Oncologia Ospedale San Giovanni di Dio Firenze
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Reparto Oncologia
La mia esperienza presso il reparto di Oncologia dell’Ospedale San Giovanni di Dio Torregalli di Firenze, durante la malattia della mia cara suocera, è stata estremamente negativa. Desidero precisare che la mia critica riguarda esclusivamente la gestione del percorso oncologico da parte di questo reparto e non intende generalizzare, né coinvolgere altri reparti o tutti i professionisti dell’ospedale.
Ho riscontrato una gestione frammentata, con diversi medici oncologi coinvolti e una evidente carenza di continuità e coordinamento. È mancato un unico riferimento clinico che avesse una visione complessiva del caso, lasciando alla famiglia la sensazione di dover continuamente ricostruire il percorso e verificare personalmente che esami, referti e ulteriori approfondimenti venissero effettivamente seguiti. Particolarmente problematici sono stati i tempi di gestione delle biopsie e degli esami istologici, così come quelli necessari per arrivare all’inizio della terapia. Non contesto le decisioni terapeutiche in sé, ma i ritardi e, soprattutto, la spiegazione che ci è stata fornita. Ci è stato detto che, considerata l’avanzata della malattia, iniziare la terapia più tardi non avrebbe avuto particolare importanza, ritengo che un’affermazione di questo tipo debba essere supportata da dati scientifici, linee guida o elementi clinici specifici e riferibili al singolo caso. Nessuno può affermare con certezza che il ritardo abbia modificato l’esito della malattia, ma proprio per questo sarebbe stato fondamentale spiegare su quali basi cliniche si ritenesse che la tempistica non fosse rilevante. Anche la comunicazione con la paziente, mia suocera, mi ha lasciato una profonda impressione negativa. Espressioni come «ciao bella», rivolte direttamente a lei in un contesto oncologico così delicato, possono risultare inappropriate e poco rispettose della gravità della situazione. Avrei ritenuto più adeguato un approccio caratterizzato da un tono professionale, rispettoso e particolarmente attento alla sua condizione e alla delicatezza del momento che stava vivendo. Purtroppo, mia suocera non c’è più. Al dolore immenso per la sua perdita si aggiunge quello di aver vissuto un’esperienza assistenziale che considero tra le peggiori della mia vita, voglio condividere questa recensione affinché la mia esperienza possa essere uno spunto di riflessione sull’importanza della continuità assistenziale, del coordinamento tra i professionisti, della tempestività nella gestione degli esami e delle terapie e, soprattutto, di una comunicazione umana, chiara e rispettosa nei confronti dei pazienti oncologici e delle loro famiglie.
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