Ginecologia Ospedale Maggiore Bologna

 
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Il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale Maggiore di Bologna, situato in Largo Nigrisoli 2, ha come Direttore responsabile il Dott. Giorgio Scagliarini. Il reparto, oltre all'attività di ricovero, garantisce attività di Pronto soccorso ostetrico ginecologico, di Day hospital di ginecologia, nonchè attività ambulatoriale (Ambulatorio di ecografia, Ambulatorio di ostetricia ginecologia). In ambito ginecologico la struttura effettua prestazioni ambulatoriali quali: visite ginecologiche, visite di follow-up chirurgico, accertamenti per diagnosi e terapia del basso tratto genitale, isteroscopia diagnostica, visite uroginecologiche, trattamenti con il laser, visite di ginecologia funzionale e sterilità. Presso il reparto di degenza vengono effettuati interventi chirurgici per neoplasie benigne e maligne. L’Ospedale Maggiore costituisce inoltre il punto di riferimento presso cui attivare l’assistenza in acuto alle donne che hanno subito violenza sessuale. Fanno parte dell'equipe medica dell'unità operativa il Dott. Melega, Dott. Scagliarini, Dott. Zucchini, Dott. Perrone, Dott. De Maria.

Recensioni dei pazienti

35 recensioni

 
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Reparto top

Mi sono trovata bene in tutto, sono stata ricoverata quasi 2 settimane.
Personale gentile, soprattutto le ostetriche. Anche tutta l'equipe della sala operatoria, dato che ho fatto un taglio cesareo.

Patologia trattata
Parto cesareo.


Voto medio 
 
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Pulizia 
 
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Servizi 
 
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Parere di paziente

Riguardo al servizio generale maternità, ci siamo quasi, ma riguardo alle medicazioni di un taglio cesareo non ci siamo proprio, visto che hanno mandato a casa mia moglie con ancora la ferita aperta e con una infezione in atto. Sarebbe da farlo presente all'Usl.

Patologia trattata
Parto cesareo d'urgenza.
Voto medio 
 
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Competenza 
 
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Assistenza 
 
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Pulizia 
 
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Servizi 
 
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Giudizio positivo

Ringrazio l'intera equipe del day hospital di ginecologia diretto da dott. Scagliarini per la professionalità con cui sono stata accolta e accudita durante l'isteroscopia operativa alla quale sono stata sottoposta in data 2 ottobre 2019

Patologia trattata
Polipi uterini.


Voto medio 
 
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Competenza 
 
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Assistenza 
 
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Pulizia 
 
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Servizi 
 
5.0

Passione per il proprio lavoro

Durante il mio ricovero a settembre 2019 sono rimasta impressionata dall'affiatamento del personale e dall'omogeneità nella qualità del lavoro, sia in sala operatoria che nel reparto di ginecologia. Ho trovato pazienza, un sincero interesse nei confronti di ciascuna paziente, un clima sereno, cordiale, pieno di umanità, anche quando ansia e preoccupazione rischiano di prendere il sopravvento sui pazienti. Una bacheca nel reparto è tappezzata di biglietti di ringraziamento in varie lingue: tutti menzionano la competenza, la professionalità, l'efficienza, la passione per il proprio lavoro. Si parla di "fiore all'occhiello per la città". Hanno ragione!

Patologia trattata
Incompetenza cervicale.
Voto medio 
 
4.8
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
4.0

Grazie

Ho assistito mia figlia nei giorni scorsi durante il parto. Ho trovato da parte di tutto il personale competenza, professionalità e umanità. Ringrazio pubblicamente l'ostetrica Cecilia per la grande pazienza avuta con una partoriente non certo facile da gestire. Ringrazio il dott. Giorgio Scagliarini per dirigere con competenza questo reparto, ricordando che ha fatto nascere le mie figlie e ora mio nipote. Grazie di cuore.
La mamma di Margherita.

Patologia trattata
Parto.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
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Esperienza pessima!

A seguito di un incidente in bici vengo trasportata in pronto soccorso (inizialmente al generale) dove al triage, dato il mio problema, mi dicono che devo essere trasportata d'urgenza al pronto soccorso ginecologico. Arrivo in barella trasportata dalle ragazze dell'ambulanza, che comunicano alle infermiere/ dottoresse presenti, dell'emorragia vaginale che avevo in corso. Una di loro inizia a inveire contro quelli del PS generale dicendo che non è di loro competenza. Fortunatamente le dottoressa Martelli, molto gentile e competente, mi visita e le infermiere mi fanno i dovuti accertamenti. Dopo aver perso una quantità indefinibile di sangue, vengo ricoverata per far sì che possano controllare l'andamento dell'emorragia. La mattina dopo vengo visitata da un'altra ginecologa, che mi controlla con molta superficialità e mi prescrive un'ecografia trans addominale a vescica piena. Trascorse le due ore, nessuno si presenta per farmi fare l'ecografia; dopo vari solleciti e 4 ore di attesa, l'infermiera viene a prendermi, vengo portata al piano superiore, dove alcune dottoresse molto scortesi mi respingono. Dopo di ché vengo trasportata al piano terra, dove altre dottoresse molto infastidite e disturbate discutono su chi debba farmi questa benedetta ecografia. Alla fine della contesa, una giovane e gentile dottoressa si offre di farmela, mentre l'altra nella stanza si lamenta dell'inutilità di tale accertamento. A seguito dell'esito positivo, vengo trasportata di nuovo nella mia stanza e lasciata al caso, poiché nessuno ha più avuto premura di controllare l'emorragia, l'ematoma e di valutare la situazione. Trascorsa un'altra inutile notte dentro il fantastico reparto di ginecologia, attendo con ansia la visita mattutina, che arriva solo alle 12.45, quando la dottoressa, una delle dirigenti del reparto, mi visita in un modo che reputo superficiale, con lo scopo di dimettermi. Non è stata in grado di informarmi della presenza di un taglio molto grande e profondo, che ho scoperto solo successivamente una volta dimessa dall'ospedale, taglio che non è stato ricucito e che ad oggi (7 giorni dopo) mi causa ancora grandi perdite di sangue. Mi ritrovo così ora a dover affrontare spese aggiuntive per visite specialistiche. Inoltre la suddetta dottoressa alla quale ho richiesto l'infortunio sul lavoro, dato che l'incidente è avvenuto mentre mi stavo recando al lavoro, non è stata in grado di farmelo, giustificandosi con il fatto che lei non sapeva proprio farlo e che secondo lei non era da considerarsi tale. Un'esperienza davvero pessima, che non vorrei ripetere per nessuna ragione al mondo.

Patologia trattata
Ematoma vaginale.
Voto medio 
 
1.8
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
2.0

Pessima esperienza

Quello che sto per raccontare è capitato il 15 giugno 2018 a mia figlia. Dopo aver appreso dalla ginecologa privata di avere una gravidanza interrotta alla sesta settimana, ci rechiamo al day hospital dell’ospedale Maggiore alle 7.00, come da consiglio della segretaria, alla quale avevamo telefonato per informazioni. Esce un infermiere che chiede qua e là, ma senza appuntarsi nulla. Verso le 8.30 /8.40 la segreteria apre e le ragazze si mettono in fila. Quando mia figlia spiega cosa le è accaduto, le viene confermata che verrà chiamata dalla ginecologa per la visita. Inizia l’attesa, intanto le persone continuano ad aumentare, donne con neonati, donne in avanzato stato di gravidanza, ragazze molto giovani. Alle 11.30 viene chiamata per la visita, esce dopo pochi minuti dicendo che deve andare oltre il vetro dove la ricovereranno per prendere questa “pastiglia” che le farà espellere il materiale del concepimento. Mi racconta che la ginecologa, dopo una veloce eco, ha confermato l’aborto di 6 settimane + 5 giorni e che dovrà prendere queste pastiglie che le provocheranno la espulsione; che non praticano il raschiamento fino alle 10 settimane e che farà un po’ male.
Andiamo insieme per il ricovero, dove troviamo 2 infermieri maschi, molto scocciati che la ginecologa non avesse fatto la cartella e quindi “costretti” a scriverla. Il modo e l’approssimazione con la quale svolgevano il loro lavoro mi stava facendo dubitare della efficienza che credevo esserci. Dalle finestre aperte si sentivano delle urla, alla mia domanda chi era che urlava così, la risposta di uno dei due è stata che erano le donne che partorivano e che io dovevo saperlo dato che avevo partorito anch’io. Esco e saluto mia figlia. Alle 14.00 sono concesse ai parenti le visite. Quando entro trovo mia figlia che stava abbastanza bene, le avevano dato la prima pastiglia di Citotec, cominciava ad avere alcune perdite con qualche crampo. Alle 14.30 prende altre due pastiglie che le avevano lasciato sul comodino. Alle 15.30 arriva una ginecologa gentile che poi firmerà la lettera di dimissioni, dottoressa Paola Muzzi Rossi, che ci comunica che il reparto chiude, le chiede se ha male, guarda le perdite e ci saluta; insieme a lei c’e’ una infermiera che risponde ad alcune nostre domande. Ce ne andiamo, ma mia figlia comincia a stare male, in macchina comincia a sudare e ad avere forti crampi. Appena arriviamo a casa, una ventina di minuti, comincia veramente a stare molto male con forti dolori, diarrea, vomito. Dopo un’ora chiamo sperando di trovare ancora qualcuno, mi risponde per fortuna la stessa infermiera che dice che è normale, sono gli effetti collaterali della medicina, che le perdite saranno molto abbondanti e che il dolore forte dovrebbe durare 2 o 3 ore. Alla mia domanda se le cose fossero peggiorate, la risposta è stata: andate al pronto soccorso.
Esperienza traumatica, non solo per la poca empatia dei due infermieri che ha sfiorato la maleducazione, ma soprattutto per l’approssimazione. Praticamente mia figlia ha abortito a casa, dato che quando lei avrebbe avuto veramente bisogno di assistenza, l’hanno dimessa, sapendo benissimo che la terapia avrebbe avuto comunque bisogno di tempo per fare effetto. Una domanda che invece mi sono fatta è: ma perché non fanno più il raschiamento? Che certamente è un piccolo intervento, ma non così traumatico e indolore fisicamente e psicologicamente. Purtroppo ho il dubbio che la risposta siano i costi.

Patologia trattata
Aborto interno.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Competenti e fantastici

Ho fatto il mio intervento mercoledì 5 dicembre 2018 e devo dire che, anche se l'ospedale non è il posto più desiderato, la mia permanenza è stata molto tranquilla grazie a tutto lo staff di infermieri, persone competenti, professionali e molto umane.
I ginecologi molto rassicuranti, ottimi medici, premurosi e gentilissimi, meravigliosi... E il primario, che è stato il mio chirurgo, Dott. Giorgio Scagliarini, a livello professionale è un ottimo medico, un maestro! Poi a livello umano è una persona fantastica.
Ringrazio di cuore tutti.

Patologia trattata
Asportazione fibromi uterini.
Voto medio 
 
2.3
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
3.0

Parto naturale

Gente fredda senza pazienza. Quando dovevo partorire, il (primo) parto indotto con ossitocina è stato traumatico! Mi hanno mandato una ostetrica che non aveva pazienza, quasi insultava, mi lasciava da sola per andarsene fuori, NON MI DICEVA COME RESPIRARE, NON MI DICEVA COME FARE PER SENTIRE MENO DOLORE. Io urlavo aiuto e non venivano mai, per ore ho urlato e ad un certo punto volevo il cesareo - che non mi hanno voluto fare - ma dopo ore di differenza, quando non ero ancora dilatata, mi dicevano " se non ti dilati ti facciamo il cesareo". Dopo aver sofferto così, ormai che cesareo?
Chiamavo disperata la dottoressa, ma l'unica che c'era non mi veniva ad aiutare! Solo alla fine sono riuscita a trattenerla chiedendo di tagliare.
Brutta esperienza.

Patologia trattata
Parto naturale indotto.
Voto medio 
 
1.8
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
1.0

Scandalosi

Mi reco al reparto dopo aver regolarmente preso appuntamento per la mia PRIMA visita ginecologica durante la mia PRIMA gravidanza. Momento meraviglioso per una donna, pieno di timori ma anche di sogni e aspettative che meriterebbe di essere trattata con un minimo di delicatezza.
Entro nell'ambulatorio della dottoressa Donati, che senza nemmeno guardarmi in faccia o fare un cenno di saluto, mi fa alcune brevi domande, poi mi fa mettere sul lettino dell'ecografia. Procede con una ecografia interna di 10 secondi, non di più, dopodiché estrae lo strumento e mi dice questo: secondo me si è fermato. Io non capisco nemmeno subito cosa, fermato cosa?
Intendeva lo sviluppo del feto, avevo avuto un aborto interno.
Procede dicendo che possono darmi delle pastiglie per indurre le contrazioni o procedere con un raschiamento in anestesia totale. Mi viene dato un foglio in mano per ripetere gli esami del sangue, a conferma di quanto visto, e vengo mandata fuori. Vado con quel foglio a fare il prelievo sconvolta, quasi più dal trattamento che dalla notizia, che non avevo ancora metabolizzato. Piango davanti all'infermiera che mi fa il prelievo e vado a casa. Torno al reparto di ginecologia dopo 2 giorni di pianti, con la febbre non so se data dall'influenza, dallo stress o dell'aborto, e gli esiti degli esami. La dottoressa di turno stavolta è la Calderara. Pensando di non poter mai trovare qualcuno che mi trattasse peggio della Donati entro, portando anche un po' di speranza nel cuore perché gli indicatori di gravidanza nel mio sangue erano saliti, erano compatibili con la mia settimana. Consegno gli esami alla dottoressa, che guarda solo il primo foglio e mi dice, beh lei ha abortito, ora le faccio il foglio per andare in day hospital. Le dico, dottoressa aspetti, non ha guardato gli esami che ho ritirato oggi. Li guarda e mi dice: sono dimezzati i valori, ha abortito. Le dico "ma come dimezzati, erano 13.000 e ora sono 60.000". Mi risponde "ah avevo letto 6000". Prendo i miei fogli dicendo che mi sarei rivolta altrove. E lei mi dice allora di accomodarmi e che mi avrebbe fatto l'ecografia. Mi fa l'ecografia e mi conferma l'interruzione di gravidanza, stavolta mantenendo un atteggiamento discreto. Risponde alle mie domande su come procedere per espellere la camera gestazionale ed esco. Esperienza pessima.

Patologia trattata
Aborto interno.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0

Traumatico parto naturale

Ad ormai un anno trovo il coraggio di rielaborare ciò che ho vissuto l'anno scorso al reparto di Maternità dell'Ospedale Maggiore di Bologna.
Mi presento al pronto soccorso ostetrico con le contrazioni regolari ogni 3 minuti alle 7:30 di mattina. Sono forti e ho problemi di gestione del dolore, come scritto nel piano del parto, e mi aspetto di essere assistita con i servizi offerti nella sala travaglio in attesa dell'analgesia epidurale, cui non posso ancora accedere perché ho una dilatazione ancora bassa.
Vengo però spedita in reparto per attendere una dilatazione più importante. Ricevo 2 visite dalle ostetriche di turno in cui la dilatazione non è ancora sufficiente, dopodiché vengo abbandonata con mio marito per 3 ore fino al pomeriggio. Il dolore è divenuto insopportabile, le contrazioni ogni pochi secondi e ho sinceramente creduto di morire; nonostante questo, mi hanno rifiutato ulteriori visite o accessi alla sala travaglio, dove avrei potuto accedere alla piscina o alle manovre alternative di gestione del dolore.
Ho affrontato queste ore in solitudine sotto la doccia calda, con mio marito che aveva paura di peggiorare la situazione forzando la mano.
Ho urlato a vuoto per un tempo interminabile.
Quando le ostetriche si sono degnate di visitarmi alle 16.00, hanno constatato una dilatazione che per loro aveva superato quella consigliabile per l'epidurale.
In 3 ore mi sono dilatata da 2 a 10 centimetri, per dare un'idea del dolore provato.
Mentre urlavo che non volevo e che avevo il diritto di prendere fiato, che avevo fatto tutto quello che c'era da fare per ottenerle l'epidurale e che non ce la facevo più, come se niente fosse mi hanno mostrato un sorrisone 36 denti dicendo "ma come, non vuoi vedere il tuo bambino? ci siamo quasi su via" e mi hanno trascinata senza alcuna empatia in sedia a rotelle direttamente in sala parto.
Il mio bimbo è nato alle 19:30 (sano) dopo 3 ore e mezza di fase espulsiva. Mi hanno dato dell'ossitocina perché non avevo più nessuna forza e quindi in tutto questo il ricordo del dolore e la rabbia data dal senso di impotenza sono così vive che ancora oggi non riesco a trattenere le lacrime.
So che ci può essere di peggio, ma nel percorso alla nascita mi era stata raccontata una storia ben diversa; questo è essere presi in giro, e ora capisco perché molte donne si rifiutano di avere un secondo figlio, ora mi ci metto anche io.

Patologia trattata
Parto naturale.
Voto medio 
 
4.8
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
4.0

Reparto ginecologia eccellente

Sono stata ricoverata 6 giorni per un intervento chirurgico (isterectomia) nel reparto di ginecologia al Maggiore, di cui è responsabile il dr. Scagliarini. Un elogio al dr. Scagliarini per la sua professionalità e presenza, molto bravi tutti gli operatori sia in reparto che in sala operatoria.

Patologia trattata
Fibroma.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
2.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
2.0

Doppia esperienza al pronto soccorso ginecologico

Devo riportare due esperienze al pronto soccorso, in quanto collegate tra loro.

Prima esperienza:
Sono alla prima gravidanza. Alla 12esima settimana vedo delle piccole perdite marroni e un po' allarmata (ma non troppo, essendo comunque perdite iniziate e finite nel giro di pochi minuti) chiamo la mia ginecologa per avere un consiglio. Lei mi dice che quasi sicuramente non è nulla, ma di andare comunque al pronto soccorso ginecologico. Io e mio marito ci dirigiamo lì, e aspettiamo tutto il pomeriggio in coda. Vista la gravità di alcuni casi che mi stavano accanto, avrei aspettato anche un'ora in più per far passare avanti ragazze con problematiche peggiori. Ma a quanto pare faceva fede più l'ordine di arrivo, o forse il mio era comunque un punto di vista sicuramente meno competente dei professionisti all'interno.
Comunque all'esterno ho potuto assistere in sala d'attesa (completamente in balia di chiunque quindi) alla disperazione di una madre che era appena uscita dal reparto consapevole di aver perso il bambino, e lasciata completamente sola (senza supporto di nessun professionista) per più di un'ora e mezza in sala d'attesa, aspettando di dover andare (suppongo) a fare un raschiamento o simile.
Arriva verso sera il mio turno, e mi dicono di entrare da sola (i mariti li lasciano fuori, anche se effettivamente il bambino è di entrambi, quindi siamo entrambi in apprensione).
Dentro trovo una dottoressa buona come il pane, gentilissima che mi mette a mio agio (nonostante la corsa che stava sicuramente affrontando vista la mole di persone che si presentavano in reaparto). Mi fa accomodare sul lettino e controlla che tutto vada bene. Fortunatamente tutto va bene e mi consegna un referto in cui l'unica "terapia" consigliata è controllare che il problema non si ripresenti. Specificando che in caso di perdite diverse, o più abbondanti o dolore, sarei dovuta ripresentarmi.

Seconda esperienza.
Passano un paio di giorni senza perdite. Poi mi sveglio una mattina con piccole perdite rosso vivo che non si fermano, oltre a dolore al basso ventre. Alche' (seguendo quanto scritto nel referto) mi reco subito al pronto soccorso nuovamente. Questa volta sono molto più agitata, in quanto le perdite non si fermano ed ho veramente paura stia succedendo qualcosa di brutto.
In sala d'attesa non c'è nessuno, e mi fanno entrare subito (alche' penso che se la dottoressa oberata di lavoro della prima volta mi aveva trattata con così tanta dolcezza ed umanità, sicuramente questa volta che sono l'unica paziente sarà ancora meglio... e questo pensiero un minimo mi rassicura, essendo molto provata psicologicamente).
Entro nuovamente da sola. La dottoressa (diversa dalla prima volta) nemmeno mi saluta (nonostante io ripeta un paio di volte "salve" o "buongiorno") o mi guarda in faccia. Scocciata guarda l'ultimo referto e bofonchia qualcosa sul fatto che non si spiega perchè sono lì. Le spiego per filo e per segno sia la visita di due giorni prima ed i sintomi di due giorni prima, sia i sintomi di quel giorno. Lei a malapena mi ascolta e mi dice di spogliarmi e mettermi sul lettino. Passa un'eternità, ed io sono sola su un lettino mezza nuda e vulnerabile sia fisicamente che psicologicamente. Nel frattempo esce, rientra, guarda qualcosa al pc, risponde al telefono e fa entrare un paio di uomini per dir loro una cosa (tutto questo sempre con me sul lettino esposta) e poi finalmente arriva. Si infila i guanti, mi fa una visita veloce e mostra il guando sporco di sangue all'infermiera con uno sguardo di derisione (che io erroneamente interpreto come un "guarda non c'è niente da fare, cosa crede" quando col senno di poi sicuramente avrà voluto dire "ridicola venire qui per così poco sangue"). La visita continua (senza dire una parola di rassicurazione) con l'ecografia interna (alla quale non riesco ad assistere in quanto tiene lo schermo in modo che io non possa vederlo). Poi toglie tutto e si toglie i guanti. Sono io a doverle chiedere quindi cosa era successo, e finalmente mi sento dire che non si vedono distacchi. Ancora non sento le parole "va tutto bene", ma faccio due più due e mi rilasso un attimo. Quando sento "Lei però non arriverà a nove mesi" che mi trafigge direttamente il cuore, con un po' di magone e lacrime trattenute con fatica le chiedo "Come? Cosa non va?" alche' mi dice che se mi agito in questa maniera per ogni minimo problema sicuramente non ci arrivo a 9 mesi. Faccio finalmente un bel respiro, convincendomi del fatto che non mi ha diagnosticato un problema, ma fatto solo della ironia. Mi rivesto e torno al tavolo, dove sempre senza una parola scrive il nuovo referto e me lo consegna. Leggo una terapia di ovuli di progesterone e riposo. Cerco di chiedere delucidazioni in merito ad entrambe le cose scritte, ma ottengo solo un semplice "Queste le deve inserire tutte le sere prima di andare a dormire per almeno una settimana, poi chieda alla sua ginecologa". Mi faccio nuovamente forza e non esco ma chiedo "Quindi io cosa devo fare se mi tornano perdite di questo o di altro tipo?" visto che ero stata derisa e trattata in questo modo tutta la visita. E mi risponde che con la cura che mi ha prescritto vedrò sicuramente altre perdite, ma saranno normali e mi fa uscire.

Io esco in lacrime per come mi ha mortificata e trattata, e cerco di rassicurare mio marito in quanto (in fondo) stava andando tutto bene. Ma riesco a convincermi che non ci sono problemi solo quando dopo 3 settimane torno dalla mia ginecologa.

Ancora oggi (che scrivo al settimo mese di gravidanza) il ricordo di quella mattina è un fardello, ancora raccontarlo (o solamente scrivervelo qui) mi riporta a galla lacrime.

Spero ardentemente che questa dottoressa fosse in una "giornata no", che non tratti usualmente donne preoccupate in questo modo. Ma soprattutto spero che nessuna donna in un momento di fragilità, o peggio in un momento della sua vita certo più grave del mio la debba incontrare.
La ferita che mi ha lasciato, anche se minuscola rispetto a tanti altri problemi, non so se si curerà mai del tutto.

Patologia trattata
Perdite alla 12esima settimana.
Voto medio 
 
2.5
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
2.0

Visite ambulatoriali

Ambulatorio ginecologico gestito a mio modesto parere molto male. Chiedendo l'informazione in merito all'accettazione l'infermiera, tutte e tre le volte, ha ripetuto che di manine ha solo due. Gran maleducata.
Mettere poi almeno i numeri potrebbe essere utile onde poter gestire la folla di gente. Come al solito il paziente non ha voce in capitolo!

Patologia trattata
Visita ginecologica.
Voto medio 
 
4.8
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
5.0

Veramente brava l'equipe del dott. Scagliarini

Sono stata ricoverata per tre giorni e mi son trovata benissimo.. Bravi e scrupolosi tutti, iniziando dal dott. Scagliarini per andare alle infermiere di turno, sempre pronte, allegre e professionali.

Patologia trattata
Prolasso della vescica.
Voto medio 
 
2.8
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
3.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
3.0

Pessime esperienze

Piccola premessa importante: mesi fa mi sono recata al PS dopo una fitta, ero in gravidanza nel terzo mese e, dopo le prime domande, la dott.ssa Rubino Anna mi rimprovera di essermi recata lì quando si va solo in gravidanza avanzata e sicura e che ai primi mesi non dovevo recarmi al PS ginecologico, ma al PS generico (il mio ginecologo invece mi aveva sempre detto di andare lì per ogni dubbio o problema). Comunque mi visita e con freddezza mi dice che la gravidanza è terminata. Io imploravo di far entrare mio marito che era fuori ignaro di tutto, non mi ha dato un minimo di spiegazione e non ha avuto un minimo di tatto, mi ha detto "senta il suo ginecologo, ma nel mondo non è la prima o l'ultima". Sono d'accordo, ma penso ci voglia un minimo di tatto a rispettare il dolore in quel momento di una notizia tale. Ed evitare di farsi il sorriso in un momento abbastanza brutto per una paziente.
Passano i mesi e resto nuovamente incinta. Al 4° mese, dopo alcune perdite il mio ginecologo mi dice che avevo un distacco e mi dà la cura; dopo 15 giorni tornano le perdite e mi precipito in ospedale (come mi era stato consigliato): ero nella saletta riservata ai tracciati di fronte la sala delle visite, mi ritrovo la dott.ssa Rubino che in un'ora non ha visitato nessuno (vedevo tutto) e l'infermiera dopo un'ora esce con ciotoline e resto (sicuramente cenavano tranquillamente), si sentivano benissimo le chiacchiere in totale tranquillità. Arriva il mio turno, mi fa le classiche domande e mi sistemo per la visita, la dott.ssa continuava le chiacchiere private con l'infermiera, mi visita e dice che non è nulla e non ho alcun distacco, di star tranquilla e che ero troppo ansiosa, le perdite possono essere normali. Tra un sorriso e una chiacchiera, e con il cellulare sempre vicino che vedeva ogni minuto, mi manda a casa e nonostante la preoccupazione delle perdite, ero contenta che il distacco non ci fosse più. Metto a conoscenza il mio ginecologo che mi visita il giorno dopo, ebbene: mi trova il distacco anche più grande e mi cambia la cura.

Patologia trattata
Aborto e distacco.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Parto naturale

Ho partorito all'Ospedale Maggiore la mia prima bimba il 4 ottobre 2015 e penso di avere fatto davvero un'ottima scelta.
Per prima cosa sono rimasta favorevolmente impressionata dalla presentazione del punto nascita: un incontro con una delle ostetriche, un medico anestesista e un pediatra, tutto ben organizzato, con una presentazione in power point con tutti i dati (numero di parti, percentuale di cesarei, di analgesie, di complicazioni, ecc) relativi all'ultimo anno.
Le visite prima del parto sono state sempre condotte con puntualità da ostetriche molto gentili e disponibili, che mi hanno aiutata a decidere quando sarebbe stato il momento di recarmi in ospedale e hanno ascoltato tutti i miei dubbi e le mie preoccupazioni senza banalizzarle.
La sera in cui finalmente sono arrivata in pronto soccorso sono stata accolta da personale competente e sollecito. Avevo fatto la richiesta per l'epidurale e non ho avuto alcuna difficoltà ad ottenerla. Gli anestesisti che mi hanno seguita (due, perché nel corso del travaglio sono cambiati i turni) sono stati a dir poco eccezionali. Ho sofferto davvero il minimo sindacale, avendo la possibilità di godere insieme al mio compagno ogni istante di questa meravigliosa esperienza rimanendo sempre cosciente e serena.
Ho avuto bisogno di moltissima ossitocina, ma l'ostetrica Rita (non ricordo il cognome purtroppo) che ci ha accompagnati fino al parto ha seguito tutto il travaglio con grande attenzione e al contempo anche con discrezione, riuscendo ad essere sempre presente senza mai risultare invadente. Nel complesso ho un ottimo ricordo anche del travaglio, che non mi è sembrato eccessivamente medicalizzato nonostante tutti gli interventi che si sono resi necessari.
Dopo il parto ho perso molto sangue, la sfortuna a volte è dietro l'angolo, ma grazie al prontissimo intervento del personale di turno le conseguenze non sono state tragiche. Solo a posteriori abbiamo capito quanto sia stata importante la loro attenzione e la loro tempestività per evitare il peggio. Sul momento infatti tutti hanno agito con grande prontezza e tranquillità, evitandoci per quanto possibile qualsiasi stress o trauma.
Anche in reparto il personale è stato sempre gentile e disponibile ad aiutarmi, sia perché ero molto molto debole, sia perché era la mia primissima esperienza con un neonato.
Infine, non posso non ricordare la ginecologa che mi ha seguita per tutta la gravidanza, la Dott.ssa Calderara. Semplicemente fantastica! Precisa, puntuale, sempre chiara e disponibile. Dopo le visite con lei sono sempre uscita senza avere alcun dubbio su quello che mi aveva detto e su quello che dovevo fare, cosa che non sempre accade con molti medici. Non potevo essere seguita da un medico migliore!
Anche le ostetriche che mi hanno aiutata nell'avviamento dell'allattamento al seno sono state molto gentili. Senza il loro sostegno non so se ci sarei riuscita...
Nel complesso, questa rimane davvero l'esperienza più bella ed entusiasmante della mia vita, non potevo sperare di meglio. Grazie mille a tutti!!!

Patologia trattata
Parto (induzione, analgesia epidurale, lacerazioni con emotrasfusione).
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0

Un trauma

Mi sono recata in pronto soccorso ginecologico del Maggiore perché alla 14° settimana non avevo più i sintomi della gravidanza ed ero sicura che qualcosa non andasse! Dopo una attesa interminabile, sono stata accolta con superficialità ed arroganza dal personale, che con molta freddezza mi ha sbattuto in faccia che la gravidanza si era interrotta e non c'era più battito. Sono stata ricoverata ed ho passato la giornata in un letto a piangere con altre nella mia stessa situazione, senza la minima assistenza; nessuno dopo il raschiamento si è occupato di noi, lasciandoci in balia del nostro trauma. Non ho visto nè medici, né infermieri, non ho ricevuto un conforto e soprattutto è impensabile che dopo un lutto del genere, non ci sia un programma di sostegno psicologico. È stato traumatico. Spero che insegnino al personale il lato umano del loro lavoro, per ora sono scandalosi.

Patologia trattata
Aborto interno.
Voto medio 
 
3.0
Competenza 
 
4.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
3.0

"Accoglienza" al PS e diagnosi di aborto

Nonostante il dolore e la sofferenza ancora più che vivi, voglio denunciare quello che a mio avviso è inconcepibile avvenga in un pronto soccorso di maternità che, per definizione, dovrebbe essere luogo di ACCOGLIENZA e SOSTEGNO per le donne che hanno ahimè necessità di dovercisi recare.
Non mi dò ancora pace per quello che mi è successo, perché a mio avviso poteva essere evitato, o perlomeno gestito in modo più UMANO.
Ero all'inizio del quinto mese di gravidanza, quando giovedì 19 novembre ho avuto una forte emorragia a seguito della quale vado terrorizzata al pronto soccorso della Maternità del Maggiore di Bologna dove, dopo avermi preso tutte le generalità, mi diagnosticano placenta previa centrale e mi mettono gravidanza a rischio, raccomandandomi assoluto riposo da tutto. E così faccio, anche sotto suggerimento della mia ginecologa.
Onestamente col senno di poi (non essendo un medico) sarebbe forse stato più prudente trattenermi in osservazione per ulteriore garanzia che non ci fossero spiacevoli degenerazioni (come in effetti ci sono purtroppo state). Ma supponiamo pure sia questa la prassi...
Circa una settimana dopo (esattamente la notte fra martedì 24 e mercoledì 25 novembre), vengo colta da dolori lancinanti somiglianti a contrazioni, per cui chiamo l'ambulanza per farmi portare nuovamente al PS della Maternità del Maggiore, dove vengo "accolta" dalle classiche "persone" che stanno lì a riscaldare la sedia per nulla curanti degli ESSERI UMANI che purtroppo hanno necessità di andare al PS: arrivo in ambulanza sul lettino con dolori atroci dovuti alle contrazioni che non mi facevano stare in piedi. Vengo fatta scendere dal lettino e fatta sedere ad aspettare. Dopo qualche minuto mi fanno entrare in ambulatorio, ma anche lì mi fanno sedere per recuperare per l'n-ma volta le solite generalità (che fra l'altro avevo già fornito sia la settimana precedente, quando ero andata per l'emorragia, sia al momento dell'arrivo all'infermiera che mi aveva per così dire "accolta").
Perso tutto questo tempo prezioso, vengo fatta finalmente sdraiare per la visita (fra l'altro facevo una gran fatica a spogliarmi per i dolori, ma nessuna delle due presenti si è minimamente preoccupata di aiutarmi e anzi, mi sollecitavano con aria scocciata) e con estrema freddezza e quasi crudeltà mi hanno comunicato che stavo abortendo. E basta..
Hanno candidamente espletato le pratiche amministrative per il ricovero senza dirmi altro. Io ero shockata e incredula, non avevo nessuno con me (mio marito e' dovuto rimanere a casa con la bimba che andava a scuola il giorno dopo) e ho subìto il corso degli eventi.
Ed ora non riesco a darmi pace per quanto successo, soprattutto per COME è successo.
Ritengo che il personale del PS sia stato molto superficiale davanti ad una emorragia in primis e ad una sua successiva degenerazione (oltre ad aver manifestato una a dir poco scarsa attenzione al paziente come 'essere umano' e non solo come uno dei tanti da visitare e mandare a casa, come in una catena di montaggio).
Forse, se fossi andata in una clinica privata, sarei stata trattata meglio e con maggior scrupolo e attenzione.. e magari avrei ancora la bimba in grembo! Questo è l'atroce dubbio che ora non mi dà pace.
Ad ogni modo sarebbe bastata una minima UMANITÀ in più dal personale del PS per supportarmi in un tragico momento come questo (come ha invece poi cercato di fare il personale ospedaliero che ha mostrato tutt'altra professionalità e umanità).
Non ricordo purtroppo il nome della dott.ssa che mi ha diagnosticato con indescrivibile distacco che mia figlia stava morendo senza dirmi motivi, possibili cause o eventuali tentativi che si sarebbero potuti approntare. Ad ogni modo SCONSIGLIO a chiunque di andare al PS della Maternità del Maggiore, per evitare di subire gli stessi inammissibili trattamenti che ho subìto io in un momento drammatico che non riesco a superare.

Patologia trattata
Aborto interno.
Voto medio 
 
2.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
2.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
2.0

ECOGRAFIA MORFOLOGICA

HO FATTO LA MORFOLOGICA IL GIORNO 21/08/2015. ERA UNA VISITA CHE ASPETTAVO DI FARE CON GRANDE DESIDERIO... A PRESCINDERE CHE SONO ENTRATA 2 ORE DOPO, MA CI STA PERCHE' E 'UN OSPEDALE GRANDE, MI HA SEGUITA LA DOTTORESSA CALDERARA MARIA ADELAIDE, LA PIU' MALEDUCATA CHE ABBIA MAI INCONTRATO NELLA MIA VITA.. NON MI HA SPIEGATO NULLA, NON HA AVUTO NESSUNA DELICATEZZA NEL TATTO E CON LE PERSONE, TANTO CHE LA RIFARO'...

Patologia trattata
ECOGRAFIA MORFOLOGICA.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

DOTT.SSA MUZZI ROSSI PAOLA

SONO STATA RICOVERATA UN MESE IN GINECOLOGIA CON MINACCIA DI PARTO PREMATURO E LA DOTTORESSA MUZZI ROSSI SI E' IMPEGNATA A SALVARE LA MIA BAMBINA.
GRAZIE PAOLA, SEMPRE PRESENTE, GENTILE E PREPARATA.

Patologia trattata
MINACCIA DI PARTO PREMATURO.
Voto medio 
 
2.0
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
1.0

Menefreghismo

Dopo il secondo aborto all'ospedale Maggiore, mi trovo ad essere visitata dalla dott.ssa Lenzi, alla quale dico che sono al secondo aborto e che ho prenotato una visitata con lei a pagamento. Bene, durante la visita a pagamento le dico che voglio fare gli esami per la poliabortività, lei mi risponde che sono inutili e che la causa più probabile è la mia età (40). Sono riuscita a rimanere incinta per la terza volta e per puro caso ho scoperto di avere problemi alla tiroide; ho cambiato ginecologa che mi ha dato da fare esami più approfonditi e mi ha detto che la causa potrebbe essere proprio la tiroide. Se la Lenzi fosse stata più professionale, a quest'ora forse non mi troverei ad affrontare un altro aborto.

Patologia trattata
Aborto spontaneo.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Pronto Soccorso e Reparto di Ginecologia

Martedì scorso, alle 06.00 del mattino circa, sono entrata al PS Ostetrico Ginecologico dell'Ospedale Maggiore in preda a dolori lancinanti dovuti (credevo io) alla rottura di una cisti ovarica. L'infermiera e la dottoressa di turno effettivamente non sono state cordialissime, ma sul momento non mi importava nulla... ero andata perché stavo veramente male dal dolore e volevo che me lo facessero passare... Risultato: mi hanno ricoverato per vederci meglio... ed intanto mi hanno messo sotto flebo. Martedì pomeriggio mi sono tornati i dolori, tanto che gridavo e non riuscivamo a farli passare con nessun antidolorifico; la stessa cosa si è ripetuta martedì sera... Tutti, e dico tutti (Dott. DEMARIA che, povero, non sapeva più che fare mentre io piangevo, infermiere/i, Dott. Scagliarini, tutti i medici che mi hanno "incrociato" sulla loro strada) sono stati umani, gentili, professionali e competenti. Concludendo: non andrei da nessun altro, sono bravissimi!

Patologia trattata
Sactosalpinge bilaterale.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Ostetriche professionali e competenti

Ringrazio tutto il personale del reparto ginecologico per l'ottima assistenza e competenza.
Ira e Manuele

Patologia trattata
Parto naturale.
Voto medio 
 
2.0
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0

Pronto Intervento Ostetrico Ginecologico

Ho deciso di scrivere questa recensione perché alquanto allibita da quanto successo ieri al Pronto Intervento Ostetrico Ginecologico dell'Ospedale Maggiore.
Per prima cosa, vorrei che fosse chiaro che chi si reca in una struttura di Pronto Soccorso- che sia Generale o come in questo caso Ginecologico- é perché ha davvero urgenza e bisogno di una visita medica e del responso di una figura professionale.
Mi sono recata al Pronto Intervento Ginecologico ieri nel tardo pomeriggio, alle 19.20 circa, già sapendo che probabilmente avrei dovuto aspettare delle ore perché vi erano donne incinta in attesa, e dunque giustamente, con una priorità più alta della mia. Fin qui nulla da obiettare.
All'accettazione mi é stato chiesto il motivo di ingresso, ho specificato che in un mese e mezzo ho avuto tre mestruazioni della durata ciascuna di sette/otto giorni e che l'ultimo ciclo non si concludeva. In pratica, é dal giorno 11 Febbraio 2014 che ho perdite di sangue ed il mio fisico risulta alquanto spossato e debilitato.
Io ed il mio compagno abbiamo da poco preso la residenza a Bologna, per lavoro e per studio, entrambi perché abbiamo da sempre creduto nell'efficienza delle strutture dell'Emilia- Romagna rispetto al resto del Paese. Io sono originaria di Venezia, il mio ginecologo, che mi segue da sempre, é dunque a Venezia, l'ultima visita effettuata (ecografia intra e transvaginale) risale ad Agosto 2013, ed oltre ad evidenziare problematiche che già conosco- utero con retroversione mobile, ovaie policistiche, etc...- non aveva nulla di particolare. Le mie mestruazioni sono sempre state dolorose, caratterizzate da cicli abbondanti e lunghi. Detto questo, non mi era mai successo di avere tre mestruazioni in un arco di tempo che va dal giorno 11/02/2014 ad ora, 29/03/2014, con breve pausa di dieci giorni dal 17 Febbraio 2014 al 2 Marzo 2014 e dal 10/03/2014 al 23 Marzo 2014.
MI sono recata al Pronto Intervento perché non sapevo davvero più cosa pensare, ho 26 anni e bisogno sicuramente di rassicurazioni e forse di scacciare via il pensiero di un'emorragia o qualcosa di più.

Tornando alla serata di ieri, dopo due ore di attesa quasi - che reputo giustificate data la presenza di donne in gravidanza - appena entrata nell'ambulatorio della Dott.ssa Calderara Maria Adelaide, mi sono sentita chiedere in modo aggressivo e del tutto fuori luogo che cosa volessi dato che quello era un posto "per chi é in maternità" ed il mio problema lo devo risolvere con uno specialista/il mio ginecologo/in un semplice consultorio. Riferendo da subito che questo ciclo, doloroso, lungo, spossante non cessava, mi hanno fatto controvoglia distendere sul lettino per l'ecografia di routine.
Per la prima volta nella mia vita ho trovato un Dottore, anzi, ancora peggio, una Dottoressa che non sa neanche minimamente che cosa significhi empatia e mettere a proprio agio un paziente.
Con fare brusco, canticchiando un motivo musicale a labbra serrate, ha iniziato a premere sulla pancia e sull'addome, senza delicatezza o senza chiedermi se provassi dolore. Mi ripeteva solo in continuazione di tenere le mani dietro la nuca, ma provando fastidio e dolore, tendevo sempre a spostare le mani verso la pancia.
In cinque minuti, parlando di alcuni campioni con l'infermiera e non dandomi la minima attenzione, ha redatto il verbale di Primo Intervento.
Al di là del fatto che recandomi in Ospedale sapevo di pagare il ticket, ma pur di essere controllata e di verificare che non vi fosse un'emorragia pagherei il ticket anche tre volte, nelle condizioni cliniche la Dott.ssa ha posto dolore 0, nullo. Ha trovato una cisti ovarica destra, ma non mi ha spiegato nulla in merito, non mi ha rilasciato nessuna foto dell'ecografia, cosa che mai mi era capitata prima, nonostante io abbia insistito, mi é stato detto di fare silenzio perché stava completando il verbale.
Non sono mai stata trattata così in tutta la mia vita e quando due anni fa mi sono recata al Sant'Orsola, ho ricevuto un tratto umano che la Dott.ssa non conosce. Alla mia domanda su come bloccare il flusso, se ricorrere al Tranex, non mi sono state date risposte precise, alle mie richieste su come procedere per la ciste ovarica mi sono sentita dire "bah", alle mie preoccupazioni su pezzi di parete interna che avevo perso nel corso di questo lungo ciclo mestruale mi é stato risposto con un secondo "bah", e con l'invito a rivolgermi al mio ginecologo/altre strutture.
Probabilmente, dati gli orari ed i turni massacranti ai quali sono sottoposti medici ed infermieri, l'empatia, la disponibilità, il principio ed essenza stessi della professione medica vengono totalmente dimenticati.
Devo altresì sottolineare la presenza di rom nel parcheggio di fronte all'edificio, il fatto che non vi fosse abbastanza pulizia anche dentro al reparto- di fianco al lettino dove mi sono distesa vi era un pezzo di carta forse della visita precedente-, nella sala d'attesa non vi erano sufficienti sedie e molte persone erano in piedi.
A visita conclusa, nonostante avessi spiegato che ho il ginecologo ancora a Venezia, mi é stato dato un foglio per consultori familiari, invece per esempio di consigliarmi integratori di ferro e magnesio.
Sono alquanto sconvolta, il mio compagno mi ha portato al Maggiore perché ha da sempre sentito parlare bene dell'Ospedale, ma ci siamo ricreduti e penso che non ci sia paragone con il Sant'Orsola.
Per quanto stress, stanchezza e noia un medico possa provare, si ricordi sempre che é un medico.
Distinti Saluti,
Dott.ssa E. Esposito

Patologia trattata
Perdite ematiche e tre cicli mestruali nell'arco di un mese e venti giorni.
Voto medio 
 
2.5
Competenza 
 
4.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
1.0

Pronto Soccorso Ginecologico

Quello che sto per esporVi ha dell'incredibile. Ieri sabato 7 dicembre 2013, alle ore 10.15, mia figlia si reca al Pronto Soccorso (Maternità-Ginecologia) dell'Ospedale Maggiore di Bologna dopo aver parlato con la sua ginecologa Dott.ssa Lenzi (che non era in servizio), dicendole che aveva un inizio di emorragia (Test positivo di gravidanza da 10/15 giorni): dopo questo breve colloquio con la Dottoressa, si reca appunto al Pronto soccorso.
La cosa vergognosa ed inumana è che mia figlia ha aspettato fino alle ore 18.00 del pomeriggio senza che nessuno, e dico nessuno, la degnasse di un minimo controllo, per capire se la situazione fosse critica oppure no; come lei, altre signore che erano li.
Ma non solo! Alla richiesta dei tempi di attesa, il personale è stato a dir poco prepotente e scortese (forse non si rendono conto che chi è al Pronto Soccorso è perché sta male e non è dal parrucchiere).
A quel punto, stremata di dolore e preoccupazione, lei ed il marito hanno ritirato il cartellino sanitario e chiesto il documento di accesso ed uscita dal Pronto soccorso (che non è stato consegnato) per recarsi presso un altro Ospedale, il Sant'Orsola.

Patologia trattata
Principio di emorragia (NON trattata).
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

PS ottimo! Dr.ssa Paola Tarantini bravissima!!!

Mia moglie ha dovuto partorire in emergenza di notte per un grosso problema. Grazie alla prontezza e alla bravura della dottoressa Paola Tarantini, mia moglie e mia figlia sono vive e stanno bene! Grazie!!

Patologia trattata
Parto complicato.
Voto medio 
 
4.5
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
4.0

Ottimo reparto

Sono stata curata con premura e con tanta umanità da tutto lo staff del reparto.
Medici, infermieri e ostetriche da 10.
Il sostegno medico e umano durante tutta la degenza è stato impeccabile, così come l'assistenza che ho ricevuto durante e dopo il parto.
Consiglio il reparto e spero di poterci tornare per un futuro evento felice.

Patologia trattata
Pre-eclampsia severa.
Voto medio 
 
2.8
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
3.0

Molto carente

La mia esperienza non è stata positiva al Maggiore e scrivo questa recensione nella speranza che possa servire a migliorare la situazione. Io sono stata seguita dalla dott.ssa Lenzi che, seppur brava, ha molte clienti partorienti, quindi troppo impegnata per seguirti in modo personalizzato. In sostanza l'ho vista solo dopo il parto, che per fortuna è andato bene, ma ho avuto zero assistenza, zero premure in reparto e stavo partorendo tra dolori atroci nella mia camera nell'indifferenza generale. Solo grazie a mia madre mi hanno portato nel reparto Travaglio, con una sola ostetrica a disposizione. Dopo solo 1 ora scarsa dal parto, avvenuto in 15 minuti, mi hanno anche cacciato dalla stanza perché serviva. Tra l'altro mi hanno fatto alzare sanguinante per fare colazione in fretta e mi sono dovuta lavare da sola nel bagno della camera parto. Mangiafico, di cui non ho una bella opinione e che evidentemente era di turno in quel momento, è entrato mezzo secondo, mi ha chiesto come stessi ma io non credo neanche di avergli risposto, visto che ero stravolta e avevo partorito da un minuto. Inoltre le ostetriche di turno non ti vogliono fare l'epidurale, minacciano che se si insiste, anche avendone tutte le ragioni perché ero dilatata al punto giusto, si rischia il cesareo. Non la danno anche se si prenota e si richiede giustamente, sono fissati con il parto naturale quando in tutto il resto del mondo si tende ad evitare il dolore del parto alle donne, a tutte le donne e pure gratuitamente. Alla fine grazie a Dio mio figlio sta bene e voleva uscire dalla pancia, però se avessi avuto qualche problema non so come sarebbe finita.

Patologia trattata
Parto naturale.
Voto medio 
 
4.3
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
4.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
4.0

Esperienza positiva

La maternità del Maggiore gode di ottima reputazione e il mio caso non può che confermare il giudizio.
Sono stata assistita al parto in modo lodevole dall'ostetrica Marina a febbraio 2011 (ho un meraviglioso ricordo).
Il ginecologo Giacomucci è stato il mio punto di riferimento allora, come lo è di nuovo ora che sono alla mia seconda gravidanza, insieme alla dott.ssa Visentin.
Questo non toglie che qualcosa potrebbe essere migliorato, ma non credo dipenda dal personale.
Le mie critiche:
esami prenatali (morfo, eco terzo trimestre) eseguite con il SSN sono eseguiti in modo frettoloso, con appuntamenti che slittano di ore--> soluzione: li sto facendo a pagamento, ma non lo trovo giusto;
assistenza post parto minima, ostetriche che ti dedicano pochi minuti--> sarebbe bene, almeno per chi è al primo figlio, poter contare su maggiore assistenza.
Sono convinta che i problemi segnalati siano conseguenza dei tagli che sta subendo la sanità e in generale il servizio pubblico.
Per il resto lo consiglio e spero di poterci tornare per il secondo parto.

Patologia trattata
Esami prenatali e parto naturale.
Voto medio 
 
4.5
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
4.0

Ottima struttura e ottimo personale- dr.ssa Lenzi

Sono seguita dalla dott.ssa Lenzi della Maternità dell'Ospedale Maggiore di Bologna. Dopo aver cambiato vari ginecologi, ho finalmente conosciuto questa bravissima professionista. Ottima ginecologa e ottima persona, ci ha seguiti fin dalla prima gravidanza in modo scrupoloso ma mai ansiogeno. Ci ha assistiti in un'esperienza terribile ed è stata eccellente anche dal punto di vista umano.
La struttura è accogliente e tutto il personale medico, ostetrico e infermieristico è garbato e cordiale.
Consiglio questa struttura a tutte le bolognesi.

Patologia trattata
Due parti naturali e una interruzione di gravidanza terapeutica.
Voto medio 
 
3.5
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
3.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
3.0

Grazie dottor Scagliarini e staff

Quando ho saputo di dover andare dal dottor Scagliarini (fino ad allora per me sconosciuto), non ero molto contenta ma ho pensato: "oh se non si puo' fare altrimenti..". Ma dopo averlo conosciuto, dal 18 aprile 2012 sia io che mio marito ne siamo stati entusiasti sia per la professionalità impeccabile, sia per l'umanità e il cuore che ci ha messo nel far venire al mondo la nostra piccola Sara. Nonostante le difficoltà riscontrate: rischio 90% trasfusione per ferro quasi inesistente per la mamma; bimba di traverso; 2 fibromi in mezzo ai piedi per cesareo eccetera...
Il 30 maggio sono entrata in sala operatoria che avevo una fifa blu (per altro spudoratamente dichiarata), ma il dott. Scagliarini e l'anestesista, insieme a tutta l'equipe della sala operatoria, sono stati fantastici: praticamente come avere lì una mamma e un papà..
Deliziosi e bravissimi.
Grazie da parte mia, di mio marito e della piccola Sara, che se non fosse stato questo "signore", non sarebbe stata qui!! Erica

Patologia trattata
Parto cesareo per posizione traversa e 2 fibromi.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

10 e lode, dott. Zucchini

Translucenza nucale, tri-test, ecografia morfologica e infine due parti cesarei, tutto seguito dal dott. Zucchini: ecco quello che ho fatto presso questo reparto. Mi sono trasferita in un'altra città e sono in attesa del mio terzo figlio, ma mi sono trovata talmente bene con la professionalità di questa equipe che, anche dovessi fare 1000 chilometri, il mio terzo figlio sarà seguito da loro, non potrei affidarmi in mani migliori.

Patologia trattata
Esami prenatali e parto cesareo.
Voto medio 
 
4.0
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
3.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Ricerca di una Sanità con un volto più accogliente

Sono ancora nella fase preparatoria all'intervento, che mi è stato consigliato con una urgenza a 30/60 giorni. Sono molto preoccupata perché purtroppo il mio problema di salute, certamente per mia trascuratezza, è stato diagnosticato adesso che si è già in una fase avanzata.
La decisione sull'operazione da effettuare senza indugio, subito prospettatami, è stata quindi dolorosa e difficile da "digerire".
Devo dire che, pur riconoscendo la professionalità dei medici che mi hanno visitata finora (ginecologo, ecografista, chirurgo) sono stata purtroppo colpita in modo piuttosto negativo dalla poca adesione umana alla mia vicenda personale.
Ho pensato, a mente fredda, che a un medico efficiente e abituato a pensare e ad agire in modo dinamico, la mia patologia può essere apparsa routinaria, ma certamente è un evento importante nella vita personale di ogni singolo paziente.
Comprendo anche che un medico di una struttura ospedaliera pubblica così grande, pressato da turni impegnativi, casi difficili all'ordine del giorno, immagino, possa vivere una sorta di "distacco emotivo" dalle problematiche di un paziente "difficile", spinoso, polemico, come sono stata io in quelle circostanze, ma credo che sia possibile mettere in atto una Sanità dal volto più umano, più partecipe ai bisogni del malato.
Ciò non toglie che credo che a livello chirurgico, come conferma la signora Bianca Maria nel commento precedente al mio, tutto avverrà nel migliore dei modi, che ci sarà competenza e professionalità estrema, che il reparto in cui sarò accolta funzionerà a dovere, ma le mie ansie e le mie paure del "prima" non hanno trovato una adeguata risposta.
Sarebbe bastato un semplice sorriso, un cenno distensivo, una parola minima distensiva per evitare che tutta la giornata assumesse un colore così grigio e angoscioso.
Ma forse quello a cui penso è solo una utopia.
Devo invece sottolineare la grande attenzione del personale in accoglienza al paziente, sia a livello di puntualità nelle informazioni, sia nella disponibilità e cortesia ad dispensare e a reiterare chiarimenti.
Mi auguro pertanto che tutto quello che non è stato possibile chiarire nelle visite che hanno portato alla definizione della diagnosi, in un dialogo paziente-medico difficile, anche per l'uso eccessivamente tecnico del personale medico, che dava per scontato la conoscenza di una terminologia di tipo gergale, una microlingua fatta di abbreviazioni e termini medici usata tra "addetti ai lavori" ma non necessariamente comprensibile a una persona che opera in un settore diverso, possa essere "riscattato" nel prosieguo del mio percorso preparatorio all'intervento e trovare soluzione efficace e adeguata nell'operazione, nella degenza e nel periodo post-operatorio.
Mi scuso per l'eccessiva lunghezza del commento e invio distinti saluti.
Francesca Varagona

Patologia trattata
asportazione fibroma e utero
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

giudizio post operatorio

Voglio fare i complimenti all'equipe sia di anestesia che chirurgica del reparto di Ginecologia per la competenza e la dedizione al proprio lavoro, mi sono trovata bene e desideravo quindi ringraziare di tutto, non solo per la competenza professionale, ma anche per la pulizia e l'assistenza che caratterizano il reparto.
Bianca Maria

Patologia trattata
asportazione fibromi e utero.


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