Casa di Cura Abano Terme
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Ma non chiedano poi i soldi alla Regione!!!
Prenoto una visita ortopedica convenzionata al Policlinico di Abano Terme, per via del tanto declamato primario e la sua équipe che si occupano della chirurgia del ginocchio.
A parte la coda agli sportelli per il pagamento del ticket, che va fatto solo il giorno stesso della visita e solo lì, cioè senza la possibilità di pagare anche presso banche convenzionate, posta, ecc., c'è un'enorme confusione di persone che stazionano in piedi in entrata e nei corridoi, anziani che non capiscono il sistema dei numeri e si trovano smarriti e spaesati, gli altoparlanti che dicono (male) una sola volta il proprio numero alla visita.
La mia visita ortopedica è durata esattamente 7 (diconsi sette) minuti e così vado a descriverla: entro ed il medico è intento a mandare sms e manco mi saluta, quindi vabbè, si scusa che deve finire di digitare... Mi fa spogliare, mi fa piegare il ginocchio una volta, mi fa rivestire, non si degna di guardare le risonanze magnetiche che ho portato con me, inizia a scrivere una risposta, che in pratica non dice niente.
Se lo tenessero il loro robot operatorio.
Mai più in una struttura convenzionata!!!
Meglio Padova
La casa di Cura di Abano è una struttura privata, però è obbligata ad erogare anche servizio pubblico.
Sono abitante ad Abano Terme, per cui conosco molto bene la struttura.
Il Pronto soccorso è l'unico servizio convenzionato di buona qualità.
Vari episodi si sono susseguiti, ad esempio:
1) Mi sono recato al "policlinico di Abano Terme" per una clismaopaco al Retto, l'infermiera inizia il clistere e poi sparisce lasciando la del corridoio porta aperta e il sottoscritto con il sedere per aria mentre passano le persone che accedono agli ambulatori per il corridoio, era andata in cerca del medico, nel frattempo il dolore aumentava. Il medico non si è trovato, dopo un tempo interminabile mi ha fatto l'esame l'infermiera, lamentandosi che facevo fatica a stare fermo!
2) Nel 2002 mia madre veniva ricoverata in rianimazione per ictus, appena uscita da rianimazione (cinque giorni) volevano spedirla subito (due giorni dopo) a casa, servivano i letti ma mia madre non poteva essere dimessa; dopo le mie rimostranze il medico mi dice "questa è una struttura privata, deve produrre reddito", se voglio c'è posto nelle stanze a pagamento, gli dico che però non rifiuta i finanziamenti dall'USL per le apparecchiature, allora decide di tenerla altri 5 giorni. Tornata a casa il medico la fa ricoverare subito a Padova ove rimane un mese fino alla stabilizzazione dell'anticoagulante e per un'infezione intanto sviluppatasi.
I residenti delle zona conoscono bene la situazione dei convenzionati ricoverati e la evitano per quanto possibile.
In pratica i servizio non è un servizio pubblico.
Naturalmente nei "piani alti" si organizzano operazioni con luminari, ma questa è un'altra storia.
ricoveri per i "dozzinanti" (a prezzi molto elevati)
positivo
In generale sarebbe meglio, non solo ad Abano, ma in tutti gli ospedali, quando possibile poter inviare i risultati di alcune analisi specialistiche, tramite e.mail o con l'ausilio dove necessario di uno scanner e per ricevere poi un feed back dallo specialista direttamente sulla propria e-mail. Purtroppo forse ancora per una NON adeguata preparazione a questo cambiamento culturale sull'uso delle nuove tecnologie, non tutti i medici impiegano la mail per snellire alcune procedure di controllo sottovalutando così il valore di questi strumenti.
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