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Elogio della sanità pubblica
Mia moglie, Grazia Ferrara, causa banale incidente domestico, il giorno 3 febbraio 2026, ha riportato frattura del femore.
Abbiamo chiamato, tramite 118, il servizio autoambulanze e, dopo solo 30 minuti, gli operatori erano già a casa. Con professionalità e garbo è stato disposto il trasferimento all’Ospedale S. Spirito in Sassia. Anche la permanenza nel reparto Pronto Soccorso è stata caratterizzata da continuo attenzionamento, fino al trasferimento nel reparto di Ortopedia del prof. Panegrossi, dove mia mia moglie è stata operata il 5 di febbraio.
Vogliamo evidenziare che oltre la competenza e professionalità di tutti gli operatori del reparto, la gentilezza verso i pazienti ed il sorriso nell’affrontare anche le situazioni difficili, sono stati il denominatore comune dell’azione di tutti: medici, infermieri, personale addetto alle pulizie ed alla somministrazione pasti.
Il tutto, va sottolineato, “gratis et amore dei”... la nostra Sanità universale è senza dubbio un patrimonio del paese.
Il confronto con il costo di decine di migliaia di euro, che interventi di questo tipo richiederebbe in una struttura privata, pone l’interrogativo che forse un contributo di sostegno da parte dei singoli che usufruiscono di questo servizio pubblico, potrebbe essere normato. Ovviamente solo da parte di quelli che possono sostenerlo (al di sopra di un certo reddito), ed ovviamente indirizzato in maniera specifica al Reparto di cui si sono utilizzati i servizi. Questi contributi volontari potrebbero confluire in un fondo che il Primario e la Direzione Amministrativa del singolo Ospedale, potrebbero utilizzare per tutte le iniziative di potenziamento del Reparto: borse di studio, acquisto macchinari o altro. Si premierebbero così le eccellenze del nostro servizio pubblico, che non sono poche.
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