Dettagli Recensione
Medicina 2 del Vannini
Mia madre di 93 anni arriva tramite ambulanza alle Figlie di San Camillo (Vannini) il 30 Luglio 2026 con febbre a 39.7, difficoltà respiratorie e in stato di incoscienza. Devo elogiare il personale del Pronto Soccorso per il tempestivo intervento. Il giorno successivo verso le ore 17,00 vengo informata che mia madre sarebbe stata ricoverata al reparto Medicina 2 del Vannini.
Ovviamente mi precipito al reparto indicato.
Arrivo in reparto e mi passano accanto personale vario che cercano di eclissare ogni mia domanda. Busso alla stanza dei medici, chiedo spiegazioni e la Dr.ssa mi rinvia al personale di reparto, intercetto una signora che mi dice che stanno aspettando l'arrivo di un uomo non di una donna e di vedere la Medicina 1. Mi reco in Medicina 1 e qui mi dicono che non hanno ricoveri per la giornata. Ritorno all'entrata e chiedo aiuto per capire dove sia finita mia madre visto che si erano fatte le 18,30.
Il Centralino mi conferma che mia madre deve arrivare in Medicina 2.
Ritorno in reparto dove la Dr.ssa che mi aveva liquidato precedentemente mi dice che devo attendere nella sala d'attesa.
Arriviamo alle ore 19,00 quado vedo passare due portantini ed una lettiga con mia madre. Mi viene detto di seguire la lettiga ma fatti pochi passi vengo rifermata dalla Dottoressa che mi dice con fare imperativo che non mi dovevo avvicinare perché la paziente era appena arrivata e doveva essere visitata e nel contempo ordina all'infermiere di avvertirmi alla fine delle operazioni. Mi mordo la lingua e ritorno nell'atrio seguendo le mosse del personale e della Dottoressa (che entra in stanza di mia madre e vi resta 30-40 secondi). Siamo alle 19.20 quando inizio a perdere la testa e dico all'infermiere che nel frattempo era ritornato nella sala infermieri se si fossero scordati di me.
Considerate che a quell'ora non c'era più nessuno ed era tutto tranquillo.
Vado da mia madre e la trovo abbandonata, la febbre di nuovo e con la cannula inserita nel braccio dell'ospedale e la cannula delle flebo di casa ancora inserita, chiamo l'infermiera che a quel punto le attacca una flebo di tachipirina e poi mi dicono che le prenderanno le urine per una urinocoltura. Mia madre non risponde più alle mie domande e dopo una decina di ore muore senza che io venga informata dell'aggravarsi delle condizioni e che possa starle vicino negli ultimi attimi invece di farla morire da sola.
Commenti
Altri contenuti interessanti su QSalute
