Ospedale di Statte

 
3.0 (12)
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Indirizzo
Via per Martina Franca, Statte (TA)
Telefono
099/4585705
L'Ospedale San Giuseppe Moscati è situato in Via per Martina Franca a Statte in provincia di Taranto e fa parte del Presidio Ospedaliero Centrale della Asl di Taranto. La struttura eroga le proprie prestazioni presso i seguenti principali reparti: anestesia e rianimazione, cardiologia, chirurgia generale, ematologia, geriatria, ginecologia e ostetricia, malattie infettive, oftalmologia, oncologia, otorinolaringoiatria, patologia clinica, psichiatria, Punto di primo intervento, radiodiagnostica, radioterapia.

Recensioni dei pazienti

12 recensioni

 
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4 stelle
 
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Voto medio 
 
3.0
 
3.1  (12)
 
2.5  (12)
 
3.7  (12)
 
2.8  (12)

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Voto medio 
 
2.3
Competenza 
 
2.0
Assistenza 
 
2.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
2.0

Oncologia

Mio padre, 59 anni, scopre in Basilicata 1 mese e mezzo fa di avere un cancro. Va da diversi specialisti e da un oncologo a Milano; rientra a casa perché i tempi per una chemioterapia erano lunghi.
Scegliamo Taranto, convinti dalla disponibilità del Dr. Pisconti. Mio padre viene dimesso, dopo una seduta di chemio non riesce a reggersi in piedi. Andiamo per una seconda chemio, ma è troppo tardi. Allorché ci dicono, nel corridoio dell'ambulatorio, che è terminale. Era una dottoressa, fredda nel dirci che il "male" in pochi giorni era arrivato ovunque.
Sono passati poi 29 giorni ed il mio amato papà è morto disperato e con dolori.
OSS scocciati, dottori da noi difficilmente reperibili. Bravi gli infermieri del reparto, competenti e disponibili.

Patologia trattata
K pancreas, metastasi ossee.



Voto medio 
 
2.0
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
1.0

Trasfusioni

Il reparto interessato è l'Ematologia del San Giuseppe Moscati.
Nell'ottobre 2016 mi era stato fatto un aspirato midollare risultato poi positivo, ma la comunicazione non è arrivata nè per telefono, nè per posta. Sono venuto a conoscenza della mielodisplasia dopo ricovero a Martina Franca per collasso (emoglobina a 5.40) e successiva visita a Taranto, esattamente un anno dopo. Per loro io ero "sparito".
Proseguo ogni settimana con emocromo e trasfusione per giungere a dicembre quando mi chiedono di ritornare il giorno successivo all'emocromo per effettuare la trasfusione. Ritorno nel pomeriggio per gli accordi presi con infermieri e medico e mi sento rispondere "cosa ci fai qua, potevi telefonare".

Comunque ora sono seguito dalla Fondazione Padre Pio di San Giovanni Rotondo e ogni volta che faccio emocromo e trasfusione, impegnandomi tutta la mattinata e buona parte del pomeriggio, mi viene dato un buono gratuito che consiste in acqua, cappuccino, cornetto o panino e yogurt. A Taranto invece mi piacerebbe sapere perchè no.

Patologia trattata
Mielofibrosi idiopatica tipo 2.
Voto medio 
 
2.0
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0

Oncologia

Tempi di attesa lunghissimi per fare chemioterapia: 4- 5 ore solo per far visita e avere una poltrona libera; poi bisogna ancora aspettare perché arrivi il farmaco dalla farmacia. Pochi medici, pochi infermieri e poche poltrone. Bagni senza chiavi. Nessun pasto, ma solo un pacchetto di biscottini per gente che torna in serata a casa. Vergognoso!

Patologia trattata
Adenocarcinoma ovarico.

Voto medio 
 
4.8
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
4.0

Ottima Cardiologia all'ospedale Moscati

Mi ritrovo molto d'accordo con l'opinione precedente, questo ospedale aveva il migliore reparto di cardiologia di Taranto, per me perfino meglio della Clinica Verde. Trovavo anche io una grande competenza e gentilezza. E pure io conosco la dottoressa Paola Dimito e mi sento di dire che sia un angelo. E' bravissima e dolcissima, oltre che bellissima. O Dio, non che l'aspetto fisico incida in certi casi, ma essere curati da una dottoressa con un viso luminoso, pulito e sorridente ha il suo impatto sulla psiche umana. Per mia esperienza posso dire che la dottoressa Dimito lavora in maniera scrupolosa, ha un'ottima memoria e conoscenza dei farmaci e delle terapie più adeguate e moderne, è sempre stata disponibile, paziente e pronta a far sentire meglio i suoi pazienti sia fisicamente che psicologicamente; e poi è bravissima a fare anche gli esami più brutti, quelli invasivi. Spero che riesca a diventare primario da qualche parte quando raggiungerà l'anzianità adatta.

Patologia trattata
Cardiopatia.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

La cardiologia del Moscati era la migliore

Scrivo con amarezza questa recensione perché è da un bel po' che in quest'ospedale, per via di fondi mancanti, hanno dovuto chiudere all'assistenza pubblica il reparto di Cardiologia, e quindi anche il pronto soccorso non può più occuparsi di risolvere i problemi cardiaci. La gente ora viene mandata al SS. Annunziata, dove c'è sempre caos.
Al Moscati c'era un buon pronto soccorso e a mio giudizio c'era il miglior reparto di cardiologia di Taranto. L'equipe di medici che ci lavorava era eccezionale e molto, molto competente, scrupolosa e gentilissima (cosa rara di questi tempi in altri centri di Taranto).
Una lode a parte la meritano il dott. Gatto e la dott.ssa Dimito, che meritano davvero di essere menzionati perché erano le due stelle che fino all'ultimo hanno fatto brillare il reparto di cardiologia. Sono due medici preparatissimi che io e mia madre conosciamo da oltre 10 anni. Mia madre prima, quando aveva problemi cardiaci, sceglieva sempre di ricoverarsi al Moscati, ora non può più per via della Sanità che qui al sud va sempre peggio.
L'unica nota positiva è che almeno le visite intramoenia cardiologiche le fanno ancora e quindi mia madre (ma anche io) è rimasta in cura e viene seguita dalla dott.ssa Dimito, che è una cardiologa davvero molto in gamba su cui metterei anche la mano sul fuoco. Per me è un angelo perché oltre a essere preparatissima, efficiente e affidabile, è di una dolcezza e pazienza che non lascia indifferenti. Sa ascoltare, consigliare, oltre a seguire bene i pazienti, e a me a volte ha fatto quasi da psicologa in giorni in cui ero giù. Sa sempre ascoltare e capire gli stati d'animo della gente e questo è quello che ogni buon medico che si rispetti dovrebbe fare, ma purtroppo, di questi tempi, l'empatia non è una dote di tutti.
La competenza è indispensabile, ma senza la giusta dose di pazienza e sensibilità umana, diventa tecnica e basta.
Continuerò a pregare che il Moscati torni com'era prima.

Patologia trattata
Cardiaca.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Unità operativa di Oncologia

Mia moglie è stata seguita dallo staff dell'unità operativa oncologica dal 23/04/2012, dove è stata sottoposta a chemioterapia per curare un carcinoma duttale invasivo alla mammella destra e un carcinoma lobulare invasivo alla mammella sinistra. E'stata poi seguita dal dott. Salvatore Pisconti, direttore dell'Unità operativa oncologica, e nel frattempo veniva operata per un adenocarcinoma polmonare ed ora ancora si sta rivolgendo con fiducia a questa struttura perchè recentemente operata per un adenosarcoma all'utero.
Un particolare riconoscimento va al dott. Salvatore Pisconti che ha sempre dimostrato grande competenza, serietà e capacità professionale, rendendosi sempre disponibile a risolvere qualsiasi problema con gentilezza e profonda umanità:un medico eccezionale che dirige un Reparto d'eccellenza,una struttura sanitaria di alto livello di cui sono contento ed orgoglioso che si trovi a Taranto e spero che tale eccellenza sanitaria venga sempre di più implementata.

Patologia trattata
Carcinoma duttale invasivo alla mammella dx;
carcinoma lobulare invasivo alla mammella sx;
adenosarcoma uterino.
Voto medio 
 
3.0
Competenza 
 
4.0
Assistenza 
 
2.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
2.0

Una struttura che deve crescere molto

Ho deciso di scrivere questa recensione poiché ritengo di dover informare tutti i pazienti della struttura di fenomeni alquanto allarmanti, che nulla hanno a che vedere con il nobile mestiere di medico. Quando si è affetti da una patologia, indipendentemente dalla sua gravità, il medico diviene un punto di riferimento importante per la vita di ogni paziente. La mancata costruzione di questo rapporto porta talvolta a conseguenze disastrose, non solo per l’ammalato ma anche per tutti coloro che hanno vissuto assieme a lui l’esperienza della malattia. In questa struttura questo tipo di rapporto non esiste, o meglio, esiste esclusivamente per quei pazienti che hanno subìto una lunga (e onerosa!!!) trafila di selezione. Ritengo che questo tipo di fenomeni (e relativi trattamenti) debbano essere considerati episodi pericolosi per almeno due motivi. In primo luogo, danneggiano e sviliscono il lavoro di quella parte del personale che con passione svolge le proprie mansioni all’interno della struttura. In secondo luogo, tali comportamenti gettano ulteriore fango su un sistema sanitario del quale tutti siamo contribuenti e che dovrebbe garantirci i medesimi servizi, indipendentemente da fattori esterni al processo di cura e terapia intrapreso. Non è possibile nel 2016 riscontrare in una struttura pubblica la presenza di “pazienti di serie A” e “pazienti di serie B”. La fantomatica distanza “medico-paziente” della quale si ammantano le relazioni in questa struttura, vale più per alcuni che per altri. E se i più “fortunati” ricevono un trattamento decoroso, gli altri rimangono in perenne stato d’attesa, aspettando di conoscere l’esito e l’efficacia del processo di cura intrapreso. Se questo può risultare frustrante per il diretto interessato, si può solo immaginare quanto possa essere logorante per i cari che lo assistono. Tutto questo comporta una mostruosa falla nel sistema dell’alleanza terapeutica, indispensabile per il pieno recupero fisico e psicologico del paziente, generando in quest’ultimo continui ed irreversibili transfert negativi.
Fortunatamente, nella struttura ci sono alcuni professionisti, il dott. Nardozza è uno di questi, che comprendono la complessità del processo di cura. Curare non significa solo tagliare, intervenire e ricucire, ma aiutare il paziente ad affrontare alterazioni, talvolta anche permanenti, della propria vita. Senza queste prerogative, una struttura sanitaria fallisce, rimanendo invischiata in una visione scaduta e becera di assistenza alla salute del cittadino.

Patologia trattata
Distacco retinico.
Riparazione di distacco retinico mediante fotocoagulazione Xenon e iniezione di sostituti vitreali.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0

Pochissima umanità

Sebbene gravissima e allettata, mia moglie viene dimessa. Umanità cristiana uguale a zero; adesso sono solo in casa io e mio figlio in attesa della morte di mia moglie senza alcun conforto e senza poter fare nulla.

Patologia trattata
Linfoma non Hodgkin.
Voto medio 
 
2.0
Competenza 
 
4.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
1.0

Radioterapia... distratta

Completamente assente l'assistenza psicologica, assai confusa la struttura, pazienti trattati come pacchi da spostare per far spazio.
Mancanza assoluta del rispetto degli appuntamenti, un giorno alle 18.15, uno alle 18.45, un giorno alle 20.00 senza addurre alcuna giustificazione.
I trattamenti non sono continui (ad oggi saltati 6 su 26)
Mancanza assoluta di informazione sull'andamento della terapia e sulla sua efficacia!

Patologia trattata
Carcinoma prostatico in trattamento radioterapico.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Sembra di stare in una altra città

Il primario dottor Mazza è un instancabile lavoratore e gli infermieri lo seguono con affetto. Complimenti, non pensavo che nella mia città ci fosse una struttura cosi all'avanguardia.

Patologia trattata
Linfoma di hodgkin.
Punti di forza
Struttura, medici e infermieri.
Voto medio 
 
2.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
5.0

Tumore faringe: poca organizzazione e affidabilità

I dottori che interagiscono nei vari reparti per lo stesso paziente non sono coordinati tra di loro. Inoltre non si preoccupano che un malato sia seguito da un dottore che coordina anche gli appuntamenti interni per la soluzione della malattia, specie se grave come forme tumorali.
Dopo il grande disagio, mi sono rivolto in un altro ospedale ed ho avuto un accoglienza e attenzione per la mia malattia indiscutibili, specie in professionalità e umanità.

Patologia trattata
Tumore alla faringe.
Punti deboli
non combattivi per il benessere del paziente.
Voto medio 
 
1.0
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0

Morte mio padre

Mai avrei creduto di prendere coscienza di cosa significhi la sanità ("mala"?) in Puglia. Io ho assistito alla morte di mio padre all'età di 70 anni presso il reparto di Ematologia dell'Ospedale Nord-Moscati.
Certo, aveva un male incurabile, ma niente giustifica il comportamento da parte dei medici quando, dopo il primo ciclo di chemio, aspettavamo dopo 21 giorni il secondo, che non vi è mai stato, prendevano tempo con scuse e quando chiedevamo se nostro padre fosse malato terminale, se non scappavano dicevano "perchè dite così... la situazione è seria ma ha un lungo ciclo di cure davanti a sè!!".
E' stato dimesso (forse per le statistiche?) nonostante allettato e, dopo 2 giorni, di corsa nuovamente in Ospedale per paralisi facciale per uscirne morto dopo 1 mese... Vergognosa la sofferenza che hanno procurato a mio padre, che non poteva stare nemmeno seduto sulla sedia a rotelle; mancate cure perchè abbiamo scoperto che dopo 65 anni non vieni curato: chemio non te la fanno.. solo a bassa dose a titolo di mantenimento e niente trapianto... nemmeno il VELCADE (forse perchè farmaco COSTOSO?) che aumenta la sopravvivenza agli anziani non ritenuti meritevoli di trapianto!
Gli infermieri (con le dovute poche eccezioni) non passano mai a controllare nemmeno i pazienti gravi... A mio padre, che rischiava crisi respiratorie (è deceduto per insufficienza respiratoria...) non controllavano se l'ossigeno arrivava al minimo e per fartelo cambiare bisogna andare dall'infermiera a pregarla per almeno tre volte... Quelle del turno di notte lasciano suonare il campanello per 15 minuti prima di recarsi dal paziente che ha suonato!!! Assurdo ma è la verità!!!!
Infine, il giorno prima che mio padre morisse, ho dovuto far intervenire una dottoressa per farlo pulire, dopo 50 minuti... e dopo per ben tre volte essermi recato io da loro, e nonostante avesse suonato il "campanello" anche mio padre, ma le infermiere l'avevano disattivato...
Non farò denunce solo per il dolore della perdita di mio padre, ma lascio alle loro coscienze..
A voi consiglio di non affidarvi alla Ematologia dell'OSPEDALE NORD MOSCATI di Taranto Statte.

Patologia trattata
Linfoma linfoblastico T.
Punti deboli
Mancata informazione, mancata assistenza (i parenti devono fare gli infermieri perchè nessuno controlla nemmeno il livello di ossigeno)e controllo da parte degli infermieri, mancate cure.


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