Clinica Città Studi Milano

 
4.4 (124)

Recensioni dei pazienti

13 recensioni con 2 stelle

124 recensioni

 
(95)
 
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(5)
 
(13)
 
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Voto medio 
 
4.4
 
4.5  (124)
 
4.3  (124)
 
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Filtra per malattia, intervento, sintomo

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Per Ordine 
 
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0

Pronto soccorso

Il 6 gennaio 2019 il pronto soccorso funziona con un solo medico. Incredibile. Tempi di attesa assurdi.

Patologia trattata
Personale.



Voto medio 
 
2.3
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
2.0

Chirurgia

Mia madre e' stata ricoverata per sospetta neoplasia all'ilo biliare. Diagnosticata tramite esami di diagnostica per immagini, con successivo esito negativo in biopsia, dopo l'inserimento di stent biliari per fare rientrare i valori, muore dopo nemmeno un mese per sepsi.

Patologia trattata
Neoplasia.
Voto medio 
 
2.3
Competenza 
 
2.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
1.0

Richiesta intervento chirurgia plastica

Sono il marito di una paziente che in data 23/09/2016 si recava al ICCS a Milano dalla provincia di Ravenna per una visita in chirurgia plastica per richiedere in convenzione un intervento di dermolipectomia agli arti superiori causa severo calo ponderale. Il medico che visitò mia moglie le disse che sarebbe stato possibile effettuare l'intervento solo dopo un ulteriore calo ponderale, allegando anche certificazione medica dell'avvenuto dimagrimento. A questo punto mia moglie continua il suo percorso dietologico e comportamentale e raggiunge nell'arco di qualche mese l'obiettivo prefissato. Quindi richiediamo quindi all'istituto una seconda visita, che viene fissata in data 19/01/2017. Mia moglie viene visitata da un secondo medico, che le comunica che l'indicazione all'intervento in convenzione in quel momento c'era, però doveva passare dalla valutazione dell'unità operativa e della direzione sanitaria.. Ci dicono quindi di ricontattarli per una risposta via e-mail, oppure al telefono della chirurgia plastica entro una- due settimane.
Dopo circa una settimana comincio a chiamare al numero telefonico indicatomi in orario di lavoro. Il numero risultava sempre libero, ma non rispondeva mai nessuno. Dopo un paio di giorni decidevo quindi di inviare una e-mail (a cui non è mai arrivata alcuna risposta) e contattavo il centralino dell'istituto. Un centralinista mi diceva che il numero era giusto e di continuare a provare.
Dopo un altro paio di giorni di tentativi a vuoto, ricontatto il centralino dove una signora molto più efficiente del primo centralinista mi dice che a quel numero non risponde mai nessuno, ma mi chiede il nome del medico che aveva effettuato la seconda visita, indicandomi che il giorno dopo alle ore 17.00 aveva un turno di visite in un ambulatorio interno all'istituto e fornendomi, ripeto, molto gentilmente, il numero del suddetto ambulatorio. Il giorno dopo chiamo quindi il numero che mi era stato dato e intorno alle 17.30 parlo finalmente col medico in questione, che mi dice che si ricorda di mia moglie e che se avessi richiamato dopo circa 30 minuti mi avrebbe dato una risposta. Richiamo quindi alle 18.00 ma mi risponde una gentilissima signora dicendomi che in ambulatorio a quell'ora di medici non c'era più nessuno... Sentendomi preso in giro, a questo punto mi rivolgevo a un'altra struttura, dove l'intervento, avendone mia moglie diritto, è stato già programmato..
Oggi, a un mese e mezzo dall'ultima telefonata, ovviamente non siamo stati più contattati.

Patologia trattata
Dermolipectomia arti superiori.

Voto medio 
 
1.8
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
2.0

Tumore del colon

Mio padre, 85 anni, veniva ricoverato a fine agosto presso questo ospedale di Milano, per anemia, presso la Medicina Interna del dottor Pizzocri. Qui veniva sottoposto a diversi esami, tra cui una gastroscopia (che dava un quadro normale) ed una colonscopia, che mostrava un tumore del colon. Il medico del reparto proponeva un intervento chirurgico e chiamava il referente per la chirurgia oncologica. Si presentava a noi un medico, dottor Neciri, che si qualificava come grande esperto, nonché vice-primario di chirurgia. In sintesi, mio padre veniva operato in settembre da questo Neciri. Dopo neanche un giorno veniva riportato in sala operatoria e sempre lo stesso chirurgo ci diceva che aveva un'ulcera dello stomaco bucata. Da qui veniva trasportato in terapia intensiva, dove dopo pochi giorni mi veniva comunicato che erano presenti feci in addome ed il papà doveva essere rioperato. Dopo la terza operazione, sempre con il dottor Neciri che ogni giorno diceva che andava tutto bene, il papà veniva tracheotomizzato e moriva cosi in terapia intensiva senza neanche capire cosa gli fosse successo. Solo ora capisco perché diverse persone, anche nel cortile dell’ospedale, non parlavano bene della chirurgia. Ma proprio leggendo recensioni in questi giorni su casi simili, sembra che lì tutti ne siano informati, anche direzione sanitaria.
Da ringraziare la rianimazione, ove tutti i professionisti hanno fatto e cercato di salvare il papà.
L. Tumolo

Patologia trattata
Tumore del colon.
Voto medio 
 
2.3
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
3.0

Intervento ulcera perforata

Rivedere le competenze in un ospedale che si dice competente.
Come per il Sig. Coppola, anche mio padre è stato trattato presso la Chirurgia dell'ex Santa Rita ed operato dal primario Della Valle. Le complicanze sono state tantissime, tanto che mio padre per la severa malnutrizione e le infezioni, dopo sei mesi ancora non riesce ad uscire per la sua passeggiata. Abitiamo vicino all'ospedale e siamo stati portati in urgenza presso il pronto soccorso, dove è stata fatta la diagnosi di ulcera perforata. Il primario ha fatto l'intervento con il medico di Coppola e purtroppo non è andato bene. Pareri di chirurghi di altre strutture ci hanno detto che la tecnica non era corretta. Avendo avuto molte esperienze positive in questo ospedale in altri reparti, ho cercato un colloquio con i chirurghi. Il Della Valle mi parlava in uno studio senza guardarmi. Alcuni amici infermieri dell'ospedale, alla mia volontà di parlare con la direzione sanitaria, mi hanno sconsigliato di farlo.
C. Verderame

Patologia trattata
Ulcera perforata urgente.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
1.0

Se questo è un pronto soccorso...

Sono stato al pronto soccorso per una ferita che da piu' di un mese non guariva e che mi stava dando dei grossi fastidi.
In accettazione sono stato guardato da un medico o infermiere, il quale ha asserito che la mia ferita era ricoperta di tessuto necrotico e che doveva essere assolutamente tolto al piu' presto.
Dopo avermi classificato come codice verde, mi hanno chiuso in una stanza "bunker" che usano come sala di attesa, dove ho aspettato circa tre ore. Alla fine è spuntato un medico che dopo 2 secondi mi ha mandato via dicendo che si trattava di una ferita normalissima.
Per allietare la giornata, una infermiera mi ha consigliato di mettermi acqua di Lourdes. Sono andato dal mio medico di base che mi ha confermato che si tratta di tessuto necrotico e che mi ha prescritto una visita chirurgica per rimozione tessuto. Ovviamente non alla Santa Rita (o come si chiama ora questo centro...)
Per fortuna ora la mia gamba e' salva.

Patologia trattata
Ferita infetta arto inferiore.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
2.0

Frattura femore e patologie varie

Lo scorso anno mia mamma è caduta rompendosi il femore e procurandosi una preoccupante ferita alla testa. Chiamo subito il 118 (premetto che era una donna di 86 anni con patologie cardiovascolari e BPCO); viene indirizzata alla clinica Città Studi (ex Santa Rita) come da disposizione data alla ambulanza del coordinamento del 118. Ho chiesto al personale della autolettiga se potevano invece andare al Policlinico, in quanto la mamma da anni era in cura presso di loro con buoni risultati. Gli operatori mi hanno informata che al Policlinico ortopedia non c'è, e che comunque avevano ricevuto disposizione per Città Studi. Al P.S. dopo un attesa di circa mezz'ora, con la mamma che continuava a perdere sangue dalla testa, una persona presente ha sollecitato il personale del pronto soccorso ad intervenire. Le sono stati messi diversi punti di sutura ed ora si prospetta l'operazione al femore tra 2 giorni.
Tutto ok mi dice il medico dopo l'intervento.
Il giorno successivo al mattino mi reco in clinica, trovo la mamma in forte sofferenza e alcuni farmaci molto importanti, come i salvavita, inutilizzati sull'armadietto; quindi chiedo all'infermiera il perché, mi dice che loro non sono riuscite a somministrarli, di provare io - ma una telefonata potevano anche farla se avevano bisogno della mia collaborazione! Dopo 15 giorni è stata dimessa con piaghe da decubito, catetere e cattive condizioni fisiche.
A casa arriva l'infermiera della ASL per valutare una eventuale possibilità di cure domiciliari, ma giudica molto gravi le condizioni della mamma. Esclude tale possibilità compilando anche una relazione in tal senso. Due giorni dopo le dimissioni della Città Studi, a seguito di una grave crisi respiratoria, la mamma è stata d'urgenza ricoverata al PS del policlinico con l'intervento del 118. Il pronto soccorso mi comunica che la situazione è molto grave, ma che avrebbero fatto comunque il possibile non assicurando però risultati positivi. Dopo tre settimane di ricovero la mamma è deceduta.
Confermo che al policlinico l'hanno assistita con estrema attenzione e grande professionalità. Ogni ospedale dovrebbe offrire la migliore cura ai degenti. Purtroppo non è sempre così.

Patologia trattata
Frattura femore.
Voto medio 
 
1.5
Competenza 
 
2.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
2.0

Pronto soccorso e ortopedia

Il 118 ha trasportato mio padre presso il pronto soccorso dell'ex santa Rita, e 24 ore dopo l'hanno ricoverato in ortopedia 3° piano per una frattura scomposta al bacino e per un'ulcera diabetica piede sinistro (dopo 24 ore era tutto orinato addosso...).
Pessimo il pronto soccorso nella stanza BUNKER per l'osservazione e pessimo il trattamento in reparto. Il piede diabetico è stato medicato la prima volta dopo 3 giorni e sono 4 giorni che ci prendono per i fondelli dicendo che il paziente verrà operato al piede (che hanno fatto peggiorare con il loro menefreghismo).

Patologia trattata
LIEVE FRATTURA BACINO;
PIEDE SINISTRO CON ULCERA DIABETICA.
Punti deboli
tutti, anche il cibo lascia molto a desiderare; pochissimi infermieri professionali.
Voto medio 
 
2.3
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
3.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
2.0

Pronto soccorso

Circa un mese fa, per un malore, il 118 mi ha trasportata al pronto soccorso della clinica Città Studi; dopo il Triage, le mie condizioni sono migliorate e quindi non mi lamento delle quattro ore di attesa, ma della maleducazione dell'infermiera. Mentre mi eseguiva il prelievo venoso per gli esami, il telefono è squillato, mi ha lasciata con la siringa in vena che cadendo mi ha provocato una fuoriuscita abbondante di sangue e nei giorni seguenti faticavo a chiudere il braccio per via di un grosso ematoma. Il tutto senza un minimo di scuse da parte sua. Anzi, non mi ha neppure dato un pezzo di cotone per pulirli dal sangue. Purtroppo non ho preso il nome della gentile sig.na, che chiaramente ha sbagliato mestiere, visto che ci ha trattato tutti come "pezze da piedi". Vorrei solo dirle che se non riesce ad essere empatica, per lo meno cerchi di essere EDUCATA e PROFESSIONALE
Auguro alla sig.na, dato che la vita è una ruota, nel momento del bisogno di trovarsi ad avere a che fare con un'infermiera al suo pari!!!!

Patologia trattata
Malore.
Voto medio 
 
2.0
Competenza 
 
2.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
1.0

Pronto Soccorso Città Studi

Sono stata 6 ore in attesa con codice verde per esser rispedita a casa dopo una flebo di Toradol e la scusa che la Tac non poeteva essere eseguita in quanto il neurologo non era reperibile. Pessimi.

Patologia trattata
Nevralgia trigemino (presunta).
Punti deboli
Tempistica.
Voto medio 
 
2.0
Competenza 
 
2.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
1.0

Ernia cervicale

Ho dato voto "2" alla competenza solo perchè, dopo 14 mesi dall'intervento (ernia cervicale con la sostituzione del disco erniato con uno in titanio c5-c6), eseguito dal professore Oriani nel reparto di neurochirurgia, continuo ad avere dolore alla spalla. Il dottore sin dal primo giorno mi ha detto che tutto è andato bene, anche dopo la tac e le visite di controllo. Ho contattato altri medici e tutti mi hanno detto di rivolgermi a lui il quale, maleducatamente, mi ha detto "Basta me lo ha detto 40000 volte che ha questo dolore". Ho fatto anche la risonanza alla spalla nella quale si evidenzia solo un lieve quadro di inizio di artrosi, non compatibile con il dolore che io avevo anche prima dell'intervento. Non so cosa fare... a presto una vostra risposta.

Patologia trattata
Ernia cervicale.
Punti di forza
La brevità del tempo di attesa.
Punti deboli
Rimanere senza i familiari le notti dopo l'intervento.
Voto medio 
 
2.0
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
2.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
2.0

TROPPO FUMO E POCO ARROSTO

HO PERSO LA GAMBA SX PER LA INFEZIONE OSPEDALIERA DA GERMI MULTIRESISTENTI.

Patologia trattata
INFEZIONE PIEDE POST TRAUMA.
Punti deboli
MOLTA SUPERFICIALITA' NELLO SCAMBIARE UN PIEDE TRAUMATICO PER UNO DIABETICO - TERAPIA INSULINICA INUTILE, ANZI, CONTROPRODUCENTE PER STIMOLAZIONE ECCESSIVA DI GLUCAGONE E INNALZAMENTO GLICEMIA.
ECCESSIVA SUPERFICIALITA' NEL POST-OPERATORIO CON MEDICAZIONI INUTILI SENZA CERCARE LA CAUSA DELLE CALLOSITA' CON CUI CICATRIZZAVA IL PIEDE, MENTRE ALLA BASE C'ERA UNA OSTEOMIELITE DEL MONCONE.
Voto medio 
 
2.3
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
2.0

stroke unit

In base alla mia personale esperienza, non consiglio un ricovero in tale struttura.

Patologia trattata
ischemia cerebrale
Punti deboli
assistenza scarsa, medici poco disponibili, infermieri poco competenti e scortesi, tranne un paio. Caposala no comment.
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