Dettagli Recensione

 
Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Esperienza di tumore alla prostata

L’esperienza da me personalmente e recentemente vissuta, mi ha costretto a cercare delle risposte ad una serie di domande che pur gravando sulla mia diffidenza di cittadino, potenziale utente della sanità pubblica italiana, non avevo finora osato formulare esplicitamente.
E’ possibile oggi in Italia, a Roma, in una struttura della sanità pubblica riuscire a scoprire in tempo utile di avere un tumore maligno alla prostata?
E’ possibile quindi riuscire a risolvere oggi tale problema tempestivamente e bene in un ospedale pubblico?
E’ possibile oggi a Roma, in un ospedale pubblico, incontrare una squadra di professionisti della sanità che riesce a trasmettere interagendo con il paziente ammalato, in ogni fase del processo, dall’accoglienza fino alla convalescenza, umanità, garbo insieme a quell’autorevolezza professionale propria di coloro che sono consapevoli di lavorare in gruppo, con passione, dedizione ma soprattutto cercando di fare sempre bene e meglio?
E’ possibile oggi a Roma in un ospedale pubblico affidarsi ad una squadra di professionisti della sanità che lavora in regime di qualità ed opera con tecniche all’avanguardia?
E’ possibile ricoverarsi in una struttura lavorativa della sanità pubblica che sotto il profilo dell’igiene, dell’ambiente, della disciplina e dell’ordine rianimi i pazienti anziché avvilirli e non li offenda nella loro dignità?
Oggi posso rispondere positivamente a tutte le domande, alla luce della mia soggettiva esperienza, che tutto ciò è possibile giacché l’ho personalmente vissuto e provato da novembre 2011 a tutto oggi grazie alla squadra diretta dal Dr. Gianluca D’Elia presso il reparto Urologia II dell’ospedale S. Giovanni in Roma.
Oltre che per ringraziare tutto il personale della squadra, ausiliario, infermieristico, paramedico e medico, ho voluto comunicare e porre l’accento su tutto ciò per tre motivi fondamentali:
1) Il buono e il meglio della sanità non viene emulato e conosciuto perché non è reso noto, anzi oggi viene purtroppo soffocato nella cronaca dalla straordinarietà dei casi peggiori;
2) Nonostante gli ostacoli e le difficoltà finanziarie messe in campo dall’inettitudine politica e
amministrativa, nel quotidiano della sanità, lontano dalla luce dei riflettori della cronaca, è possibile trovare squadre di professionisti che riescono a mantenere saldo il timone della propria passione, dignità e voglia di far bene la propria professione.
3) Perché la qualità umana e professionale delle persone incontrate nel corso dell’esperienza da me
vissuta mi incoraggia a guardare con più ottimismo anche al futuro del mio paese.
Con l’occasione voglio augurare a tutti i componenti della squadra di Urologia II del S. Giovanni in Roma di poter continuare sempre così il loro prezioso lavoro e che questa e tale realtà costituisca la regola e non l’eccezione nel panorama della sanità pubblica italiana.
Cordiali saluti e grazie per l’attenzione.
Giuseppe Moscuzza

Patologia trattata
tumore alla prostata.

Commenti

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Inviato da matteo
11 Mag, 2012
AL MOMENTO SONO SOLO IN LISTA DI ATTESA.
Ho letto molte recensioni di pazienti del reparto di Urologia diretto dal Prof. D'ELIA, che ho conosciuto pochi giorni fa e l'avete descritto in alcune recensioni proprio come io l'ho visto. Ma siccome per me, che ho scoperto da pochi giorni di avere un tumore alla prostata, anche se è nella primissima fase iniziale, chi già c'è passato può capire come io mi senta.. anche perchè non ho ancora compiuto i 49 anni, perciò capitemi. Il Prof. D'elia mi è stato suggerito da un mio carissimo amico che ha avuto lo stasso problema ed è stato operato circa un mese fa e a vederlo non ci credereste: ora sta benissimo ed ha quasi ripreso tutte le sue attività, anche quella più intima voi mi capite, insomma mi riferisco alla vita sessuale. Lui mi ha detto che al momento non è che sia proprio tutto come prima, ma che comunque è già un buon segno. Ora io chiedo a tutti voi che avete subìto l'asportazione totale della prostata: è cosi anche per voi? cioè, avete ancora vita di coppia? e vero che il primo obiettivo è salvarsi la vita ma, cercate di capirmi, perchè sono tormemtato da mille paure e mille pensieri a cui non so dare risposta..: insomma sono in piena crisi esistenziale e sull'orlo della depressione, perciò chi può mi dia notizie. Grazie.
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