Medicina di Urgenza Cannizzaro
Recensioni dei pazienti
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Personale aggressivo e maleducato
Mio padre è stato ricoverato in questo reparto medicina d'urgenza, dopo essere arrivato dal pronto soccorso già in codice rosso e in stato di coma, da subito le sue condizioni sono apparse molto critiche, l'entrata lì è mezz'ora al giorno, anche se trovo che sia molto poco però abbiamo rispettato le regole. Mio padre è stato lì per dieci giorni, se non ricordo male al sesto giorno mi chiamano dal reparto dicendomi che mio padre essendo molto grave era questione di ore, arriviamo in reparto ed entriamo una alla volta nella stanza, nell'orario di visita, trascorsa la mezz'ora ci buttano fuori, allora io chiedo gentilmente vista la situazione di mio padre che loro stessi avevano detto essere molto critica e che sarebbe deceduto in poche ore, che avevo il desiderio di restargli accanto fino all'ultimo, sono stata trattata peggio di uno straccio, poiché l'infermiera alla mia richiesta, mi sbatte la porta in faccia con una tale violenza che se per caso avessi avuto la mano appoggiata nella chiusura della porta mi avrebbe rotto le dita. Ho di nuovo bussato alla porta mi apre il medico e racconto tutto, non apre bocca poiché era palese che l'infermiera era stata una grande cafona, di sicuro avrei dovuto denunciare ma vista la situazione in cui mi trovavo con mio padre in fin di vita non ho avuto la forza di fare nulla. Spero solo che queste persone vengano licenziate perché per poter lavorare in un ospedale bisogna avere gentilezza e delicatezza.
Ricovero di mia madre presso Medicina d'urgenza
Pessime, anzi inesistenti, informazioni riguardo lo stato di salute della ricoverata.
Dimissioni di mia madre in condizioni pessime per quanto riguarda il suo stato di pulizia.
Mi rivolgerò all'URP del vostro ospedale.
Fate qualcosa per migliorare il pronto soccorso!!
Fate qualcosa, per questo reparto ci vorrebbe più pulizia! Più controllo e un reparto solo per il codice rosso. Non si può vedere quella quotidiana massa di persone nel corridoio buttate sulle barelle con sangue dappertutto! Non è giusto. Ci vuole più personale (e più professionalità..!!!).
Amara esperienza
Arzillo NOVANTASEIENNE in piena capacità intellettiva prima e dopo l'avvenimento.
Ricoverato alle ore 09,00 con tremendi dolori al capo (soffriva piangendo silenziosamente e con immensa dignità), malgrado le suppliche, al pronto soccorso si decidono di visitarlo alle ore 14,45; alle 19,00 fanno una radiografia ed una tac e si ritorna ancora in attesa in astanteria fino alle ore 21,00, prima di decidere il reparto di destinazione. Finalmente si esprimono! Diagnosi: problemi polmonari, pochi minuti e viene trasferito in medicina, sistemato in un lettino gli viene messo un pannolone e digiuno, assetato, fino al giorno successivo. L'indomani attaccano una flebo, nessuno dice cosa è e a che cosa serve; né medici, né tantomeno infermieri (rischio veloce allontanamento). Per ben due giorni non viene toccato fino a quando (forse per le nostre insistenze), un medico ci contatta e, dopo parole vaghe si esprime:- che volete, è ultranovantenne! Rispondo: allora dottore che dice, lo buttiamo dalla finestra? Replica: non volevo dire questo. Ma poi, la sostanza è che, lo stesso primario visitandolo e ascoltando da noi i sintomi esplode:- Ma che ci fa qui? Doveva essere portato in neurologia! Chi vi ha detto che sono problemi polmonari? Viene subito stilata una prima terapia. L'indomani fanno cambio lenzuola e finalmente pulizia personale, poi ci comunicano che possiamo continuare le cure a casa con i medici privati. L'indomani a casa trasferendolo nel letto scopriamo che il suo corpo aveva tre notevoli piaghe, una al tallone che ha richiesto l'aiuto del chirurgo. Le molteplici piccole ischemie non hanno determinato grossi problemi, ma la profonda piaga al tallone e soprattutto le due piaghe sul corpo- che impedendogli di stare su una sedia lo hanno costretto a letto fra raschiamenti e medicazioni dolorosissime- hanno minato il suo spirito e la sua volontà di vivere e stanco si è abbandonato alla morte.
Credo che gli ospedali siano per tutti: ricchi e poveri, piccoli ed ultranovantenni e credo pure che prima o poi tutti diventeremo vecchi, anche ultranovantenni! NESSUN COMMENTO!
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