Dettagli Recensione

 
Ospedale Cardarelli di Napoli
Voto medio 
 
2.5
Competenza 
 
4.0
Assistenza 
 
2.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
2.0

Esperenienza estremamente negativa

Mio marito è stato trasferito, dopo intervento chirurgico, dal reparto di Neurochirurgia dell’Ospedale Cardarelli, presso il reparto di Ematologia per un linfoma cerebrale non-Hodgkin. Durante il ricovero gli è stata somministrata la terapia prevista, comprendente chemioterapia secondo schema MATRIX e immunoterapia.
La mia esperienza presso il reparto di Ematologia dell’Ospedale Cardarelli è stata purtroppo estremamente negativa. Mio marito, ricoverato presso questo reparto, dopo il secondo ciclo di chemioterapia è stato dimesso dall'ospedale con una polmonite in atto. A distanza di sole 48 ore dalla dimissione, è morto.
Questo è il fatto che più di ogni altro mi porta a chiedere come sia stato possibile arrivare a una situazione simile e se, durante il ricovero, siano state adottate tutte le necessarie misure diagnostiche e assistenziali. A seguito di una consulenza pneumologica, era stata prescritta una TAC ad alta risoluzione (10 giugno). La TAC, tuttavia, non è stata eseguita (dimesso il 19 giugno). Per quanto mi è stato riferito e per quanto ho potuto ricostruire, la richiesta non sarebbe stata inoltrata, probabilmente per una dimenticanza da parte dei medici del reparto. Mi chiedo come sia stato possibile dimettere un paziente con una polmonite in atto senza che fosse stata effettuata una TAC ad alta risoluzione già prescritta. Inoltre prima che mio marito venisse dimesso ho chiesto ai medici del reparto se, considerate le sue condizioni, fosse effettivamente in grado di poter uscire dall’ospedale, di fronte a questa mia richiesta di chiarimento, sono stata invitata ad uscire dalla stanza dei medici in un modo che ho percepito come brusco e sgarbato, senza che mi venisse data la possibilità di esporre adeguatamente le mie preoccupazioni. Mi è stato semplicemente detto che mio marito era dimissibile.
A questa situazione si aggiungono altre gravi criticità che ho personalmente riscontrato durante il ricovero.
In più di un'occasione mio marito non ha assunto la terapia prescritta perché, nonostante il personale sapesse che non era in grado di prendere autonomamente le medicine, queste gli venivano semplicemente consegnate, senza verificare che venissero effettivamente assunte. Ritengo che una situazione del genere avrebbe richiesto maggiore attenzione e supervisione.
Per quanto riguarda gli OSS, e gli infermieri, salvo un paio di persone che ho trovato disponibili e collaborative, ho riscontrato spesso poca disponibilità nei confronti dei pazienti e atteggiamenti infastiditi quando veniva richiesto aiuto.
Anche nei confronti di alcuni medici ho riscontrato, dal mio punto di vista, poca disponibilità all'ascolto, scarsa attenzione alle preoccupazioni dei familiari e atteggiamenti che ho percepito come poco umani nei confronti del paziente.
Mi ha inoltre preoccupato ciò che ho osservato relativamente alle norme di sicurezza e alle precauzioni assistenziali: in diverse occasioni ho visto personale operare senza mascherina e/o guanti, cosa che mi ha suscitato forti perplessità.
Non voglio generalizzare: alcune persone del reparto si sono dimostrate attente, disponibili e umane, e sento il dovere di riconoscerlo. Proprio per questo, però, ho trovato ancora più doloroso constatare la differenza rispetto ad altre situazioni vissute durante il ricovero.
Scrivo questa e per recensione perché credo che una famiglia abbia il diritto di chiedersi se tutto ciò che poteva essere fatto per il proprio caro sia stato realmente fatto.
Mi auguro che quanto accaduto possa essere verificato con attenzione e che nessun'altra famiglia debba vivere una situazione simile.

Patologia trattata
Linfoma cerebrale non-Hodgkin
Tipo di trattamento chirurgico e/o farmacologico ricevuto
Chemioterapia secondo schema MATRIX e immunoterapia
Esito della cura
Nessuna guarigione

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