Ginecologia Ospedale Vercelli

 
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Esperienza negativa

Sono stata lasciata sola in camera per quasi tutto il travaglio. Solo quando sono arrivata a 7 cm, dopo aver chiamato ripetutamente e lamentato il dolore, hanno permesso al papà di entrare; solo allora mi hanno visitata e portata in sala parto.
Come se non bastasse, sono stata fatta passare per una madre che non vuole occuparsi di suo figlio, solo perché dopo 12 ore di travaglio — di cui 3 ore di spinte — e un’episiotomia, chiedevo il supporto di mia madre. Il mio compagno, durante le ore di visita restava con me poi giustamente tornava a casa a riposarsi e a occuparsi del cane. Per il personale non andava bene che mia madre stesse con me, perché secondo la loro visione “si sostituiva al padre”, cosa che per loro era inaccettabile.
La seconda notte, dopo che non dormivo da tre giorni, ho chiesto che mia madre potesse restare con me, perché non riuscivo nemmeno ad alzarmi a causa del taglio vaginale. Anche in quel caso si è scatenato il caos.
Un tempo le madri non venivano lasciate sole: c’erano le nonne, le parenti, una vera rete di supporto che aiutava la neomamma dopo il parto. Oggi, invece, sembra che ti vogliano sola, costretta ad arrangiarti, come se chiedere aiuto fosse una colpa. Non esiste più una vera comunità, e poi ci si stupisce quando accadono tragedie. Ricordo, ad esempio, la notizia di una mamma sfinita che il giorno dopo il parto si addormentò schiacciando la sua bambina: una donna che non avrebbe dovuto essere lasciata sola.
Per questo posso dire con certezza che non mi sono sentita ascoltata né compresa. Mi sono sentita giudicata, additata e abbandonata a me stessa, sia prima che dopo il parto.

Patologia trattata
Nessuna patologia, sono andata per partorire
Tipo di trattamento chirurgico e/o farmacologico ricevuto
Episiotomia
Esito della cura
Guarigione totale
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