Dettagli Recensione

 
Ospedali e case di cura a Milano
Voto medio 
 
3.5
Competenza 
 
4.0
Assistenza 
 
2.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
3.0

Ponete maggiore attenzione ai pazienti

Durante una visita urologica nel novembre 2016, sono stati rilevati dei noduli anomali e, su consiglio del medico, ho deciso di rivolgermi allo IEO per approfondire.
I tempi di attesa per la visita specialistica con il SSN erano improponibili, ho quindi deciso di prenotarla in libera professione, infatti nel giro di pochi giorni mi è stato fissato l'appuntamento con il Dott. Matei.
A seguito di quest'incontro, mi è stata praticata la biopsia che ha confermato la presenza di un carcinoma prostatico che, dopo un ulteriore consulto, si è deciso di comune accordo di operare. Tutto questo è avvenuto nel mese di dicembre. Ai primi di gennaio ho fatto il pre-ricovero, al termine del quale mi è stato comunicato che nel giro di tre mesi sarei stato operato. Così non è stato, e lì è iniziato il mio calvario. I mesi passavano ed io rimanevo in attesa di una chiamata che non arrivava mai; non solo, ma dall'ospedale nemmeno una mail per tranquillizzarmi o aggiornarmi sulla situazione. Non ricordo più il numero di telefonate e le email inviate agli interessati e all'ufficio rapporti con il pubblico, ricevendone ogni volta risposte evasive e di circostanza. Alla fine ho dovuto persino adottare una pratica che ho sempre odiato e condannato, ma trattandosi della mia vita per una volta, ci sono passato sopra, mi sono avvalso delle "conoscenze". Finalmente a fine luglio 2017 (6 mesi dopo il pre-ricovero e 7 dalla diagnosi) sono stato operato, e ad oggi ancora non so se è dovuto al fatto che era stato programmato sin dall'inizio per quella data, o se le mie rimostranze e/o le mie conoscenze abbiano avuto una parte nella decisione di operarmi.
Dopo l'operazione ho effettuato con regolarità i controlli di routine, ogni volta con un medico diverso, ogni volta trovando molte difficoltà a fissare l'appuntamento successivo con la cadenza indicatami dal medico. È dei giorni scorsi il mio ultimo tentativo di prenotare la prossima visita di controllo, risposta: «ci spiace, non abbiamo più posti disponibili».
Conclusioni:
credo si possa senz'altro dire che lo IEO è un centro di eccellenza per la cura dei tumori. Una struttura tecnologicamente avanzata e con un superlativo centro ricerche, peccato che in contrapposizione a così tanto splendore, vi sia un "asetticità" dei comportamenti e pochissima cura nei confronti dell'aspetto psicologico delle persone che stanno vivendo una malattia che è ancor più dolorosa per la psiche che per il corpo. A parte pochissimi casi, e fra questi cito la Dott.ssa Tringali, sia medici che il personale paramedico hanno tenuto un atteggiamento freddo e distaccato, esattamente l'opposto di quello che ci si aspetterebbe da persone che devono sostenere pazienti con questa patologia, e che affrontano un momento drammatico della loro esistenza. Parafrasando una battuta di un noto film, mi vien da dire "siete solo chiacchiere e distintivo". Le persone non si curano solo con il bisturi e i robot, una parola gentile a volte vale di più di molte terapie, ponete più attenzione alle persone e meno al budget e vedrete che ne trarrete un grande beneficio.

Giuseppe Carnevali

Patologia trattata
Carcinoma alla prostata.

Commenti

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Inviato da luca
25 Novembre, 2018
La stessa identica cosa è successa a me anni addietro all'Ospedale Turro di San Raffaele a Milano. Ottime recensioni, terzo centro d'europa..Alla fine una grande delusione sia del punto di vista prettamente ospedaliero, dalle terapie farmacologiche usate, per non parlare dall'approccio umano INESISTENTE.
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