Dettagli Recensione

 
Ospedali e case di cura a Milano
Voto medio 
 
2.8
Competenza 
 
2.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
3.0

Riflettere per migliorare la struttura

Se una persona ha più di ottanta anni viene sottovalutata e sembra quasi dia "fastidio". Chiedono alla famiglia di stare quotidianamente più di sei ore lì insieme al parente, altrimenti danno dei tranquillanti per far star buono il paziente mentre alla figlia e ai familiari affermano di non somministrare assolutamente nulla. Questo è ciò che è capitato a me.

Patologia trattata
ischemia cerebrale.

Commenti

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Inviato da caterina
10 Dicembre, 2012
Gent.ma sig.ra lucia, mi permetta sottolineare quanto da lei scritto:
- non è una questione di età, ma di autosufficienza la richiesta di avere un parente accanto al paziente, non mi risulta comunque l'obbligo.
- sul fatto tranquillanti, ritengo molto, ma molto grave ciò che afferma, in quanto i farmaci vengono prescritti dai medici e non dal personale in base al "fastidio" che il paziente arreca al reparto. Mi spiace molto non abbia colto l'amore, il rispetto, la fatica degli operatori nel far sentire il paziente ed i parenti accolti in un ambiente famigliare. Peccato non esserci riusciti anche con lei.
Caterina, o.s.s. istituti clinici zucchi carate brianza
Inviato da luisella del pero
14 Febbraio, 2013
PERSONALMENTE HO TROVATO LA STRUTTURA OTTIMA.
UN COMMOSSO RINGRAZIAMENTO A TUTTO IL PERSONALE MEDICO, INFERMIERISTICO E VOLONTARI: HOSPICE CURE PALLIATIVE - CLINICA ZUCCHI CARATE BRIANZA, PER LE CURE, LA COMPETENZA CHE SONO STATE PRESTATE A MIO PADRE DURANTE I SUOI ULTIMI GIORNI DI VITA: PERIODO 29-31 GENNAIO 2013. GRAZIE DI CUORE.
UN FORTE ABBRACCIO. Luisella Del Pero
Inviato da Valeria
07 Marzo, 2013
Non è questione di età mi creda, la questione è che a parte rari casi, durante il ricovero i pazienti vengono riempiti di medicine per farli stare buoni. E a prescriverli sono i medici, frettolosi e sbrigativi. Un colloquio psichiatrico dovrebbe durare 45 minuti circa, non per il gusto di fare una chiacchierata, ma perchè lo psichiatra bravo sente il bisogno di ascoltare il paziente e dare i farmaci nel modo più mirato possibile. Ma spesso non avviene, i colloqui durano una decina di minuti e i farmaci vengono somministrati. A me è accaduto al centro diurno di Carate Brianza, si figuri che la dottoressa che mi aveva in cura faceva comunella con una sua amica ed educatrice. Mi vedevano assieme e facevano un minestrone. E quando ho chiesto di poter vedere la psichiatra da sola senza educatrice tra i piedi, la dottoressa mi ha pure portato rancore sostenendo che avevo con lei gli stessi problemi di comunicazione che avevo con l'educatrice. Ma le sole a non capire un accidente di niente erano l'educatrice e la psichiatra. Non ero io ad avere problemi di comunicazione, erano loro che non sapevano ascoltare. Mi fu dato un farmaco folle, il Seroquel, una pastiglia mi faceva dormire 24 ore, chiesi alla dottoressa più volte di rivedere la diagnosi ma nulla, insisteva su quel farmaco. Me ne sono andata perchè facevano più male che bene. La abbraccio fortissimo.
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