Pronto Soccorso Policlinico Gemelli

 
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Il Pronto Soccorso dell'Ospedale Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, situato in Largo Agostino Gemelli 8, ha come Direttore il Dott. Francesco Franceschi. Il pronto soccorso fa parte del Dipartimento di emergenza ed accettazione ed è inserito all'interno della struttura complessa di Medicina d'Urgenza e Pronto Soccorso, che offre assistenza ai pazienti critici provenienti sia dal Pronto Soccorso che dai reparti di degenza. L’accesso alle prestazioni del P.S. è libero ed è regolamentato dalla attività di Triage.

Recensioni dei pazienti

20 recensioni

 
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Filtra per malattia, intervento, sintomo

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1.8
Competenza 
 
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Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
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Servizi 
 
1.0

Disorganizzazione PS

Mia madre 85 anni, invalida al 100%, è arrivata al PS mandata dal Cristo Re per fare una ecoendoscopia la mattina alle 8.00.
Noi, fuori, non abbiamo più avuto notizie per 12 ore, dopodiché, grazie alla sensibilità di un infermiere, siamo riusciti tramite cellulare a parlare con lei, ma senza sapere cosa le avessero fatto poiché lei non è stata in grado di dircelo. La mattina successiva abbiamo saputo, ma solo perché abbiamo casualmente incontrato la Dottoressa che le doveva fare l’esame, che lo stesso era stato eseguito e la notte era stata ricoverata in un reparto. A metà mattinata siamo stati contattati dal medico del reparto perché veniva dimessa... Vale a dire che sarebbe potuta tranquillamente tornare a casa il giorno prima dopo aver fatto l’esame....
Siamo dovuti andare a cercare i suoi effetti personali perché nessuno sapeva nulla; per fortuna ritrovato tutto, tranne gli occhiali che, nonostante mia mamma avesse avvertito i portantini delle pulizie, sicuramente sono stati buttati tra la biancheria sporca.
Capisco il periodo Covid-19, rilevo la professionalità dei medici, ma non posso non rilevare una totale assenza di riguardo verso i pazienti, abbandonati per ore, in particolare se anziani, ed i loro familiari.
Basterebbe adibire una persona addetta a fornire informazioni sullo stato di salute dei propri cari.

Patologia trattata
Tumore pancreas.


Voto medio 
 
2.3
Competenza 
 
2.0
Assistenza 
 
2.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
1.0

Lentezza e ancora lentezza

Da sempre andiamo al pronto soccorso al Gemelli e da sempre c’è lentezza nel reperire i medici, nel far visitare i pazienti e nel fare analisi e ricevere i referti. Mia madre, entrata per dolori alla cervicale e giramenti di testa alle 14.00, fatta una Tac (inutile perché mia madre è seguita dal CEMI) alle 22.00, il risultato ancora non era pervenuto il giorno dopo alle 9.00. Nessuna decisione in merito, ignorata dai medici: è una paziente con Alzheimer e per i familiari nessun supporto (neppure una sedia) e continuamente mandati via. Abbiamo dovuto firmare per portarla a casa senza un nulla di fatto. Troppa gente, troppe mancanze di informazioni dirette (nessuno sa mai niente): dovrebbe essere un centro avanzato? Sembra quasi che manchi di qualsiasi logica e comunque scomodo per i famigliari.
Parcheggio a 3 € l’ora!!! Basta!

Patologia trattata
Capogiri e vomito in paziente con Alzheimer.
Voto medio 
 
1.0
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0

Che vergogna!

Sono arrivata al PS sabato pomeriggio alle ore 17:30 a causa di un forte dolore toracico puntorio a sinistra che si irradiava alla spalla, alla schiena e allo stomaco; inoltre con una frequenza di 130 bpm. Mi viene dato il codice giallo e aspetto dolorante il mio turno in piedi. Il pronto soccorso è stracolmo, non ci sono sufficienti posti a sedere, le persone sostano nei corridoi di ingresso impedendo una scorrimento agevolato dei pazienti arrivati in ambulanza, sembra più un campo base anziché un pronto soccorso, c'è confusione, disordine, mancata organizzazione e poco, ma davvero poco, personale sanitario. Addirittura arrivano zingari che fanno il triage senza alcuna precauzione sanitaria. Dopo un'ora e mezza di attesa con il codice giallo, avverto gli infermieri che il dolore è aumentato e vengo trasportata d'urgenza per un ECG in sala rossa, dove un'infermiera lancia un battuta dicendo "è un urgenza con 130 bpm? Mica ha 150". Mi posizionano gli elettrodi e l'ECG non parte perché posizionati male e non tutti allacciati, mi compaiono nel frattempo macchie rosse sul petto e divento viola in viso, sintomi che dagli infermieri vengono esasperati e mi fanno molto preoccupare avendo 20 anni. Vengo trasportata in area gialla per rimanere "sotto osservazione" così dicono, ma di osservazione non ce ne è neanche l'ombra. Qui, barelle allo sbaraglio, lasciate nel caos più totale, ci si scontra come se si giocasse alle auto da scontro e si viene lasciati del tutto abbandonati a se stessi. In tutto ciò non si è mai fatto vedere un medico, se non dopo tre ore alla fine della mia terribile e sofferta dimissione. Mi chiedo come sia possibile che un paziente trasportato d'urgenza in sala rossa possa non essere visitato immediatamente da un medico d'area! Nel frattempo il rossore e le macchie aumentano, comincio ad avere la vista offuscata, mal di testa, senso di svenimento, difficoltà a parlare e giramenti di testa. Ho avuto un attacco di pressione alta mai avuto prima d'ora, neanche riconosciuto dai sanitari che non mi hanno nemmeno controllato la pressione arteriosa. Mi vengono fatti i prelievi e non oso descrivere come, l'infermiera mi ha creato un ematoma enorme (è un peccato non poter caricare fotografie). In tutto ciò mancano igiene, assistenza e professionalità. Avrei ancora altro da dire ma non basterebbe questa pagina. Sono stata dimessa alle ore 21:00 dopo essermi consultata FINALMENTE con un medico.

Patologia trattata
Dolore precordiale.


Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0

Meno male che c'era la Dott.ssa Saviano

Mi sono recata al pronto soccorso perché pensavo di avere o varicella o un herpes, facilmente visibile visto che sembravo Bubble Bobble.
Conviene andare a piedi o in taxi, altrimenti si rischia di non entrare mai visto che parcheggiare è un gioco advance..
Entro e mi sento come in una entrata del cinema dopo un film: affollata e puzzolente...
Vado al famoso triage. aspetto il mio turno appoggiata sulle mie ginocchia perché nervosa. febbricitante e piena di pustole doloranti. Vi consiglio anche di portarvi una sedia, se non riuscite a stare in piedi...
Poi compare l'addetta al ricevimento pazienti, chiedendomi cosa avessi. Io, Bubble Bobble, ho detto "penso varicella" e dopo aver fatto un bello starnuto quasi addosso, mi misura la temperatura. Ok, mascherina, mi mette in una stanza in isolamento dicendomi di non preoccuparmi che anche il marito aveva avuto la varicella. Codice verde. Chiedo di andare in bagno e mi viene proibito, dicendomi che ho una malattia infettiva. Dopo circa 40 minuti di attesa vado in bagno e forse era meglio farsi pipì addosso... Una puzza di feci incredibile. Ritorno in isolamento e aspetto 50 minuti. Arriva la dottoressa Saviano Luisa, unico elemento positivo e risolutivo della situazione, mi visita, mi chiede anamnesi e mi dice che ci vuole qualche ora per le analisi, o potrei ricoverarmi in quanto solo la mattina c'è l'infettivologo. Io decido di aspettare... Dopo altri 40 minuti arrivano 2 giovani infermieri; solitamente i prelievi li fa sempre chi ha poca esperienza, infatti la giovane ragazza cerca una vena sul polso, il collega le fa notare che non va bene, indicandole dove prelevare il sangue. Dopo il prelievo, fatto malissimo, ha quasi collassato la vena... un livido nero e la vena gonfissima... per 1 giorno e mezzo non sono  riuscita a muovere il braccio.
Mi comunicano che ci vogliono circa 5-6 ore per i risultati delle analisi, quindi significa che sarei uscita dalla stanzetta di isolamento verso le 3.00 o le 4.00 di notte. Decido saggiamente di andare via, pentitissima di esserci andata (per non parlare del prelievo...). Firmo con la Dott.ssa Saviano, che mi ha fatto un'ottima prescrizione, infatti sono in via di guarigione. Quindi in conclusione, se vi sentite male non andate al Gemelli, oppure se andate chiedete della Dott.ssa Saviano.

Patologia trattata
Varicella o herpes.
Voto medio 
 
4.3
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
4.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
4.0

Ictus

Un grazie particolare agli infermieri del triage che domenica hanno immediatamente capito la situazione di mia madre e ai dottori Della Marca e Morosetti: neurologi competenti e attenti, oltre che altamente professionali.
Una eccellenza italiana.
Luciani Colomba

Patologia trattata
Ictus.
Voto medio 
 
1.3
Competenza 
 
2.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0

Pessima esperienza

L'assistenza infermieristica e' pessima. Hanno fatto chiudere il drenaggio biliare a mio figlio perche' non e' mai stato guardato - nonostante i miei solleciti a valutarlo. Gli hanno fatto venire una piaga da decubito.

Patologia trattata
K pancreas.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0

Dovrebbe essere chiuso

Triage incomprensibile. Assenza di assistenza ai pazienti. Maleducazione. Sporcizia e assenza di qualsiasi misura di igiene. Disattenzione e negligenza. Attesa infinita in una sala aperta ai barboni che dormono e bivaccano di notte in un luridume immondo con servizi igienici maleodoranti e sporchi, inutilizzabili. Tempo trascorso in p.s. 11 ore. L'esperienza più irreale della mia vita. Una per tutte: tentativo di inoculare un farmaco che già avevo assunto autonomamente nell'attesa, perché stavo male nonostante lo avessi fatto presente al medico di turno. Assenza di privacy e di informazioni sui tempi di attesa e sulla priorità assegnata.

Patologia trattata
Dolori addominali.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0

Pessimo

Episodio successo il 29 giugno 2017.
Viene portato d'urgenza mio padre dal Don Gnocchi, dove era ricoverato per riabilitazione post frattura femore, per sospetta broncopolmonite. Quando arrivo mi dicono che stava facendo accertamenti e che sarei stata chiamata dal medico; cosa mai avvenuta. Verso le 2.00 di notte sento chiaramente mio padre lamentarsi. Entro e lo vedo in un angolo mezzo nudo, agitato e senza ossigeno (erano già 4 giorni che lo aveva fisso). Lo calmo e tento di parlare con qualcuno, ma il medico referente mi caccia in malo modo "mi accontenta mettendo l'ossigeno a mio padre" (doveva essere lei a capire che aveva difficoltà a respirare, non io a dirglielo) e mi dice frettolosamente che aveva una banale infezione e che dopo un paio di giorni sarebbe ritornato al Don Gnocchi.
Mio padre muore dopo neanche 12 ore dalla visita di questa dottoressa.
Trattamenti approssimativi, maleducazione, ma prima di tutto non rispetto per il malato.

Patologia trattata
Broncopolmonite e successivo edema polmonare.
Voto medio 
 
1.0
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0

Pessimo sabato

Oltre sei ore di attesa per poi essere visitata da un medico molto scortese. E dopo altre 3 ore per fare una lastra. Per non parlare della sala d'attesa, sporca e che dopo le 20.00 diventa un dormitorio di senza tetto.
Comunque ho passato tutto il sabato pomeriggio e la sera al PS per non risolvere nulla...

Patologia trattata
Frattura gomito.
Voto medio 
 
1.8
Competenza 
 
2.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0

Tempistiche..

Giunti poco dopo le 16.00 da Civitavecchia, con mia figlia che a febbraio è stata in rianimazione con sepsi e sospetta CID (in quella occasione presa letteralmente per i capelli), l'abbiamo portata d'urgenza per sintomi analoghi ai precedenti, molto impauriti da un probabile ripetersi dell'evento.
Ore 22.00: lei su una barella con flebo non si sa di cosa, e dopo quasi 6 ore ci sentiamo sempre rispondere "quando arrivano le analisi vi chiamiamo". Quasi 6 ore, dico 6, e ancora tremiamo al pensiero di ciò che abbiamo vissuto 9 mesi fa...
Questa è la sanità che paghiamo per noi e per chi non la paga!

Patologia trattata
Dolori lancinanti allo stomaco.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Bravi

Buona struttura che tratta milioni di casi l'anno. Ottima la pediatria, quasi una eccellenza, con personale medico ed infermieristico squisito in tutte le sue unità.

Patologia trattata
Gastroenterite acuta.
Voto medio 
 
4.5
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
4.0

Grazie e mille volte grazie

Ho rimandato questa recensione per quasi due anni e me ne scuso anche solo virtualmente con i diretti interessati. Qualcosa dentro di me voleva allontanare il ricordo di un mese di grandissima preoccupazione per mia mamma Anna R., che nell’agosto 2015 aveva 83 anni. La mia gratitudine va innanzitutto ai medici e all’infermiere del pronto soccorso del policlinico Gemelli che hanno salvato mia mamma dalle conseguenze di uno shock settico a sua volta dovuto ad un’infezione renale. La Dott.ssa Luisa Golia, il Dott. Davide Marsiliani, insieme all’infermiere Alfonso Piano, non hanno mai lasciato mia madre per ore e ore combattendo per lei e insieme a lei l’infezione e le sue temibili conseguenze. Quello che ha colpito noi familiari è stata la loro abnegazione: non hanno mai mollato! Si sono alternati l’uno dopo l’altro accanto a lei. Se mia madre oggi è viva è solo grazie a loro e alla loro tenacia, perché la situazione era veramente disperata e mia mamma conserva un ricordo affettuosissimo di questi tre professionisti. Se per caso doveste mai leggere queste righe, sappiate che non passa settimana senza che lei vi benedica.
Vogliamo anche ringraziare il Dott. Andrea Lupascu e la Dott.ssa Federica Cutillo e tutti gli infermieri del decimo piano che hanno seguito mia madre dopo che dal pronto soccorso è arrivata in reparto e che l’hanno rimessa in piedi. Precisi, accurati, non hanno lasciato mai nulla al caso, hanno indagato e curato ogni conseguenza dello shock settico. Grazie a tutti.

Patologia trattata
Shock settico.
Voto medio 
 
4.0
Competenza 
 
4.0
Assistenza 
 
4.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
4.0

Bronchite

Ho letto altri commenti e a me è andata bene; ho portato mio padre in gennaio c.a. e devo dire che, anche se con freddezza, i medici sono stati molto chiari e rispettosi di mio padre 84 enne, gli hanno risistemato un valore che era stato alterato dalla bronchite e gli hanno tolto inutili antibiotici che lo stavano danneggiando.
Vorrei citare il nome del medico che principalmente lo ha assistito, il dott. Manno, non molto socievole ma molto disponibile a chiarire la terapia che doveva seguire.

Patologia trattata
Bronchite.
Voto medio 
 
3.5
Competenza 
 
4.0
Assistenza 
 
4.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
3.0

Grazie

Il 16 gennaio 2017 sono stato accettato dal Pronto Soccorso dell’ospedale Gemelli di Roma in codice verde, per fratture vertebrali multiple da osteoporosi. Molta gente, tra malati e parenti, nella sala d’attesa.
Dopo alcune ore, quando il dolore al rachide era troppo forte per farmi stare seduto in sala d’attesa, ho detto le mie condizioni all'operatore dell’accettazione, il quale ha provveduto subito a farmi sdraiare in una barella, in una stanza già piena di altre persone barellate.
Subito l’intervento di vertebroplastica e, dopo un tempo d’attesa equivalente al tempo di intervento, sono stato riportato al P. S.
Causa mancanza posti letto nel reparto osservazione breve, sono stato rimesso nella sala “dei barellati” per alcune ore.
Ho preso posto nel reparto di osservazione breve nel tardo pomeriggio per passare la notte “in osservazione” post-intervento.
Viste le mie buone condizioni e con il mio assenso, sono stato dimesso alle 18.30.
Considerazioni:
ho letto molte recensioni negative sul P. S. del Gemelli; data la mia esperienza sopra descritta, non sono d’accordo.
Anche se in condizioni fisiche scadenti sono stato, giustamente, classificato codice verde.
Il via vai continuo di utenti non sembrava infastidire gli operatori, che facevano il loro lavoro di accettazione e smistamento dei casi con una certa rapidità.
Un piccolo appunto di carattere organizzativo lo faccio per l’insufficiente segnaletica per i pazienti.
Nel mio caso, chiamato per il prelievo ematico, oltre all’indicazione dell’operatore di accettazione, non ho trovato alcuna freccia direzionale per “sala prelievi” o altri servizi, perdendomi nei corridoi, finché una dipendente, molto gentile, mi ha accompagnato alla meta.
Al momento di essere portato in sala angiografica, l’operatore mi ha detto di spogliarmi completamente e indossare un camice monouso.
Essendo sdraiato in barella davanti a molte persone, mi sono rifiutato di farlo.
L’operatore ha trovato il modo di mettermi accanto a un’altra persona in barella in un angolo chiuso da tende in modo che potessi spogliarmi al riparo di occhi estranei, scusandosi per come ero trattato e adducendo il fatto del continuo sovraffollamento e via vai che, infatti, era evidente.
Non ho visto incuria o sporcizia, nonostante il continuo afflusso di persone, sia nella sala d’attesa, che nelle sale interne, mentre più tranquillo ed efficiente mi è sembrato il reparto di osservazione breve.
Il contatto con gli operatori è stato molto buono, soddisfacente nel rapporto umano con il paziente.
Il mio giudizio è più che positivo, nonostante i due rilievi mossi.
Grazie per tutto quello che ho ricevuto da voi, di cuore.
Carini Lio

Patologia trattata
Fratture vertebrali multiple da osteoporosi.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0

Pessima esperienza

Pronto soccorso scandaloso! Quasi 7 ore di attesa per poi sentirmi rispondere dall'infermiere di turno, alla mia richiesta di spiegazioni: "Se non le sta bene può scegliere un altro ospedale!" Arrivato in accettazione alle 15.30, sono andato via per disperazione alle 22.00 passate senza essere stato visitato.

Patologia trattata
Cefalea prolungata.
Voto medio 
 
3.8
Competenza 
 
4.0
Assistenza 
 
3.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
4.0

Politrauma

Uno speciale ringraziamento al dottor Gulì, all'infermiere Gennaro del Pronto Soccorso e all'infermiera Maria dell'osservazione. Hanno reso la mia degenza meno penosa. Quanto al codice giallo, durante il periodo della mia degenza erano sotto di personale spero.. Troppi pazienti e pochi infermieri! Meno male che ci sono le volontarie della croce rossa. I medici hanno troppe carte da riempire, sembrano meri burocrati.

Patologia trattata
Politrauma da incidente in moto.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0

Infarto con sopraggiunto tamponamento cardiaco.

30 maggio 2014: la giornata in cui la mia vita è finita nell'inferno. Mia madre con un infarto è stata lasciata morire da sola, senza supporto alcuno, sulla barella. 11 ore di agonia in codice giallo anzichè rosso ed io cacciata fuori a forza. Mai che l'abbiano monitorata. Corpo posto sotto sequestro della magistratura. Ci vediamo in tribunale.

Patologia trattata
Infarto con sopraggiunto tamponamento cardiaco.
Voto medio 
 
1.0
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0

Osceni

Non solo un PS con lavori e tutto sporco, ma anche con malati abbandonati a sè stessi e morti sulle barelle senza assistenza (e vicino ai vivi!). Poi ore ed ore per una visita, sembrava di essere in Libia..

Patologia trattata
Frattura dito.
Voto medio 
 
4.3
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
4.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
4.0

Drenaggio toracico

Il 14 agosto non riuscendo a respirare bene per un versamento pleurico, mi sono avventurata nel pronto soccorso del Gemelli.. Devo dire che l'attesa c'è stata, ma alla fine sono stata seguita da un giovane dottore di nome Petracca che mi ha messo un drenaggio toracico. Il dottore si e' dimostrato subito all'altezza del problema spiegandomi per filo e segno a quello che andavo incontro... insomma: e' stato bravissimo sia dal punto di vista umano che dal punto di vista medico ed io non finiro' mai di ringraziarlo. Grazie dottor Petracca.

Patologia trattata
Drenaggio toracico per versamento post opetatorio.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0

Pronto soccorso del policlinico gemelli

Mia madre 90enne è stata portata al pronto soccorso del Policlinico Gemelli per frattura del femore in data 30 gennaio. Abbiamo trovato il personale insofferente e irrispettoso, dai medici agli infermieri, dai portantini agli addetti/e alle pulizie, scarsa pulizia, coperte talune sporche passate da un paziente all'altro, una stanza per 5 letti con le bocchette di aria fredda direttamente sui degenti, costretti a coprirsi letteralmente la testa per il freddo (QUANDO RIUSCIVANO). La sensazione di trovarsi in un ospedale del terzo mondo sporco e sovraffollato, e non c'entra niente il fatto che stessero effettuando lavori di ristrutturazione, è stata proprio la sensazione di abbandono dei malati, questo soprattutto durante la notte. Noi parenti dovevamo da soli trascinarci le barelle, quando chiamati per visita, con flebo attaccata. L'ortopedico di turno nella notte tra il 30 e 31 chiuso nel suo ambulatorio con cuffiette alle orecchie davanti al computer, mai uscito per rispondere ai lamenti strazianti di mia madre, se non altro per rassicurare o aiutare a calmare anche con un sedativo l'ansia ed il panico della medesima e a monitorare un'altra situazione di un anziana di 92 anni con rottura alla spalla. Le due anziane erano poste esattamente davanti alla sua porta. Altri anziani lasciati nei corridoi senza assistenza alcuna, se non sollecitata da chi si trovava ad assistere qualche suo parente. UNA VERGOGNA PER ROMA, che non ci si aspettava certo da un policlinico che fino a qualche anno fa era l'eccellenza.

Patologia trattata
FRATTURA AL FEMORE.


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