Ospedale di Frattamaggiore

 
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Indirizzo
Via Giovanni XXIII, Frattamaggiore (NA)
Telefono
081 8891111
L'Ospedale civile San Giovanni di Dio, situato in Via Giovanni XXIII a Frattamaggiore in provincia di Napoli, è presidio ospedaliero della Azienda Sanitaria Locale Napoli 2 Nord, che comprende un territorio articolato in 32 Comuni della provincia di Napoli, collocati nel territorio a nord del capoluogo. Presso il S.Giovanni di Dio sono attivi i reparti di: Cardiologia, Chirurgia Generale, Ginecologia ed Ostetricia, Medicina Generale ed Endoscopia, Nido – Pediatria, Oncologia, Ortopedia, Psichiatria, Rianimazione. Sono presenti i servizi di Radiologia e di Analisi di laboratorio e patologia clinica. L’ospedale è dotato anche di un servizio di Pronto Soccorso attivo sulle 24 ore. Il Centro Unico Prenotazioni (CUP) è attivo dal lunedì al venerdì dalle 08.00 alle 12.00 ed è collocato al piano terra dell’edificio.

Recensioni dei pazienti

15 recensioni

 
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Profonda gratitudine reparto Medicina

Voglio ringraziare tutto il personale del reparto di Medicina dell'ospedale di Frattamaggiore, che ha assistito mia moglie, ricoverata per una emorragia cerebrale, e l'ha dimessa in buone condizioni.
Stima e gratitudine per tutti gli operatori.

Patologia trattata
Esiti emorragia cerebrale.


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Complimenti al Reparto Covid

Mia madre è stata dimessa ieri dal Reparto Covid al terzo piano dell'Ospedale di Frattamaggiore.
Fin da subito le condizioni al ricovero in Pronto Soccorso erano apparse gravissime. Tutto è successo in pochi giorni che mia madre non respirava bene ed aveva febbre.
Giunta in Ospedale col 118, è stata immediatamente assistita e ricoverata in Osservazione, ove è rimasta 1 giorno, poi è stata portata al 3° piano.
Assistenza medica ed infermieristica eccellente.
GRAZIE.

Patologia trattata
COVID-19.
Voto medio 
 
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Ricovero Medicina interna

Voglio ringraziare tutto il personale della Medicina interna al 3° piano dell'Ospedale di Frattamaggiore.
I medici, gli infermieri e tutti gli operatori, anche Pino Mormile.
Mio padre, ricoverato per un ictus, è stato da subito già in Pronto Soccorso gestito in modo accurato e professionale.
Poi, giunto in un reparto nuovissimo e pulitissimo, è stato curato in modo eccezionale.
Grazie al dott. Roberto Loffredo e un grazie particolare al primario dott. Luigi Ferrara, che alla dimissione ci ha spiegato in modo preciso e dettagliato il percorso da fare successivamente.
Ora mio padre ha ripreso a vivere. Cammina quasi come prima e ha iniziato a fare i controlli medici come prescritto.
GRAZIE AI NOSTRI ANGELI CUSTODI.

Patologia trattata
Ictus. Diabete. Pressione alta.


Voto medio 
 
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Competenza 
 
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Servizi 
 
4.0

Ricovero Covid-19

Era la sera del quattro Novembre 2020 quando il mio papà mi disse di avere qualche sintomo di febbre ed è proprio in quel maledetto giorno che cominciò il nostro calvario.
Dopo qualche giorno di cure domiciliari la situazione peggiora, cosi decidemmo di far intervenire il 118, che trasferì papà all'Ospedale Civile San Giovanni di Dio Frattamaggiore (NA).
Accolto al primo soccorso, il giorno successivo mi comunicano che purtroppo papà è affetto da COVID-19 e che versa in una situazione molto critica a causa di una polmonite bilaterale interstiziale. Così cominciarono le cure. Purtroppo per noi familiari cominciò anche la disperazione nel non poter stare vicino, confortare e dare forza al nostro caro, la distanza ed il tempo ci distruggevano, ma i medici del reparto premurosi mi contattavano costantemente per informarmi sulle condizioni cliniche di papà. Io, nonostante tutto, volevo sentire la sua voce, ma lui non era in condizioni di poter comunicare con noi familiari. L'attesa è stata davvero tremenda, ma dopo qualche settimana squilla il mio cellulare con su scritto Papà: sì, era proprio lui, che con fatica mi raccontava che tra i medici ce ne era una in particolare che, oltre a prestare le dovute cure lo confortava e lo incoraggiava affinché lui reagisse perché insieme avrebbero sconfitto quel maledetto VIRUS... ed era la stessa a cui, qualche giorno prima, mio padre chiese di rispondere alla mia chiamata
comunicandomi che papà reagiva bene alle terapie e di non mollare mai...
Sì, insieme ce l'hanno fatta ed è per questo motivo che vogliamo ringraziare la dottoressa Rosita Capone per la sua professionalità, nonchè per la profonda umanità con cui opera nei suoi reparti.
Ringraziamo pertanto i medici dell'Ospedale Civile San Giovanni di Dio, il primario dott. Luigi Ferrara e il dott. Sergio Romano, che alle dimissioni di papà ha esultato: Vincé hai visto? ce l' abbiamo fatta!!!
Queste poche righe per dire che spesso si parla di mala sanità, ma poche volte emergono i moltissimi medici e gli infermieri che lavorano incessantemente, come in questa pandemia Covid-19, in situazioni disagiate, in minoranza, e che nonostante tutto rischiano la propria vita in prima linea per salvarne tante altre.
Grazie a voi tutti per aver fatto tornare e risplendere il sole nella nostra famiglia.
Grazie di cuore alla Dott.ssa Rosita Capone.
Ugo

Patologia trattata
Covid-19.
Voto medio 
 
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Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
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Pulizia 
 
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Servizi 
 
5.0

Dove curare diventa accudire

Mi sembrerebbe troppo formale e poco veritiero ridurre questo scritto ad un semplice ringraziamento. Perciò il mio intento è quello di raccontare la mia esperienza rispetto alla sanità tanto criticata in questo periodo. Come tanti italiani, ho attraversato l'inferno, perché peggio che contrarre il Covid alla mia giovane età, c'è il fatto che il virus attacchi i tuoi genitori, contemporaneamente e violentemente.
Ho provato come tanti la paura di lasciar entrare i miei genitori in un ospedale Covid, consapevole del fatto che l'ultimo ricordo di loro sarebbe potuto essere proprio quell'immagine. I miei genitori uno dopo l'altro hanno attraversato le porte, semiseduti su una barella, coperti fino al collo e con le lacrime agli occhi mentre cercavano di aggrapparsi anche a un solo filo d'ossigeno.
Perché è questo che ti da il Covid, fame d'aria.
Il terrore di chi ha una persona amata ricoverata a causa del Covid credetemi, non è tanto di perderlo, ma è l'idea straziante che questa persona venga lasciata sola, abbandonata a sé stessa, che possa incontrare la morte nella più totale solitudine.. E cosa c'è di più spaventoso se non l'incertezza? L'incertezza che qualcuno possa morire senza sapere di essere amato.
Io stessa, davanti alle porte che si chiudevano dell'ospedale, in pochi secondi ho ripercorso tutte le parole non dette, tutti i ti voglio bene mancati, tutti gli abbracci persi, forse per pudore, forse perché a volte dinanzi all'amore proviamo paura, vergogna, senso di debolezza.
Tutte queste paure e insicurezze sono state spazzate via il giorno dopo il ricovero di ognuno dei miei genitori. Ogni giorno puntualmente prima di pranzo ricevevo la telefonata di un'infermiere o di un medico che non so, sinceramente, con quale calma e pazienza riuscisse a darmi notizie dei miei genitori. E non parlo solo di emogas, Tac e quant'altro: mi veniva detto quando erano un po' tristi, quando invece era una giornata più tranquilla, quando gli infermieri divertiti verso la fine dovevano sorbirsi il mio papà logorroico (altro che senza fiato), o quando mia madre ogni volta che riusciva a raccogliere un filo di voce lo faceva per dire "grazie". Durante le videochiamate io stessa sentivo gli infermieri e gli operatori socio-sanitari entrare in stanza esprimendo a gran voce un "buongiorno", che appariva nella mia testa espresso con un sorriso sotto quelle tute. Mia madre dice sempre che di loro riusciva a vedere solo gli occhi,ma che quegli occhi sono bastati ad infondere sicurezza.
L'attimo più grande per me di felicità è stato però un altro.
Mio padre è stato ricoverato il giorno del suo anniversario di matrimonio, mia madre poco dopo di lui aveva contratto il virus accudendolo. Beh un giorno, quando entrambi non erano troppo deboli, l'equipe si è organizzata per farli incontrare.
Non mi vergogno di dire che prima di questa esperienza mi è capitato di chiedermi se sulla soglia dei 40 anni di matrimonio, i miei genitori che non si sono mai mostrati affettuosi in pubblico si amassero ancora. Ad oggi non mi pongo più questa domanda e vi lascio immaginare quale risposta mi sia data.
Spesso ci lasciamo ingannare da ciò che vediamo in televisione, spesso fanno di tutta un'erba un fascio raccontandoci solo la malasanità, di anziani abbandonati e di ospedali colmi fino ai corridoi.
Io sono stata l'unica della mia famiglia a non aver contratto il Covid e non sono stata ricoverata per questo motivo, non ero lì fisicamente ma penso di poter affermare con sicurezza per quel poco che ho sentito e visto, per ciò che mi hanno raccontato i miei genitori che loro sono stati non semplicemente curati, ma accuditi.
Mia madre mi racconta anche come gli operatori socio sanitari si occupavano con dedizione soprattutto dei malati più anziani, sconvolta mi dice che l'ospedale è pulitissimo, come fosse strano, e che non si è mai sentita sola, al punto che la mattina di Natale ha chiesto esplicitamente di non essere dimessa solo perché era un giorno di festa, in quanto si sentiva più sicura lì.
Ovviamente non era in dimissione e non era di certo lei a poter decidere se andare via o meno, ma immaginate il mio stupore nel sapere che non voleva essere dimessa.
Dalla semplicità e dall'ingenuità che contraddistingue la mia età, io ci tenevo a scrivere queste parole a coloro che oggi mi hanno permesso di cominciare il nuovo anno con i miei genitori, che li hanno fatti tornare a casa tranquilli. In particolare al dottore che faticava a trattenere le lacrime quando mia madre è stata dimessa, una persona della quale non conosco il volto ma che per me è stato un'àncora, una sicurezza, qualcuno a cui aggrapparmi. Come se mi stringesse la mano per tirarmi su dal baratro nel quale stavamo tutti cadendo. Non un semplice medico, ma una persona di un'umanità e di un'empatia fuori dal comune in questo periodo così turbolento, che dal pronto soccorso e da casa giorno e notte non ci ha mai abbandonati guidandoci un questo percorso travagliato fatto soprattutto di paure e insicurezze, una persona senza mezzi termini che con tatto mi ha sempre detto nulla più che la sincera verità e che mi ha promesso dal primo giorno che abbiamo parlato che ci sarebbe stata accanto, passo dopo passo. Così è stato, anche quando i miei genitori hanno lasciato il pronto soccorso per salire in reparto.
Come in tutte le cose, anche in campo medico c'è tanto male, ma anche tanto bene, sta a noi ponderare e scegliere in fine se avere fede, fiducia, non in Dio ma in noi stessi e nelle altre persone. Persone competenti che ogni mattina si alzano e rischiano la propria vita per salvare quella degli altri.
Nel piccolo di una giovane figlia tra le tante, a tutti voi non posso che dire grazie: grazie per quello che avete fatto, per come lo avete fatto e per quello che ci avete insegnato.

Patologia trattata
COVID-19.
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Assistenza 
 
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Servizi 
 
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Ricovero per Covid-19

Buon Natale ai medici ed al personale sanitario tutto del reparto COVID-19 dell’Ospedale di Frattamaggiore, divenuto in breve tempo efficace e prezioso presidio d’avanguardia contro il dilagare della pandemia.
Grazie all’impegno, alla professionalità, al senso di umana solidarietà del personale sanitario schierato su un fronte di diuturna emergenza, posso dire di essere ritornato alla vita dopo aver rasentato, a causa della malattia, il punto di non ritorno, nei venti giorni trascorsi nel reparto di Terapia Intensiva.
Sento il dovere morale, adesso che posso ricominciare a credere nel futuro, di ringraziare dal profondo del cuore il dirigente medico dott. Sergio Romano ed i suoi instancabili colleghi tra i quali i dottori dott. Antonio Fischetti, dott. Roberto Loffredo, dott.ssa Maria Rosaria Pirolo, dott.ssa Angela Peralta, dott.ssa Stella Cancello, che senza tregua ho visto dedicarsi con cure mirate alla drammatica sofferenza dei pazienti. Sono questi alcuni dei medici che mi hanno consentito, oltre la speranza, di riabbracciare i miei cari una volta dimesso e tornato a casa.
Desidero altresì ricordare il personale paramedico, che ho conosciuto solo per nome, a causa del loro abbigliamento protettivo ed imperscrutabile; mi riferisco a Luigi Raio, Giuseppe, Antonio, Linda, Giancarlo, Diletta, Francesco, Armando e tanti altri che con abnegazione ho constatato prodigarsi verso i pazienti oltre il dovuto; angeli protetti completamente da tute bianche e da caschi, distinguibili solo dalla voce, che vorrei incontrare, lontano da ogni esigenza, per guardarli negli occhi ed abbracciare fraternamente.

Patologia trattata
Covid-19.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Ricovero Covid-19

Mio padre, ricoverato per Covid-19 da Pronto Soccorso in gravissime condizioni, è poi andato nel reparto degenza al 4° piano, dove è stato seguito dal Dr. Romano e dr.ssa Pirolo, per poi essere trasferito al 3° piano. Dopo 7 giorni è stato dimesso.
Voglio ringraziare tutti, il primario di Medicina interna Dott. Luigi Ferrara, i medici tutti del PS, del IV e del III piano, gli infermieri e gli operatori.
GRAZIE.

Patologia trattata
COVID-19.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Viva per miracolo. Grazie.

Viva per miracolo.
Accoglienza infermieristica perfetta.
L'equipe del Dott. L. Ferrara mi ha curato benissimo. In particolare il Dott. A. Vitrano.
Grazie di cuore.

Patologia trattata
Pancreatite.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Complimenti al reparto Medicina

Sono la figlia di un paziente dimesso due giorni fa dalla Medicina dell'ospedale di Frattamaggiore. Ero già stata in questo reparto un anno fa. Pensavo stessi in un altro ospedale. Reparto bellissimo. Accoglienza perfetta da parte del personale infermieristico ed OSS. Una caposala sempre presente e precisa. Un nuovo primario, gentilissimo e molto professionale. Grazie anche al dr. Aruta, che ha curato mio padre. Complimenti.

Patologia trattata
Esiti di ictus.
Diabete.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Grazie al reparto Medicina

Sono la figlia di un paziente dimesso. Voglio ringraziare il personale medico, infermieristico ed OSS del reparto di Medicina dell'Ospedale per la loro professionalità.

Patologia trattata
Esiti di ictus. Diabete.
Voto medio 
 
2.0
Competenza 
 
4.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
2.0

Pessima igiene al P.S.

Essendo cardiopatico, per un forte dolore allo stomaco e sudorazione, mi sono recato all'ospedale di Frattamaggiore. Sono stato visitato da un cardiologo con grande competenza e serietà. Poi sono passato ai prelievi e qui, per questa grande banalità, sono rimasto a dir poco basito. L'infermiera insegnava ad una giovane dottoressa come inserire un ago cannula e dopo aver perforato varie volte il braccio sinistro sono passate a destra. Nonostante la mia richiesta di evitare di agire di nuovo, con grande strafottenza hanno iniziato a provare col braccio destro. Dopo vari tentativi, pensando di esserci riuscite, hanno lasciato la cannula per il secondo prelievo. Prelievo effettuato dopo quattro ore da un altro infermiere. Dopo un'ora di attesa vengo chiamato perché il prelievo non era idoneo e hanno di nuovo cambiato il braccio passando a sinistra. Il tutto in condizioni igieniche pessime. Basta dire che il cotone per disinfettare veniva appoggiato sul lettino, dove certamente si appoggiano le scarpe dei degenti, ma con grande probabilità sporco di liquidi organici. Risultato: sono uscito con un braccio gonfio, che solo dopo molti giorni è migliorato e spero di non aver preso nulla.

Patologia trattata
Dolore allo stomaco e sudorazione in cardiopatico.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0

Pronto Soccorso

Mia madre, cardiopatica, è stata portata al pronto soccorso per sodio basso. Era cosciente, e noi avevamo portato la sua cartella clinica, ma nessun medico si è preso la briga di leggerla.... Il risultato: le hanno fatto flebo di sodio senza preoccuparsi di farle iniettare in modo lento e senza darle il medicinale che lei prendeva per il cuore.
La mattina dopo mia madre si è aggravata ed il giorno dopo ancora è volata in cielo e non sappiamo il motivo del suo decesso...
I dottori del pronto soccorso si facevano da scarica barile perché non si erano preoccupati di leggere la cartella clinica che avevamo consegnato.

Patologia trattata
Sodio basso.
Voto medio 
 
3.8
Competenza 
 
4.0
Assistenza 
 
4.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
4.0

Ringraziamento

Ringrazio il personale al completo del pronto soccorso. Ringrazio altresì tutte le persone del secondo piano, dal personale delle pulizie ai dottori. Ringrazio per la loro gentilezza gli infermieri/e per avere accudito mia mamma Adelina.

Patologia trattata
Sub occlusione intestinale.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
2.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
1.0

Reparto oncologia

Beh che dire, sono senza parole, soprattutto con il dott. Del Prete Salvatore. I suoi orari sono come gli impiegati comunali, 9.00-12.00 13.00-16.00, esclusi il venerdì pomeriggio ed i sabato e domenica. Quindi, per chi è un ammalato oncologico, deve mettersi l'animo in pace e non deve disturbarlo oltre questi giorni ed orari. La sua umanita' e pari a zero..
Naturalmente, ci sono alcuni medici ed infermieri di questo reparto che sono persone splendide ed ottimi professionisti. A loro va il mio augurio di non mollare.
La professione di medico deve essere una missione, non un lavoro.

Patologia trattata
Cancro.
Voto medio 
 
2.5
Competenza 
 
2.0
Assistenza 
 
2.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
2.0

UN ANGELO DISCESO DAL CIELO

In data odierna in questo ospedale stavano operando una persona di 88 anni per una frattura femorale, e fin qui niente di strano. Ricoverata gia' da sabato, per poter parlare con un dottore siamo dovuti ricorrere alla conoscenza di una persona per poter avere delucidazioni in merito alla "frattura"; tranquillizzati che veniva il tutto rimandato alle prime analisi di routine della paziente, attendiamo quindi di buon grado. Arriviamo al lunedì e martedì quando, cercando di "elemosinare" ulteriori informazioni in merito alla paziente, veniamo finalmente fatti entrare in una sala del reparto ortopedico e anche lì i medici, alquanto seccati, ribadiscono che si attendono gli esiti da parte del cardiologo e dell'anestesista per un eventuale intervento riparatore. Comunque vada da sè che i congiunti avranno l'ultima parola in merito alla decisione finale. Arriviamo alla giornata del mercoledì e ci viene detto che l'elettrocardiogamma non era dei migliori, ma che comunque avrebbero aspettato il parere dell'anestesista, il quale si presenta in tarda serata per comunicare il suo parere favorevole all'operazione e che gia' avevano inserito il paziente nella lista degli interventi del giorno successivo, con grande stupore dei familiari. Questa mattina, portata la paziente in sala operatoria pronta per l'intervento, "UN ANGELO" (presente per caso, forse) leggendo la cartella clinica blocca l'operazione chiedendo agli altri se il figlio dell'anziana paziente fosse stato messo al corrente della reale pericolosità dell'intervento sulla madre, constatando una anamnesi negativa. Il figlio, vedendo riaccompagnare la madre in stanza, chiedeva cosa fosse accaduto, sentendosi rispondere che l'intervento sarebbe stato eccessivamente rischioso. Cosa che l'anestesista la sera prima aveva invece CONSIGLIATO, ANZI, RACCOMANDATO DI ESEGUIRE. A VOI LETTORI L'INTERPRETAZIONE DI QUESTI FATTI.

Patologia trattata
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Patologia trattata
Frattura femore.
Punti deboli
Tutti, a partire dalla cordialità inesistente degli operatori sanitari, e intendo medici, assistenti e quant'altro.


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