Ortopedia Ospedale Grassi Roma

 
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Piaghe da decubito..

A dicembre 2009, tra Natale e Capodanno, mia nonna (all'epoca di 93 anni, senza particolari patologie, solo la tendenza ad avere la pressione alta, anche se ovviamente fragile data l'eta') e' caduta e si e' rotta il collo del femore.
Arrivata al Grassi in ambulanza, e' stata lasciata per un paio d'ore su una barella di metallo senza materasso. E' rimasta un paio di giorni in pronto soccorso, poi si e' liberato un posto in reparto e, dopo varie insistenze, 10-15 giorni dopo la frattura, e' stata operata. Nel frattempo le era venuta una piaga da decubito, e molto probabilmente la piaga era gia' cominciata dopo le due ore sulla barella di metallo.
Nel reparto, dato che mia nonna non si poteva muovere, le e' stato messo il pannolone. Gli infermieri non erano in grado di capire quando mia nonna doveva essere cambiata, perche' loro controllano il pannolone aprendolo sul davanti, mentre la presenza di feci in un paziente che sta sempre supino e non si muove e' nella parte posteriore. Le feci, di consistenza liquida, si infiltravano all'interno della medicazione della piaga da decubito. Una delle infermiere ci disse che non c'era da preoccuparsi, perche' la presenza di feci nella medicazione non inficiava l'efficacia della medicazione. Questo e' risultato essere completamente sbagliato.
Un giorno nel reparto di mia nonna e' stata messa una paziente che stava morendo, ed e' morta quella notte stessa tra dolori atroci. Anche lei aveva delle piaghe da decubito. Lascio immaginare l'effetto psicologico di questo evento su mia nonna, perfettamente in grado di capire che quella poteva essere la sua fine.
A causa della piaga, mia nonna non ha potuto avere la riabilitazione necessaria. Dopo qualche tempo e' stata trasferita in un'altra struttura dove le hanno applicato una macchinetta che in teoria avrebbe dovuto velocizzare la rimarginazione della piaga, ma che non ha avuto effetto. In marzo poi e' stata trasferita in una struttura ancora diversa, per la lunga degenza. Nel frattempo sono riuscita ad entrare in contatto con Guido Ciprandi, un esperto in piaghe da decubito molto attivo nella diffusione di metodi adatti di cura di queste piaghe. Il direttore, le infermiere e i medici della struttura di lungodegenza e il dottor Ciprandi sono stati molto disponibili, e le medicazioni suggerite dal dottor Ciprandi sono state applicate diligentemente, così la piaga di mia nonna ha cominciato a guarire rapidamente ed a non farle piu' male, ed e' quindi stato possibile cominciare la riabilitazione. Quei mesi di ritardo hanno pero' debilitato mia nonna, che a maggio del 2010 e' morta nella struttura di lunga degenza, perché le cure di cui necessitava non ci consentivano di portarla a casa.
Abbiamo poi capito che le medicazioni della piaga da decubito che mia nonna riceveva nella struttura di lunga degenza erano esattamente le stesse di quelle usate al Grassi, solo che al Grassi non avevano nessun effetto (la piaga peggiorava sempre), mentre nella struttura di lunga degenza, nonostante il fisico piu' debilitato, funzionavano (la piaga guariva rapidamente). La differenza tra le due strutture era il personale infermieristico, infatti sono gli infermieri a dover girare i pazienti, ad assicurarsi che non ci siano feci nella ferita, a cambiare le medicazioni. E' mia opinione che la caposala del Grassi (quella che c'era nel 2009/2010) sia una persona incompetente, che ha creato un ambiente in cui gli infermieri non vengono motivati ne' tenuti aggiornati sulle loro mansioni. La caposala della struttura di lunga degenza era invece una persona di grande professionalita' e competenza.
La mia opinione del reparto di ortopedia del Grassi che c'era nel dicembre 2009 - gennaio 2010 (non so se nel frattempo qualcosa sia cambiato) e' che il direttore del reparto ed i medici erano bravi e competenti, gli infermieri invece, soprattutto a mio avviso a causa di una gestione da parte della caposala assolutamente inadeguata, non erano assolutamente in grado di gestire pazienti che non possono muoversi e necessitano di assistenza specifica.

Patologia trattata
Frattura collo femore.



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