Ipertensione Ospedale Padova

 
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Recensioni dei pazienti

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Crisi Ipertensiva

Dott. Cesari Maurizio, le scrivo a distanza di qualche mese per ringraziare Lei e il suo staff per la professionalità e competenza dimostrate nei miei riguardi per la soluzione del mio problema legato all'ipertensione che mi assillava da tempo.
Grazie alla Sua diagnosi e successiva terapia, iniziata circa a ottobre, i miei valori pressori ora sono rientrati nella normalità con il risultato di grande beneficio, facendomi passare i malesseri che avevo da anni (e che nessun prima d'ora aveva capito), mettendomi così nella condizione sia fisica che mentale di sentirmi bene.
Grazie. Grazie. Grazie.

Patologia trattata
Ipertensione.


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Ringraziamento per il Dr. Maurizio Cesari

Ho 70 anni ed ho avuto un episodio di fibrillazione atriale nel 2004, mai più ripetuto e trattato inizialmente con comuni anti ipertensivi.
Da allora però mi erano rimaste frequentissime e fastidiose aritmie diurne e notturne.
Poi, nel 2009 ho avuto modo di rivolgermi al dr. Maurizio Cesari, allora operante in clinica 4 dell'azienda ospedaliera di Padova, ed è iniziato un paziente lavoro di ricerca e di studio per eliminare i sintomi che avvertivo e personalizzare le terapie che in un primo momento sembravano avere un effetto limitato.
La professionalità e la costanza del dr. Cesari, che non si è mai accontentato che io stessi meglio, voleva assolutamente riuscire a farmi “star bene”, hanno dato infine ottimi risultati. Adesso, e da ormai molto tempo, non avverto più quelle fastidiosissime, e in alcuni momenti debilitanti aritmie.
La mia impressione è che come specialista non si limiti a guardare l'organo di suo interesse, che sappia invece guardare alla patologia con un'ottica complessiva e integrata, che prenda in considerazione lo stato generale della persona.
Quindi desidero ringraziarlo pubblicamente anche perchè, alla professionalità unisce una disponibilità rara e un interesse per il paziente che fanno parte integrante della cura e rappresentano una rassicurazione davvero impagabile.

Patologia trattata
Fibrillazione atriale, ipertensione e ipercolesterolemia.
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Un esempio di eccellenza

Dopo 10 anni di sofferenze per una seria ipertensione non controllata, con cambi continui di farmaci e visite di illustri cardiologi, sono finalmente venuta a conoscenza del reparto in questione. Ho avuto il privilegio di essere seguita dal Dott. Maurizio Cesari, che con grande professionalità e competenza ha inquadrato da subito il problema e mi ha fornito cure specifiche e indagini mirate. Dopo soli 3 mesi ha centrato la diagnosi e grazie ad un intervento mi ha ridato salute e gioia di vivere. Davvero unica la sua disponibilità a continui contatti telefonici/via email, ulteriore segnale di attenzione e considerazione del paziente come persona e non come caso clinico.
Un sentito ringraziamento al Dott. Cesari e al suo staff che con sincera cordialità mi ha seguito.

Patologia trattata
Ipertensione arteriosa.


Voto medio 
 
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Competenza 
 
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Crisi ipertensiva

A seguito di crisi ipertensiva sono stata indirizzata al Dott. Maurizio Cesari, la cui professionalità e competenza si sono rivelate preziose per la soluzione del mio problema, con la massima disponibilità (anche telefonica) nonostante la mole del lavoro ospedaliero. A lui i miei più sentiti ringraziamenti.
Ringrazio anche l'infermiera Chiara, che con la competenza, la gentilezza e il sorriso, sa accogliere le persone che quotidianamente si presentano al suo ambulatorio.

Patologia trattata
Ipertensione.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
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5.0
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5.0

Visita per sintomi di ipertensione

Ho 51 anni e da poco ho realizzato di aver problemi di ipertensione.
A seguito di una serie di esami iniziali, sono stato sottoposto a check-up da parte da parte del Dott. Maurizio Cesari.
Sono rimasto positivamente impressionato dalla meticolositá e completezza in fase di analisi, effettuata con le varie apparecchiature a disposizione dedicando tempo e totale attenzione, nonché dalla diagnosi e disamina estremamente professionali. Queste hanno considerato la mia persona, stile di vita e circostanze personali. Le cure e consigli ricevuti stanno dando risultati iniziali positivi che contiamo continuino nella direzione auspicata.
Ringrazio quindi il Dr Cesari e tutto lo staff a supporto, sempre gentile e disponibile, pur evidentemente soggetto a considerevole pressioni lavorative.

Patologia trattata
Ipertensione.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
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Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
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5.0

Finalmente la cura per la mia pressione alta

Volevo riportare la mia esperienza presso il Centro dell'Ipertensione
di Padova. Ho 52 anni e da circa 10 anni nessun medico era riuscito a
capire perchè avessi la pressione alta e a curarmi bene. Nel 2017 sono stata visitata due volte dal Dr. Cesari che lavora in questo centro, che é riuscito in poco tempo a trovare la cura giusta per me, facendomi
passare tutti i malesseri che avevo da anni. Il Dr. Cesari ha dimostrato estrema cortesia e professionalità ed inoltre si è reso disponibile al telefono (cosa che capita raramente tra i medici).
Ottima impressione.
Caterina

Patologia trattata
Ipertensione.
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

professionali

Dopo aver trascorso diversi mesi di ansie e preoccupazioni a fianco di mia madre, cardiopatica con un problema ipertensivo che i tanti medici incontrati non hanno saputo risolvere, decine di corse in ambulanza, svariati consulti e la preoccupazione che cresceva perchè questi medici, non solo non capivano il problema ma ci creavano uno stato di ansia sempre maggiore con il loro comportamento un po saccente. Poi abbiamo trovato il Prof. Achille Pessina, professionista di grande esperienza e umanità che non solo in brevissimo tempo ci ha reso la vita migliore, ma ha saputo offrire un rapporto umano, quasi confidenziale, permettendoci anche di capire ogni minima problematica e spiegandoci dettagliatamente ogni cosa, perfino durata ed effetti secondari di ogni medicina. Certamente lo consiglio .....

Patologia trattata
ipertensione
Voto medio 
 
4.8
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
4.0

paziente

Il mio problema non è stato e non è tutt'ora di

facile soluzione ma solo con loro e in particolare con il Prof. Pessina sono riuscita a vedere un inizio di miglioramento perchè a differenza di altri posti qui hanno preso in considerazione tutti gli aspetti del problema e non solo una parte come mi è successo in questi ultimi due anni di continui tentativi tra vari ospedali e reparti dove, ho visto a mie spese, hanno lavorato sempre a "comparti stagni" dimenticando spesso che noi pazienti siamo delle persone e non delle macchine assemblate che, quando si rompono, si smontano e i singoli pezzi vanno portati nei "reparti appositi" per essere riparati e poi riassemblati.......quindi ben venga la qualità ma non a scapito del paziente perchè secondo me un contatto "più umano" a volte vale mille volte di più di una visita dal luminare di turno che ti tratta come un numero.

La quarta medica per fortuna rispecchia ancora l'idea di un posto valido e "umano" dove potersi curare con intorno personale sempre disponibile, professionale e gentile. Sto già consigliando questo reparto a tutte le persone che mi chiedono consiglio per problemi simili ai miei anche se è distante da dove abito. Grazie a tutti voi per la dedizione che dimostrate per il vostro lavoro e per noi....

Patologia trattata
Ipertensione severa e iperaldosteronismo
Voto medio 
 
5.0
Competenza 
 
5.0
Assistenza 
 
5.0
Pulizia 
 
5.0
Servizi 
 
5.0

Ringraziamenti

Devo ringraziare il primario prof. A. PESSINA e tutto il personale per la gentilezza e la sollecitudine,oserei dire affettuosamente rassicurante, che hanno sempre dimostrato nei miei confronti ogniqualvolta ho avuto necessità di rivolgermi al reparto. La stessa opinione è condivisa da tutti i pazienti che ho avuto modo di incontrare nella struttura. Pur essendo dislocata in un vecchio edificio, la CLINICA MEDICA 4 è pulita e ordinata, il personale è efficiente, dicreto, rapido e sempre sorridente. L'atmosfera luminosa ma soft. Tutto è estremamente efficiente. Il grado di eccellenza segnalato dal "Corriere della Sera" è giustamente meritato.

Patologia trattata
ipertensione
Voto medio 
 
2.5
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
4.0

Cardiopatia ischemica

Un grande medico mi ha aiutata ad accettare psicologicamente la mia condizione, che inizialmente mi deprimeva. Mi ha dato preziosi consigli oltre ad avermi curata con la massima professionalità. Questo grande uomo è il dott. Mormino Paolo. La mia stima infinita va soltanto a lui, ma ora purtroppo non lavora più in Clinica 4.

Patologia trattata
Cardiopatia ischemica.
Voto medio 
 
4.0
Competenza 
 
4.0
Assistenza 
 
4.0
Pulizia 
 
4.0
Servizi 
 
4.0

degenza post setticemia

vorrei segnalare un unico episodio, che mi auguro non rappresentativo. MIo padre è ricoverato in clinica 4 da alcuni giorni, dopo 31 gg in rianimazione a causa di una infezione, setticemia, molto grave che lo ha messo in serio pericolo di vita. Grazie ai medici eccezionalmente professionali e presenti della rianimazione giustiniani 2 è uscito da questa situazione. Mi astengo dall'esprimere giudizi negativi sulla clinica 4, ma segnalo però che venerdi sera ho richiesto l'aiuto della dottoressa di guardia alle ore 18.50, perchè mio padre, con tracheotomia, accusava male alla gola. La dottoressa si è presentata alle 22.10, dopo due mie ulteriori richieste di venirlo a vedere. Inizialmente non voleva visitarlo perchè si era addormentato.. (ma si è mai sentita una cosa del genere???) e dopo mia insistenza lo ha controllato. Capisco le urgenze, il super lavoro, ma come si fa a liquidare il tutto dicendo che un mal di gola (ricordiamoci la tracheotomia) non ha la priorità? Come è possibile prima di avere appurato effettivamente di cosa si trattasse? Io spero questo sia un caso.

Patologia trattata
degenza post setticemia
Voto medio 
 
2.3
Competenza 
 
3.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
3.0
Servizi 
 
2.0

Visita di controllo

Mi sono recato presso l'ospedale di Padova al centro ipertensione arteriosa per la prima visita di controllo. Provenendo da un altro ospedale e da un'altra città, ho scelto questo centro dopo essermi informato sulle competenze. Essendo la prima visita, pur avendo l'esenzione per patologia mi è stato chiesto di pagare la visita, cosa che ho puntualmente fatto. La mia recensione però vuole mettere a fuoco il comportamento del medico che mi ha visitato. Essendo la prima visita, mi ero preparato un brevissimo scritto con le indicazioni della terapia in atto che ho consegnato al Dott. Cesari. Alla prima domanda che mi ha posto, cerco di rispondere cercando di far conoscere al meglio le mie problematiche, vengo interrotto bruscamente e mi sento dire con tono fermo e deciso ai limiti dell'interrogatorio, che dovevo rispondere sì o no, altrimenti lui dice "tra 45 minuti siamo ancora qui". Mi sono raggelato e non volevo credere a quelle parole, ho proseguito la visita in uno stato di gelo dove ripetevo sì oppure no alle domande del medico. Allora io mi chiedo, ma come è possibile che un medico esperto si esprima così con un paziente, che tra l'altro ti sceglie venendo da un'altra città, paga la visita e si mette nelle tue mani? Vi immaginate se un cliente venisse da me per farsi la casa, e io lo obbligassi a rispondermi sì o no alle mie domande...
Vuole il riscaldamento a pavimento SI o NO ?
Vuole il pavimento in legno SI o NO ?
Tra l'altro avevo necessità di chiedere alcune cose circa la terapia, ma visto il trattamento me ne sono guardato bene.
Questa è stata la mia esperienza.
Giorgio

Patologia trattata
Ipertensione arteriosa.
Voto medio 
 
1.3
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
2.0
Servizi 
 
1.0

Mi hanno rovinato la vita

Salve, sono Gabriele, un ragazzo di Brindisi, ed ho 18 anni.
La premessa è che, senza l'amore della mia famiglia che mi ha dato la forza per sopravvivere a tutto questo, ora non sarei qui a scrivere, quindi vorrei ringraziare col cuore i miei genitori e mio fratello.
Nel marzo del 2012 (a 15 anni) abbiamo casualmente scoperto, provando uno sfigmomanometro, che avevo la P.A. altissima e asintomatica, con valori di 185/90.
Sono stato ricoverato ad aprile nel reparto di endocrinologia dell’ospedale di Brindisi, dove sono stato sottoposto a controlli cardiologici, ematologici, oculari e alle ecografie ai reni, ai surreni e alla tiroide. Non avendo i medici riscontrato alcun problema, sono stato dimesso dal reparto con diagnosi da definire. Prima del ricovero in ospedale, avevo già effettuato controlli cardiologici e l’ecografia a tiroide, reni e surreni presso lo studio Calabrese a Cavallino (LE). Dai controlli effettuati presso questo studio e in ospedale non era emerso nulla, ma già in quelle ecografie, un occhio esperto, avrebbe notato la differenza tra i due reni (il sinistro molto irrorato, mentre il destro poco).
Durante l’estate la P.A. è stata tenuta sotto controllo con “Giant” e alla fine di agosto sono stato visitato dal dottor Quirico Capellini, endocrinologo di Mesagne (BR). Quest’ultimo, non avendo riscontrato nessuna patologia, ha consigliato di sospendere “Giant” e di rivolgerci al centro universitario di Pisa.
La P.A. senza la terapia con “Giant” sembrava tenere bene, con valori di 125/75.
Mentre decidevamo a chi rivolgerci, una sera di ottobre ho avuto una fortissima tachicardia. Ci siamo recati al pronto soccorso dell’ospedale di Brindisi, dove hanno riscontrato una P.A. di 200/100 e hanno deciso per il ricovero nel reparto di pediatria. Neanche il cardiologo pediatra, il dott. Rosati, ha riscontrato alcun problema, ma ha preteso un’ecografia renale eseguita da un nefrologo.
La nefrologa che ha effettuato l’ecografia, la dott.ssa Schiavone, ha subito notato che il rene destro era sofferente, un po’ diverso dall’altro. Ha deciso di approfondire i controlli con un’angio-tac, che ha evidenziato una stenosi renale destra per cui l’arteria a ridosso dell’aorta e per un lungo tratto era sottilissima.
I medici dell’ospedale di Brindisi ci hanno spiegato che per questa stenosi la dilatazione non sarebbe stata possibile. Essendo l’arteria ricoperta di materiale fibroso, perciò molto resistente, bisognava effettuare un intervento di by-pass. Abbiamo cercato il miglior chirurgo vascolare, con la speranza che a Brindisi avessero sbagliato e si riuscisse ad evitare il by-pass. A Padova c’è il miglior chirurgo vascolare di tutta l’Europa (così si dice), il prof. Grego, al quale abbiamo inviato il dischetto dell’angio-tac. Stranamente il prof. Grego non ha voluto neanche visitarmi, ma ci ha consigliato di rivolgerci al prof. Gianpaolo Rossi, endocrinologo, anche lui di Padova, col quale aveva già discusso circa la mia stenosi.
A dicembre 2012 siamo finalmente andati a Padova dove, in seguito a visita privata, mi ha fatto ricoverare nella clinica medica IV, di cui è direttore, per tentare la rivascolarizzazione del rene. L’intervento di dilatazione è stato effettuato con una pressione di 14 atmosfere dal prof. Diego Miotta, radiologo interventista.
Siamo tornati a Brindisi e l’intervento sembrava riuscito. La P.A. sembrava controllata, ma in pochi giorni ha cominciato a risalire con valori di 145/70.
A gennaio ci siamo recati di nuovo a Padova e l’ecocolor-doppler evidenziava una re-stenosi dell’arteria renale destra. Lo stesso giorno si è tentata una nuova dilatazione: il prof. Miotta ha insistito effettuando sull’arteria una pressione di 17 atmosfere, non ottenendo nessun risultato. Hanno perciò usato un cutting balloon, senza informarci dei rischi di questo tentativo.
Apro una piccola parentesi: >
Durante l’operazione (ovviamente) l’arteria è stata lesionata causando un’emorragia interna. Per riparare questa lesione, però, serviva uno stent, che non avevano, e sono andati a prenderlo da un altro ospedale. Sono stato un'ora ad aspettare quel dannato stent, con delle lame infilate nell'arteria (quelle del cutting balloon che non potevano rimuovere, perchè fungevano da tappo provvisorio per l'emorragia).
Finito l'intervento, il dottor Giampaolo Rossi è uscito dalla sala operatoria dicendo ai miei genitori che era tutto ok, e che c'era stata solamente una "lieve emorragia" dovuta al cutting balloon.
Sono stato ricoverato a Padova per 12 giorni, avendo per le prime 24 ore dolori atroci e insopportabili, e per più di una settimana febbre fortissima fino a 40°C, curata con 2 diversi antibiotici al giorno. Si è dovuti ricorrere alla trasfusione di 2 sacche di sangue per farmi riprendere e riportare a livelli accettabili l’emoglobina.
Col passare dei giorni, parlando col prof. Miotta, ci siamo tranquillizzati, perché ci ha spiegato che l’errore era successo cercando la soluzione migliore. Ormai lo stent era lì e avrebbe aiutato quel rene a vivere al meglio per il maggior numero di anni… questa è la spiegazione che ci veniva data.
A febbraio siamo tornati a Padova per la terza volta per fare la scintigrafia. Nessun risultato ci è stato anticipato al termine dell’esame.
Alla fine di febbraio, per telefono, ci è stato comunicato quello che ERA STATO TACIUTO e che I MEDICI DI PADOVA GIA' SAPEVANO NELL'IMMEDIATEZZA DELLA LESIONE DELL'ARTERIA. L’emorragia e i conseguenti trombi avevano causato sin da subito LA PERDITA DEL RENE. I medici sapevano tutto anche perché, il giorno dopo la procedura di angioplastica, ero stato sottoposto all’angioTC addome e all’ecocolor doppler renale di controllo.
E visionando con un radiologo amico (a Brindisi) le immagini del momento dell’emorragia, si vedono chiaramente i trombi che entrano nel rene e ne bloccano il funzionamento.
In seguito abbiamo capito, da una serie di fattori, che a Padova, senza avvisare e SENZA FAR FIRMARE ALCUN CONSENSO INFORMATO, FACENDO RISCHIARE LA VITA AD UN RAGAZZINO DI 16 ANNI, hanno tentato una dilatazione che già sapevano impossibile su una stenosi di tipo raro.
Ora, PER COLPA LORO, SONO COSTRETTO AD ASSUMERE 4 MEDICINALI AL GIORNO PER TENERE SOTTO CONTROLLO LA PRESSIONE: Adalat Crono 60mg, Lobivon 5mg e Triatec 5mg mattina e sera.
Ma la cosa che mi fa infuriare più di tutte, è che ora le mie difese immunitarie sono bassissime, persino a distanza di 2 anni! Non posso subire alcun colpo d'aria, non posso sudare troppo o qualsiasi altra cosa, perchè mi debilito all'istante. Più volte alla settimana sono con il raffreddore, con debolezza e con altri svariati malanni. Io, che sono sempre stato un ragazzo resistente e temperato, ora MI RITROVO A NON POTER FARE QUASI PIU' NULLA!

Ora concludo ringraziando chi ha avuto la pazienza di leggere ciò che ho scritto, e con la speranza che la mia esperienza non sia stata vana, ma che possa essere stata utile a qualcuno nella decisione per la propria salute.

Patologia trattata
Rara stenosi all'arteria renale destra.
Voto medio 
 
1.0
Competenza 
 
1.0
Assistenza 
 
1.0
Pulizia 
 
1.0
Servizi 
 
1.0

Incuria

Mio padre è stato ricoverato nel suo reparto, clinica medica 4. Credendo di trovarsi tra colleghi amici si è affidato completamente a loro. I problemi non erano i colleghi professori, ma le infermiere-i che lo trattavano (pur conoscendolo perfettamente visto che era in reparto ogni giorno da professore con uno scodazzo di specializzandi), come un qualunque paziente. Visto che di solito era mio padre, il prof. Mormino, a portare gli specializzandi ogni mattina a fare il giro dei pazienti, quindi suggeriva agli infermieri come comportarsi, e la terapia adeguata per ogni paziente perché lui li aveva tutti a cuore. Quando è successo a lui di essere ricoverato per una grave patologia, i medici, suoi colleghi, si sono eclissati. Gli stessi infermieri improvvisamente si sono fatti aggressivi, dovevamo combattere ogni giorno per battibecchi inutili e soprattutto dannosi per papà, che ascoltava tutto. Che schifo sentire un'infermiera, a tre giorni prima della morte di papà, dire ad una collega " Ascolta, e questa novità quanto deve durare? " (in dialetto veneto naturalmente). Soltanto perché papà ci teneva all'igiene ed un po' di acqua era uscita dalla doccia... e... basta così, è troppo doloroso per me continuare.
Evitate di svolgere un lavoro che non vi soddisfa.

Patologia trattata
INFARTO.
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