Medicina di urgenza Cardarelli

 
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Morte di mio padre

La mia esperienza presso l’Azienda Ospedaliera Antonio Cardarelli è stata devastante sotto ogni punto di vista e mi ha lasciato un dolore e un senso di impotenza che non riuscirò mai a dimenticare.

Mio padre è stato ricoverato tra il reparto OBI e Medicina d’Urgenza e ciò che abbiamo vissuto ci ha dato l’impressione di una struttura in cui il paziente viene lasciato spesso solo, senza la necessaria attenzione e senza un adeguato supporto umano. Per giorni abbiamo avuto enormi difficoltà a ottenere informazioni chiare sul suo stato di salute e, soprattutto, a confrontarci con medici specializzati che potessero fornirci spiegazioni dettagliate e rassicurazioni sul percorso terapeutico.

La sensazione costante è stata quella di un totale abbandono. Molti pazienti apparivano lasciati a sé stessi per ore, senza assistenza adeguata e senza che qualcuno si preoccupasse realmente delle loro condizioni. In un momento così delicato ci si aspetterebbe attenzione, umanità e professionalità, ma ciò che abbiamo percepito è stato l’esatto contrario.

Anche sul piano infermieristico abbiamo riscontrato situazioni che ci hanno profondamente colpiti in negativo. In più occasioni abbiamo avuto l’impressione di trovarci di fronte a personale poco disponibile, frettoloso e privo dell’empatia che dovrebbe caratterizzare chi lavora quotidianamente a contatto con persone fragili e sofferenti. Alcune richieste di assistenza sembravano quasi arrecare fastidio, nonostante riguardassero bisogni essenziali di un paziente gravemente malato.

Un episodio particolarmente grave è stato quando abbiamo trovato mio padre completamente sporco di sangue a causa di un problema legato a un accesso venoso PICC rimasto aperto. Ci è stato riferito che si era trattato di un errore. Una situazione del genere, oltre a essere scioccante per i familiari, ha fatto emergere gravi dubbi sull’attenzione e sui controlli effettuati sul paziente. Ci saremmo aspettati maggiore responsabilità, maggiore sensibilità e soprattutto un intervento immediato e adeguato.

Un altro aspetto che ci ha profondamente feriti riguarda l’alimentazione e l’idratazione. Mio padre manifestava ripetutamente il desiderio di mangiare e bere, ma noi familiari abbiamo vissuto con grande sofferenza la sensazione che i suoi bisogni più elementari non venissero considerati con la dovuta attenzione. Vedere una persona cara in quelle condizioni, senza ricevere risposte soddisfacenti, è qualcosa che lascia un segno indelebile.

Ciò che più ci ha colpito è stata la mancanza di umanità. In ospedale non ci si aspetta miracoli, ma ci si aspetta che ogni paziente venga trattato con dignità, rispetto e attenzione. Purtroppo, nel nostro caso, abbiamo percepito freddezza, disorganizzazione, scarsa comunicazione e una generale indifferenza verso la sofferenza di chi era ricoverato e delle famiglie che vivevano momenti drammatici.

La morte di mio padre rappresenta per noi una ferita enorme, ma oltre al dolore resta anche la convinzione che l’assistenza ricevuta sia stata gravemente insufficiente sotto molti aspetti. Questa esperienza ha distrutto la fiducia che avevamo nel sistema sanitario e ci ha fatto toccare con mano ciò che troppo spesso viene definito “malasanità”: carenze organizzative, mancanza di comunicazione, scarsa attenzione al paziente e assenza di quel lato umano che dovrebbe essere alla base di ogni struttura ospedaliera.

Per questo motivo mi sento di sconsigliare fortemente questa struttura a chiunque. Spero che la nostra testimonianza possa spingere chi di dovere a riflettere seriamente sulle criticità presenti e ad adottare provvedimenti concreti affinché nessun’altra famiglia debba vivere un’esperienza tanto dolorosa quanto quella che abbiamo vissuto noi.

Patologia trattata
Vescica (non ci è stata data nessuna diagnosi precisa sulla patologia trattata)
Tipo di trattamento chirurgico e/o farmacologico ricevuto
Nessun trattamento chirurgo e farmacologico ricevuto
Esito della cura
Nessuna guarigione
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Morte di mio padre

Ho avuto mio padre ricoverato per una settimana, disastro totale. Aveva bisogno di antibiotici e la cura veniva effettuata dal personale a giorni alterni. Le buste di catetere le facevano scoppiare ma non le cambiavano, passavano davanti quasi le calpestano ma non le cambiavano. Pulizia pari a zero, tant'è che dopo aver avuto ascolto dai medici, mio padre è stato finalmente portato in reparto, quando purtroppo la situazione era peggiorata a livelli estremi. Trasferito al reparto di Medicina di Emergenza e urgenza lì la situazione era ancora peggio, perché era la stessa equipe del pronto soccorso-OBI. Come ogni giorno mi sono recata all'orario di vista per trovare mio padre, era in situazioni disastrose. Ho trovato mio padre contorto nel letto e sporco di sangue perché non avevano chiuso il PICC, pur sapendo che mio padre di sangue ne aveva poco e faceva trasfusioni ogni giorno, giustificata da un'infermiera che si trattava di un semplice errore di distrazione e che a tutti poteva capitare di sbagliare, ma in questo caso si parla della vita di una persona e non si può giocare con le vite delle persone. Inoltre, mio padre aveva bisogno di essere assistito nel mangiare e nel bere e loro lo lasciavano digiuno e disidratato, non facendoci stare vicino e sbattendoci le porte in faccia. Alla fine mio padre non è uscito vivo da quel reparto.

Patologia trattata
Non sono riusciti a capire la patologia che ha portato sofferenza e purtroppo la morte a mio padre
Tipo di trattamento chirurgico e/o farmacologico ricevuto
Ricovero
Esito della cura
Nessuna guarigione
Voto medio 
 
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Vergognoso

Vergognosa l'esperienza vissuta, quale ammalato nel Reparto Medicina d'Urgenza, nonchè in quello di Ematologia. Dopo un mese trascorso qui, le uniche immagini che a tutt'oggi mi si profilano nella mente sono di uno squallore senza fine, l'assenza di umanità disarmante degli infermieri/e, la mancanza di assistenza tempestiva che costringeva me (insieme ad altri pazienti) ad attendere ore nell'attesa che si intervenisse nei tempi richiesti; la poca competenza di alcuni medici nel diagnosticare patologie accompagnata da pareri spesso con pareri nettamente contrastanti; per non parlare poi della mancanza assoluta di igiene, rischio continuo di infezioni soprattutto per ammalati con difese immunitarie basse. Qualunque sia la ragione di tutte queste gravi deficienze, non giustifica il trattamento che viene riservato a chi, sfortunato come me, è capitato qui.

Patologia trattata
Patologie varie
Tipo di trattamento chirurgico e/o farmacologico ricevuto
Ricovero
Esito della cura
Guarigione parziale
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