Malattie Infettive Policlinico Bologna S. Orsola Malpighi

 
3.9 (11)

Recensioni dei pazienti

11 recensioni

 
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5.0
Competenza 
 
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Assistenza 
 
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Pulizia 
 
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Servizi 
 
5.0

Eccellenza

Mio marito è stato curato per una infezione contratta in altro ospedale.
È stato salvato grazie alla competenza e professionalità del reparto infettivi del S. Orsola. Grazie!!!

Patologia trattata
Infezione vertebrale.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Il massimo

Ho fatto la cura sperimentale per l'epatite C. Ho trovato personale gentile e disponibile, buona accoglienza e assistenza, atteggiamento positivo.
Ringrazio tutti per la serietà e professionalità.

Patologia trattata
Cirrosi epatica da virus.
Voto medio 
 
3.3
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
2.0

Orari di accesso terrificanti

Mi sembra assurdo che nel 2019 non sia possibile accedere ai referti medici on line e che gli unici orari di apertura siano di mattina (sabato escluso, ovviamente).

Patologia trattata
Test di routine per malattie sessualmente trasmissibili.

Voto medio 
 
4.8
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
5.0

Ottimo reparto

Struttura di altissimo livello scientifico, in cui l'equipe medica dimostra, oltre la competenza, un forte impegno e una grande sensibilità sul piano umano. Anche gli infermieri sono preparati e gentili.

Patologia trattata
Malattia infettiva.
Voto medio 
 
4.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
3.0

GRAZIE

OTTIMO REPARTO. POSSO SOLO RINGRAZIARE DI ESSERE STATA SEGUITA QUI.

Patologia trattata
HIV-HCV.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Elogio e ringraziamento

Vorrei ringraziare in modo molto "particolare" il dr. Trapani per le cure materiali ed il supporto psicologico che ha dato in occasione del ricovero di Pagnoni Angelo, affetto da virus da zanzara del Nilo ed in condizioni molto critiche. Anzi, visto che non lo vedo elencato nell'equipe dei medici dirigenti, propongo di segnalarlo al dr. Viale.
Ringrazio anche il dott. Dentale per la sua professionalità e comprensione nel curare un paziente "molto difficile ed ostinato a livello caratteriale". Un grazie infinito all'infermiere Sig. Mariano ed a tutto altro personale, che per ovvi motivi non posso elencare.
P.s.: devo pero dare un suggerimento!! Il personale con le qualifiche "più basse" deve rendersi conto che è ad assistere degli ammalati e non ha colpa nessuno se prendono degli stipendi bassi, hanno a che fare con persone che soffrono ed a volte suonano molto il campanello.. Se non gli va che vadano a fare altro lavoro..

Valeria Calzolari, moglie del paziente Pagnoni Angelo.

Patologia trattata
Virus West Nile e successiva infiammazione virale a vie urinarie (al momento del ricovero la diagnosi era riservatissima, anzi, poteva evolvere in maniera del tutto negativa).
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Ottimo reparto

Sono più di 20 anni che mi curo in questo reparto e, nonostante i miei trasferimenti, ho continuato a farmi seguire da loro. Sono tutti, sia medici che infermieri e altro personale, ottimi professionisti, tra i migliori in Italia. Inoltre la cosa meravigliosa e che non ti giudicano mai, ti ascoltano e cercano di rispondere al meglio alle tue esigenze.
Grande professionalità e umanità.
Unico neo: non sempre si parla con lo stesso medico.
Grazie comunque a tutti.

Patologia trattata
HIV - Hcv.
Voto medio 
 
4.5
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
4.0

QUANDO IL RICOVERO SUPERA I SEI MESI

BOLOGNA, 2009 CARI LETTORI, MI CHIAMO MARCO, CIRCA DUE ANNI FA, SONO STATO RICOVERATO PRESSO L'OSPEDALE SANT'ORSOLA DI BOLOGNA REPARTO MALATTIE INFETTIVE, PER LA PRESENZA DI UN TUMORE NEL SANGUE DENOMINATO "LINFOMA DI BURKITT" AD ALTISSIMA MALIGNITà, DA SUBITO FU NECESSARIO RICORRERE ALLE CHEMIOTERAPIE DI CUI IO NON SAPEVO NULLA , OGNI CICLO DURATA UNA SETTIMANA , SACCHE DI FARMACI 24 ORE SU 24... AL DI Là D I QUELLO CHE COMPORTA UNA CHEMIOTERAPIA , INFATTI NON NE VOGLIO PARLARE PERCHE' ANCORA OGGI CI SOFFRO PENSANDO ALLE SOFFERENZE SOPPORTATE PER OLTRE UN ANNO. QUELLO CHE DESIDERO DIRE E' IL BELLISSIMO RAPPORTO AVUTO CON I MEDICI E INFERMIERI, QUESTO MIO PENSIERO E' ANCHE DI TANTE ALTRE PERSONE CHE IN QUEL PERIODO DI RICOVERO ERANO RICOVERATE. L'AMBIENTE E' RILASSANTE , LE CAMERE SONO DA DUE LETTI O DA UNO, IO PER MOTIVI DI SICUREZZA SONO STATO PER QUASI TUTTO IL TEMPO (UN ANNO) NELLA CAMERA SINGOLA, IL MANGIARE E' BUONO E COMUNQUE SE HAI VOGLIA DI UN THE' O DI UN PANINO TI VIENE DATO, L'UNICA PECCA COMPRENSIBILE E' CHE NON PUOI USCIRE DAL REPARTO, QUESTO PERCHE' AVENDO LE DIFESE IMMUNITARI BASSE C'E' RISCHIO DI AMMALARSI DI PIU'. INIZIALMENTE I MIEI FAMILIARI NON VOLEVANO CHE FACESSI LE CHEMIO LI', NON SI FIDAVANO DELLO STAFF, A VOLTE COMPOSTO DA RAGAZZI ALLE PRIME ESPERIENZE, IO AL CONTRARIO DA SUBITO MI SONO SENTITO IN UN AMBIENTE PROTETTO, NEL TEMPO VENIVO COCCOLATO TRATTATO BENE BENISSIMO AL PUNTO CHE SE MI CHIEDEVANO DI RESTARE UN ALTRO ANNO AVREI ACCETTATO. DICO QUESTO PER FAR CAPIRE MEGLIO QUANTO MI TROVASSI BENE, AL CONTRARIO DELLA MIA FAMIGLIA CHE CREDEVA CHE IL PERSONALE FOSSE INCOMPETENTE PER LA MIA MALATTIA; IO RIPETO, SONO STATO SEMPRE FIDUCIOSO, SEGUITO DA UN EMATOLOGO OGGI DOPO DUE ANNI DALL'ULTIMA CHEMIOTERAPIA, INTERROTTA PER MOTIVI DI GRAVI PROBLEMI DI INTOLLERANZA FISICA AL PUNTO CHE ENTRAI IN COMA PER 4 GG., QUALCUNO DISSE ALLA MIA MAMMA CHE DA LI' A POCO SAREI... INSOMMA, ERANO IN POCHI A CREDERE CHE MI SAREI RIPRESO. BISOGNA DIRE CHE. OLTRE AD AVERE UN TUMORE RARO E MOLTO AGGRESSIVO, ERO E SONO MALATO DI HIV, PER CUI LA MIA BATTAGLIA E' STATA MOLTO DURA, INFATTI, DEL MIO CASO ANCORA OGGI NE PARLANO IN CONVEGNI O CORSI UNIVERSITARI, INFATTI MI CHIESERO L'AUTORIZZAZIONE, IO ACCETTAI, E MI PRELEVARONO ANCHE UN CAMPIONE DI LIQUIDO DAL MIDOLLO OSSEO. SAPERE CHE OGGI IL TUMORE E' SCOMPARSO. ANCHE SE DEVO FARE OGNI SEI MESI DEI CONTROLLI, E SAPERE CHE IL MIO NOME VIENE FATTO PER DIMOSTRARE CHE ANCHE UN SIEROPOSITIVO SE HA UN FEGATO SANO PUO' RIUSCIRE NELLA BATTAGLIA DEI TUMORI CON CHEMIOTERAPIE ANCHE FORTI COME LE MIE. CHE ANCORA OGGI ANNO LASCIATO IL SEGNO DENTRO E FUORI DI ME. E' UN ORGOGLIO PER ME SE POSSO DARE UN CONSIGLIO VORREI APPUNTO DIRE CHE IL SANT'ORSOLA DI BOLOGNA E' UN OSPEDALE DOVE CI LAVORANO MEDICI E PROFESSORI DI FAMA MONDIALE, COME IL CHIRURGO ESPERTO DI TRAPIANTI DI FEGATO PROFESSOR PINNA, PER ANNI HA LAVORATO IN AMERICA APRENDO LUI STESSO LA CLINICA DI TRAPIANTI DI FEGATO, OGGI AL PADIGLIONE 24. LUI E IL SUO STAFF LAVORANO ININTERROTTAMENTE SALVANDO CENTINAIA DI VITE, EBBENE SAPERE CHE UN TRAPIANTO DI FEGATO DURA CIRCA 13 O 14 ORE DURANTE L'INTERVENTO L'UNICO CHE RESTA LI' PER TUTTA LA DURATA E' LUI IL MITICO PROFESSOR PINNA, DENOMINATO ANCHE DOTTOR HOUSE, COME QUELLO DEL TELEFILM, PER IL SUO CARATTERE RASSOMIGLIANTE, OGGI E' UNO DEI PIU' BRAVI AL MONDO SE NON IL PIU' BRAVO. OLTRE A LUI CE NE SONO TANTI ALTRI COME L'EMATOLOGO ZINZANI, MOLTO BRAVO. CREARE UNA CHEMIOTERAPIA PER UN PAZIENTE NON E' FACILE SE SI PENSA CHE UNA CHEMIO E' IL RISULTATO DI PIU' FARMACI MESSI INSIEME; QUANTITA' DOSAGGIO ED ALTRO VIENE STABILITO DALL'EMATOLOGO CHE COSI' RAGGIUNGE IL SUO SCOPO DI ELIMINARE IL MALE. SE NON SEI BRAVO, INVECE DI MIGLIORARE LE CONDIZIONI DEL PAZIENTE LE PUOI PEGGIORARE, PERCHE' MAGARI SBAGLI IL DOSAGGIO E LA SCELTA DEI FARMACI PER QUESTO SI DICE QUEL PROF. E' BRAVO O QUELLO E' MENO BRAVO, ANCHE SE CREDO CHE PER LE CHEMIO E' UN PRENDERCI LA MISCELA DI PIU' FARMACI E' UNA SCELTA PERSONALE CHE SI BASA SULLE PASSATE ESPERIENZE E SULLA CONOSCENZA DI OGNI SINGOLO TUMORE... INSOMMA, IL SANT'ORSOLA E' L'OSPEDALE DOVE UNA PERSONA PUO' TRANQUILLAMENTE LASCIARE IL SUO DESTINO NELLE MANI DEI MEDICI, SE DOVESSE ANDARE MALE QUESTO NON DEVE ESSERE IMPUTATO NECESSARIAMENTE AL MEDICO, A VOLTE FATTORI ESTERNI ED IMPROVVISI POSSONO CAMBIARE IMPROVVISAMENTE LO STATO DELLE COSE, PRENDENDO TUTTI IN CONTROPIEDE E L'INTERVENTO POTREBBE RISULTARE TARDIVO, IN QUESTI CASI I MEDICI NON POSSONO NULLA.ANCHE L'AMBIENTE CIRCOSTANTE E' MOLTO BELLO. MARCO CARIDEI

Patologia trattata
HIV, LINFOMA DI BURKITT ADDOME, 4 CICLI DI CHEMIOTERAPIA.
Voto medio 
 
2.3
Competenza 
 
4.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0

Interferone

Sono seguita in questo reparto dal 2001 per HIV. A luglio del 2016 mi sono presentata per curare anche l'epatite. Ho chiesto l'interferone a settembre 2016. E'normale che ti mettano un po' in attesa, devono conoscerti, fare tutte le loro valutazioni ecc.etera eccetera. Non credo sia normale però metterti in attesa e non farti più prenotare sino a marzo 2016. Professoressa Verucchi, il suo modo di operare ha superato ogni limite.

Patologia trattata
Hiv e Hcv.
Voto medio 
 
2.5
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
2.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
2.0

Aspergillosi polmonare

Mio marito - ex paziente oncologico guarito nel 2009 dal cancro ai polmoni - l’11 dicembre 2015, all’età di 67 anni, è stato ricoverato nel reparto malattie infettive dell’Ospedale Sant’Orsola per aspergillosi polmonare.
Aveva avuto per mesi un dolore al petto di cui nessuno specialista era riuscito a capire la causa, e dopo numerosi esami, avendo escluso la recidiva del tumore, si era pensato trattarsi di un fungo insediatosi nella cavità del polmone operato. I medici dell’Ospedale Maggiore che lo avevano in cura, hanno quindi richiesto il ricovero programmato presso il padiglione 6, unità operativa di malattie infettive, da loro considerato il più idoneo per la terapia.
All’ingresso mio marito camminava normalmente, era lucidissimo e di buon umore, fiducioso e convinto di guarire.
E’ stato subito diagnosticato un ascesso nel polmone destro al quale dopo pochi giorni il chirurgo ha applicato un drenaggio.
L’intervento non è riuscito; dapprima il drenaggio non aspirava, riempendo la sacca di materiale gassoso, poi l’ascesso si è espanso anche nell’altro polmone, procurando una polmonite bilaterale. I motivi di questo evento non sono ben chiari, alcuni sostenevano che nei polmoni vi fosse una fistola, ma in seguito non fu riscontrata.
Da quel momento mio marito non ha più camminato, gli è stata applicata la ossigenoterapia, e lo hanno trasferito al piano terreno, nella sezione dei pazienti più gravi.
Al piano terreno fra porte sempre chiuse, guardiole deserte, medici trincerati in un piccolo studio, seccati e sbrigativi quando chiedevi qualcosa, siamo arrivati alla vigilia di Natale; quel giorno il responsabile mi ha detto che le condizioni dei polmoni di mio marito continuavano a peggiorare.
Hanno deciso di fargli una broncoscopia proprio il 31 dicembre, quando l’ambulatorio del Sant’Orsola era chiuso, quindi lo avrebbero portato fino al Maggiore. Visto che il reparto era molto riscaldato, indossava indumenti leggerissimi e non voleva le calze. Dovevano prelevarlo la mattina presto, quindi la sera prima mi ero raccomandata con una operatrice perché lo coprissero bene, ma quando lo hanno riportato in barella aveva i piedi e le braccia nudi che uscivano dalla coperta. Fuori c’erano due gradi. Mi sono molto arrabbiata con i portantini ed il capo infermiere, che mi hanno risposto malissimo, dicendomi che non dovevo interferire nel loro lavoro. Forse a causa del periodo feriale, le unità di personale erano poche, non troppo esperte, e sempre intente a discutere fra loro.
La polmonite intanto si aggravava, e il paziente faticava a respirare.
L’8 gennaio mio marito è stato trasferito presso la terapia intensiva respiratoria (pad.15), dove è rimasto complessivamente per circa 4 mesi ed ha contratto gravissime infezioni. Il suo calvario è durato più di un anno: è deceduto nella nostra abitazione il 31 dicembre 2016.

Patologia trattata
Aspergillosi polmonare.
Voto medio 
 
1.8
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
1.0

QUANDO IL MEDICO DIMENTICA IL PAZIENTE

Nel periodo settembre/dicembre 2012 sono stata seguita (si fa per dire) da una nota infettivologa del reparto che, oltre a non risolvere il problema, o quantomeno a chiarirne i contorni, ha messo in atto comportamenti al limite della maleducazione: intanto si pensi che già alla prima visita dovetti andare personalmente io a ricercarla per tutto il reparto deserto per ricordarle della visita; la stessa non era mai in reparto agli orari previsti e aveva fornito recapiti telefonici ai quali era quasi sempre irreperibile; non richiamava per comunicare gli esiti dei referti che le arrivavano come concordato (o, meglio, richiamava a volte sì, a volte no, diciamo tipo roulette...); tutte le indagini sono state prescritte e seguite dalla stessa con totale superficialità e disinteresse per il paziente: pensare che alcuni accertamenti non si ricordava nemmeno di avermeli prescritti!! Inoltre alcuni campioni da analizzare si erano guastati e, pertanto, sarebbero stati da ripetere e, invece, indovinate un pò... Le indagini non sono state rifatte!!
Il reparto, inoltre, risulta completamente vuoto al pomeriggio per quanto riguarda un qualsiasi sportello informazioni e/o portineria che, quando c'è, effettua la consegna di referti personali senza neppure richiedere un documento d'identità...Insomma, un vero disastro.

Patologia trattata
Sospetta parassitosi intestinale.
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