Pronto Soccorso Policlinico San Pietro
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Senza parole
Mi sono trovata non male, ma malissimo.
Sono arrivata al Pronto Soccorso del Policlinico San Pietro in ambulanza intorno a mezzanotte del 16 luglio 2026. Fino alle 7 del mattino non ho ricevuto alcuna terapia, medicazione o visita medica.
Ero arrivata con un forte virus gastrointestinale: vomito continuo, dissenteria incessante, fortissimo dolore e bruciore allo stomaco e una notevole debolezza dovuta alla disidratazione. Nonostante il mio stato e il fatto che continuassi a perdere liquidi, non mi è stata somministrata alcuna flebo per reidratarmi e mi veniva persino impedito di bere.
Due giovani infermiere hanno tentato di eseguirmi un prelievo senza riuscire a trovare la vena, procurandomi solo ulteriori disagi. Per il resto sono rimasta completamente abbandonata a me stessa.
Sono stata io a dover chiedere di essere fatta sdraiare su un lettino con una coperta, perché altrimenti sarei rimasta per ore nella sala d’attesa con l’aria condizionata molto bassa, nonostante le mie condizioni.
Dovendo andare ripetutamente in bagno a causa della mia condizione, ho inoltre trovato i servizi igienici in condizioni igieniche pessime: i bagni erano sporchi, mancava la carta igienica e, per poter utilizzare il WC, ho dovuto pulirlo personalmente perché era presente lo sporco lasciato da altri utenti. Ritengo inaccettabile che un Pronto Soccorso mantenga i servizi igienici in queste condizioni.
Anche il comportamento del personale infermieristico mi ha profondamente delusa. Ho trovato alcune infermiere arroganti, maleducate e completamente prive di empatia.
Durante la notte, a causa di un forte temporale, la porta d’ingresso delle ambulanze si è aperta più volte per il vento, facendo volare lettini e materassi. Uno di questi è finito addosso a me. Nessuno si è preoccupato di verificare immediatamente se stessi bene; anzi, alcune infermiere si sono messe a ridere dell’accaduto. Solo successivamente una di loro mi ha chiesto, con un tono che ho percepito come sarcastico, se mi fossi fatta male.
Inoltre, mentre vedevo altri pazienti accompagnati dai propri familiari, a me non è stato consentito avere accanto nessuno, nonostante il mio evidente stato di malessere.
Dopo sette ore trascorse senza ricevere alcuna visita medica né alcun trattamento, ho deciso di andarmene. Ho persino dovuto discutere con un’infermiera prima di poter lasciare il Pronto Soccorso.
Capisco perfettamente che un Pronto Soccorso possa essere molto affollato e che esistano priorità cliniche. Tuttavia, ritengo inaccettabile che un paziente in evidente stato di disidratazione e sofferenza venga lasciato per sette ore senza assistenza, senza informazioni e senza il minimo di umanità. La professionalità non riguarda solo le cure, ma anche il rispetto, l’ascolto e l’attenzione verso le persone.
Punti di sutura
Dopo urto frontale sulla testa mi reco al pronto soccorso e mi dicono che devono mettere 3 punti di sutura e ancora dopo 3 ore non mi hanno ancora messo i punti.
Esperienza negativa
Mi sono recato al pronto soccorso di Ponte sampietro alle 19:00 con una bambina di 8 anni con una caduta al braccio. Sono rimasto fino alle 10:30 senza avere assistenza, ora dico come si può tenere una bambina così tanto tempo ad aspettare, purtroppo è solo esclusivamente colpa nostra che continuiamo a pagare la sanità, sono dovuto andare in un altro ospedale.
Trattamento al pronto soccorso
Cosa oscena e da arroganti e maleducati nel turno delle ore 19.00.
Posso anche dare i nomi della dottoressa e dell'infermiera.
Il colmo è stata la minaccia di rimandarti in sala d'attesa per aver chiesto spiegazioni..
Il giorno successivo volevano 25 euro per provare la pressione.
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