Pronto Soccorso Ospedale Luigi Sacco
Recensioni dei pazienti
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Accettazione: educazione e capacità di interagire
Vado in p.s. per un dolore notturno che parte dalla spalla e arriva al braccio. Dolore fortissimo (nella famosa scala da 1 a 10 è un 9) e paura di un infarto. L’infermiere in accettazione potrebbe fare solo il buttafuori nei locali e il suo unico mestiere pare sia quello di scoraggiare e rimbalzare quelli che evidentemente per lui sono gli avventori di un locale. Dove non arriva con la maleducazione prova ad arrivare facendo del sarcasmo ma per farlo, come diceva mio padre, bisogna avere delle qualità che non tutti hanno. Ci sono tornato 2 volte in 4 giorni perché il dolore era refrattario a contramal, toradol e avevo bisogno di poter respirare interrompendo la sofferenza.
La prima volta almeno mi ha visto una dottoressa effettivamente comprensibilmente sbrigativa per la mole di lavoro a cui era sottoposta ma sicuramente cortese ed educata. La seconda volta sono andato via io verso il pronto soccorso di un altro ospedale in cui, Dio volle, sono stato ascoltato e compreso sia dal personale infermieristico che dal medico. Qui hanno quasi risolto il problema del dolore comprendendone la causa.
Rivolto agli infermieri del p.s. Dell’Ospedale Sacco: se non siete portati ai rapporti con chi magari soffre (cosa possibile visto che viene in ospedale) pensate a un altro mestiere che non vi metta nella condizione di far del male.
Medici a parte tutto da rivedere.
Pessima esperienza
UN medico in tutto il pronto soccorso! Attese lunghissime qualsiasi codice tu abbia. Non vi sono sedie a rotelle e barelle disponibili in attesa: qualsiasi sia il tuo problema, devi aspettare sulle sedie. Una volta che ti fanno entrare in triage non ti fanno assolutamente niente, semplicemente attendi ulteriori ore in un altro luogo. Inoltre qui i parenti non possono entrare e se chiedono spiegazioni vengono liquidati con prese in giro (il medico sta visitando il paziente in questione, quando in realtà era in corridoio). Dieci infermieri a ridere e scherzare davanti a persone in attesa da ore e ore.
Infine a mia sorella hanno somministrato del cortisone in vena anche se è assolutamente sconsigliato per il suo tipo di patologia. Pessima esperienza, ore di attesa inutili perché non si riceveranno alcuna cura nè risposta, come è successo a noi dopo 7 ore.
Reclamo per mancata assistenza
Arrivo da Novara al Pronto Soccorso del Sacco di Milano perché pare sia il migliore ospedale per le malattie infettive. Al PS presento un documento di referto che attesta un'infezione che va aggravandosi, presento anche forti crampi alla zona sovrapubica e perdite ematiche. Vengo mandata al pronto soccorso ginecologico. Qui ben due persone, Dottoressa o Infermiere, prima sostengono che non si tratta di un caso ginecologico (il mio referto è tratto da un tampone vaginale, come può non essere un caso ginecologico?); poi quando chiedo cosa fare e dico che ho forti dolori e perdite ematiche, mi mandano via con aria scocciata dicendo che non sembro così sofferente e che i medici hanno altro da fare. Sono stata mandata via! È stato il peggior servizio mai visto in vita mia e sono schifata da questo trattamento. Il fatto è accaduto oggi: 5/7/2016. Questo pomeriggio vedrò il mio medico di base e vedremo come procedere, ma devo far sapere io modo umiliante e pessimo in cui sono stata trattata qui.
Inefficienza
Ritengo sia tra i 3 peggiori P.S. dell'intera Lombardia.
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