Psichiatria 2 Ospedale Pisa
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Sono stato dal dottor Perugi dopo vari tentativi di curare la mia ansia, iperattivazione del sistema nervoso agli stimoli, insonnia e rimuginio costante con la quale combatto da 4 anni.
Dopo due parole di numero il dottore mi ha subito diagnosticato l’ADHD nonostante avessi già avuto risposta negativa ad dopo lunghi test in centri specializzati, parlando della mia infanzia con mia madre si è convinto che non fosse ADHD ed è virato immediatamente sul disturbo bipolare senza farmi parlare e soprattutto senza ascoltare minimamente la mia storia e i miei sintomi, ripetendomi a più riprese mentre se la ridacchiava “anche Trump è bipolare”, inoltre non ha voluto ascoltare le mie richieste disperate di necessità di riposare dicendomi dormire non ti serve a niente.
Il colloquio è durato 15 minuti, mentre ancora stavo cercando di farmi spiegare il perché di questa diagnosi (per la quale non ho mai avuto motivazioni) si è alzato ed ha aperto la porta smettendomi di rispondere e aspettando che uscissi. Inutile dire che i farmaci che mi ha prescritto si sono rivelati inutili e nonostante mi abbia detto di ricontattarlo ho provato a chiamarlo diversi giorni senza però ricevere alcuna risposta.
Per me una brutta esperienza
Molto competente e geniale in materia di medicina.
Il professore alla prima visita mi ha prescritto il Ritalin per ADHD adulto, dopo di che è "scomparso", nonostante i tentativi di contattarlo con i recapiti telefonici che mi ha lasciato, per quasi due mesi senza lasciare ulteriori indicazioni.
A causa di ciò ho dovuto interrompere la terapia una volta finito il farmaco.
Sono riuscito ad ottenere una risposta via email oggi stesso dal professore con spiegazioni ”controverse” su come funzionano le prescrizioni per farmaci classificati stupefacenti come il Ritalin, tant’è che la ASL, diversi ambulatori pubblici, il medico di base e la specialista che mi segue, davano spiegazioni molto diverse da quella del professore. In conclusione, il meccanismo che regola la prescrizione di questo farmaco è estremamente confuso e affatto chiaro.
Il professore mi ha diagnosticato come:
ADHD, bipolare e tossicomane.
Ha quindi lasciato al caso un paziente psichiatrico a rischio senza curarsene affatto.
Interrompere la terapia dopo un mese è stato come ritrovarsi a nuotare con le zavorre, sempre con la sensazione di stare per annegare e di resistere un altro po’.
Ad oggi la situazione non si è risolta.
Sono certo che sia uno scienziato eccezionale, ma d’altronde questa è stata la mia esperienza con lui.
Disturbo bipolare.
Tossicomania.
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