Dettagli Recensione

 
Ospedale Maggiore Policlinico di Milano
Voto medio 
 
2.0
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
2.0

Come farti odiare un ospedale

Ci siamo receti al P.S. pediatrico un sabato sera dopo aver notato una grossa cisti sul collo di nostra figlia a 10 gg. dalla nascita.
Al pronto soccorso abbiamo dovuto aspettare moltissimo, nonostante l'età della bimba (fra l'altro, l'accettazione aveva registrato anche la sua prematurità).
Dopo un paio d'ore ci visitano: devono farle un opportuno esame del sangue (prima esperienza traumatica). Non capiamo se ce la fanno o meno, sta di fatto che, dopo un'ora di urla decidono che preferiscono ricoverarci.
Saliamo al terzo piano in isolamento. Si sono fatte le 23.30.
La stanza è gelata (siamo in novembre), ma a quell'ora non si può fare molto, grandissima e perfetta per un adulto.
Mio marito torna a casa di corsa a prendere qualcosa per far dormire la piccola. Niente fasciatoio, nessun supporto per una primipara a 10 gg. da un taglio cesareo d'urgenza!
Poi inizia il calvario. La bimba si muove e si sposta il tubicino della flebo che suona in continuazione, allora noi dobbiamo chiamare l'infermiera per i dovuti controlli.
Purtroppo questo significa anche aspettare mooolto a lungo. Ma le attese non sarebbero niente: quando il tubicino dev'essere per forza rimosso dal collo (!!) iniziano i tentativi su mia figlia per inserire il tubino in un'altra vena disponibile.
Tentativi che durano una notte e un giorno, poi, finalmente, delle davvero poco cordiali (e di ben piche parole!!) capiscono di dover chiedere aiuto alla neonatologia della Mangiagalli.
Finalmente, un'anestesista riesce ad infilarle il tubicino nel piede.
Sono passato 5 gg, la bimba deve fare degli altri accertamenti, i medici non si vedono e quando si vedono sono sempre facce nuove cui rispiegare tutto ogni volta e i tempi si allungano (noi siamo sempre in isolamento...).
Le infermiere non si degnano di leggere le istruzioni e si sbagliano ad impostare la frequenza dell'antibiotico. La bimba si riempie di puntini...
A 8 gg. ci spostano di stanza. Ci mettono con i bimbi più grandi. Meglio non uscire dalla stanza, dicono.
A 10 gg. ci spostano ancora. Finalmente insieme agli infanti.
Finalmente, quando il tubicino sarebbe stato nuovamente da cambiare, decidono che il tormento era finito. Prima di uscire ci fanno fare una nuova visita per capire di cosa si era trattato.
Un'altra cosa pazzesca era il cibo per me: se c'era qualcosa che era meglio evitare per l'allattamento, le coliche, be', si trovava nel menù dell'ospedale.
Un incubo per me, che ho finito per curarmi un pesante esaurimento, un corso di sopravvivenza per mia figlia che ne avrebbe fatto senz'altro a meno.

Patologia trattata
Infezione ospedaliera, ricovero a 10 gg. dalla nascita

Commenti

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Inviato da Wisper
30 Novembre, 2018
Capisco perfettamente perché io, mamma di 2 gemelli nati molto prematuri, ho avuto una pessima esperienza al Regina Elena di Milano.
Un gemello non respirava e dopo diversi ricoveri e analisi, solo al Meyer di Firenze hanno capito di cosa si trattava.
Al Regina Elena abbiamo trovato medici villani e saccenti.
Mi dicevano che aveva la testa grossa e problemi neurologici, fortunatamente inesistenti. Lo hanno sottoposto, sempre in anestesia generale con conseguente ricovero, a 3 broncoscopie senza capirci nulla.
Poi, sempre con ricovero, una tac con contrasto.
Infermiere villane che ogni ricovero impiegavano una vita a trovare una vena per la farfalla, traumatizzando il bambino.
Premetto che per ogni ricovero abbiamo dovuto portare il latte da casa perché un ospedale pediatrico come il Regina Elena se il ricovero non è programmato non ha latte né pappe per neonati.
A noi avevano portato pasta al sugo e arrosto con purè per un bimbo di 9 mesi!
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