Urologia San Filippo Neri

 
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Cateterismo traumatico e mancanza di comunicazione

A settembre 2023 causa ritenzione urinaria acuta sono stato sottoposto a posizionamento di catetere da parte dell'urologo dr. Presicce Fabrizio. L’inserimento è stato estremamente doloroso e accompagnato da sanguinamento, esperienza vissuta in modo traumatico e senza adeguate spiegazioni o rassicurazioni. Nei mesi successivi la situazione urinaria è progressivamente peggiorata fino alla diagnosi di stenosi uretrale bulbare con ostruzione del flusso, con forte impatto sulla qualità della mia vita e necessità di ulteriori visite ed esami. Ciò che più mi ha colpito è la totale assenza di comunicazione ed empatia sui possibili rischi e sulle conseguenze della procedura. Oggi convivo con una problematica cronica nata dopo quell’episodio e con un percorso medico ancora in corso. Esperienza profondamente negativa, non mi sono sentito tutelato né seguito.

Patologia trattata
Ritenzione urinaria acuta
Tipo di trattamento chirurgico e/o farmacologico ricevuto
Posizionamento di catetere vescicale in urgenza. Terapia farmacologica secondo prescrizione medica
Esito della cura
Nessuna guarigione
Voto medio 
 
1.3
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
1.0

Visite urologiche ed indolenza prestatori d'opera

Affetto a 73 anni da tumore alla prostata di grado 7 (3+4), nelle mie svariate visite c/o l'ambulatorio, il medico di turno (sempre il "solito"), sosteneva di rimanere sempre e solo in "vigile attesa".
E questo col Psa che si é sempre aggirato su di un grado basso pari ad 2,5 o 2,8, che purtroppo non ha impedito al tumore di aggredire il mio fisico.
La dott.ssa (sempre la stessa), del reparto oncologico, sosteneva invece e sempre d'intervenire al più presto con un ciclo di sedute radioterapiche.
Chi ha ragione dunque?
Il primo con la "vigile attesa", o la seconda con l'intervento che prevederebbe anche un trattamento agli ormoni per tentare di bloccare l'avanzamento del tumore?
E come al solito, nella soporifera attesa, chi ci va "di mezzo" è sempre il paziente... che non può sapere o conoscere con esattezza ciò che sia più giusto fare .
Di mezzo c'è solamente la vita di una persona, che con la assistenza attuale offerta dalla sanità pubblica, non sa cosa decidere della propria esistenza.

Patologia trattata
Tumore alla prostata.
Tipo di trattamento chirurgico e/o farmacologico ricevuto
.
Esito della cura
Guarigione parziale
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