Ospedale dei Castelli di Ariccia
Recensioni dei pazienti
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Pronto soccorso vergognoso
Portata purtroppo in questo pronto soccorso in data 12/9/26 dopo incidente in moto con fortissimo dolore ad un ginocchio, attese lunghissime ma questo in qualsiasi pronto soccorso.
Dopo pochi minuti mi tolgono la sedia a rotelle (perché serviva) e mi mettono sulle sedie in metallo da visitatori, personale sanitario e medico sgarbato scostante svogliato e insofferente, l'opposto di quello che dovrebbe essere. Dopo lunga attesa mi portano a fare i raggi e quando finito mi mettono fuori e mi dimenticano lì, aspetto parecchio poi mi arrangio tirandomi dai corrimano tra l'indifferenza totale, sfinita dal dolore chiedo più volte un antidolorifico, alla fine un'infermiera senza una parola va e torna dicendo apri. E mi butta qualcosa in bocca con una siringa, freddezza e maleducazione totali.
Mi viene diagnosticata una grave distorsione, non mi mettono una benda niente di niente, se non migliora faccia una risonanza dice il medico e fuori dalle scatole (nel senso che gentilezza ed empatia che a mio parere dovrebbero essere parte integrante della professione non sanno proprio cosa siano), infine esco sotto shock per l'incidente e stremata dalla stanchezza, mio marito chiama un taxi ma appena salita mi accorgo che non mi hanno tolto il cerotto dal braccio e cerco di toglierlo, purtroppo non era il cerotto ma l'ago quindi inizio a sanguinare abbondantemente, il tassista chiama un dottore che passava il quale comincia ad inveire con me "ma non poteva farselo togliere, se ne doveva accorgere". Io? Ancora un po' il tassista gentilissimo gli mette le mani sopra.
Io capisco le difficoltà ma questo è una vera vergogna italiana.
Morte annunciata
Il giorno 22 agosto 2026 in questo ospedale di provincia è morta mia madre. Non hanno neanche avuto la compiacenza di farmi vedere mia mamma prima di morire (l'ho vista già morta nella camera mortuaria) trincerandosi dietro scuse assurde e ingiustificabili. Mia madre è giunta con emorragia esofagea e forte abbassamento dei valori di emoglobina, in condizioni gravi alle ore 16,30 del giorno 21 agosto dall'ospedale di Anzio. Doveva essere sottoposta di urgenza ad una gastroscopia che hanno fatto solo intorno alle 22. Credo avesse bisogno anche di una trasfusione di sangue, che non le è stata praticata (eravamo disposti a fornire noi il sangue necessario, senza intaccare le loro riserve). Mia madre è deceduta dopo poco per arresto cardio circolatorio (avevamo anche portato il farmaco che lei abitualmente prendeva per il cuore). Unico rammarico che ho è di non aver potuto portare mia madre a Roma dove avrebbe avuto un'assistenza sicuramente migliore. Unica nota positiva una donna guardia giurata gentile che si è prodigata per darci qualche informazione che nessuno, né medici né infermieri, si segnava di darci; e la persona addetta alla camera mortuaria, gentile e disponibile e che è rimasta oltre il suo orario per farci vedere nostra madre ormai morta. Pessimo ospedale.
Trasferimento a Tor Vergata
Mio marito soffre di un grave problemi cardiaco, portato con 118 viene portato nella stanza rossa immediatamente, dove rimane fino al giorno dopo. Cambia il turno e il dott Pirozzi Roberto consiglia una dimissione e un trasferimento con ambulanza privata, che peraltro lui stesso potrebbe portare il giorno in cui non è di turno, a Milano al san Raffaele. Ovviamente non accettiamo, ma dato che al noc ci dicono che non c'è niente da fare, cerco una soluzione in un altro ospedale. Al noc niente non lo possono trasportare, il dottore, Pirozzi Roberto, consiglia nuovamente ambulanza privata. La chiamo. L'infermiere dell'ambulanza non lo prende in carico. Dice che è troppo grave, non si sa come mai, ma all'improvviso esce un posto a Tor Vergata.
Tamponi in gravidanza
Finalmente sono al termine della mia gravidanza, segnata purtroppo dalla necessità di effettuare vari tamponi vaginali.
Al NOC purtroppo ho trovato poca cortesia, tanta fretta, poca precisione e poca pulizia.
Bastoncini per il prelievo vaginale caduti nel carrellino che regge le provette, raccolti e ugualmente utilizzati;
frasi decisamente non adeguate tipo "il prelievo rettale te lo fai da sola se fai così" ("così"= non sei rilassata, quando ha iniziato ad infilarmi il divaricatore vaginale ancora non avevo appoggiato bene le gambe sui poggia gambe -.- come fai a rilassarti?). Oppure: "eh signora deve partorire!! Come fa se le fa male questo?";
responsi dubbi (era risultato tutto negativo, ma avevo perdite giallastre che mesi dopo sono passate dopo una cura antibiotica... quindi dubito fosse corretto il tampone);
sedia per poggiare i vestiti (mutande comprese) su cui non credo proprio venisse cambiata la copertura sopra tra una paziente e l'altra, la carte del lettino idem (una volta sono entrata, era tutta stropicciata e quindi aspettavo la cambiassero.. sono state capaci di "rimproverarmi" anche per questo.."che fai non ti siedi? È pulita eh.." ... lo immagino -.-) (per la cronaca: su quella sedia si sta senza mutande.. bleach);
richiesta per alcuni germi mai arrivata al laboratorio..ho provato a dirlo allo sportello (la secondo volta che mi saltavano l'esame), ma la risposta è stata "eh non è un problema nostro, a noi i codici li dà il Sant'Eugenio";
Risultati del tampone che ti danno il dubbio che il materiale sia stato effettivamente valutato (ma magari questa è colpa del Sant'Eugenio...);
La stanza del prelievo è accanto ad una stanza segnalata come rischio radiazioni (per carità ci saranno i muri filtranti, ma dico io... ma l'ambulatorio di ostetricia ma vuoi metterlo da un'altra parte?);
Insomma veramente pessimo.
L'unica cosa positiva sono le tirocinanti, che cercano di smorzare l'acidità delle infermiere più grandi che davvero sarebbero da licenziare. Peccato che nel pubblico non si possa.
Spero che questa recensione possa aiutare qualcuno a evitare questo posto e in realtà spero venga letta dai loro responsabili.
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