioccata. Per non parlare della disorganizzazione all'interno delle sale, mi hanno piazzata dentro una stanza e non mi si è filato nessuno per circa un'oretta; non si erano accorti nemmeno che vagavo per la stanza non sapendo cosa fare, visto che non avevo una postazione, ma anzi, mi hanno rimproverata perché dovevo stare sulla barella, dicevano loro, che però non c'era. Così come mancava il separé tra i pazienti e che mi ha fatto vedere e ascoltare per tutto il tempo un'anziana signora lamentarsi e soffrire perché aveva freddo e chiedeva una giacca - ovviamente richiesta nemmeno ascoltata da chi di competenza. Male.
Bella sintesi di efficienza e armonia
Mi è facile commentare positivamente l'assistenza ricevuta per un problema non drammatico, comunque andato a buon fine. Ma quel che DEVO comunicare è l'opportunità che mi è stata offerta di vivere, con questa mia esperienza, la BELLEZZA di una comunità impegnata in una difficilissima cura in emergenza, che ho visto non solo affiatata ed efficiente, ma caratterizzata da una trasversale e percepibile condivisione di "senso" del personale tutto : dalla guardia giurata al medico, al personale infermieristico e di supporto di ogni grado di specializzazione e di ruolo vissuto questo con armoniosa sinergia. Quel che più ho apprezzato è stato l'attenzione empatica, necessariamente differenziata per le diverse gravità dei problemi dei pazienti, ma anche della loro specifica necessità di ricevere adeguata cura al loro disagio. Tutela pratica prioritaria dei più fragili: dai più sofferenti per dolore e umana paura ai disorientati anziani e ai più difficili cronici "sbandati" (non trovo termine più adeguato..) che ho visto gestiti con la necessaria forza (autorità?) ma rispettosa del difficile fragile individuo che ispira tanti di noi, me compreso, a un istintivo rifiuto. Occasione dunque per ottenere cura non solo del corpo e non solo con i farmaci, ma da quella che leggo come una rara quanto necessaria accezione della Bellezza.
Ringraziamenti
La settimana scorsa, in tre diverse notti, ho avuto la necessità di ricorrere alle cure del Pronto Soccorso dell'Ospedale di Belcolle per problemi cardiaci.
In tutte le occasioni ho apprezzato la tempestività, la professionalità e la disponibilità umana dei medici e del personale tutto.
Voglio ringraziarli di cuore.
Presunta intossicazione da ingestione funghi
Personale medico e paramedico simpatico, efficiente, umano, sempre disponibili nonostante la grande mole di lavoro a cui sono sottoposti.
Unico neo, ma da attribuire solo alla direzione dell'ospedale, è la mancanza di alcuni dispositivi medici di estrema importanza come, nel mio caso, una sonda di diametro adeguato da inserire dalla bocca fino allo stomaco per effettuare lavaggio gastrico... inesistente in tutto l'ospedale. Quindi ricerca affannosa dei sanitari nei vari reparti, ma senza risultato. Comunque alla fine sembra che sia andato tutto bene - tutto cio' in data 2122018 ore 8.30.
Un sentito grazie a chi mi ha tenuta stretta la mano in un momento critico per me...
Grazie e buon lavoro, angeli degli umani...
Complimenti
Nonostante viva in provincia di Viterbo, ho sempre utilizzato le strutture della capitale, ma sia a dicembre per mio suocero che oggi per mio padre ho, purtroppo, avuto bisogno del pronto soccorso di questo ospedale.
Non posso non fare i miei complimenti al personale ed ovviamente al suo direttore per come funziona la struttura.
Lussazione spalla.
Affatto soddisfatta
E' vergognoso, in questi due giorni, ogni volta che sono riuscita ad entrare, ho dovuto sempre segnalare qualcosa dovuta alla mancanza di professionalità e superficialità degli addetti nel reparto. Inoltre, non sanno minimamente rapportarsi con i familiari... ma questo sarebbe il minimo.
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