Nomentana Hospital di Fonte Nuova

 
2.5 (54)
3887  
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Strutture

Indirizzo
Via Nicola Berloco 60, Fonte Nuova (RM)
La Casa di Cura privata Nomentana Hospital è situata in Via Nicola Berloco 60 a Fonte Nuova in provincia di Roma. Si tratta di una struttura di 17.000 mq. coperti con un parco alberato, un parco per la riabilitazione, un'aula magna per convegni e seminari, una piscina terapeutica, due palestre per la riabilitazione neuromotoria ed una per la riabilitazione cardiorespiratoria, una sala polifunzionale dove si proiettano film, si fa attività teatrale e ci si incontra dopo la fisioterapia, un organico affiatato composto da medici, fisioterapisti, ed infermieri, per un totale di 509 posti letto. Reparti di Riabilitazione, Lungodegenza medica, Reparto per la emodialisi, Residenze Sanitarie Assistenziali e un poliambulatorio specialistico sono le principali caratteristiche della Casa di Cura, che integra la cura e la degenza dei pazienti con molteplici attività anche di rieducazione sociale e psicologica.


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Opinioni inserite: 54

Voto medio 
 
2.5
Competenza 
 
3.0  (54)
Assistenza 
 
2.5  (54)
Pulizia 
 
2.4  (54)
Servizi 
 
2.2  (54)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
  • Competenza
  • Assistenza
  • Pulizia
  • Servizi
Commenti
Strutture
Arrivo al Nomentana Hospital dopo un intervento alle coronarie eseguito al S. Andrea. Accolto al reparto DSR11, debbo ringraziare per competenza e disponibilità il dott. Kami, gli infermieri, la sig.ra Arnalda, le fisioterapiste. Un consiglio alla direzione: curate un poco meglio il cibo, a volte era immangiabile.
Voto medio 
 
3.8
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
2.0
Opinione inserita da giancarlo felici 14 Ottobre, 2014

Medici e infermieri all'altezza, struttura e cibo

Arrivo al Nomentana Hospital dopo un intervento alle coronarie eseguito al S. Andrea. Accolto al reparto DSR11, debbo ringraziare per competenza e disponibilità il dott. Kami, gli infermieri, la sig.ra Arnalda, le fisioterapiste. Un consiglio alla direzione: curate un poco meglio il cibo, a volte era immangiabile.

Patologia trattata
Riabilitazione dopo intervento di BYPASS coronarico.
Punti di forza
Competenza e disponibilità di medici (prof. Kami), infermieri (Nicoletta, Giulia, Sonia, Marcello....), fisioterapiste reparto cardio. Un grazie di cuore alla sig.ra Arnalda.
Punti deboli
La struttura ormai vecchiotta; il cibo scadente.
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Mio padre è stato trasferito dal S. Andrea al Nomentana Hospital per essere riabilitato dopo un allettamento di un mese per un intervento alla vescica. Purtroppo dopo i primi giorni di riabilitazione motoria, sia il fisioterapista che gli infermieri si sono stancati di lavorare ed hanno deciso di metterlo a letto con flebo e catetere, con la scusa di una dissenteria che dura da due mesi.. Un'altra cosa grave è che i medici sedano i pazienti, così non disturbano. Sono venuta a conoscenza di tutto questo da qualche infermiera, con qualche scrupolo di coscienza e da un medico privato, che ho mandato al reparto per visitare mio padre. Quindi il mio parere sui medici ed il personale paramedico è pessimo.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da Giuliana D. 24 Agosto, 2014

Riabilitazione non riabilitativa per post acuzie

Mio padre è stato trasferito dal S. Andrea al Nomentana Hospital per essere riabilitato dopo un allettamento di un mese per un intervento alla vescica. Purtroppo dopo i primi giorni di riabilitazione motoria, sia il fisioterapista che gli infermieri si sono stancati di lavorare ed hanno deciso di metterlo a letto con flebo e catetere, con la scusa di una dissenteria che dura da due mesi.. Un'altra cosa grave è che i medici sedano i pazienti, così non disturbano. Sono venuta a conoscenza di tutto questo da qualche infermiera, con qualche scrupolo di coscienza e da un medico privato, che ho mandato al reparto per visitare mio padre. Quindi il mio parere sui medici ed il personale paramedico è pessimo.

Patologia trattata
Riabilitazione motoria non eseguita.
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Intervento di chiodo gamma all'anca destra. Vorrei ringraziare il mio fisioterapista Daniele Bonaiuti, che mi ha letteralmente rimesso in piedi nonostante le mie difficoltà a riprendermi. Anche con gli altri operatori della palestra mi sono trovato molto bene. In reparto buona assistenza;, il cibo così e così.
Voto medio 
 
3.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
3.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
2.0
Opinione inserita da Giovanni C. 28 Luglio, 2014

Ottima fisioterapia, il resto così così..

Intervento di chiodo gamma all'anca destra. Vorrei ringraziare il mio fisioterapista Daniele Bonaiuti, che mi ha letteralmente rimesso in piedi nonostante le mie difficoltà a riprendermi. Anche con gli altri operatori della palestra mi sono trovato molto bene. In reparto buona assistenza;, il cibo così e così.

Patologia trattata
Frattura femore.
Punti di forza
Fisioterapia.
Punti deboli
Cibo.
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Personalmente la considero una struttura solo per persone autosufficienti: paziente arrivato in ospedale in coma di primo grado in fin di vita con setticemia e disidratazione!
Voto medio 
 
1.0
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da Marti 22 Mag, 2014

No per anziani

Personalmente la considero una struttura solo per persone autosufficienti: paziente arrivato in ospedale in coma di primo grado in fin di vita con setticemia e disidratazione!

Patologia trattata
Riabilitazione.
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Una struttura caratterizzata dalla inadeguatezza per i servizi che dovrebbe offrire. Una puzza di pipì e di feci, che mi accompagna ancora oggi, ogni volta che vado a trovare Papà, in tutto il reparto! Per non parlare dei pasti... Mio padre in un mese e mezzo che è ricoverato, ha già avuto la dissenteria 4 volte! Se non fosse per il Dott. Paglia, persona di una umanità, Professionalità, Serietà e Disponibilità uniche... Ce ne fossero di più, di medici così, e avremmo risolto non pochi problemi.
Fabiola
Voto medio 
 
2.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da Fabiola 11 Aprile, 2014

Riabilitazione post operazione Aneurisma

Una struttura caratterizzata dalla inadeguatezza per i servizi che dovrebbe offrire. Una puzza di pipì e di feci, che mi accompagna ancora oggi, ogni volta che vado a trovare Papà, in tutto il reparto! Per non parlare dei pasti... Mio padre in un mese e mezzo che è ricoverato, ha già avuto la dissenteria 4 volte! Se non fosse per il Dott. Paglia, persona di una umanità, Professionalità, Serietà e Disponibilità uniche... Ce ne fossero di più, di medici così, e avremmo risolto non pochi problemi.
Fabiola

Patologia trattata
Riabilitazione post operazione Aneurisma.
Punti di forza
Palestra, Dott. Paglia.
Punti deboli
Tutto il resto.
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Premetto che la mia esperienza presso la struttura è stata caratterizzata da episodi poco piacevoli; mia madre è stata lasciata per ore su una sedia a rotelle senza che qualcuno le porgesse un bicchiere d'acqua, non solo, è stata fatta cadere battendo la testa (segnalo che mia madre ha subìto una operazione al cervello).

Il voto massimo che ritengo riconoscere sulla "competenza" riguarda esclusivamente la professionalità e disponibilità che ho riscontrato nel dott. L. Paglia e pertanto questo è dovuto.
Voto medio 
 
2.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da Stefano Prili 07 Marzo, 2014

Esperienza personale

Premetto che la mia esperienza presso la struttura è stata caratterizzata da episodi poco piacevoli; mia madre è stata lasciata per ore su una sedia a rotelle senza che qualcuno le porgesse un bicchiere d'acqua, non solo, è stata fatta cadere battendo la testa (segnalo che mia madre ha subìto una operazione al cervello).

Il voto massimo che ritengo riconoscere sulla "competenza" riguarda esclusivamente la professionalità e disponibilità che ho riscontrato nel dott. L. Paglia e pertanto questo è dovuto.

Patologia trattata
Riabilitazione post operatoria.
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Bisogna far un immediato distinguo rispetto al personale e alla struttura. Ho avuto dei problemi con mia madre di 76 anni per un intervento protesico non andato a buon fine. La struttura che ha recepito mia madre si trova molto distante dal nostro luogo di residenza. Nonostante ciò, posso dire che a livello di personale medico, nella figura del carissimo e disponibilissimo DOTT. PAGLIA, trattasi di struttura competente e abbastanza puntuale nel servizio paramedico e di O.S.S. (ottima la pratica riabilitativa) .Tuttavia la struttura si rivela vetusta e soprattutto manca nei servizi di pulizia e vitto di scarsa efficacia.
Consiglio vivamente di provvedere con gli operatori di telefonia mobile per creare un ripetitore per ovviare alla scarsa qualita' del segnale ed di impiantare correttamente nelle stanze le prese delle antenne.
Voto medio 
 
3.3
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
4.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
2.0
Opinione inserita da stefano 19 Febbraio, 2014

Assistenza medica

Bisogna far un immediato distinguo rispetto al personale e alla struttura. Ho avuto dei problemi con mia madre di 76 anni per un intervento protesico non andato a buon fine. La struttura che ha recepito mia madre si trova molto distante dal nostro luogo di residenza. Nonostante ciò, posso dire che a livello di personale medico, nella figura del carissimo e disponibilissimo DOTT. PAGLIA, trattasi di struttura competente e abbastanza puntuale nel servizio paramedico e di O.S.S. (ottima la pratica riabilitativa) .Tuttavia la struttura si rivela vetusta e soprattutto manca nei servizi di pulizia e vitto di scarsa efficacia.
Consiglio vivamente di provvedere con gli operatori di telefonia mobile per creare un ripetitore per ovviare alla scarsa qualita' del segnale ed di impiantare correttamente nelle stanze le prese delle antenne.

Patologia trattata
Espianto protesi al ginocchio DX per infezione, con paziente costretta a letto per arto immobilizzato e impossibilitato al piegamento.
Punti di forza
personale medico (soprattutto nella figura del dott. Paglia); personale paramedico e o.s.s.
Punti deboli
struttura, servizi, pulizia, vitto e attrezzature.
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Disastroso ricovero che mi ha portata ad un passo del decesso causa grave dissenteria (trascinatasi oltre 10 giorni) per infezione da clostridium; salvata dal trasferimento temporaneo presso l'Ospedale S.Andrea e, essendo costà rientrata, dalla decisione dei miei di riportarmi a casa garantendomi cibo, igiene ed ovviamente le necessarie attenzioni. Non posso non citare, tra le altre numerose disavventura, l'episodio in cui, dopo avermi fatto bere abbondantemente, mi è stato chiuso il catetere (ecografia?) e si sono scordati di me per oltre 3 ore senza che, successivamente, nessuno rispondesse alle mie chiamate quando i dolori sono divenuti lancinanti e quindi soccorsa solo grazie alle urla collettive degli ammalati della stanza.
Voto medio 
 
2.0
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
2.0
Opinione inserita da pucciarini giuliana 19 Febbraio, 2014

Contributo per una adeguata assistenza ai pazienti

Disastroso ricovero che mi ha portata ad un passo del decesso causa grave dissenteria (trascinatasi oltre 10 giorni) per infezione da clostridium; salvata dal trasferimento temporaneo presso l'Ospedale S.Andrea e, essendo costà rientrata, dalla decisione dei miei di riportarmi a casa garantendomi cibo, igiene ed ovviamente le necessarie attenzioni. Non posso non citare, tra le altre numerose disavventura, l'episodio in cui, dopo avermi fatto bere abbondantemente, mi è stato chiuso il catetere (ecografia?) e si sono scordati di me per oltre 3 ore senza che, successivamente, nessuno rispondesse alle mie chiamate quando i dolori sono divenuti lancinanti e quindi soccorsa solo grazie alle urla collettive degli ammalati della stanza.

Patologia trattata
Frattura del femore.
Punti di forza
Il dottor PAGLIA, pur nelle oggettive limitazioni dell'ambiente: sempre attento, sensibile, disponibile e competente.
A lui un enorme grazie.
Punti deboli
Le evidenze macroscopiche sono: scarso personale parasanitario (attesa fino a 4 ore con i pannoloni sporchi di feci); scarso il numero dei medici (oltre me, anche gli altri ammalati da me ascoltati si sentivano abbandonati); scarsa la qualità del cibo.

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Mi sono trovata per mia grande sfortuna a conoscere questa struttura per la riabilitazione di mio papà. Struttura fredda, sporca, buia, inadeguata, con poveri anziani abbandonati. Mangiare pessimo e assistenza pessima. Non consiglierei MAI a nessuno questa struttura.
Voto medio 
 
1.0
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da Laura 08 Febbraio, 2014

Riabilitazione post acuzie

Mi sono trovata per mia grande sfortuna a conoscere questa struttura per la riabilitazione di mio papà. Struttura fredda, sporca, buia, inadeguata, con poveri anziani abbandonati. Mangiare pessimo e assistenza pessima. Non consiglierei MAI a nessuno questa struttura.

Patologia trattata
Riabilitazione (lunga degenza) post acuzie.
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Mia nonna due anni fa è stata ricoverata per una frattura al femore; è stata portata al Nomentana hospital per la riabilitazione. Entrata che stava bene (per quanto possa star bene una donna di 75 anni con una lesione al femore), cosciente e con le analisi fatte qualche giorno prima perfette.. dopo due settimane era assente, non più vigile e, dopo qualche giorno, è subentrata una insufficienza renale a causa della disidratazione.. Un mese dopo è morta

Secondo caso ancora in corso. L'altra mia nonna, dopo una operazione all'anca effettuata al Policlinico, è stata trasferita con nostro dispiacere al Nomentana hospital per la riabilitazione; operazione riuscita, paziente dolorante ma vigile e combattiva. Dopo una settimana stesso iter.. aveva delle assenze, non rispondeva più se chiamava, non riusciva ad alzarsi dal letto ma, nonostante questo, veniva cambiata di rado. Dopo pochi giorni subentra quella che sembrava una influenza intestinale, perde molti liquidi ma, nonostante questo, non viene accudita, se non quando c'eravamo noi, o grazie alla sua vicina di letto che la imboccava, visto che loro lasciavano il pranzo e la cena lì e se ne fregavano, nonostante lei fosse immobile al letto (ripeto che è entrata che stava male per una anca). Scopriamo dopo pochi giorni che ha la febbre alta e mia madre, preoccupata perchè vede sempre più un calo, parla tutti i giorni con i medici per capire se è il caso di portarla all'ospedale; loro affermano che non ce ne è affatto bisogno visto che al massimo in ospedale ti danno un antibiotico e ti mandano a casa. Questa è la risposta che ci è stata data per 7 giorni, fino a che riceviamo una chiamata per dirci che la stavano trasportando d'urgenza in ospedale. Responso: insufficienza renale e due infezioni, di cui una grave allo stomaco. Ora mia nonna sta lottando con la vita e la morte.
Sono sicura che lì dentro non sono tutti cosi, ci sono state due infermiere che sono state carinissime e le ringrazio davvero di cuore, ma per carità, state attenti perchè molti di loro sono incompetenti e insensibili.
Voto medio 
 
1.0
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da ylenia 16 Dicembre, 2013

Pessime esperienze

Mia nonna due anni fa è stata ricoverata per una frattura al femore; è stata portata al Nomentana hospital per la riabilitazione. Entrata che stava bene (per quanto possa star bene una donna di 75 anni con una lesione al femore), cosciente e con le analisi fatte qualche giorno prima perfette.. dopo due settimane era assente, non più vigile e, dopo qualche giorno, è subentrata una insufficienza renale a causa della disidratazione.. Un mese dopo è morta

Secondo caso ancora in corso. L'altra mia nonna, dopo una operazione all'anca effettuata al Policlinico, è stata trasferita con nostro dispiacere al Nomentana hospital per la riabilitazione; operazione riuscita, paziente dolorante ma vigile e combattiva. Dopo una settimana stesso iter.. aveva delle assenze, non rispondeva più se chiamava, non riusciva ad alzarsi dal letto ma, nonostante questo, veniva cambiata di rado. Dopo pochi giorni subentra quella che sembrava una influenza intestinale, perde molti liquidi ma, nonostante questo, non viene accudita, se non quando c'eravamo noi, o grazie alla sua vicina di letto che la imboccava, visto che loro lasciavano il pranzo e la cena lì e se ne fregavano, nonostante lei fosse immobile al letto (ripeto che è entrata che stava male per una anca). Scopriamo dopo pochi giorni che ha la febbre alta e mia madre, preoccupata perchè vede sempre più un calo, parla tutti i giorni con i medici per capire se è il caso di portarla all'ospedale; loro affermano che non ce ne è affatto bisogno visto che al massimo in ospedale ti danno un antibiotico e ti mandano a casa. Questa è la risposta che ci è stata data per 7 giorni, fino a che riceviamo una chiamata per dirci che la stavano trasportando d'urgenza in ospedale. Responso: insufficienza renale e due infezioni, di cui una grave allo stomaco. Ora mia nonna sta lottando con la vita e la morte.
Sono sicura che lì dentro non sono tutti cosi, ci sono state due infermiere che sono state carinissime e le ringrazio davvero di cuore, ma per carità, state attenti perchè molti di loro sono incompetenti e insensibili.

Patologia trattata
Frattura del femore.
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Mia madre e' stata ricoverata in questa struttura diverse volte, a partire dai primi di agosto 2013. Diverse volte perche', avendo altre patologie, sono stati costretti a farla ricoverare al Pertini.
La storia non e' brevissima ma cerco di riassumerla.
Frattura del bacino in paziente dializzata di 77 anni. Eravamo entrati con mille speranze e da subito ci sono sembrate ben riposte. Mia madre si trovava bene, aveva fatto amicizia, il personale infermieristico del 3° piano e il primario erano eccezionali (non ricordo la sigla del reparto). Poi non si e' sentita bene (problemi con la dialisi) e il 1° ricovero al Pertini. Poi e' sempre rientrata al Nomentana hospital, anche se in reparti diversi, e sempre ci e' piaciuto il personale e i loro responsabili. Il primario è persona in gamba e attenta, i dottori anche, avevano preso a cuore la mia mammina e ogni volta rimanevamo stupiti dalla cortesia, dall'umanita', dalla professionalita'. Poi c'e' stato il 3° ed ultimo ricovero, purtroppo fatale per mia madre. Mia madre era contenta quando riusciva ad andare a fare la fisioterapia, tornava soddisfatta, speranzosa nel suo recupero e noi con lei. Io voglio ringraziare tutta la struttura, tutto il personale infermieristico, i fisioterapisti che l'hanno trattata e che lei nominava sempre, i dottori tutti, e con simpatia il dottore nero (come si e' definito lui una volta che mamma non era stata bene.. le ha chiesto "signora di che colore ho la pelle?" e a mia madre questa cosa rimase simpaticissima).
Grazie a tutti voi, Francesca Villari sarebbe stata felice di tornare tra voi.
Saveria
Voto medio 
 
4.5
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
4.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
5.0
Opinione inserita da SAVERIA SORRENTINO 05 Dicembre, 2013

Peccato....

Mia madre e' stata ricoverata in questa struttura diverse volte, a partire dai primi di agosto 2013. Diverse volte perche', avendo altre patologie, sono stati costretti a farla ricoverare al Pertini.
La storia non e' brevissima ma cerco di riassumerla.
Frattura del bacino in paziente dializzata di 77 anni. Eravamo entrati con mille speranze e da subito ci sono sembrate ben riposte. Mia madre si trovava bene, aveva fatto amicizia, il personale infermieristico del 3° piano e il primario erano eccezionali (non ricordo la sigla del reparto). Poi non si e' sentita bene (problemi con la dialisi) e il 1° ricovero al Pertini. Poi e' sempre rientrata al Nomentana hospital, anche se in reparti diversi, e sempre ci e' piaciuto il personale e i loro responsabili. Il primario è persona in gamba e attenta, i dottori anche, avevano preso a cuore la mia mammina e ogni volta rimanevamo stupiti dalla cortesia, dall'umanita', dalla professionalita'. Poi c'e' stato il 3° ed ultimo ricovero, purtroppo fatale per mia madre. Mia madre era contenta quando riusciva ad andare a fare la fisioterapia, tornava soddisfatta, speranzosa nel suo recupero e noi con lei. Io voglio ringraziare tutta la struttura, tutto il personale infermieristico, i fisioterapisti che l'hanno trattata e che lei nominava sempre, i dottori tutti, e con simpatia il dottore nero (come si e' definito lui una volta che mamma non era stata bene.. le ha chiesto "signora di che colore ho la pelle?" e a mia madre questa cosa rimase simpaticissima).
Grazie a tutti voi, Francesca Villari sarebbe stata felice di tornare tra voi.
Saveria

Patologia trattata
Frattura bacino.
Punti di forza
Fisioterapia, competenza.
Punti deboli
Struttura "vecchiotta...".
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Mia madre è stata ricoverata a giugno dopo un intervento di frattura femorale per la riabilitazione e, nel giro di un mese, grazie alla sua determinazione e all'ottimo lavoro dei fisioterapisti, è riuscita a riprendersi brillantemente. In quel periodo ho apprezzato anche la professionalità e disponibilità del personale infermieristico coordinato da Cinzia, caposala della lungo degenza.
Mia madre era rientrata in ottima forma a casa ad agosto, ma purtroppo il 1° ottobre, colta da ictus ischemico, è stata ricoverata al S. Andrea e, dopo due giorni di P.S., è stata trasferita alla nuova Itor, dove gli infermieri lasciano molto a desiderare, quindi poi nuovamente trasferita al Nomentana Hospital, nello stesso reparto DSM22 dove è stata accolta come in famiglia. Purtroppo era in condizioni gravi, ma ho avvertito intorno a lei, oltre la consueta professionalità di tutto il personale medico ed infermieristico, anche tanto affetto e conforto da parte di quest'ultimi.
Mia madre è spirata la sera del 28/10, ma per lei non si poteva fare altro.
Un grazie a tutti quelli che l'hanno aiutata.
Voto medio 
 
4.5
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
4.0
Opinione inserita da figlia sig.ra.Piccirilli 07 Novembre, 2013

Gratitudine

Mia madre è stata ricoverata a giugno dopo un intervento di frattura femorale per la riabilitazione e, nel giro di un mese, grazie alla sua determinazione e all'ottimo lavoro dei fisioterapisti, è riuscita a riprendersi brillantemente. In quel periodo ho apprezzato anche la professionalità e disponibilità del personale infermieristico coordinato da Cinzia, caposala della lungo degenza.
Mia madre era rientrata in ottima forma a casa ad agosto, ma purtroppo il 1° ottobre, colta da ictus ischemico, è stata ricoverata al S. Andrea e, dopo due giorni di P.S., è stata trasferita alla nuova Itor, dove gli infermieri lasciano molto a desiderare, quindi poi nuovamente trasferita al Nomentana Hospital, nello stesso reparto DSM22 dove è stata accolta come in famiglia. Purtroppo era in condizioni gravi, ma ho avvertito intorno a lei, oltre la consueta professionalità di tutto il personale medico ed infermieristico, anche tanto affetto e conforto da parte di quest'ultimi.
Mia madre è spirata la sera del 28/10, ma per lei non si poteva fare altro.
Un grazie a tutti quelli che l'hanno aiutata.

Patologia trattata
riabilitazione post intervento al femore;
riabilitazione post ictus.
Punti di forza
fisioterapia.
Punti deboli
struttura da restaurare.
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La mia avventura al Nomentana Hospital ha inizio il 09/09/2013. Il mio primo impatto non è stato dei migliori: vedendo che in un reparto così grande ci siano solo quattro bagni e una doccia, mi risultava molto difficile credere che potessi passare un periodo di degenza in questo ospedale. In seguito, facendo conoscenza con i medici, il dott. DE Ioannon, dott. Paglia, dott.ssa. Nardini, e tutti gli infermieri ed ausiliari, tramite la loro professionalità e cortesia ho cominciato a capire che sarei stato in buone mani. In seguito conobbi i fisioterapisti, un mondo di persone speciali che hanno contribuito al mio star bene nel percorso di riabilitazione. A malincuore ho saputo che il reparto DSR10 verrà chiuso, spero che sia una chiusura momentanea per migliorare i servizi igenici.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0
Opinione inserita da peretti nicola 24 Ottobre, 2013

La mia degenza

La mia avventura al Nomentana Hospital ha inizio il 09/09/2013. Il mio primo impatto non è stato dei migliori: vedendo che in un reparto così grande ci siano solo quattro bagni e una doccia, mi risultava molto difficile credere che potessi passare un periodo di degenza in questo ospedale. In seguito, facendo conoscenza con i medici, il dott. DE Ioannon, dott. Paglia, dott.ssa. Nardini, e tutti gli infermieri ed ausiliari, tramite la loro professionalità e cortesia ho cominciato a capire che sarei stato in buone mani. In seguito conobbi i fisioterapisti, un mondo di persone speciali che hanno contribuito al mio star bene nel percorso di riabilitazione. A malincuore ho saputo che il reparto DSR10 verrà chiuso, spero che sia una chiusura momentanea per migliorare i servizi igenici.

Patologia trattata
Politrauma in seguito ad incidente stradale.
Punti di forza
medici, infermieri, fisioterapisti e ausiliari.
Punti deboli
bagni, vitto.
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Mio padre in riabilitazione è stato visitato dai medici due volte in 15 giorni. In una occasione un sanitario mi ha fatto il gesto di andare via mentre chiedevo informazioni. La cartella unica di dimissioni presenta degli errori a riprova della superficialità con cui è stato trattato mio padre. Ho visto con i miei occhi un'infermiera rimproverare una sig.ra anziana che chiedeva di essere pulita. Ho sentito con le mie orecchie pazienti chiamare gli infermieri inutilmente. Il campanello di tutti e due i letti in cui ha dormito mio padre, non funzionavano.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da Carlo 04 Settembre, 2013

Esperienza negativa

Mio padre in riabilitazione è stato visitato dai medici due volte in 15 giorni. In una occasione un sanitario mi ha fatto il gesto di andare via mentre chiedevo informazioni. La cartella unica di dimissioni presenta degli errori a riprova della superficialità con cui è stato trattato mio padre. Ho visto con i miei occhi un'infermiera rimproverare una sig.ra anziana che chiedeva di essere pulita. Ho sentito con le mie orecchie pazienti chiamare gli infermieri inutilmente. Il campanello di tutti e due i letti in cui ha dormito mio padre, non funzionavano.

Patologia trattata
Riabilitazione post acuzie.
Punti deboli
Mancanza di umanità, superficialità, scortesia.
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La mia avventura in questa struttura è iniziata a luglio 2013.
Venivo trasferito in questa struttura dal Policlinico Umberto I per eseguire una riabilitazione neuromotoria a seguito di un'emorragia cerebrale che mi aveva paralizzato la parte sinistra del corpo.
Durante il ricovero in questo reparto ho trovato una qualità dell'assistenza medica, infermieristica e fisioterapica eccezionale.
Voglio ringraziare in prima persona il Dott. De Ioannon, Il Dott. Paglia e la Dott.sa Nardini e la caposala Valeria, per la loro estrema professionalità e serietà.
Voglio ringraziare anche tutto il personale (infermieri ed ausiliari), perché sono veramente affidabili.
Una nota speciale la devo a tutti i fisioterapisti e logopedisti, tutti molto seri e ben preparati.
Un saluto speciale al mio "fisioterapista di fiducia" Alessio.
Grazie a tutti di cuore, perché finalmente ho recuperato quello che pensavo aver perso definitivamente.
Voto medio 
 
3.8
Competenza 
 
4.0
Assistenza 
 
4.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
4.0
Opinione inserita da Marino 26 Agosto, 2013

GRAZIE DSR 10

La mia avventura in questa struttura è iniziata a luglio 2013.
Venivo trasferito in questa struttura dal Policlinico Umberto I per eseguire una riabilitazione neuromotoria a seguito di un'emorragia cerebrale che mi aveva paralizzato la parte sinistra del corpo.
Durante il ricovero in questo reparto ho trovato una qualità dell'assistenza medica, infermieristica e fisioterapica eccezionale.
Voglio ringraziare in prima persona il Dott. De Ioannon, Il Dott. Paglia e la Dott.sa Nardini e la caposala Valeria, per la loro estrema professionalità e serietà.
Voglio ringraziare anche tutto il personale (infermieri ed ausiliari), perché sono veramente affidabili.
Una nota speciale la devo a tutti i fisioterapisti e logopedisti, tutti molto seri e ben preparati.
Un saluto speciale al mio "fisioterapista di fiducia" Alessio.
Grazie a tutti di cuore, perché finalmente ho recuperato quello che pensavo aver perso definitivamente.

Patologia trattata
Riabilitazione neuromotoria a seguito di emorragia cerebrale.
Punti di forza
Medici, infermieri, fisioterapisti e personale ausiliario.
Punti deboli
Unico bagno in comune per tutte le stanze.
Trovi utile questa opinione? 
Innanzitutto comincio col dire che ho messo come voto 1 solo perché non era possibile mettere zero. Mia nonna, non ancora 80enne, è stata ricoverata qui dopo un primo ricovero al policlinico Umberto I, dal quale era stata dimessa in condizioni stabili, vigile e in grado di parlare. La mia famiglia comunque decide di aiutarla a riacquisire le capacità motorie (perse dato il precedente ricovero e altre precedenti problematiche). Mia nonna passerà in questa struttura 3 settimane perdendo l'uso della parola, perdendo la capacità di riconoscere i cari e soffrendo nelle piaghe. Sarò forse brutale nel dirvi che ho trovato mia nonna in un letto sporco di pipì, di averle, insieme a mia madre, pulito la carne viva sotto al seno e nelle giunture. Ho sentito con le mie orecchie gli infermieri prendere in giro mia nonna che urlava dai dolori mentre la medicavano. Dopo 3 settimane (per fortuna o no) mia nonna è stata spostata al Sant'Andrea poiché, avendo il corpo devastato, non era possibile trovare un modo per attaccare la flebo e farle ingerire del cibo. Al Sant'Andrea l'infermiera di turno ci dice che mia nonna è disidratata, malnutrita e va medicata più volte al giorno, visto che presenta gravi piaghe in tutto il corpo. Le diciamo che è stata "in cura" al Nomentana hospital e resta shockata nel vedere lo stato in cui è ridotta. Dopo pochi giorni, mia nonna si arrende e smette di soffrire. VI PREGO, NON PORTATE I VOSTRI CARI (specialmente se anziani) in questa clinica. Probabilmente mia nonna sarebbe morta comunque, ma sapere (dai vicini di stanza) che ha pianto, urlato, chiesto AIUTO per giorni e giorni senza ricevere una risposta, è ciò che mi tormenterà per sempre. E la cosa terribile è che queste persone riescano a far sentire in colpa delle famiglie per aver scelto di farsi aiutare da loro. Vi prego di dare ascolto a queste testimonianze.
Voto medio 
 
1.0
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da Maria 22 Agosto, 2013

DA CHIUDERE CON URGENZA

Innanzitutto comincio col dire che ho messo come voto 1 solo perché non era possibile mettere zero. Mia nonna, non ancora 80enne, è stata ricoverata qui dopo un primo ricovero al policlinico Umberto I, dal quale era stata dimessa in condizioni stabili, vigile e in grado di parlare. La mia famiglia comunque decide di aiutarla a riacquisire le capacità motorie (perse dato il precedente ricovero e altre precedenti problematiche). Mia nonna passerà in questa struttura 3 settimane perdendo l'uso della parola, perdendo la capacità di riconoscere i cari e soffrendo nelle piaghe. Sarò forse brutale nel dirvi che ho trovato mia nonna in un letto sporco di pipì, di averle, insieme a mia madre, pulito la carne viva sotto al seno e nelle giunture. Ho sentito con le mie orecchie gli infermieri prendere in giro mia nonna che urlava dai dolori mentre la medicavano. Dopo 3 settimane (per fortuna o no) mia nonna è stata spostata al Sant'Andrea poiché, avendo il corpo devastato, non era possibile trovare un modo per attaccare la flebo e farle ingerire del cibo. Al Sant'Andrea l'infermiera di turno ci dice che mia nonna è disidratata, malnutrita e va medicata più volte al giorno, visto che presenta gravi piaghe in tutto il corpo. Le diciamo che è stata "in cura" al Nomentana hospital e resta shockata nel vedere lo stato in cui è ridotta. Dopo pochi giorni, mia nonna si arrende e smette di soffrire. VI PREGO, NON PORTATE I VOSTRI CARI (specialmente se anziani) in questa clinica. Probabilmente mia nonna sarebbe morta comunque, ma sapere (dai vicini di stanza) che ha pianto, urlato, chiesto AIUTO per giorni e giorni senza ricevere una risposta, è ciò che mi tormenterà per sempre. E la cosa terribile è che queste persone riescano a far sentire in colpa delle famiglie per aver scelto di farsi aiutare da loro. Vi prego di dare ascolto a queste testimonianze.

Patologia trattata
Riabilitazione.
Punti deboli
UMANITÀ.
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Papà, operato di protesi al ginocchio sinistro, nonostante i punti deboli indicati è rimasto soddisfatto per l'assistenza di medici e terapisti, nonchè della cordialità delle infermiere.
Voto medio 
 
4.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
4.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
3.0
Opinione inserita da daniela marzi 20 Luglio, 2013

Soddisfatto

Papà, operato di protesi al ginocchio sinistro, nonostante i punti deboli indicati è rimasto soddisfatto per l'assistenza di medici e terapisti, nonchè della cordialità delle infermiere.

Patologia trattata
Protesi ginocchio.
Punti di forza
Assistenza medica (particolarmente il medico responsabile), infermieristica e fisioterapistica.
Un bonus al giardino che circonda la clinica!
Punti deboli
Mancanza di aria climatizzata; unico bagno in comune per tutte le stanze; cibo poco gradevole.
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La storia è molto simile alle altre che ho letto in questo sito. Mia madre è stata ricoverata per un mese (dal 09 febbraio 2013 all'11 marzo 2013) all'ospedale Sandro Pertini per un edema agli arti inferiori. Devo dire che, purtroppo, le condizioni di mia madre non erano delle migliori, in quanto lei già soffriva di diabete, insufficienza renale e problemi al cuore ma, nonostante questi disturbi, dopo le cure effettuate in ospedale si era sgonfiata e, anche se il cuore era sofferente, lei stava molto bene. ERA VIGILE, PARLAVA E AVEVA TANTA VOGLIA DI RITORNARE ALLA SUA VITA DI PRIMA. Al momento delle dimissioni il nefrologo mi consiglia di mandarla in una struttura di riabilitazione, perchè per un periodo deve essere tenuta sotto controllo, sia al livello nefrologico che cardiologico, e a casa diventerebbe un problema in quanto nella regione Lazio non è prevista nessuna assistenza domiciliare di nefrologia. Così, ora dico a malincuore e con molto dolore, acconsentiamo a mandare mia madre in una struttura di riabilitazione. La struttura è appunto lo stesso Nomentana Hospital, un'impresa per arrivarci visto che mi dovevo muovere a piedi, si fanno tanti sacrifici e andiamo. Appena giunti lì, l'accoglienza è pessima, mia madre fa l'accoglienza, a me mandano al reparto DSM22, primo piano. Arrivo lì e chiedo dove sta la stanza di mia madre per sistemare la sua roba, mi viene chiesto il nome di mia madre e un'infermiera, con molta delicatezza, mi dice "se non sappiamo in che condizioni sta sua madre non possiamo metterla da nessuna parte". Ah, dimenticavo di dire che, appena sono entrata nel reparto, sembrava di stare nelle camerate degli ospedali psichiatrici, corridoi al buio, odori infernali, stanzoni enormi e povere persone abbandonate a loro stesse. Inoltre c'erano persone con seri problemi mentali, quindi si sentivano urla e alro. Comunque riescono a collocare mia madre in una stanza, mi viene detto che il giorno dopo dovevo parlare con la caposala per avere informazioni; così vado, ma la caposala, Sig.ra Cinza, sempre gentilmente mi caccia via dicendomi che mia madre ha una piaga da decubito e che faranno loro la medicazione, nonostante sia l'ora che passavano il vitto, e quindi chiedo se posso rimanere lì per aiutare mia madre a mangiare; mi viene detto dalla stessa caposala e dai portantini che devo andare via perchè l'entrata è alle 17. Nel frattempo viene il fisioterapista che mi spiega le condizioni di mia madre, per il cuore non può fare la fisioterapia perchè non si può affaticare, così voleva sentire il cardiologo, che poi ho scoperto che è il primario dello stesso reparto, per sapere sul da farsi. In quel momento viene anche il primario, parliamo e anche lui decide che per il momento mia madre non può fare la fisioterapia, ma siccome mia madre non voleva stare lì perchè nella notte NESSUN INSERVIENTE, INFERMIERE, PORTANTINO è andato per CAMBIARLA (mia madre è stata ricoverata col pannolone messo alle 15.00 dell'11 febbraio al Pertini e fino alle 7.00 del 12 febbraio non è stata cambiata); il primario, forse per non sentirla, ha detto che il giorno seguente, ossia il 13 febbraio, iniziava la fisioterapia (anche se 5 minuti prima aveva detto il contrario). Comunque per accorciare i tempi del mese che è stata li ricoverata, posso solo dire che tutti i giorni che io andavo lì era un lamento di sofferenza e dolori vari. Non solo mia madre, ma anche le altre pazienti della stanza (erano in 4). Si lamentava che suonava il campanello ma NESSUNO ARRIVAVA; mia madre doveva tenere il catetere ma ogni volta che andava a fare la fisioterapia veniva tolto e per ore rimaneva senza, anche se più volte gli era stato detto che non doveva essere tolto visto che mia madre era stata ricoverata e curata proprio perchè tratteneva i liquidi, e non solo i reni non funzionavano alla perfezione. Il cibo non sempre buono, per più di una volta gli era stato detto di mettere nella cartella clinica di dare una minestrina, visto che per un mese mia madre ha mangiato solo pasta col sugo, petto di pollo e bieta, ma puntualmente mi veniva detto che dovevo chiamare e parlare con la caposala. Così la mattina chiamavo, parlavo con la Sig.ra Cinzia e gli chiedevo di mettere nella cartella la minestrina, e puntualmente a pranzo e cena veniva portata la pasta e sugo, petto di pollo e bieta. più volte ho dovuto chiamare io in reparto per dire ai portantini di andare a cambiare mia madre perchè dopo la fisioterapia veniva PARCHEGGIATA in camera sulla carrozzina e rimaneva li per ore. Beh i giorni passavano e le lamentele non cambiavano, da perte di tutti, anche di parenti di altri degenti. Arriviamo al 16 marzo 2013. Mia madre già dalla sera si lamentava di dolori al fondo schiena e alla pancia, io riferisco agli infermieri ma loro mi rispondono che quando la vanno a cambiare vedono cos'ha. Vado via e negli occhi di mia madre vedo tanto dolore, ma purtroppo non posso fare nulla anche perchè ho sempre cercato di spronarla per farla riprendere al più presto e riportarla a casa. Dico "ciao mamma ci vediamo domani mattina" (visto che era di domenica e si poteva entrare dalle 11). Durante la notte, alle 4.30, mia madre mi chiama piangendo e urlando che gli faceva male dietro, e aveva dolori di pancia. Siamo stati al telefono per mezz'ora, io cercavo di calmare mia madre e lei piangendo mi diceva che stava chiamando dalle 20.00 col campanello, non solo lei ma anche le altre signore, ma nessuno era andato da lei. Sentivo urlare al telefono AIUTO, VENITE STO MALE. Ma nessuno è andato, nessuno rispondeva al telefono. NESSUNO UN REPARTO VUOTO. La conferma l'ho avuta anche dalle stesse signore di stanza, hanno chiamato urlato tutta la notte ma nessuno si è visto. Comunque la mattina alle 8.30 mi chiama il medico di turno dicendomi che mia madre veniva trasferita al Pertini, senza darmi spiegazioni. Arrivati al Pertini mi dicono che l' avevano portata li perchè aveva vomitato sangue e si pensava che avesse un'emorragia interna.... Le ore sono state lunghe e molto dolorose, fino alle 15 quando mi viene comunicato che mia madre è spirata. Probabile che mia madre sarebbe morta lo stesso, magari dopo un giorno, un mese non lo so ma quello che so è che se QUALCUNO QUELLA NOTTE SI FOSSE DEGNATO DI ANDARE A VEDERE COSA STAVA SUCCEDENDO MAGARI E DICO MAGARI LEI FOSSE STATA ANCORA QUI CON ME. Ah quando sono andata a ritirare i suoi effetti personali, al di fuori che la sua vicino di letto mi ha di nuovo confermato che quella notte non si è visto nessuno, anche la stessa caposala mi ha chiesto scusa dicendomi che purtroppo lei non può tenere al guinzaglio le persone che lavorano li. Il dolore era tanto e non ho risposto ma quello che posso dire è che più di una persona mi ha detto che QUESTA CLINICA DOVEVA STARE CHIUSA VISTO CHE CI SONO STATE MOLTE, MOLTE MORTI INATTESE.
Spero che questa mia testimonianza sia d'aiuto a qualcun'altro.
Voto medio 
 
1.8
Competenza 
 
2.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
2.0
Opinione inserita da Stefania 12 Luglio, 2013

MOLTO NEGATIVA

La storia è molto simile alle altre che ho letto in questo sito. Mia madre è stata ricoverata per un mese (dal 09 febbraio 2013 all'11 marzo 2013) all'ospedale Sandro Pertini per un edema agli arti inferiori. Devo dire che, purtroppo, le condizioni di mia madre non erano delle migliori, in quanto lei già soffriva di diabete, insufficienza renale e problemi al cuore ma, nonostante questi disturbi, dopo le cure effettuate in ospedale si era sgonfiata e, anche se il cuore era sofferente, lei stava molto bene. ERA VIGILE, PARLAVA E AVEVA TANTA VOGLIA DI RITORNARE ALLA SUA VITA DI PRIMA. Al momento delle dimissioni il nefrologo mi consiglia di mandarla in una struttura di riabilitazione, perchè per un periodo deve essere tenuta sotto controllo, sia al livello nefrologico che cardiologico, e a casa diventerebbe un problema in quanto nella regione Lazio non è prevista nessuna assistenza domiciliare di nefrologia. Così, ora dico a malincuore e con molto dolore, acconsentiamo a mandare mia madre in una struttura di riabilitazione. La struttura è appunto lo stesso Nomentana Hospital, un'impresa per arrivarci visto che mi dovevo muovere a piedi, si fanno tanti sacrifici e andiamo. Appena giunti lì, l'accoglienza è pessima, mia madre fa l'accoglienza, a me mandano al reparto DSM22, primo piano. Arrivo lì e chiedo dove sta la stanza di mia madre per sistemare la sua roba, mi viene chiesto il nome di mia madre e un'infermiera, con molta delicatezza, mi dice "se non sappiamo in che condizioni sta sua madre non possiamo metterla da nessuna parte". Ah, dimenticavo di dire che, appena sono entrata nel reparto, sembrava di stare nelle camerate degli ospedali psichiatrici, corridoi al buio, odori infernali, stanzoni enormi e povere persone abbandonate a loro stesse. Inoltre c'erano persone con seri problemi mentali, quindi si sentivano urla e alro. Comunque riescono a collocare mia madre in una stanza, mi viene detto che il giorno dopo dovevo parlare con la caposala per avere informazioni; così vado, ma la caposala, Sig.ra Cinza, sempre gentilmente mi caccia via dicendomi che mia madre ha una piaga da decubito e che faranno loro la medicazione, nonostante sia l'ora che passavano il vitto, e quindi chiedo se posso rimanere lì per aiutare mia madre a mangiare; mi viene detto dalla stessa caposala e dai portantini che devo andare via perchè l'entrata è alle 17. Nel frattempo viene il fisioterapista che mi spiega le condizioni di mia madre, per il cuore non può fare la fisioterapia perchè non si può affaticare, così voleva sentire il cardiologo, che poi ho scoperto che è il primario dello stesso reparto, per sapere sul da farsi. In quel momento viene anche il primario, parliamo e anche lui decide che per il momento mia madre non può fare la fisioterapia, ma siccome mia madre non voleva stare lì perchè nella notte NESSUN INSERVIENTE, INFERMIERE, PORTANTINO è andato per CAMBIARLA (mia madre è stata ricoverata col pannolone messo alle 15.00 dell'11 febbraio al Pertini e fino alle 7.00 del 12 febbraio non è stata cambiata); il primario, forse per non sentirla, ha detto che il giorno seguente, ossia il 13 febbraio, iniziava la fisioterapia (anche se 5 minuti prima aveva detto il contrario). Comunque per accorciare i tempi del mese che è stata li ricoverata, posso solo dire che tutti i giorni che io andavo lì era un lamento di sofferenza e dolori vari. Non solo mia madre, ma anche le altre pazienti della stanza (erano in 4). Si lamentava che suonava il campanello ma NESSUNO ARRIVAVA; mia madre doveva tenere il catetere ma ogni volta che andava a fare la fisioterapia veniva tolto e per ore rimaneva senza, anche se più volte gli era stato detto che non doveva essere tolto visto che mia madre era stata ricoverata e curata proprio perchè tratteneva i liquidi, e non solo i reni non funzionavano alla perfezione. Il cibo non sempre buono, per più di una volta gli era stato detto di mettere nella cartella clinica di dare una minestrina, visto che per un mese mia madre ha mangiato solo pasta col sugo, petto di pollo e bieta, ma puntualmente mi veniva detto che dovevo chiamare e parlare con la caposala. Così la mattina chiamavo, parlavo con la Sig.ra Cinzia e gli chiedevo di mettere nella cartella la minestrina, e puntualmente a pranzo e cena veniva portata la pasta e sugo, petto di pollo e bieta. più volte ho dovuto chiamare io in reparto per dire ai portantini di andare a cambiare mia madre perchè dopo la fisioterapia veniva PARCHEGGIATA in camera sulla carrozzina e rimaneva li per ore. Beh i giorni passavano e le lamentele non cambiavano, da perte di tutti, anche di parenti di altri degenti. Arriviamo al 16 marzo 2013. Mia madre già dalla sera si lamentava di dolori al fondo schiena e alla pancia, io riferisco agli infermieri ma loro mi rispondono che quando la vanno a cambiare vedono cos'ha. Vado via e negli occhi di mia madre vedo tanto dolore, ma purtroppo non posso fare nulla anche perchè ho sempre cercato di spronarla per farla riprendere al più presto e riportarla a casa. Dico "ciao mamma ci vediamo domani mattina" (visto che era di domenica e si poteva entrare dalle 11). Durante la notte, alle 4.30, mia madre mi chiama piangendo e urlando che gli faceva male dietro, e aveva dolori di pancia. Siamo stati al telefono per mezz'ora, io cercavo di calmare mia madre e lei piangendo mi diceva che stava chiamando dalle 20.00 col campanello, non solo lei ma anche le altre signore, ma nessuno era andato da lei. Sentivo urlare al telefono AIUTO, VENITE STO MALE. Ma nessuno è andato, nessuno rispondeva al telefono. NESSUNO UN REPARTO VUOTO. La conferma l'ho avuta anche dalle stesse signore di stanza, hanno chiamato urlato tutta la notte ma nessuno si è visto. Comunque la mattina alle 8.30 mi chiama il medico di turno dicendomi che mia madre veniva trasferita al Pertini, senza darmi spiegazioni. Arrivati al Pertini mi dicono che l' avevano portata li perchè aveva vomitato sangue e si pensava che avesse un'emorragia interna.... Le ore sono state lunghe e molto dolorose, fino alle 15 quando mi viene comunicato che mia madre è spirata. Probabile che mia madre sarebbe morta lo stesso, magari dopo un giorno, un mese non lo so ma quello che so è che se QUALCUNO QUELLA NOTTE SI FOSSE DEGNATO DI ANDARE A VEDERE COSA STAVA SUCCEDENDO MAGARI E DICO MAGARI LEI FOSSE STATA ANCORA QUI CON ME. Ah quando sono andata a ritirare i suoi effetti personali, al di fuori che la sua vicino di letto mi ha di nuovo confermato che quella notte non si è visto nessuno, anche la stessa caposala mi ha chiesto scusa dicendomi che purtroppo lei non può tenere al guinzaglio le persone che lavorano li. Il dolore era tanto e non ho risposto ma quello che posso dire è che più di una persona mi ha detto che QUESTA CLINICA DOVEVA STARE CHIUSA VISTO CHE CI SONO STATE MOLTE, MOLTE MORTI INATTESE.
Spero che questa mia testimonianza sia d'aiuto a qualcun'altro.

Patologia trattata
Riabilitazione reparto DSM22.
Punti deboli
portantini non in grado di svolgere il loro lavoro; infermieri poco presenti, pulizia vicino allo zero; UMANITà ZERO.
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Una lunga interminabile notte.
Notte insonne per il dolore causato dalle fratture ossee e in compagnia di un profondo stato depressivo per l'incidente e la paura del futuro. Notte segnata dal ronzare continuo dei cicalini di allarme, posti sul corridoio, e dal rumore del passo veloce degli infermieri in soccorso degli ammalati urlanti.
Finalmente l'alba, annunciata dal chiarore filtrato dagli avvolgibili serrati, e un volto sorridente ed accogliente mi augurò il buongiorno e con una voce calda e rassicurante si rese disponibile a soddisfare le mie esigenze: ”Cosa posso fare per te?” mi disse! Conobbi così la signora Cinzia, caposala della DSM22.
Più tardi, accompagnato da un vociare continuo e ripetuto, entrò nella mia stanza vestito con un camice bianco e accompagnato da più collaboratori, un medico che io non conoscevo: era il Prof. Kami, il primario.
Egli da subito, e il tempo lo ha confermato, si è rilevato un grande uomo e un grande professionista, un medico in grado di curarti fisicamente e mentalmente stimolandoti e incoraggiamenti continuamente.
In questo ambiente, prima immobilizzato a letto poi giorni e mesi di riabilitazione, ho vissuto tanti, tanti giorni.. e sempre circondato dall'affetto, dal rispetto, dalla grazia, dalla pazienza e dalla amicizia di tutto, dico tutto, il personale medico, paramedico, addetti alla fisioterapia e dal personale amministrativo; penso ad Arnalda, ad Antonella Petricca e alla Signora Maria.
C'è un grazie dovuto e riconoscente,
c'è Grazie sentito,
c'è un Grazie del cuore fatto di pensieri e parole.
Ringrazio tutti voi per aver reso speciale questo soggiorno.
Massimo Tranquilli.
Voto medio 
 
4.5
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
4.0
Opinione inserita da Massimo tranquilli 15 Giugno, 2013

Eternamente grato

Una lunga interminabile notte.
Notte insonne per il dolore causato dalle fratture ossee e in compagnia di un profondo stato depressivo per l'incidente e la paura del futuro. Notte segnata dal ronzare continuo dei cicalini di allarme, posti sul corridoio, e dal rumore del passo veloce degli infermieri in soccorso degli ammalati urlanti.
Finalmente l'alba, annunciata dal chiarore filtrato dagli avvolgibili serrati, e un volto sorridente ed accogliente mi augurò il buongiorno e con una voce calda e rassicurante si rese disponibile a soddisfare le mie esigenze: ”Cosa posso fare per te?” mi disse! Conobbi così la signora Cinzia, caposala della DSM22.
Più tardi, accompagnato da un vociare continuo e ripetuto, entrò nella mia stanza vestito con un camice bianco e accompagnato da più collaboratori, un medico che io non conoscevo: era il Prof. Kami, il primario.
Egli da subito, e il tempo lo ha confermato, si è rilevato un grande uomo e un grande professionista, un medico in grado di curarti fisicamente e mentalmente stimolandoti e incoraggiamenti continuamente.
In questo ambiente, prima immobilizzato a letto poi giorni e mesi di riabilitazione, ho vissuto tanti, tanti giorni.. e sempre circondato dall'affetto, dal rispetto, dalla grazia, dalla pazienza e dalla amicizia di tutto, dico tutto, il personale medico, paramedico, addetti alla fisioterapia e dal personale amministrativo; penso ad Arnalda, ad Antonella Petricca e alla Signora Maria.
C'è un grazie dovuto e riconoscente,
c'è Grazie sentito,
c'è un Grazie del cuore fatto di pensieri e parole.
Ringrazio tutti voi per aver reso speciale questo soggiorno.
Massimo Tranquilli.

Patologia trattata
Fratture Multiple.
Punti di forza
Professionalità e attenzione.
Punti deboli
Struttura urbanistica obsoleta.
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Ho avuto il piacere di trovare durante i 24 giorni di degenza un pool di persone veramente preparate. Intendo ringraziare in primis il dr. PAGLIA, la dott.ssa NARDINI e la caposala VALERIA per la serietà e la professionalità con cui giornalmente assistono i pazienti.
Voglio ricordare altresì lo spirito di sacrificio con cui tutto il personale (infermiere, ausiliarie e volontari) si adopera affinché i pazienti tutti abbiano a trascorrere la loro degenza nel modo più consono alle loro aspettative.
Non dimentico certo tutti i fisioterapisti, in particolar modo Giuliano, che mi è stato vicino durante il mio percorso riabilitativo. GRAZIE A TUTTI!!!
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0
Opinione inserita da Mauro PRATAROLO 12 Giugno, 2013

Non tutti gli ospedali sono inefficienti

Ho avuto il piacere di trovare durante i 24 giorni di degenza un pool di persone veramente preparate. Intendo ringraziare in primis il dr. PAGLIA, la dott.ssa NARDINI e la caposala VALERIA per la serietà e la professionalità con cui giornalmente assistono i pazienti.
Voglio ricordare altresì lo spirito di sacrificio con cui tutto il personale (infermiere, ausiliarie e volontari) si adopera affinché i pazienti tutti abbiano a trascorrere la loro degenza nel modo più consono alle loro aspettative.
Non dimentico certo tutti i fisioterapisti, in particolar modo Giuliano, che mi è stato vicino durante il mio percorso riabilitativo. GRAZIE A TUTTI!!!

Patologia trattata
RIABILITAZIONE PER PROTESI GINOCCHIO SX.
Punti di forza
Medici, infermieri, fisioterapisti e personale ausiliario e volontario.
Trovi utile questa opinione? 
Abbiamo io e miei fratelli portato mia madre 75enne in questo posto (non trovo altre definizioni). Mia madre vi arriva certo non camminando, ma vigile, attenta, pensante e volenterosa di rimettersi in piedi: questo volevamo, che in 2 mesi la rimettessero in piedi, al resto avremmo pensato noi figli, sempre presenti. Mia madre ha subìto un intervento all'utero, ovaie ed ad un tratto di intestino, superato bene malgrado l'eta. Ci accorgiamo però subito che la degenza al primo piano a destra famosa su questa pagina, non è certo dei migliori. Incontriamo infermieri svogliati e demotivati; una puzza indecente; però andiamo oltre, vogliamo vedere oltre.. Ci abbiamo messo 5 giorni per un vitto frullato -il numero 19- 7 giorni per venti minuti di ginnastica, 3 giorni per cominciare a litigare per ottenere una qualsiasi cosa, 4 giorni (gli ultimi per fortuna) senza cibo, solo con una flebo da 500 ml. di vitamine.. (scusa mamma se abbiamo insistito..). Un giorno si è rotto un raccoglitore di urina, circa un litro, e per disperazione ho buttato acqua a volontà e un lenzuolo per terra per togliere la puzza. Aggiungo che nella struttura ci si lava il sabato come nelle migliori famiglie....
Mamma ora, per riprendersi, è in un ospedale per piaghe da decubito, disidratazione, denutrizione, depressione. Tutto in pochi giorni.. Non vado oltre perchè tanta è la rabbia.. Prima di portarci qualcuno, leggete le recensioni per favore!!!!
Voto medio 
 
1.0
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da annalisa 11 Giugno, 2013

Primo piano post acuzie

Abbiamo io e miei fratelli portato mia madre 75enne in questo posto (non trovo altre definizioni). Mia madre vi arriva certo non camminando, ma vigile, attenta, pensante e volenterosa di rimettersi in piedi: questo volevamo, che in 2 mesi la rimettessero in piedi, al resto avremmo pensato noi figli, sempre presenti. Mia madre ha subìto un intervento all'utero, ovaie ed ad un tratto di intestino, superato bene malgrado l'eta. Ci accorgiamo però subito che la degenza al primo piano a destra famosa su questa pagina, non è certo dei migliori. Incontriamo infermieri svogliati e demotivati; una puzza indecente; però andiamo oltre, vogliamo vedere oltre.. Ci abbiamo messo 5 giorni per un vitto frullato -il numero 19- 7 giorni per venti minuti di ginnastica, 3 giorni per cominciare a litigare per ottenere una qualsiasi cosa, 4 giorni (gli ultimi per fortuna) senza cibo, solo con una flebo da 500 ml. di vitamine.. (scusa mamma se abbiamo insistito..). Un giorno si è rotto un raccoglitore di urina, circa un litro, e per disperazione ho buttato acqua a volontà e un lenzuolo per terra per togliere la puzza. Aggiungo che nella struttura ci si lava il sabato come nelle migliori famiglie....
Mamma ora, per riprendersi, è in un ospedale per piaghe da decubito, disidratazione, denutrizione, depressione. Tutto in pochi giorni.. Non vado oltre perchè tanta è la rabbia.. Prima di portarci qualcuno, leggete le recensioni per favore!!!!

Patologia trattata
Post acuzie.
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MIA suocera è STATA RICOVERATA IN QUESTA CASA DI CURA ED è STATA UNA ESPERIENZA inimmaginabile.
IL CIBO è PRATICAMENTE IMMANGIABILE, IL PERSONALE, quando c'è, non fa altro che urlare contro i pazienti tutta la loro cattiveria.
Ma dove siamo capitati!!!
Avete presente l'ospedale di quaranta anni fa? Peggio.
PRESSO I REPARTI C'E' IL CATTIVO ODORE DEI BAGNI PUBBLICI, STANZE COMPRESE.
Il bello è che ho letto su queste pagine anche giudizi positivi in merito... ma chi li scrive?
Aprite gli occhi... certe esperienze, se ci tenete al vostro amato genitore, è meglio che non le facciate.
Pazienza direte voi, almeno viene seguita....
Seguita? Dove, da chi, quando!
Com'è finita? Mia suocera non è più qui, l'ho portata in un altro posto per farsi curare, ma curare sul serio questa volta.
Voto medio 
 
1.0
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da Antonio 04 Giugno, 2013

Brutta esperienza...

MIA suocera è STATA RICOVERATA IN QUESTA CASA DI CURA ED è STATA UNA ESPERIENZA inimmaginabile.
IL CIBO è PRATICAMENTE IMMANGIABILE, IL PERSONALE, quando c'è, non fa altro che urlare contro i pazienti tutta la loro cattiveria.
Ma dove siamo capitati!!!
Avete presente l'ospedale di quaranta anni fa? Peggio.
PRESSO I REPARTI C'E' IL CATTIVO ODORE DEI BAGNI PUBBLICI, STANZE COMPRESE.
Il bello è che ho letto su queste pagine anche giudizi positivi in merito... ma chi li scrive?
Aprite gli occhi... certe esperienze, se ci tenete al vostro amato genitore, è meglio che non le facciate.
Pazienza direte voi, almeno viene seguita....
Seguita? Dove, da chi, quando!
Com'è finita? Mia suocera non è più qui, l'ho portata in un altro posto per farsi curare, ma curare sul serio questa volta.

Patologia trattata
Riabilitazione a seguito di frattura femore.
Punti deboli
Struttura fatiscente.
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Il 26 Marzo 2013 mio padre è stato operato al ginocchio desttro per l'impianto di una protesi e tutt'ora è ricoverato presso il reparto DSR 10 del Nomentano Hospital. Noi figli cogliamo l'occasione per complimentarci con i Dott.ri Paglia e Nardini e con gli infermieri tutti, per la loro professionalità e competenza medica, nonchè con i validissimi collaboratori della palestra e della piscina. Nonostante si parli spesso male della Sanità Italiana, vogliamo constatare che questo Reparto DSR 10 funziona egregiamente.
Famiglia Di Bitetto
Voto medio 
 
4.3
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
4.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
4.0
Opinione inserita da gianluca d bitetto 08 Aprile, 2013

Protesi ginocchio

Il 26 Marzo 2013 mio padre è stato operato al ginocchio desttro per l'impianto di una protesi e tutt'ora è ricoverato presso il reparto DSR 10 del Nomentano Hospital. Noi figli cogliamo l'occasione per complimentarci con i Dott.ri Paglia e Nardini e con gli infermieri tutti, per la loro professionalità e competenza medica, nonchè con i validissimi collaboratori della palestra e della piscina. Nonostante si parli spesso male della Sanità Italiana, vogliamo constatare che questo Reparto DSR 10 funziona egregiamente.
Famiglia Di Bitetto

Patologia trattata
Protesi ginocchio dx.
Punti di forza
Competenza medica.
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In cinque anni di ricovero di mia sorella, sono stati 5 anni continui di liti e minacce di dimetterla, di cacciarla via se noi non stavamo zitti. Più volte arrivare ad un passo ad alzare le mani al direttore sanitario, nonostante noi stavamo ad accudirla dalle 13.00 alle 19.00 tutti i santi giorni. Per loro mia sorella doveva stare solo 1 ora in carrozzina e poi a letto, ma io prendevo la carrozzina e me la posizionavo da solo.... nonostante le loro rimostranze in cui dicevano che io non potevo toccarla. Dopo 40 anni che la portavo dappertutto quando stava bene... dopo un ricovero di tre giorni all'ospedale Sant'Andrea di Roma poteva rientrare nella struttura, ma dopo svariati fax scambiati dalle strutture, arriva un fax dal Nomentana hospital in cui dicevano chiaro che non la volevano più.... e li si sono presi la prima denuncia da parte del Sant'Andrea... Alla fine mia sorella è rientrata qui dopo un mese di permanenza al S.Andrea, dove la guardavamo giorno e notte noi familiari, con un decreto del giudice tutelare che li obbligava a riprenderla. Arrivati in ambulanza, dopo un'ora si presentano per visionare l'ammalata, la trasferiscono in uno stanzino sola che non poteva neanche chiedere aiuto; alle nostre rimostranze (mia sorella non poteva rimanere sola in quel modo..), ci siamo offerti di assisterla noi per due tre giorni, in attesa di una migliore sistemazione. Venivamo chiamati dal primario e questi ci comunicava che erano sospesi tutti i permessi per mia sorella... Quindi altro intervento dei carabinieri in cui ho fatto vedere tutta la documentazione precedente. E denuncia dopo un po' di giorni da parte del primario (non me ne importa niente, ma non fate un torto a mia sorella, vedetevela pure con me). Dopo quattro mesi circa l'hanno trasportata d'urgenza al S.Andrea e neanche ci hanno avvertiti della situazione gravissima; situazione in cui i medici non ci hanno dato speranze e dopo quattro è morta.
Questo è quanto è successo a noi.
Comunque alcuni dottori, infermiere e le fisioterapiste soprattutto, sono speciali...
Francesco
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da francesco 07 Marzo, 2013

Lungodegenza speciale

In cinque anni di ricovero di mia sorella, sono stati 5 anni continui di liti e minacce di dimetterla, di cacciarla via se noi non stavamo zitti. Più volte arrivare ad un passo ad alzare le mani al direttore sanitario, nonostante noi stavamo ad accudirla dalle 13.00 alle 19.00 tutti i santi giorni. Per loro mia sorella doveva stare solo 1 ora in carrozzina e poi a letto, ma io prendevo la carrozzina e me la posizionavo da solo.... nonostante le loro rimostranze in cui dicevano che io non potevo toccarla. Dopo 40 anni che la portavo dappertutto quando stava bene... dopo un ricovero di tre giorni all'ospedale Sant'Andrea di Roma poteva rientrare nella struttura, ma dopo svariati fax scambiati dalle strutture, arriva un fax dal Nomentana hospital in cui dicevano chiaro che non la volevano più.... e li si sono presi la prima denuncia da parte del Sant'Andrea... Alla fine mia sorella è rientrata qui dopo un mese di permanenza al S.Andrea, dove la guardavamo giorno e notte noi familiari, con un decreto del giudice tutelare che li obbligava a riprenderla. Arrivati in ambulanza, dopo un'ora si presentano per visionare l'ammalata, la trasferiscono in uno stanzino sola che non poteva neanche chiedere aiuto; alle nostre rimostranze (mia sorella non poteva rimanere sola in quel modo..), ci siamo offerti di assisterla noi per due tre giorni, in attesa di una migliore sistemazione. Venivamo chiamati dal primario e questi ci comunicava che erano sospesi tutti i permessi per mia sorella... Quindi altro intervento dei carabinieri in cui ho fatto vedere tutta la documentazione precedente. E denuncia dopo un po' di giorni da parte del primario (non me ne importa niente, ma non fate un torto a mia sorella, vedetevela pure con me). Dopo quattro mesi circa l'hanno trasportata d'urgenza al S.Andrea e neanche ci hanno avvertiti della situazione gravissima; situazione in cui i medici non ci hanno dato speranze e dopo quattro è morta.
Questo è quanto è successo a noi.
Comunque alcuni dottori, infermiere e le fisioterapiste soprattutto, sono speciali...
Francesco

Patologia trattata
Lungodegenza speciale.
Punti di forza
Qualche infermiera di cuore;
fisioterapiste eccezionali.
Punti deboli
Su tutto, è fatiscente.
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Mio nonno venerdì 11 gennaio 2013 viene trasportato dall’ospedale S. Andrea di Roma al Nomentana Hospital per seguire una riabilitazione fisioterapica a seguito dell’intervento al femore subìto nel predetto ospedale.
Mio nonno, al momento del trasporto, è ritenuto dalla struttura ospedaliera in buone condizioni fisiche e dunque idoneo ad affrontare un processo riabilitativo, nonostante l’onorabile età (92 anni). In questo momento mio nonno è motivato ad impegnarsi affinché il periodo di permanenza nella struttura N.H. sia quanto più breve possibile.
Il giorno dopo l’arrivo ha già un netto peggioramento delle condizioni fisiche, si sente molto debole e affaticato. Io lo vedo domenica 13 (la struttura permette l’ingresso ai visitatori tra le 17.00 e le 18.30 nei giorni feriali e tra le 11.00 e le 19.00 i festivi), mi racconta che il fisioterapista non l’ha ancora visto, forse dovuto al fatto che è il fine settimana, e che non ha mangiato nulla perché i pasti sono disgustosi e, comunque, nonostante la richiesta da parte della famiglia di servirgli un menù semi liquido per facilitargli la deglutizione, gli hanno sempre proposto pasta al sugo e non ricordo quale tipo di carne.
Peraltro dal S. Andrea gli era stata prescritta una terapia antibiotica per limitare l’aumento del catarro, visto il lungo periodo di allettamento. Nonostante questo, noto che il catarro è notevolmente aumentato, dunque ha una tosse grassa e persistente che gli dà parecchio fastidio e naturalmente inibisce ulteriormente la sua voglia di mangiare.
Viste le Sue condizioni, viene chiesto al personale medico di nutrirlo via flebo, per evitare che si indebolisca ulteriormente; a tale richiesta si risponde che la riabilitazione motoria prevedeva una "rieducazione" alimentare, il paziente doveva imparare a nutrirsi autonomamente e collaborare, altrimenti "sarà dimesso..".
Purtroppo qualcuno di noi familiari, ingenuamente, si fida. Lui è privo di sostentamento, idratazione, cure. Gli è stata arbitrariamente sospesa la terapia antibiotica, rendendo fertile il terreno alla bronco polmonite, diagnosticata successivamente, ma ciò che è lampante è che mio nonno non riesce a respirare neanche con l’ausilio dell’ossigeno.
Domenica 20, visto il decadimento delle sue condizioni, discuto con un medico di guardia al reparto che sostiene che, poiché la pressione e la saturazione del sangue sono buone, non vuole autorizzare il trasferimento ad una struttura ospedaliera più idonea alle condizioni, a mio avviso disperate, di mio nonno.
Comunque non mi faccio scoraggiare e alle 19.30 della stessa domenica ottengo che mio nonno venga trasferito al S. Andrea, dove gli viene immediatamente diagnosticata la bronco polmonite. E’ tempestivamente inserito tra i "codice rosso" e risucchiato nel vortice della laboriosa confusione del pronto soccorso dell’ospedale. Io non lo vedo più.
Spira al pronto soccorso lunedì 21 gennaio alle ore 18.10.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
2.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da valentina 24 Gennaio, 2013

Esperienza bruttissima

Mio nonno venerdì 11 gennaio 2013 viene trasportato dall’ospedale S. Andrea di Roma al Nomentana Hospital per seguire una riabilitazione fisioterapica a seguito dell’intervento al femore subìto nel predetto ospedale.
Mio nonno, al momento del trasporto, è ritenuto dalla struttura ospedaliera in buone condizioni fisiche e dunque idoneo ad affrontare un processo riabilitativo, nonostante l’onorabile età (92 anni). In questo momento mio nonno è motivato ad impegnarsi affinché il periodo di permanenza nella struttura N.H. sia quanto più breve possibile.
Il giorno dopo l’arrivo ha già un netto peggioramento delle condizioni fisiche, si sente molto debole e affaticato. Io lo vedo domenica 13 (la struttura permette l’ingresso ai visitatori tra le 17.00 e le 18.30 nei giorni feriali e tra le 11.00 e le 19.00 i festivi), mi racconta che il fisioterapista non l’ha ancora visto, forse dovuto al fatto che è il fine settimana, e che non ha mangiato nulla perché i pasti sono disgustosi e, comunque, nonostante la richiesta da parte della famiglia di servirgli un menù semi liquido per facilitargli la deglutizione, gli hanno sempre proposto pasta al sugo e non ricordo quale tipo di carne.
Peraltro dal S. Andrea gli era stata prescritta una terapia antibiotica per limitare l’aumento del catarro, visto il lungo periodo di allettamento. Nonostante questo, noto che il catarro è notevolmente aumentato, dunque ha una tosse grassa e persistente che gli dà parecchio fastidio e naturalmente inibisce ulteriormente la sua voglia di mangiare.
Viste le Sue condizioni, viene chiesto al personale medico di nutrirlo via flebo, per evitare che si indebolisca ulteriormente; a tale richiesta si risponde che la riabilitazione motoria prevedeva una "rieducazione" alimentare, il paziente doveva imparare a nutrirsi autonomamente e collaborare, altrimenti "sarà dimesso..".
Purtroppo qualcuno di noi familiari, ingenuamente, si fida. Lui è privo di sostentamento, idratazione, cure. Gli è stata arbitrariamente sospesa la terapia antibiotica, rendendo fertile il terreno alla bronco polmonite, diagnosticata successivamente, ma ciò che è lampante è che mio nonno non riesce a respirare neanche con l’ausilio dell’ossigeno.
Domenica 20, visto il decadimento delle sue condizioni, discuto con un medico di guardia al reparto che sostiene che, poiché la pressione e la saturazione del sangue sono buone, non vuole autorizzare il trasferimento ad una struttura ospedaliera più idonea alle condizioni, a mio avviso disperate, di mio nonno.
Comunque non mi faccio scoraggiare e alle 19.30 della stessa domenica ottengo che mio nonno venga trasferito al S. Andrea, dove gli viene immediatamente diagnosticata la bronco polmonite. E’ tempestivamente inserito tra i "codice rosso" e risucchiato nel vortice della laboriosa confusione del pronto soccorso dell’ospedale. Io non lo vedo più.
Spira al pronto soccorso lunedì 21 gennaio alle ore 18.10.

Patologia trattata
Riabilitazione post operatoria femore.
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Premetto che di certo non si deve essere totalitari nei giudizi e che di sicuro ogni storia ha una suo riscontro soggettivo ed uno oggettivo.

Scrivo queste poche righe per cercare di dare input oggettivi a delle persone che probabilmente si trovano a leggere questo sito in quanto sono in cerca di indicazioni e informazioni per aiutare le persone care.
Ecco quelle che sono le mie valutazioni e ritengo, conoscendomi, affidabili ed oggettive. Spero vi siano di aiuto.

Preciso per correttezza che la mia famiglia ha perso un marito ed un padre non solo per fattori derivanti dal suo quadro clinico, ma anche per una struttura che non ha fornito nulla sia in termini di terapie, sia in termini di umanità volta al recupero della persona.
Il nostro rammarico è quello di non essere stati in grado di portarlo via da li.
Il reparto in questione è quello posto al primo piano e credo, se non erro di lungodegenza e riabilitazione. In termini spiccioli, il reparto al primo piano a destra (credo ci si capisca meglio ed al volo).
Premetto che mio padre era arrivato al Nomentana Hospital per seguire un percorso riabilitativo derivante non solo dall'operazione alla schiena, riuscita, ma anche e soprattutto per il lungo periodo di allettamento prima e dopo l'operazione che ha subìto e che ne ha minato le forze. Tempi troppo lunghi per una persona con qualche anno alle spalle e con la dialisi da eseguire a giorni alterni.
Quello che la mia famiglia si aspettava, ed anche mio padre, da questa struttura, era di seguire un percorso riabilitativo che lo aiutasse a riprendere forze per riprendere un minimo di autonomia per tornare a casa. Al resto avremmo fatto da noi.
Evito di dilungarmi ulteriormente e vengo al sodo di alcuni riscontri avuti in circa 1 mese di ricovero.
(Riferisco il tutto in relazione al reparto indicato in precedenza).
Alimentazione:
Non sempre sono aiutati nel mangiare e di certo non ci perdono troppo tempo. In sintesi significa che se la persona è autonoma nel mangiare, allora possiamo sorvolare, altrimenti mettetevi nella condizione di andare a pranzo e a cena per curare di persona la cosa, altrimenti rischiate di trovarvi con giorni e settimane senza che il vostro caro sia alimentato. Nel nostro caso è andata cosi.
Ci siamo accorti con i giorni che nostro padre non era seguito nel mangiare e dunque spesso saltava pasti e, se mangiava, di certo era poco in quanto il tempo non lo perdevano di certo. Abbiamo affrontato la cosa mettendo una persona che lo alimentasse a pranzo durante la settimana e la sera andavamo noi.

Riabilitazione:
Prima di iniziare la riabilitazione passano almeno 7 giorni e, negli orari in cui non fanno la terapia, i pazienti sono a letto. Anche in questo caso, se il vostro caro è in grado di avere una propria gestione, allora valutate altri aspetti che io non ho avuto modo di conoscere; altrimenti 1/3 ore di riabilitazione e 21 ore a letto non danno risultati.
Dipende dal vostro caso specifico... ma siate reattivi.

Umanità:
Sono una persona normale e dunque ho un comportamento normale. Sintetizzo, senza voler generalizzare, che ho visto portantini e infermieri che avrei volentieri sbattuto al muro per come si comportavano con alcuni pazienti. Ho trovato spesso mio padre senza assistenza alcuna e solo.

DIALISI:
Per mio padre l'inadeguatezza della struttura gli è costata la possibilità di continuare a stare con noi... PESSIMI IN MOLTI.

Aggiungo, per chiarire in relazione a mio padre: LUCIDO ED IN GRADO SIA DI PARLARE CHE DI MUOVERSI.
In generale, io la chiuderei, ma capisco che potrebbe essere utile per alcune situazioni, ma per altre ASSOLUTAMENTE INSUFFICIENTE, ANZI, DELETERIA PER IL RECUPERO DEI PAZIENTI.
Spero siano informazioni utili per riflettere ed essere reattivi come non siamo stati noi.
Voto medio 
 
1.8
Competenza 
 
2.0
Assistenza 
 
2.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da Paolo 11 Gennaio, 2013

Un errore fatale

Premetto che di certo non si deve essere totalitari nei giudizi e che di sicuro ogni storia ha una suo riscontro soggettivo ed uno oggettivo.

Scrivo queste poche righe per cercare di dare input oggettivi a delle persone che probabilmente si trovano a leggere questo sito in quanto sono in cerca di indicazioni e informazioni per aiutare le persone care.
Ecco quelle che sono le mie valutazioni e ritengo, conoscendomi, affidabili ed oggettive. Spero vi siano di aiuto.

Preciso per correttezza che la mia famiglia ha perso un marito ed un padre non solo per fattori derivanti dal suo quadro clinico, ma anche per una struttura che non ha fornito nulla sia in termini di terapie, sia in termini di umanità volta al recupero della persona.
Il nostro rammarico è quello di non essere stati in grado di portarlo via da li.
Il reparto in questione è quello posto al primo piano e credo, se non erro di lungodegenza e riabilitazione. In termini spiccioli, il reparto al primo piano a destra (credo ci si capisca meglio ed al volo).
Premetto che mio padre era arrivato al Nomentana Hospital per seguire un percorso riabilitativo derivante non solo dall'operazione alla schiena, riuscita, ma anche e soprattutto per il lungo periodo di allettamento prima e dopo l'operazione che ha subìto e che ne ha minato le forze. Tempi troppo lunghi per una persona con qualche anno alle spalle e con la dialisi da eseguire a giorni alterni.
Quello che la mia famiglia si aspettava, ed anche mio padre, da questa struttura, era di seguire un percorso riabilitativo che lo aiutasse a riprendere forze per riprendere un minimo di autonomia per tornare a casa. Al resto avremmo fatto da noi.
Evito di dilungarmi ulteriormente e vengo al sodo di alcuni riscontri avuti in circa 1 mese di ricovero.
(Riferisco il tutto in relazione al reparto indicato in precedenza).
Alimentazione:
Non sempre sono aiutati nel mangiare e di certo non ci perdono troppo tempo. In sintesi significa che se la persona è autonoma nel mangiare, allora possiamo sorvolare, altrimenti mettetevi nella condizione di andare a pranzo e a cena per curare di persona la cosa, altrimenti rischiate di trovarvi con giorni e settimane senza che il vostro caro sia alimentato. Nel nostro caso è andata cosi.
Ci siamo accorti con i giorni che nostro padre non era seguito nel mangiare e dunque spesso saltava pasti e, se mangiava, di certo era poco in quanto il tempo non lo perdevano di certo. Abbiamo affrontato la cosa mettendo una persona che lo alimentasse a pranzo durante la settimana e la sera andavamo noi.

Riabilitazione:
Prima di iniziare la riabilitazione passano almeno 7 giorni e, negli orari in cui non fanno la terapia, i pazienti sono a letto. Anche in questo caso, se il vostro caro è in grado di avere una propria gestione, allora valutate altri aspetti che io non ho avuto modo di conoscere; altrimenti 1/3 ore di riabilitazione e 21 ore a letto non danno risultati.
Dipende dal vostro caso specifico... ma siate reattivi.

Umanità:
Sono una persona normale e dunque ho un comportamento normale. Sintetizzo, senza voler generalizzare, che ho visto portantini e infermieri che avrei volentieri sbattuto al muro per come si comportavano con alcuni pazienti. Ho trovato spesso mio padre senza assistenza alcuna e solo.

DIALISI:
Per mio padre l'inadeguatezza della struttura gli è costata la possibilità di continuare a stare con noi... PESSIMI IN MOLTI.

Aggiungo, per chiarire in relazione a mio padre: LUCIDO ED IN GRADO SIA DI PARLARE CHE DI MUOVERSI.
In generale, io la chiuderei, ma capisco che potrebbe essere utile per alcune situazioni, ma per altre ASSOLUTAMENTE INSUFFICIENTE, ANZI, DELETERIA PER IL RECUPERO DEI PAZIENTI.
Spero siano informazioni utili per riflettere ed essere reattivi come non siamo stati noi.

Patologia trattata
Riabilitazione e Dialisi.
Punti di forza
Non ne ho.
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Mi debbo complimentare con il reparto diretto dal dott. Pecori e con tutto il suo personale, sia medico che ausiliario. Sono stata assistita con grande professionalità da fisioterapisti eccezionali, è stata una esperienza molto positiva, sono stata affiancata in maniera professionale ed amichevole da tutto il personale,che ha cercato in tutti i modi di rendermi gradevole il soggiorno. Sono entrata il 27 novembre e sono stata dimessa il 31.12.2012. Non riesco a capire la ragione delle critiche negative fatte. Cosa si deve pretendere di più, forse un servizio più efficiente ed un vitto più vario, ma l'importante per il paziente è recuperare la sua funzionalità e la sua salute; questi scopi son sempre ampiamente raggiunti e se non c'è stato il tempo necessario ad una completo recupero, non è certo responsabilità dei diretti interessati, bensì della triste situazione in cui versa la sanità del nostro paese.
Voto medio 
 
4.5
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
4.0
Opinione inserita da serenellagarroni 01 Gennaio, 2013

Artroprotesi totale anca destra - recupero

Mi debbo complimentare con il reparto diretto dal dott. Pecori e con tutto il suo personale, sia medico che ausiliario. Sono stata assistita con grande professionalità da fisioterapisti eccezionali, è stata una esperienza molto positiva, sono stata affiancata in maniera professionale ed amichevole da tutto il personale,che ha cercato in tutti i modi di rendermi gradevole il soggiorno. Sono entrata il 27 novembre e sono stata dimessa il 31.12.2012. Non riesco a capire la ragione delle critiche negative fatte. Cosa si deve pretendere di più, forse un servizio più efficiente ed un vitto più vario, ma l'importante per il paziente è recuperare la sua funzionalità e la sua salute; questi scopi son sempre ampiamente raggiunti e se non c'è stato il tempo necessario ad una completo recupero, non è certo responsabilità dei diretti interessati, bensì della triste situazione in cui versa la sanità del nostro paese.

Patologia trattata
Riabilitazione post artroprotesi totale anca dx.
Punti di forza
Fisioterapisti, infermieri, ausiliari e staff medico.
Punti deboli
Mancanza di separazione tra giovani infortunati e anziani con gravi problemi neurologici.
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Dopo una protesi d'anca sinistrax effettuata a ridosso di luglio 2012, ho scelto ancora il Nomentana Hospital per la riabilitazione della protesi d'anca destra.
Il secondo periodo trascorso al Nomentana Hospital (dal 20 novembre al 14 Dicembre 2012) non ha fatto altro che confermare ed ingigantire la mia stima verso tutto il personale del Nomentana.
Personale competente e di grandissime qualità umane e professionali.. Ringrazio tutto il Fantastico personale del DSR 12, le bravissime e simpaticissime fisioterapiste della piscina terapeutica, ma un monito particolare d'obbligo va ai fisioterapisti della palestra, che sono semplicemente GRANDIOSI non solo con me, ma con tutti i pazienti, vista la pazienza, la dedizione e il sacrificio che fanno per poter permettere ai loro pazienti di tornare ad una vita normale.
Questa volta il grazie particolare però va a "Giorgia Pellegrini", professionista oltre ogni normale aspettativa, persona di grandi qualità morali e lavorative che unisce alle sua grandi doti di fisioterapista enormi capacità umane che, con serenità, mette a disposizione di ogni suo paziente.
Grazie e un meraviglioso Natale a tutti.
Voto medio 
 
4.3
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
2.0
Opinione inserita da pietrangelo di nicola 19 Dicembre, 2012

Riabilitazione artroprotesi di anca

Dopo una protesi d'anca sinistrax effettuata a ridosso di luglio 2012, ho scelto ancora il Nomentana Hospital per la riabilitazione della protesi d'anca destra.
Il secondo periodo trascorso al Nomentana Hospital (dal 20 novembre al 14 Dicembre 2012) non ha fatto altro che confermare ed ingigantire la mia stima verso tutto il personale del Nomentana.
Personale competente e di grandissime qualità umane e professionali.. Ringrazio tutto il Fantastico personale del DSR 12, le bravissime e simpaticissime fisioterapiste della piscina terapeutica, ma un monito particolare d'obbligo va ai fisioterapisti della palestra, che sono semplicemente GRANDIOSI non solo con me, ma con tutti i pazienti, vista la pazienza, la dedizione e il sacrificio che fanno per poter permettere ai loro pazienti di tornare ad una vita normale.
Questa volta il grazie particolare però va a "Giorgia Pellegrini", professionista oltre ogni normale aspettativa, persona di grandi qualità morali e lavorative che unisce alle sua grandi doti di fisioterapista enormi capacità umane che, con serenità, mette a disposizione di ogni suo paziente.
Grazie e un meraviglioso Natale a tutti.

Patologia trattata
Artroprotesi anca dx.
Punti di forza
FISIOTERAPISTI.
Punti deboli
Struttura, ma non imputabile al più che ottimo e competente personale.
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Mia madre, a seguito di un serio intervento chirurgico, è stata inviata al Nomentana hospital per favorirne la sua riabilitazione . Nelle due settimane del suo ricovero è stata costretta a letto per la quasi totalità della giornata, ad eccezione di una seduta di "fisioterapia", se è lecito chiamarla tale, della durata di alcuni minuti. Nei giorni festivi, a causa di mancanza di personale, i pazienti vengono lasciati per 24 ore nel loro letto, senza possibilità di alzarsi neppure un minuto. Nella stanza che ospitava tre pazienti c'era un forte odore di urina e la qualità del cibo servito era pessima. Dopo due settimane ho deciso di far uscire mia madre contro il parere dei sanitari. Credo che un controllo da parte degli organi competenti sia necessario per verificare la qualità dell'assistenza prestata.
Voto medio 
 
1.0
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da Alberto pupulin 09 Novembre, 2012

Credevo che certe strutture non esistessero

Mia madre, a seguito di un serio intervento chirurgico, è stata inviata al Nomentana hospital per favorirne la sua riabilitazione . Nelle due settimane del suo ricovero è stata costretta a letto per la quasi totalità della giornata, ad eccezione di una seduta di "fisioterapia", se è lecito chiamarla tale, della durata di alcuni minuti. Nei giorni festivi, a causa di mancanza di personale, i pazienti vengono lasciati per 24 ore nel loro letto, senza possibilità di alzarsi neppure un minuto. Nella stanza che ospitava tre pazienti c'era un forte odore di urina e la qualità del cibo servito era pessima. Dopo due settimane ho deciso di far uscire mia madre contro il parere dei sanitari. Credo che un controllo da parte degli organi competenti sia necessario per verificare la qualità dell'assistenza prestata.

Patologia trattata
Riabilitazione motoria in lungo degenza.
Punti di forza
non posso trovarne nessuno.
Punti deboli
mancanza di assistenza, cibo di pessima qualità, struttura vecchia e fatiscente.
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I pazienti vengono dimenticati, semplicemente. I loro bisogni, non solo fisici, sono ignorati per ore ed ore. La notte gli infermieri non girano ed é capitato che, di decessi presumibilmente avvenuti nel corso della notte, se ne siano accorti la mattina seguente.. Ci sarebbe molto da dire ed é tutto inaccettabile.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da Aramis 02 Novembre, 2012

Struttura da chiudere

I pazienti vengono dimenticati, semplicemente. I loro bisogni, non solo fisici, sono ignorati per ore ed ore. La notte gli infermieri non girano ed é capitato che, di decessi presumibilmente avvenuti nel corso della notte, se ne siano accorti la mattina seguente.. Ci sarebbe molto da dire ed é tutto inaccettabile.

Patologia trattata
Riabilitazione motoria in lungodegenza.
Punti deboli
Infermieri scansafatiche, per nulla professionali, perlopiù assenti, privi delle più elementari basi di psicologia degli anziani.
I medici non fanno nulla per scoraggiare questo diffuso modo di operare.
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MIA MADRE E' STATA IN QUESTA STRUTTURA 2 MESI E PER 2 MESI NON HA VISTO LA NIPOTE DI 3 ANNI PERCHE' NESSUNO DEGLI INFERMIERI DI TURNO LA METTEVA SU UNA SEDIA A ROTELLE PER FARLE PRENDERE UN PO' D'ARIA; E QUANDO SI ANDAVA A TROVARLA... INVENTAVANO LE PEGGIO SCUSE!
NON SI TRATTANO COSI' LE PERSONE CHE HANNO PROBLEMI SERI, MA NON LO SANNO CHE IL FATTORE EMOTIVO CONTA TANTISSIMO?
L'UNICA PERSONA DISPONIBILE E' STATA ALLA RECEPTION, ALLA QUALE ABBIAMO ESPOSTO IL PROBLEMA E CON MOLTO TATTO ED EDUCAZIONE, DOPO AVER CONTATTATO IL REPARTO DEL 1° PIANO ED AVER SENTITO CON LE SUE ORECCHIE I COLLEGHI, CI HA CONSIGLIATO DI RIVOLGERCI AL PRIMARIO..
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
2.0
Opinione inserita da CLAUDIA 19 Ottobre, 2012

MOLTO NEGATIVA

MIA MADRE E' STATA IN QUESTA STRUTTURA 2 MESI E PER 2 MESI NON HA VISTO LA NIPOTE DI 3 ANNI PERCHE' NESSUNO DEGLI INFERMIERI DI TURNO LA METTEVA SU UNA SEDIA A ROTELLE PER FARLE PRENDERE UN PO' D'ARIA; E QUANDO SI ANDAVA A TROVARLA... INVENTAVANO LE PEGGIO SCUSE!
NON SI TRATTANO COSI' LE PERSONE CHE HANNO PROBLEMI SERI, MA NON LO SANNO CHE IL FATTORE EMOTIVO CONTA TANTISSIMO?
L'UNICA PERSONA DISPONIBILE E' STATA ALLA RECEPTION, ALLA QUALE ABBIAMO ESPOSTO IL PROBLEMA E CON MOLTO TATTO ED EDUCAZIONE, DOPO AVER CONTATTATO IL REPARTO DEL 1° PIANO ED AVER SENTITO CON LE SUE ORECCHIE I COLLEGHI, CI HA CONSIGLIATO DI RIVOLGERCI AL PRIMARIO..

Patologia trattata
RIABILITAZIONE POST RICOVERO.
Punti deboli
IL PERSONALE POCO DISPONIBILE; CIBO.
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MIA COGNATA E' STATA RICOVERATA IN QUESTA CASA DI CURA ED E' STATA UNA ESPERIENZA TERRIBILE.
IL CIBO E' PRATICAMENTE IMMANGIABILE, IL PERSONALE E' SCORTESE ED IMPAZIENTE, AD ECCEZIONE DI POCHI.
PRESSO I REPARTI C'E' IL CATTIVO ODORE DEI BAGNI PUBBLICI, STANZE COMPRESE.
SIAMO STATI PRESSO GLI UFFICI AMMINISTRATIVI PER CHIEDERE COPIA DELLA CARTELLA E GLI IMPIEGATI CI DAVANO DEL "TU", MALGRADO NOI DESSIMO DEL "LEI" A TUTTI, ED INCONTRANDO IL PERSONALE DI COORDINAMENTO ABBIAMO CAPITO PERCHè LE COSE ANDAVANO COSI'...
LA LINGUA USATA E' QUELLA DEL POSTO E L'ITALIANO SEMBRA UNA LINGUA ANCORA DA ACQUISIRE.
MA AVREMMO POTUTO SOPPORTARE TUTTO QUESTO SE IL RESTO, INNANZI TUTTO LE CURE, FOSSE STATO ACCETTABILE. MA PURTROPPO NON E' ANDATA COSI'.
L'EPILOGO? MIA COGNATA E' ANDATA FARSI CURARE ALTROVE.
Voto medio 
 
1.3
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
2.0
Opinione inserita da GERICO ANTONIO 25 Settembre, 2012

ESPERIENZA NEGATIVA

MIA COGNATA E' STATA RICOVERATA IN QUESTA CASA DI CURA ED E' STATA UNA ESPERIENZA TERRIBILE.
IL CIBO E' PRATICAMENTE IMMANGIABILE, IL PERSONALE E' SCORTESE ED IMPAZIENTE, AD ECCEZIONE DI POCHI.
PRESSO I REPARTI C'E' IL CATTIVO ODORE DEI BAGNI PUBBLICI, STANZE COMPRESE.
SIAMO STATI PRESSO GLI UFFICI AMMINISTRATIVI PER CHIEDERE COPIA DELLA CARTELLA E GLI IMPIEGATI CI DAVANO DEL "TU", MALGRADO NOI DESSIMO DEL "LEI" A TUTTI, ED INCONTRANDO IL PERSONALE DI COORDINAMENTO ABBIAMO CAPITO PERCHè LE COSE ANDAVANO COSI'...
LA LINGUA USATA E' QUELLA DEL POSTO E L'ITALIANO SEMBRA UNA LINGUA ANCORA DA ACQUISIRE.
MA AVREMMO POTUTO SOPPORTARE TUTTO QUESTO SE IL RESTO, INNANZI TUTTO LE CURE, FOSSE STATO ACCETTABILE. MA PURTROPPO NON E' ANDATA COSI'.
L'EPILOGO? MIA COGNATA E' ANDATA FARSI CURARE ALTROVE.

Patologia trattata
PATOLOGIA ALLA SPALLA.
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SONO STATA AL NOMENTANA HOSPITAL PER LA RIABILITAZIONE DELL'ANCA E, AD ECCEZIONE DI QUALCHE INFERMIERE, E' STATA UNA ESPERIENZA DA DIMENTICARE. I RESPONSABILI DEI REPARTI AMMINISTRATIVI SONO, A QUANTO PARE, PERSONE COMPLETAMENTE INADEGUATE; I CAPISALA FANNO QUEL CHE POSSONO CON I MEZZI CHE HANNO; SI ASSISTE SPESSO A LITI TRA IL PERSONALE, CHE NON MANCA DI DIRSENE DI BELLE DAVANTI AL PAZIENTE. IL CIBO E' DI PESSIMA QUALITA' E LA PULIZIA SCARSEGGIA. LA STRUTTURA E' FATISCENTE E CADE A PEZZI, QUANDO PIOVE CI SONO INFILTRAZIONI. IL BAR E' SQUALLIDO E CI FA SENTIRE ANCORA PIU' MALATI DI QUEL CHE SIAMO...
SE LA STRUTTURA DOVE VI OPERATE VI INVIA AL NOMENTANA HOSPITAL, PERSONALMENTE CONSIGLIO DI CHIEDERE UN'ALTRA STRUTTURA.
Voto medio 
 
1.3
Competenza 
 
2.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da DEL VECCHIO MARIO 21 Settembre, 2012

ESPERIENZA DA DIMENTICARE

SONO STATA AL NOMENTANA HOSPITAL PER LA RIABILITAZIONE DELL'ANCA E, AD ECCEZIONE DI QUALCHE INFERMIERE, E' STATA UNA ESPERIENZA DA DIMENTICARE. I RESPONSABILI DEI REPARTI AMMINISTRATIVI SONO, A QUANTO PARE, PERSONE COMPLETAMENTE INADEGUATE; I CAPISALA FANNO QUEL CHE POSSONO CON I MEZZI CHE HANNO; SI ASSISTE SPESSO A LITI TRA IL PERSONALE, CHE NON MANCA DI DIRSENE DI BELLE DAVANTI AL PAZIENTE. IL CIBO E' DI PESSIMA QUALITA' E LA PULIZIA SCARSEGGIA. LA STRUTTURA E' FATISCENTE E CADE A PEZZI, QUANDO PIOVE CI SONO INFILTRAZIONI. IL BAR E' SQUALLIDO E CI FA SENTIRE ANCORA PIU' MALATI DI QUEL CHE SIAMO...
SE LA STRUTTURA DOVE VI OPERATE VI INVIA AL NOMENTANA HOSPITAL, PERSONALMENTE CONSIGLIO DI CHIEDERE UN'ALTRA STRUTTURA.

Patologia trattata
RIABILITAZIONE POST INTERVENTO ALL'ANCA.
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AVEVO PORTATO MIO PADRE PER UNA FRATTURA AL FEMORE, MI AVEVANO FATTO COMPRARE TUTTO IL NECESSARIO PER LA RIABILITAZIONE, MA LUI NON L'HA MAI FATTA. IL PRANZO ERA PEGGIO DI QUELLO DEI CARCERATI, sempre uguale, A CENA GLI DAVO GLI OMOGENEIZZATI DI NASCOSTO PERCHè SE SE NE ACCORGEVANO ERANO GUAI (UN GIORNO MI HANNO SCOPERTA E LE GRIDA SI SARANNO SENTITE FINO A ROMA..).
Un altro giorno, poiche' aveva la pelle del viso un po' screpolata, gli ho messo un po' di crema: apriti cielo, per poco non mi cacciano. Mio padre con il deambulatore a Rieti camminava bene, invece qui non lo hanno mai fatto alzare ed ha perso la forza muscolare: un giorno lo abbiamo trovato a letto immobile, tutto coperto, silenzioso.. Poi un signore accanto al suo letto ci ha detto che lo avevano fatto ricadere. Abbiamo chiesto spiegazioni e scocciati lo hanno portato con una barella, senza coperta e lenzuolo (era febbraio) all'ospedale; mio figlio si é tolto il cappotto e lo ha coperto perché tremava per il freddo. Hanno fatto una lastra illegibile che non comprendeva la zona fratturata, allora abbiamo chiamato un'ambulanza a pagamento e lo abbiamo riportato in ospedale a Rieti ove, con una lastra degna, si sono resi conto che si era fratturara la parte terminale della protesi, quindi altra operazione ed altra anestesia a Rieti. A Rieti è stato curato, mangiava cibi a scelta e noi parenti potevamo stargli accanto giorno e notte. Ma 2 anestesie a distanza di pochi giorni per un uomo di 81 anni sono state fatali, ha iniziato a mangiare poco e a dormire sempre. E' stato dimesso perchè fisicamente stava benissimo, l'ho portato a casa con me ma si spegneva come una candela sotto i miei occhi disperati..
Voto medio 
 
1.0
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da lucilla 25 Agosto, 2012

Esperienza negativa

AVEVO PORTATO MIO PADRE PER UNA FRATTURA AL FEMORE, MI AVEVANO FATTO COMPRARE TUTTO IL NECESSARIO PER LA RIABILITAZIONE, MA LUI NON L'HA MAI FATTA. IL PRANZO ERA PEGGIO DI QUELLO DEI CARCERATI, sempre uguale, A CENA GLI DAVO GLI OMOGENEIZZATI DI NASCOSTO PERCHè SE SE NE ACCORGEVANO ERANO GUAI (UN GIORNO MI HANNO SCOPERTA E LE GRIDA SI SARANNO SENTITE FINO A ROMA..).
Un altro giorno, poiche' aveva la pelle del viso un po' screpolata, gli ho messo un po' di crema: apriti cielo, per poco non mi cacciano. Mio padre con il deambulatore a Rieti camminava bene, invece qui non lo hanno mai fatto alzare ed ha perso la forza muscolare: un giorno lo abbiamo trovato a letto immobile, tutto coperto, silenzioso.. Poi un signore accanto al suo letto ci ha detto che lo avevano fatto ricadere. Abbiamo chiesto spiegazioni e scocciati lo hanno portato con una barella, senza coperta e lenzuolo (era febbraio) all'ospedale; mio figlio si é tolto il cappotto e lo ha coperto perché tremava per il freddo. Hanno fatto una lastra illegibile che non comprendeva la zona fratturata, allora abbiamo chiamato un'ambulanza a pagamento e lo abbiamo riportato in ospedale a Rieti ove, con una lastra degna, si sono resi conto che si era fratturara la parte terminale della protesi, quindi altra operazione ed altra anestesia a Rieti. A Rieti è stato curato, mangiava cibi a scelta e noi parenti potevamo stargli accanto giorno e notte. Ma 2 anestesie a distanza di pochi giorni per un uomo di 81 anni sono state fatali, ha iniziato a mangiare poco e a dormire sempre. E' stato dimesso perchè fisicamente stava benissimo, l'ho portato a casa con me ma si spegneva come una candela sotto i miei occhi disperati..

Patologia trattata
Frattura femore.
Punti di forza
nessuno
Punti deboli
tutti: scortesia, maleducazione, mancanza di rispetto, sporcizia.
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Tra un paio di giorni lascerò il Nomentana hospital dopo 30 giorni di riabilitazione, susseguenti ad un intervento di artroprotesi dell'anca; devo ringraziare ed elogiare tutto il fantastico personale del DSR11, tutti, ma proprio tutti, a cominciare dai Medici ad arrivare agli ausiliari (non meno importanti) per la loro totale dedizione ed abnegazione nei confronti di tutti i pazienti ricoverati. Sono persone competenti, sempre gentili ed educate, con una componente umana superiore alla media. Grazie di cuore a tutti, a tutte quelle persone che mi hanno curato ed aiutato.. messo i calzini la mattina, insegnato ad alzarmi e camminare ed aiutato specialmente dal lato psicologico con tanto amore e simpatia che, in una situazione dove vivi da malato, con l'impossibilità motoria, è una componente importantissima anche il semplice sorriso di tutte le mattine.
Desidero ringraziare tutto il personale della piscina terapeutica, per l'aiuto profuso nei confronti di ogni ricoverato, per i consigli e l'insegnamento dei tanti esercizi utili al ritorno ad una vita normale, nonchè per la simpatia e le tante risate in una situazione delicata come quella dell'impossibilità a camminare normalmente.
Per ultimi, ma solo perchè comunque da qualcuno dovevo pur cominciare a con qualcuno dovevo finire... grazie a tutti i fisioterapisti: fantastici, competenti e con grandi capacità umane e professionali. In pochi giorni mi hanno rimesso in piedi alla grande.
Nessuno si offenda, ma un ringraziamento particolare lo porgo alla "mia" Fisioterapista TIZIANA, che mi ha sempre fatto lavorare sodo anche quando il dolore era troppo forte, o solo perchè quel giorno non avevo voglia perchè stanco mentalmente. GRAZIE TUTTI DI CUORE.
P.S.: con del personale così il NOMENTANA HOSPITAL potrebbe essere una Clinica d'ELITE nel centro italia; peccato per la struttura, che non viene curata a dovere e le sistemazioni che non sono adeguate al grande livello professionale di tutti i dipendenti della clinica.
Voto medio 
 
4.3
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
2.0
Opinione inserita da pietrangelo 04 Luglio, 2012

riabilitazione artroprotesi anca

Tra un paio di giorni lascerò il Nomentana hospital dopo 30 giorni di riabilitazione, susseguenti ad un intervento di artroprotesi dell'anca; devo ringraziare ed elogiare tutto il fantastico personale del DSR11, tutti, ma proprio tutti, a cominciare dai Medici ad arrivare agli ausiliari (non meno importanti) per la loro totale dedizione ed abnegazione nei confronti di tutti i pazienti ricoverati. Sono persone competenti, sempre gentili ed educate, con una componente umana superiore alla media. Grazie di cuore a tutti, a tutte quelle persone che mi hanno curato ed aiutato.. messo i calzini la mattina, insegnato ad alzarmi e camminare ed aiutato specialmente dal lato psicologico con tanto amore e simpatia che, in una situazione dove vivi da malato, con l'impossibilità motoria, è una componente importantissima anche il semplice sorriso di tutte le mattine.
Desidero ringraziare tutto il personale della piscina terapeutica, per l'aiuto profuso nei confronti di ogni ricoverato, per i consigli e l'insegnamento dei tanti esercizi utili al ritorno ad una vita normale, nonchè per la simpatia e le tante risate in una situazione delicata come quella dell'impossibilità a camminare normalmente.
Per ultimi, ma solo perchè comunque da qualcuno dovevo pur cominciare a con qualcuno dovevo finire... grazie a tutti i fisioterapisti: fantastici, competenti e con grandi capacità umane e professionali. In pochi giorni mi hanno rimesso in piedi alla grande.
Nessuno si offenda, ma un ringraziamento particolare lo porgo alla "mia" Fisioterapista TIZIANA, che mi ha sempre fatto lavorare sodo anche quando il dolore era troppo forte, o solo perchè quel giorno non avevo voglia perchè stanco mentalmente. GRAZIE TUTTI DI CUORE.
P.S.: con del personale così il NOMENTANA HOSPITAL potrebbe essere una Clinica d'ELITE nel centro italia; peccato per la struttura, che non viene curata a dovere e le sistemazioni che non sono adeguate al grande livello professionale di tutti i dipendenti della clinica.

Patologia trattata
Artroprotesi.
Punti di forza
tutto il personale, dal primo all'ultimo.
Punti deboli
struttura e camere fatiscenti, con servizi esterni.
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Mio nonno, 91 anni, lucidissimo, è stato ricoverato in questa struttura solo per qualche giorno, perchè poi lo abbiamo portato in una clinica privata in quanto non ci è piaciuto il trattamento che qui gli veniva riservato. Mandato per via dell'età nel reparto lunga degenza, è capitato in più d'una occasione che non gli facessero la terapia riabilitativa. Non mi è piaciuto neppure il modo di rivolgersi a lui da parte di alcune infermiere, poco rispetto per la persona che a mio avviso in qualunque circostanza deve mantenere la propria dignità.
Voto medio 
 
1.3
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da michela 25 Mag, 2012

Scortesia

Mio nonno, 91 anni, lucidissimo, è stato ricoverato in questa struttura solo per qualche giorno, perchè poi lo abbiamo portato in una clinica privata in quanto non ci è piaciuto il trattamento che qui gli veniva riservato. Mandato per via dell'età nel reparto lunga degenza, è capitato in più d'una occasione che non gli facessero la terapia riabilitativa. Non mi è piaciuto neppure il modo di rivolgersi a lui da parte di alcune infermiere, poco rispetto per la persona che a mio avviso in qualunque circostanza deve mantenere la propria dignità.

Patologia trattata
riabilitazione dopo intervento frattura del femore.
Punti di forza
giardino esterno.
Punti deboli
scortesia.
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Al Nomentana Hospital, la riabilitazione cardiorespiratoria è di vitale importanza, tant'è che grazie alla bravura e professionalità del personale di reparto e di fisioterapia sono stata riportata ad essere autosufficiente e con la prospettiva di una vita futura accettabile, nonostante la carenza di personale e di pulizia dei reparti, che dovrebbero essere potenziati per il benessere dei pazienti.
N.B. La sanità dovrebbe tagliare sugli sprechi e non sui servizi erogati al cittadino.
Voto medio 
 
4.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
4.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
4.0
Opinione inserita da antonella Marini 15 Mag, 2012

Migliore delle aspettative

Al Nomentana Hospital, la riabilitazione cardiorespiratoria è di vitale importanza, tant'è che grazie alla bravura e professionalità del personale di reparto e di fisioterapia sono stata riportata ad essere autosufficiente e con la prospettiva di una vita futura accettabile, nonostante la carenza di personale e di pulizia dei reparti, che dovrebbero essere potenziati per il benessere dei pazienti.
N.B. La sanità dovrebbe tagliare sugli sprechi e non sui servizi erogati al cittadino.

Patologia trattata
Post Acuzie, Riabilitazione Cardiorespiratoria.
Punti di forza
Competenza e fisioterapisti.
Punti deboli
Personale insufficiente per le esigenze dei pazienti e della struttura.
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Personalmente l'ho trovata una buona struttura sia dal punto di vista della competenza che dell'organizzazione.
Voto medio 
 
4.8
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
5.0
Opinione inserita da Massimo 10 Aprile, 2012

Buona struttura

Personalmente l'ho trovata una buona struttura sia dal punto di vista della competenza che dell'organizzazione.

Patologia trattata
Riabilitazione.
Trovi utile questa opinione? 
Sono stato ricoverato 45 giorni a seguito di un poli trauma causato da un incidente stradale. A mio parere la struttura comincia a mostrare i segni del tempo e le attrezzature utilizzate per la riabilitazione sono poche e fatiscenti, tuttavia devo dire di aver avuto la fortuna di trovare fisioterapisti validi e personale medico preparato. Certo, le camere non sono il massimo, così come i servizi igienici, ma visto come va la sanità di questi tempi, non me la sento di avanzare troppe critiche. Anche il personale infermieristico si è dimostrato disponibile, però a volte il numero esiguo di operatori rende difficile la rapidità nell'assistenza. Per finire, la cucina potrebbe essere una cosa da migliorare.
Per la cronaca sono entrato a febbraio completamente immobilizzato, sono uscito la settimana scorsa utilizzando le mie gambe, certo zoppicando e con ancora tanta fisioterapia da fare, ma non potevo certo pretendere miracoli.
Voto medio 
 
4.3
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
4.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
4.0
Opinione inserita da Domenico Cortese 28 Marzo, 2012

Buona esperienza

Sono stato ricoverato 45 giorni a seguito di un poli trauma causato da un incidente stradale. A mio parere la struttura comincia a mostrare i segni del tempo e le attrezzature utilizzate per la riabilitazione sono poche e fatiscenti, tuttavia devo dire di aver avuto la fortuna di trovare fisioterapisti validi e personale medico preparato. Certo, le camere non sono il massimo, così come i servizi igienici, ma visto come va la sanità di questi tempi, non me la sento di avanzare troppe critiche. Anche il personale infermieristico si è dimostrato disponibile, però a volte il numero esiguo di operatori rende difficile la rapidità nell'assistenza. Per finire, la cucina potrebbe essere una cosa da migliorare.
Per la cronaca sono entrato a febbraio completamente immobilizzato, sono uscito la settimana scorsa utilizzando le mie gambe, certo zoppicando e con ancora tanta fisioterapia da fare, ma non potevo certo pretendere miracoli.

Patologia trattata
Frattura piatto tibiale, sfondamento acetabolo.
Punti di forza
Fisioterapisti.
Punti deboli
Stato della struttura.
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qualcuno ha mai conosciuto il reparto degenze private? e' vergognoso vedere come trattano i pazienti, nonostante la retta giornaliera di ben 105 euro al giorno! medici inesistenti, infermieri che non si trovano mai quando servono. trovo molto più professionali gli ausiliri che svolgono il loro lavoro oltre le competenze spettanti!
Voto medio 
 
1.0
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da lorella 22 Marzo, 2012

parere

qualcuno ha mai conosciuto il reparto degenze private? e' vergognoso vedere come trattano i pazienti, nonostante la retta giornaliera di ben 105 euro al giorno! medici inesistenti, infermieri che non si trovano mai quando servono. trovo molto più professionali gli ausiliri che svolgono il loro lavoro oltre le competenze spettanti!

Patologia trattata
ribilitazione neuro motoria.
Trovi utile questa opinione? 
Il Nomentana Hospital è una struttura abbastanza vecchia e che non offre grandi servizi ai suoi pazienti o ospiti, se parliamo di RSA.
Ma c'è da dire che senza una struttura come questa, dove andrebbero a finire tanti vecchietti lì ricoverati??
I giudizi che sono scritti sotto sono veramente vergognosi, gente che o non accetta la morte come atto finale della vita, o che si pente di aver portato i familiari in clinica a morire, senza magari nemmeno essere mai andati a trovarli.. prima di scrivere riflettete su come agite o avete agito.
Il personale cerca sempre, nei limiti del possibile di essere educata e disponibile, non si discute la professionalità che spesso è penalizzata dalla mancanza di strumenti.
Gli ospiti del Nomentana Hospital sono l'unico scopo e di chi ci lavora e della clinica stessa.
Voto medio 
 
4.3
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
4.0
Opinione inserita da Alessio 21 Marzo, 2012

Parere

Il Nomentana Hospital è una struttura abbastanza vecchia e che non offre grandi servizi ai suoi pazienti o ospiti, se parliamo di RSA.
Ma c'è da dire che senza una struttura come questa, dove andrebbero a finire tanti vecchietti lì ricoverati??
I giudizi che sono scritti sotto sono veramente vergognosi, gente che o non accetta la morte come atto finale della vita, o che si pente di aver portato i familiari in clinica a morire, senza magari nemmeno essere mai andati a trovarli.. prima di scrivere riflettete su come agite o avete agito.
Il personale cerca sempre, nei limiti del possibile di essere educata e disponibile, non si discute la professionalità che spesso è penalizzata dalla mancanza di strumenti.
Gli ospiti del Nomentana Hospital sono l'unico scopo e di chi ci lavora e della clinica stessa.

Patologia trattata
post acuzie.
Punti di forza
INFERMIERI ED AUSILIARI.
Punti deboli
SCARSI SERVIZI D'INTRATTENIMENTO.
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La mia famiglia si eè trovata bene; non sarà la quisisana ma abbiamo trovato persone valide che purtroppo spesso pagano le conseguenza di una cattiva gestione insieme al paziente.
Voto medio 
 
4.3
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
3.0
Opinione inserita da cristina 20 Marzo, 2012

la sostanza più che l'apparenza

La mia famiglia si eè trovata bene; non sarà la quisisana ma abbiamo trovato persone valide che purtroppo spesso pagano le conseguenza di una cattiva gestione insieme al paziente.

Patologia trattata
Rottura di femore.
Punti di forza
Assolutamente gli infermieri, che sono a loro volta sacrificati a svolgere tutti i ruoli per il benessere del paziente.
Punti deboli
Pochi infermieri e ditta di pulizia esterna anche nei reparti.
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non ho pace perchè ho portato mia madre qui, perchè ho fatto decidere gli altri al posto mio, perchè non ho avuto la forza di portarla via. se avete modo di leggere queste opinioni non portate i vostri familiari qui. la cosa incredibile è che viene segnalata come una buona struttura.

Voto medio 
 
1.0
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da anna 19 Febbraio, 2012

Non ho pace

non ho pace perchè ho portato mia madre qui, perchè ho fatto decidere gli altri al posto mio, perchè non ho avuto la forza di portarla via. se avete modo di leggere queste opinioni non portate i vostri familiari qui. la cosa incredibile è che viene segnalata come una buona struttura.

Patologia trattata
fase terminale di Alzheimer.
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mio padre purtroppo non c'è più e voi non avete fatto nulla per aiutarlo; grazie per avergli fatto venire una infezione per poi trasferirlo in un altro ospedale; grazie per averlo tenuto nella sporcizia (ricordo bene le sbarre del suo letto dove trovavo le macchie di sangue e il fastidio di una infermiera nel sentire l'odore del disinfettante che portavo da casa per pulirle). anche voi avete dei genitori che arriveranno ad una età che renderà difficile la loro indipendenza. Sono persone quelle che arrivano nel vostro reparto, che non sempre hanno voglia di morire e che, se così deve essere, hanno diritto ad un percorso perlomeno dignitoso.
Voto medio 
 
1.0
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da laura 07 Febbraio, 2012

fate un esame di coscienza

mio padre purtroppo non c'è più e voi non avete fatto nulla per aiutarlo; grazie per avergli fatto venire una infezione per poi trasferirlo in un altro ospedale; grazie per averlo tenuto nella sporcizia (ricordo bene le sbarre del suo letto dove trovavo le macchie di sangue e il fastidio di una infermiera nel sentire l'odore del disinfettante che portavo da casa per pulirle). anche voi avete dei genitori che arriveranno ad una età che renderà difficile la loro indipendenza. Sono persone quelle che arrivano nel vostro reparto, che non sempre hanno voglia di morire e che, se così deve essere, hanno diritto ad un percorso perlomeno dignitoso.

Patologia trattata
post acuzie.
Punti di forza
nessuno
Punti deboli
tutti
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Una pessima struttura, veramente carente in ogni aspetto fondamentale per la funzione che svolge.
Voto medio 
 
1.0
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0
Opinione inserita da Enio 05 Novembre, 2011

Esperienza negativa

Una pessima struttura, veramente carente in ogni aspetto fondamentale per la funzione che svolge.

Patologia trattata
Riabilitazione motoria.
Punti di forza
Nessuno.
Punti deboli
Igiene pari allo zero, nessuna competenza e pazienti lasciati a se stessi.
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