Pronto Soccorso Policlinico Milano

 
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Ospedali

Il reparto di Pronto Soccorso generale dell'Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena di Milano, situato in via Francesco Sforza 35, ha come Direttore il Dott. Valter Monzani. Il reparto è una delle tre Unità Operative Semplici afferenti alla UOC di Medicina d'urgenza ed afferisce all'Area dell'Emergenza - Urgenza. Ha la funzione di accogliere, valutare e stabilizzare il paziente - utente critico con prime cure, esami diagnostici e trattamenti del caso inviando poi, se necessario, presso le divisioni presidiali o ad altre strutture ospedaliere per l'inquadramento e il trattamento definitivo. L’accesso alle sale visita è regolamentato da un sistema riconosciuto internazionalmente, detto triage. Attraverso metodi codificati (breve intervista del paziente, informazioni da 118, informazioni da parenti o accompagnatori) viene individuato il problema principale del paziente.


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Opinioni inserite: 6

Voto medio 
 
2.2
Competenza 
 
2.2  (6)
Assistenza 
 
1.8  (6)
Pulizia 
 
2.7  (6)
Servizi 
 
2.2  (6)
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Ospedali
 sì
 no
Mi sono recato al PS del Policlinico di Milano su consiglio del mio medico di base, perché da un po' di tempo accusavo dolori al petto e palpitazioni/ battito irregolare. Sono stato registrato alle 12.00 e sono stato dimesso alle 19.30 circa. Premetto che non ho alcuna competenza in Medicina e le valutazioni che seguono sono quindi quelle frutto di sola osservazione da parte di un paziente "medio". Mi è stato assegnato il codice "triage" verde, poco dopo riclassificato in "giallo" (come, da quel poco che so, prevede il protocollo internazionale "triage" per tutti i casi di dolori al petto/ cuore). Nonostante il PS fosse molto affollato, sono stato sottoposto ai primi accertamenti quasi subito (misurazione pressione, ECG, prelievi di sangue) e sono stato visitato poco dopo gli stessi. Dopo la visita ho fatto un RX torace, per il quale i tempi di attesa sono stati brevi. Il medico di PS che mi ha visitato ha ritenuto opportuno sottopormi a visita cardiologica e ad un ecocardiogramma, che ho iniziato alle 18.15 - 18.30. Sebbene i tempi di attesa per quest'ultimo sono stati lunghi, e la generalità dei pazienti quel giorno lamentava tempi lunghissimi e sfibranti (è pure scoppiata ad un certo punto una "rivolta" dei pazienti, sedata a stento dal personale infermieristico e dagli inservienti), ho osservato medici e infermieri lavorare a ritmi elevatissimi, senza darsi un momento di tregua. La competenza dei medici - sia del medico che mi ha visitato al mio arrivo in PS, sia di quello che mi ha dimesso e del cardiologo - mi è parsa ai più alti livelli. Pure il personale infermieristico mi è parso molto preparato e competente. Mi sono sembrate rispettate tutte le procedure che dovrebbero essere implementate in un PS. Per quanto riguarda gli aspetti organizzativi - che senza dubbio incidono in molti casi sui tempi di attesa - ho notato che c'è un lunga sala, che pare un ibrido fra sala di degenza e sala di PS, in cui vengono tenuti anche in sola osservazione almeno una decina di pazienti (se non di più) per un tempo anche pari ad un'intera giornata. Questa sala assorbe incessantemente almeno 2 medici e 2-3 infermieri, che così difficilmente riescono a contribuire a "sfoltire" i pazienti in astanteria (quest'ultima troppo piccola e asfittica per un PS come quello del policlinico).
Voto medio 
 
4.3
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
3.0
Opinione inserita da Giovanni 09 Novembre, 2013

Dolore toracico

Mi sono recato al PS del Policlinico di Milano su consiglio del mio medico di base, perché da un po' di tempo accusavo dolori al petto e palpitazioni/ battito irregolare. Sono stato registrato alle 12.00 e sono stato dimesso alle 19.30 circa. Premetto che non ho alcuna competenza in Medicina e le valutazioni che seguono sono quindi quelle frutto di sola osservazione da parte di un paziente "medio". Mi è stato assegnato il codice "triage" verde, poco dopo riclassificato in "giallo" (come, da quel poco che so, prevede il protocollo internazionale "triage" per tutti i casi di dolori al petto/ cuore). Nonostante il PS fosse molto affollato, sono stato sottoposto ai primi accertamenti quasi subito (misurazione pressione, ECG, prelievi di sangue) e sono stato visitato poco dopo gli stessi. Dopo la visita ho fatto un RX torace, per il quale i tempi di attesa sono stati brevi. Il medico di PS che mi ha visitato ha ritenuto opportuno sottopormi a visita cardiologica e ad un ecocardiogramma, che ho iniziato alle 18.15 - 18.30. Sebbene i tempi di attesa per quest'ultimo sono stati lunghi, e la generalità dei pazienti quel giorno lamentava tempi lunghissimi e sfibranti (è pure scoppiata ad un certo punto una "rivolta" dei pazienti, sedata a stento dal personale infermieristico e dagli inservienti), ho osservato medici e infermieri lavorare a ritmi elevatissimi, senza darsi un momento di tregua. La competenza dei medici - sia del medico che mi ha visitato al mio arrivo in PS, sia di quello che mi ha dimesso e del cardiologo - mi è parsa ai più alti livelli. Pure il personale infermieristico mi è parso molto preparato e competente. Mi sono sembrate rispettate tutte le procedure che dovrebbero essere implementate in un PS. Per quanto riguarda gli aspetti organizzativi - che senza dubbio incidono in molti casi sui tempi di attesa - ho notato che c'è un lunga sala, che pare un ibrido fra sala di degenza e sala di PS, in cui vengono tenuti anche in sola osservazione almeno una decina di pazienti (se non di più) per un tempo anche pari ad un'intera giornata. Questa sala assorbe incessantemente almeno 2 medici e 2-3 infermieri, che così difficilmente riescono a contribuire a "sfoltire" i pazienti in astanteria (quest'ultima troppo piccola e asfittica per un PS come quello del policlinico).

Patologia trattata
Dolore toracico.
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Alcuni anni fa mi ero recata al Pronto soccorso del Policlinico di Milano con dei dolori atroci alla gamba sinistra che era visibilmente gonfia, dura, calda e dolente. Dopo che l'infermiera ha subito capito la gravità della situazione e mi ha dato il codice rosso, sono stata visitata dal dott. Freschi che, dopo aver effettuato un doppler venoso, mi ha detto che non avevo nulla di grave. Premetto che ho una connettivite autoimmune, malattia che spesso porta a complicazioni circolatorie e trombosi. Mi dimette, io esco a piedi, un altro medico firma il foglio di dimissione senza nemmeno vedermi la gamba e mi dice di prendermi un Polase per i crampi che sentivo. Tornata a casa con i dolori, telefono al mio reumatologo che rimane perplesso, mi dice di mettermi per precauzione una puntura di Eparina e di andare da lui in ospedale. Essendo l'week-end, cerco un'amica medico di base che mi prescrive l'Eparina e lunedì vado dal mio reumatologo che, appena mi vede, prescrive subito un altro doppler urgente, dal quale risulta una trombosi venosa profonda in atto alla terza gemellare e una tromboflebite acuta alla safena. Inutile dirvi che ho rischiato di morire. Tutti mi hanno consigliato di intentare una causa legale contro il Policlinico. Mi dispiace di non averlo fatto. Ma in quel momento stavo troppo male e non avevo voglia di trascinarmi per tribunali, anche per via delle lungaggini dei processi. Però dovevo sì cominciarla la causa!
Voto medio 
 
2.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
4.0
Opinione inserita da Tatiana Chivarova 27 Mag, 2013

Trombosi venosa profonda non riconosciuta

Alcuni anni fa mi ero recata al Pronto soccorso del Policlinico di Milano con dei dolori atroci alla gamba sinistra che era visibilmente gonfia, dura, calda e dolente. Dopo che l'infermiera ha subito capito la gravità della situazione e mi ha dato il codice rosso, sono stata visitata dal dott. Freschi che, dopo aver effettuato un doppler venoso, mi ha detto che non avevo nulla di grave. Premetto che ho una connettivite autoimmune, malattia che spesso porta a complicazioni circolatorie e trombosi. Mi dimette, io esco a piedi, un altro medico firma il foglio di dimissione senza nemmeno vedermi la gamba e mi dice di prendermi un Polase per i crampi che sentivo. Tornata a casa con i dolori, telefono al mio reumatologo che rimane perplesso, mi dice di mettermi per precauzione una puntura di Eparina e di andare da lui in ospedale. Essendo l'week-end, cerco un'amica medico di base che mi prescrive l'Eparina e lunedì vado dal mio reumatologo che, appena mi vede, prescrive subito un altro doppler urgente, dal quale risulta una trombosi venosa profonda in atto alla terza gemellare e una tromboflebite acuta alla safena. Inutile dirvi che ho rischiato di morire. Tutti mi hanno consigliato di intentare una causa legale contro il Policlinico. Mi dispiace di non averlo fatto. Ma in quel momento stavo troppo male e non avevo voglia di trascinarmi per tribunali, anche per via delle lungaggini dei processi. Però dovevo sì cominciarla la causa!

Patologia trattata
Trombosi venosa profonda.
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no
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Ho trovato disponibilità nei medici. Ma, considerando che ero codice giallo, è assurdo che abbia dovuto aspettare 4 ore per la refertazione di una Tac encefalo! Il neuroradiologo era introvabile... E alcuni infermieri erano scortesi, ti spostavano, dicevano sbuffando "qui non può stare, qui nemmeno"... Poi erano disorganizzati, il P.S. era affollatissimo. Infine, mi hanno detto che, data la tac negativa, doveva essere un problema di ipertensione. Ma HANNO IDEA QUESTI MEDICI DA QUANTE PATOLOGIE POSSONO DIPENDERE LE VERTIGINI??? Non mi hanno suggerito rmn, ecocolordoppler, angiografia, vemps, abr, eeg, eccetera eccetera.. Niente! Mi hannn dimesso con molta leggerezza! Infatti ho ancora vertigini dopo mesi!
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2.3
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
2.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
2.0
Opinione inserita da andrea 13 Aprile, 2012

medici bravini ma scortese staff infermieristico

Ho trovato disponibilità nei medici. Ma, considerando che ero codice giallo, è assurdo che abbia dovuto aspettare 4 ore per la refertazione di una Tac encefalo! Il neuroradiologo era introvabile... E alcuni infermieri erano scortesi, ti spostavano, dicevano sbuffando "qui non può stare, qui nemmeno"... Poi erano disorganizzati, il P.S. era affollatissimo. Infine, mi hanno detto che, data la tac negativa, doveva essere un problema di ipertensione. Ma HANNO IDEA QUESTI MEDICI DA QUANTE PATOLOGIE POSSONO DIPENDERE LE VERTIGINI??? Non mi hanno suggerito rmn, ecocolordoppler, angiografia, vemps, abr, eeg, eccetera eccetera.. Niente! Mi hannn dimesso con molta leggerezza! Infatti ho ancora vertigini dopo mesi!

Patologia trattata
vertigini soggettive.
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no
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Ieri sera alle 20.00 ho portato mia madre di 78 anni da una RSA al pronto soccorso perchè aveva un piede cianotico. Mia madre ha avuto un ictus anni fa, è afasica e ha la fibrillazione atriale per cui la dottoressa della struttura di fronte ad un piede viola ci ha mandato al pronto soccorso. Il medico che ci ha accolto ha esordito dicendo che avevamo atteso troppo e che il piede era perso, ha fatto chiamare l'esperto di chirurgia cardiovascolare reperibile per fargli un ecodoppler e nell'attesa le hanno fatto rx torace, esami ematici ed ecg. Nel frattempo aveva cambiato idea rispetto al piede perso e ha detto che probabilmente bisognava intervenire chirurgicamente per bypassare l'ostruzione. Quando è arrivato l'esperto cardiovascolare ha fatto l'ecodoppler dicendo che il flusso del sangue c'era ma lento e che andava sottoposta ad una terapia medica e non chirurgica. Ci ha chiesto se eravamo di Milano, ha fatto un paio di telefonate per sentire se poteva trattenerla e, non avendo trovato posto, ha deciso che la terapia medica, con vasodilatatori, poteva essere somministrata in RSA. Poichè era venerdì abbiamo chiesto se era possibile avere il farmaco per iniziare la cura e di fronte al suo no l'abbiamo fatto parlare con il personale della RSA, per sentire se avevano a disposizione quanto da lui consigliato. Dei due farmaci non ne avevano nessuno e, nonostante tutto, ci ha liquidati rispondendo che sabato le farmacie sono aperte. L'esperto cardiovascolare se n'è tornato a casa e noi abbiamo chiamato un'ambulanza e siamo tornati in RSA, dimessi dopo la mezzanotte per scoprire il giorno dopo che, tra la documentazione consegnataci, non c'era nè il tracciato del doppler nè quello dell'ecg, che uno dei farmaci consigliati non è più sul mercato e l'altro è un farmaco ospedaliero che forse la struttura riuscirà a procurarsi per martedì.
Lunedì ci toccherà prendere un'ambulanza e riportare la mamma a fare un ecodoppler perchè i medici della RSA, di fronte ad una situazione parecchio imbrogliata, non si fidano e vogliono tutelarsi prima di effettuare la cura.
DI UNA SOLA COSA SONO CERTA: SE DOVESSE SUCCEDERE QUALCOSA IN QUESTO LASSO DI TEMPO, DENUNCERO' L'OSPEDALE PERCHE' SONO STUFA DI QUESTA MALASANITA' DILAGANTE.
Voto medio 
 
1.3
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da francesca 05 Novembre, 2011

purtroppo non siamo tutti Cassano

Ieri sera alle 20.00 ho portato mia madre di 78 anni da una RSA al pronto soccorso perchè aveva un piede cianotico. Mia madre ha avuto un ictus anni fa, è afasica e ha la fibrillazione atriale per cui la dottoressa della struttura di fronte ad un piede viola ci ha mandato al pronto soccorso. Il medico che ci ha accolto ha esordito dicendo che avevamo atteso troppo e che il piede era perso, ha fatto chiamare l'esperto di chirurgia cardiovascolare reperibile per fargli un ecodoppler e nell'attesa le hanno fatto rx torace, esami ematici ed ecg. Nel frattempo aveva cambiato idea rispetto al piede perso e ha detto che probabilmente bisognava intervenire chirurgicamente per bypassare l'ostruzione. Quando è arrivato l'esperto cardiovascolare ha fatto l'ecodoppler dicendo che il flusso del sangue c'era ma lento e che andava sottoposta ad una terapia medica e non chirurgica. Ci ha chiesto se eravamo di Milano, ha fatto un paio di telefonate per sentire se poteva trattenerla e, non avendo trovato posto, ha deciso che la terapia medica, con vasodilatatori, poteva essere somministrata in RSA. Poichè era venerdì abbiamo chiesto se era possibile avere il farmaco per iniziare la cura e di fronte al suo no l'abbiamo fatto parlare con il personale della RSA, per sentire se avevano a disposizione quanto da lui consigliato. Dei due farmaci non ne avevano nessuno e, nonostante tutto, ci ha liquidati rispondendo che sabato le farmacie sono aperte. L'esperto cardiovascolare se n'è tornato a casa e noi abbiamo chiamato un'ambulanza e siamo tornati in RSA, dimessi dopo la mezzanotte per scoprire il giorno dopo che, tra la documentazione consegnataci, non c'era nè il tracciato del doppler nè quello dell'ecg, che uno dei farmaci consigliati non è più sul mercato e l'altro è un farmaco ospedaliero che forse la struttura riuscirà a procurarsi per martedì.
Lunedì ci toccherà prendere un'ambulanza e riportare la mamma a fare un ecodoppler perchè i medici della RSA, di fronte ad una situazione parecchio imbrogliata, non si fidano e vogliono tutelarsi prima di effettuare la cura.
DI UNA SOLA COSA SONO CERTA: SE DOVESSE SUCCEDERE QUALCOSA IN QUESTO LASSO DI TEMPO, DENUNCERO' L'OSPEDALE PERCHE' SONO STUFA DI QUESTA MALASANITA' DILAGANTE.

Patologia trattata
grave problema vascolare ad un piede
Consiglieresti questo reparto?
no
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oggi sono stata al policlinico è ho avuto un trattamento da cani. avevo fortissimo mal di testa dopo 10 giorni di febbre, mi è stato detto da due infermiere mpoco cortesi di sedermi su una sedia perchè c'era da aspettare parecchie ore. io ho risposto che avevo troppo dolore alla testa, ma la gentile infermiera mi ha detto che lei non poteva fare niente. tutto questo è avvenuto con un dottore a pochi metri che non ha detto o fatto niente, cosi mi sono alzata e sono andata a casa! io non ho parole, è la prima volta che mi succede al policlinico..... io posso capire che ci fosse tanta gente, ma secondo me non si trattano così le persone che stanno male!!!!
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Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
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2.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da Emanula 08 Febbraio, 2011

scortesia

oggi sono stata al policlinico è ho avuto un trattamento da cani. avevo fortissimo mal di testa dopo 10 giorni di febbre, mi è stato detto da due infermiere mpoco cortesi di sedermi su una sedia perchè c'era da aspettare parecchie ore. io ho risposto che avevo troppo dolore alla testa, ma la gentile infermiera mi ha detto che lei non poteva fare niente. tutto questo è avvenuto con un dottore a pochi metri che non ha detto o fatto niente, cosi mi sono alzata e sono andata a casa! io non ho parole, è la prima volta che mi succede al policlinico..... io posso capire che ci fosse tanta gente, ma secondo me non si trattano così le persone che stanno male!!!!

Patologia trattata
influenza e forte mal di testa
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Sono stata con mia mamma al pronto soccorso dalla mattina alle 9 fino alla sera alle 5 per un problema di epistassi, sanguinamento dal naso dovuto ad ipertensione. Mia mamma e' stata curata molto frettolosamente con un semplice tampone di garza nel naso e dimessa. Fortunatamente io ho insistito per rimanere altri 5 minuti li prima di uscire (fuori faceva molto caldo). Dopo 5 minuti il sangue e' cominciato ad uscire anche dall'altra narice e in gola. Il problema e' che il tampone nel naso non aveva risolto il problema della perdita di sangue perche' il vaso rotto era proprio dietro, nelle fosse nasali. Quindi una medicazione inutile e anche pericolosa, visto che mia mamma poteva tornare a casa e svenire per la copiosa perdita di sangue. Ha dovuto rifare l'accettazione, perdendo cosi' la priorita' di essere visiata e abbiamo aspettato per altre 3 ore, con il sangue che usciva dappertutto. Questo e' assurdo, perche' non era un errore di mia mamma, ma dell'otorinolaringoiatra L'otorino del turno dopo (una donna) e' stata piu' scrupolosa e ha fatto ricoverare mia mamma che e' stata in seguito operata per aggiustare l'arteriola. Comunque non consiglierei mai il pronto soccorso del policlinico, i pazienti sembrano abbandonati, nei corridoi da soli. E i parenti non possono neanche fargli compagnia, mentre aspettano per ore senza essere considerati. Non mi sono piaciuti nè i medici, nè gli infermieri, scortesi.
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1.8
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Assistenza 
 
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Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
2.0
Opinione inserita da viviana 01 Agosto, 2010

pronto soccorso policlinico milano pessimo

Sono stata con mia mamma al pronto soccorso dalla mattina alle 9 fino alla sera alle 5 per un problema di epistassi, sanguinamento dal naso dovuto ad ipertensione. Mia mamma e' stata curata molto frettolosamente con un semplice tampone di garza nel naso e dimessa. Fortunatamente io ho insistito per rimanere altri 5 minuti li prima di uscire (fuori faceva molto caldo). Dopo 5 minuti il sangue e' cominciato ad uscire anche dall'altra narice e in gola. Il problema e' che il tampone nel naso non aveva risolto il problema della perdita di sangue perche' il vaso rotto era proprio dietro, nelle fosse nasali. Quindi una medicazione inutile e anche pericolosa, visto che mia mamma poteva tornare a casa e svenire per la copiosa perdita di sangue. Ha dovuto rifare l'accettazione, perdendo cosi' la priorita' di essere visiata e abbiamo aspettato per altre 3 ore, con il sangue che usciva dappertutto. Questo e' assurdo, perche' non era un errore di mia mamma, ma dell'otorinolaringoiatra L'otorino del turno dopo (una donna) e' stata piu' scrupolosa e ha fatto ricoverare mia mamma che e' stata in seguito operata per aggiustare l'arteriola. Comunque non consiglierei mai il pronto soccorso del policlinico, i pazienti sembrano abbandonati, nei corridoi da soli. E i parenti non possono neanche fargli compagnia, mentre aspettano per ore senza essere considerati. Non mi sono piaciuti nè i medici, nè gli infermieri, scortesi.

Patologia trattata
epistassi-sanguinamento naso
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