Ortopedia Ospedale Gallipoli

 
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Reparto
Il reparto di Ortopedia e Traumatologia dell'Ospedale Sacro Cuore di Gallipoli in provincia di Lecce, situato sulla Strada Provinciale per Alezio, ha come Direttore Responsabile il Dott. Mauro Portaluri. Il reparto eroga prestazioni di Traumatologia, di Chirurgia Vertebrale, di Chirurgia della mano e del piede, di Chirurgia Artroscopica (spalla e ginocchio), di Chirurgia Protesica (Anca, Ginocchio, Spalla, Gomito, Caviglia e Polso). Ambulatorialmente la struttura gestisce i seguenti ambulatori: ambulatorio di ortopedia, ambulatorio dell'osteoporosi, ambulatorio di densitometria, ambulatorio di fisioterapia (servizio), sala gessi. E' possibile contattare l'Ortopedia chiamando il numero telefonico 0833/270626. Fanno parte dell'equipe dell'unità operativa i dirigenti medici Dr. Massimo Abatelillo, Dr. Giuseppe Cataldi, Dr. Giuseppe Colì, Dr. Francesco De Caro, Dr. Diego Esposito, Dr. Vinicio Luciano Perrone.

Recensioni dei pazienti

9 recensioni

 
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Ammirevole esperienza

Attraverso queste righe vorrei esprimere la mia gratitudine a tutti gli operatori sanitari del reparto di ortopedia dell'ospedale di Gallipoli.

In data 25/6 sono stata ricoverata presso la struttura ospedaliera Sacro Cuore di Gesù a seguito di una caduta nella città di Gallipoli, in cui mi trovavo in vacanza con mio marito e mia figlia, diversamente abile.
Dovendomi prendere cura di mia figlia, per evitare che si preoccupasse per la mia assenza, era mia intenzione tornare a casa subito per farmi curare, sebbene mi fosse stato consigliato da subito di rimanere in ospedale per sottopormi ad un intervento.
Ci é stato consigliato dal padrone della casa in cui eravamo in affitto, Sig. Pasquale Iannotta di Racale, di affidarci alla struttura di Gallipoli, rassicurandoci sulla professionalità, già testata, del personale del reparto di ortopedia.
Ho pertanto deciso di effettuare l'intervento consigliato presso l'ospedale di Gallipoli, a seguito anche dell'accoglienza, dell'attenzione e sensibilità, dimostrata da subito, dal Dr. De Caro.
In data 26/6 é stato eseguito un intervento chirurgico per una frattura della testa e collo omerale.
Alla luce di quanto sopra descritto, e soprattutto della spiccata professionalità, serietà, attenzione, gentilezza e senso di umanità, desidero ringraziare il Direttore Dr. Mauro Portaluri e il Dr. Francesco De Caro.
Ho potuto constatare che oltre ad essere dei "professionisti" seri e dediti al proprio lavoro, sono prima di tutto delle persone, con grande senso di umanità e cuore, che hanno conquistato anche la fiducia di mia figlia.
Mi sento in dovere, nel mio piccolo, di dare giusta risonanza a questa mia esperienza, così da evidenziare non solo casi di mala sanità, ma anche quelli di ottima Sanità come questo.
Grazie!
Laura Terazzi

Patologia trattata
Frattura omero.



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Spalla a posto

Ringrazio il dott. De Caro e l'infermiere con la barba per avermi risistemato la spalla. Ringrazio anche lo staff del pronto soccorso che sono stati efficientissimi (con tutti i casi più urgenti) ma ho ricordi vaghi per il Valium. Chiedo di nuovo scusa per qualche parolaccia. Grazie anche ai tecnici della radio ed al 118 (se non erro) di Casarano.

Patologia trattata
Lussazione spalla.
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Frattura del femore

Durante la degenza di mia madre, ho rilevato che la maggior parte del personale infermieristico non assume un corretto comportamento nei confronti dei visitatori e dei degenti, assumendo atteggiamenti di indifferenza, superficialità, poco ascolto, parzialità e sgarbatezza.
Inoltre c'è poco o scarso passaggio di informazioni tra il personale di turno, che causa gravissime intollerabili inadempienze che si ripercuotono sulla salute del malato.

Patologia trattata
Frattura pertrocanterica del femore.

Voto medio 
 
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Ringraziamento ai medici e agli operatori

Complimenti per l'alta professionalità del primario DR. Mauro Portaluri, una persona affabile che ti fa sentire a tuo agio - e già questo è importante per il paziente; poi un grazie al DR. DECARO per la professionalità e gentilezza profuse.
Grazie anche al personale paramedico.

Patologia trattata
Piede piatto + alluce valgo.
Voto medio 
 
5.0
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Assistenza 
 
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Pulizia 
 
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INTERVENTO DI ALLUCE VALGO

MIA NIPOTE, MEDICO ANESTESISTA NELL'OSPEDALE DI PARMA, HA SCELTO GALLIPOLI PER UN INTERVENTO CHIRURGICO AL PIEDE, CHE è STATO ESEGUITO, CON OTTIMI RISULTATI, DAL DOTT. WALTER MEGA, CHE RINGRAZIAMO DI CUORE PER LA SUE QUALITà UMANE E PROFESSIONALI.

Patologia trattata
ALLUCE VALGO.
Voto medio 
 
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Ortopedia Gallipoli reparto di eccellenza

L'ortopedia di Gallipoli è un fiore all'occhiello dell'Asl di Lecce. Io ho avuto innumerevoli esperienze indirettamente. Infatti mia madre, mia sorella, mio fratello e amici si sono sottoposti ad interventi di vario genere con risultati eccellenti. UN SENTITO GRAZIE al Primario dott. Walter Mega per la sua professionalità e umanità e a tutto il reparto magistralmente diretto dal dott. Mega stesso.

Patologia trattata
CHIRURGIA VERTEBRALE, CHIRURGIA DEL PIEDE (ALLUCE VALGO), CHIRURGIA ARTROSCOPICA DI SPALLA.
Voto medio 
 
2.0
Competenza 
 
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Assistenza 
 
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3.0
Servizi 
 
3.0

Fretta nelle diagnosi!

Sarò a Milano per farmi visitare in strutture e da persone serie questa settimana, dopo che a Gallipoli il responsabile voleva, senza neanche leggere storico ed analisi effettuate, rimuovere una protesi d'anca!
Al mio rientro da Milano avrò modo e tempo per comunicare pubblicamente su quanto accaduto! Non mi dimenticherò mai della semplicità e frettolosità con cui è stato affrontato il mio caso!

Patologia trattata
Infezione sottocutanea anca dx, scambiata per infezione della protesi (VOLEVANO SOSTITUIRMI LA PROTESI!!).
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
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Infezione protesica

Non conosco o non ricordo il caso della madre del signor Contini, ma capisco, senza giustificarli, il risentimento e la rabbia che lo hanno indotto a scrivere il commento negativo sul reparto che mi pregio di dirigere.
Vorrei chiarire che l'infezione di un impianto protesico non è da ascrivere ad un errore di tecnica, o a cattiva pratica medica, bensì è da annoverare tra le possibili complicanze (peraltro ben indicate nel consenso informato letto e sottoscritto dalla paziente prima di essere operata) di questo e di altri interventi.
L'infezione è una evenienza temibile che si verifica mediamente nel 2% dei casi anche in presenza di un’asepsi intraoperatoria ottimale, di una procedura chirurgica corretta e di una profilassi antibiotica adeguata. Secondo i dati forniti dal dottor Francesco Centofanti, Direttore del Reparto di Ortopedia dell’Istituto Codivilla di Cortina, relativi alle infezioni protesiche trattate dal 1999 al 2008, su 1266 casi solo il 3% riguarda spalla, caviglia e gomito mentre il 55% riguarda il ginocchio e il 42% l’anca.
"Una protesi si può infettare subito dopo l’intervento, comunque entro 3 mesi, e viene definita acuta; dopo 3 mesi viene chiamata subacuta e dopo 2 anni tardiva” dice il chirurgo ortopedico di Cortina. “Acuta, significa che l’infezione è stata contratta in sala operatoria, anche se oggi sono piuttosto rare; le infezioni subacute e tardive sicuramente non sono imputabili a infezioni contratte durante l’intervento ma derivano da setticemie o batteriemie già presenti, come per esempio focolai settici dentari, cutanei, urinari, respiratori, vasculopatie periferiche, pregressi interventi o infiltrazioni articolari nella stessa sede.”
Vorrei precisare che nella nostro reparto impiantiamo circa 200 protesi l'anno e che negli ultimi 5 anni, da quando il sottoscritto dirige il reparto non abbiamo avuto più di 4 o 5 infezioni (su circa 1000 impianti).
Si capisce, pertanto, che siamo ben al di sotto della media nazionale ed internazionale e ciò grazie alla grande accortezza ed impegno profusi da tutto il personale.
Mi risulta difficile capire, tra l'altro, in che maniera avrei dovuto porre rimedio ad un " presunto danno procurato " dall'operatore (dottor Perrone), tra l'altro qualificato ad eseguire l'intervento e comunque sempre supportato dal sottoscritto, se il problema di cui si tratta è un'infezione.
L'infezione protesica al contrario di quanto afferma il signor Contini con eccessiva enfasi non " infetta tutto il corpo e non conduce alla tomba" bensì è passibile di un ulteriore trattamento chirurgico.
La chirurgia ‘two-stage’, ovvero in due atti operatori distinti, attualmente considerata il golden standard nel trattamento delle infezioni periprotesiche, si effettua in due tempi: prima avviene la rimozione dell’artroprotesi infetta che viene sostituita da uno spaziatore custom-made o preconfezionato costruito con cemento antibiotato; dopo massimo 4 mesi lo spaziatore viene rimosso e si procede con l’impianto di una nuova protesi.
Nel ringraziare per lo spazio concessomi, mi preme precisare che ritengo completamente ingiustificata ed arbitrariamente offensiva la valutazione espressa in merito alla competenza, assistenza, pulizia e servizi del nostro reparto, che al contrario è giudicata da numerosi pazienti di ottimo livello e nettamente superiore alla media.
Dott. Walter Mega Direttore dell'UOC di Ortopedia e Traumatologia del P.O. di Gallipoli.

Patologia trattata
Protesi di ginocchio.
Voto medio 
 
2.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
3.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
3.0

Incompetenza

Mia madre è stata una paziente del reparto ortopedia del Vs. ospedale per intervento di protesi al ginocchio; da allora è cominciato il suo calvario... E' stata operata dal dottor Perrone e successivamente dal dottor Mega, che forse si è accorto in seguito ad ulteriori controlli del danno fatto. A causa dell'intervento, mia madre ha avuto una brutta infezione che, a detta di altri medici supportati da nuovi esami, si estenderà a tutto il corpo fino a portarla alla tomba...

Patologia trattata
Protesi al ginocchio.


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