Cardiologia S. Eugenio

 
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Recensioni dei pazienti

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2.3
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
3.0

Intervento PFO

Vorrei mettere in guardia futuri pazienti che hanno problemi con il forame ovale pervio. I diversi esami eseguiti in altri ospedali, come il San Donato di Milano, non consigliavano la chiusura del forame. Dopo un incontro in clinica con il Prof. Gaspardone, senza indagini effettuate personalmente, propone a mio figlio appena maggiorenne la chiusura con la tecnica Noblestitch (punti di sutura). Durante l'intervento a mio figlio è stato impiantato un device, cosa non prevista e che non voleva mettere poiché è un corpo estraneo. Sono stata chiamata durante l'intervento e visto che il forame sì è ulteriormente aperto, il prof. ha dovuto impiantare il device.
Ho fatto esaminare il tutto da altri cardiologi importanti e hanno affermato che l'intervento non era indispensabile: da 8 mm. il forame si è allargato a 22 mm... In cartella clinica è stato riportato che è stato effettuato l'intervento per un difetto interatriale invece di scrivere esclusivamente PFO documentato, inoltre, da altri referti medici di visite precedenti.
Noi personalmente siamo rimasti molto delusi ed ulteriori chiarimenti non sono stati soddisfacenti e dal primo controllo effettuato risulta ANCORA un passaggio di bolle, benché minimo.

Patologia trattata
Forame Ovale Pervio 8 mm.


Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0

Esperienza negativa

Sono stata messa in lista a fine ottobre 2016 per l'impianto di pacemaker ed ho ricevuto il seguente trattamento.
Vengo avvisata con una settimana di anticipo che il ricovero e' previsto per il 15 novembre e che avrei avuto la conferma il 15 stesso.
Il giorno annunciato, intorno alle 11.00 viene confermato il ricovero ("..presentarsi alle 14.00 direttamente in reparto, operazione prevista per domani e dimissioni per il giorno successivo") ma mentre sto uscendo da casa per andare in ospedale, arriva una nuova telefonata con la quale mi informano della indisponibilità del posto letto per una urgenza. Pazienza, aspettiamo una nuova chiamata.
Nuova convocazione la mattina del 1 Dicembre con richiesta di presentarmi il giorno stesso alle 13.00 presso il reparto. Puntuale alle 13.00 mi presento, ma noto subito una stranezza in quanto, a detta della persona che mi ha accolto, il posto letto non sembrava più tanto sicuro. Il problema viene superato e finalmente vengo ricoverata in reparto. Mi viene spiegato che sarei stata operata il giorno seguente. Mi applicano un monitoraggio per tenere continuamente sotto controllo la mia disfunzione del nodo seno-atriale. La mattina del 2 dicembre mi fanno i prelievi e mi somministrano antibiotici tramite due flebo per l'imminente operazione. E' passata tutta la mattinata ed intorno alle 14.00 mi comunicano il rinvio al giorno successivo. Mattino successivo 3 dicembre: di nuovo 1 flebo di antibiotico e prelievi, camice verde e di nuovo attesa per essere portata in sala. A meta' mattinata la dottoressa di turno mi avvisa che c'è un problema: il cardiologo presente in reparto non impianta pace-maker. Rinvio al lunedì successivo. Vista la sequenza di rinvii e raccolte voci di corridoio (in base alle quali probabilmente non sarei stata operata nemmeno lunedì) alle 22.00 del 3 dicembre ho deciso di firmare e lasciare l'ospedale alla ricerca di uno un po' più serio. Il medico di turno ha cercato di dissuadermi in quanto a rischio di malore, ma hanno vinto la rabbia e il nervosismo accumulati.
Ho fatto un esposto dell'accaduto presso il "tribunale del malato" il 6 dicembre, ma ad oggi l'ospedale non si e' degnato di una risposta.

Patologia trattata
Disfunzione (mai trattata) del nodo seno-atriale.
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